Dell’ambiente e delle pene

C’è la voglia del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, di parlare di “svolta”, di “data storica”, di ricordare che “per la prima volta inseriamo nel diritto penale i delitti contro l’ambiente, per cui s’interveniva facendo riferimento a reati più generici”.
Dell’ambiente e delle pene

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti (foto LaPresse)

C’è la voglia del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, di parlare di “svolta”, di “data storica”, di ricordare che “per la prima volta inseriamo nel diritto penale i delitti contro l’ambiente, per cui s’interveniva facendo riferimento a reati più generici”. Vero, articoli così generici da riguardare altri ambiti – 434 (crollo di costruzioni e altri disastri dolosi) e 437 (rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro). Il Parlamento ha voluto colmare una lacuna ventennale, evidenziata nel 2008 dalla Corte costituzionale, inserendo nel codice penale le fattispecie di inquinamento ambientale, disastro ambientale, delitti colposi contro l’ambiente e altre. Festeggiano il M5s, giubila la corrente “verde” del Pd, gongola il governo. Per ora è una vittoria mediatica. La sostanza è da verificare. L’impianto non è perfetto e che sia “perfettibile” lo dice anche uno dei promotori, Ermete Realacci.

 

Ma come si potrà rimediare ex post, vista l’approvazione tombale? Consci dei difetti non s’è voluto cambiare una virgola – le elezioni regionali incombono – a parte aver rimediato alla criminalizzazione dei cannoni ad aria compressa (air gun) usati in tutto il mondo da compagnie petrolifere e istituti di ricerca  per l’ispezione dei fondali marini. La “genericità” del reato resta. Gli emendamenti apportati dal Senato al testo approvato dalla Camera, martedì diventati definitivi, producono norme su inquinamento e disastro così vaghe da essere ardue da intepretare, contrarie al principio di tassatività delle norme penali e perciò a rischio incostituzionalità e ricorsi. Un disincentivo alle bonifiche. Oltre al fatto che un ipotetico imprenditore indagato deve concludere i lavori di bonifica prima dell’inizio del dibattimento per avere uno sconto di pena (“ravvedimento operoso”). Cosa materialmente impossibile. Così l’ambiente ci guadagna davvero?

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