Un selfie a Sua signora Concorrenza

Un passo avanti nell’energia, una retromarcia assurda nei trasporti
Un selfie a Sua signora Concorrenza

Un passo avanti nell’energia, un enorme passo indietro nel trasporto pubblico. Se dovessimo scattare un selfie a Sua signora Concorrenza, questa sarebbe l’immagine restituita oggi. Il mercato libero dell’elettricità e del gas è infatti la scelta più efficiente per i consumatori capaci di orientarsi tra le offerte migliori. Chi ha voluto scegliere liberamente l’operatore più conveniente anziché legarsi ai servizi a maggiore tutela – con tariffe fissate trimestralmente dall’Autorità per l’Energia – ha risparmiato fino a 96,7 euro l’anno, 20 euro in più rispetto al 2014. Se dovessimo guardare al vantaggio per i consumatori, dice uno studio del think tank Nomisma, a questo punto il Parlamento dovrebbe procedere a liberalizzare totalmente il settore, come ipotizzato in sede di discussione del ddl concorrenza.

 

Nel trasporto ferroviario, invece, l’Italia ha compiuto una retromarcia paradossale. Nel recepire la direttiva europea sulla concorrenza, giovedì scorso, il governo Renzi ha sia violato lo spirito della normativa adottata sia mortificato l’Autorità dei trasporti, arbitro del mercato creato dal governo Monti. L’Autorità è ridotta a un ruolo ancillare: verrebbe solo consultata nel determinare il canone minimo di utilizzo della rete ferroviaria – un costo fisso – e la definizione del sovrapprezzo lo deciderà il ministero dei Trasporti. Inoltre avrà potere sanzionatorio nullo perché il decreto fissa un tetto massimo per le sanzioni, a tutto vantaggio dell’operatore che ha più introiti. Ha ragione chi intravede, tra i cavilli, la mano del monopolista della rete Rfi, del gruppo Ferrovie dello stato, e chi, come Ntv, è preoccupato per l’erosione della concorrenza e si farà sentire a Bruxelles.

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