Il disastro Juncker

L’annuncio da parte della Commissione Juncker di un’indagine sul settore dei taxi è stato interpretato come il primo passo per dare un quadro regolamentare europeo a Uber e app simili. Ma, come sostiene il direttore dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, non è per forza una buona notizia.
Il disastro Juncker

Jean-Claude Juncker (foto LaPresse)

L’annuncio da parte della Commissione Juncker di un’indagine sul settore dei taxi è stato interpretato come il primo passo per dare un quadro regolamentare europeo a Uber e app simili. Ma, come sostiene il direttore dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, non è per forza una buona notizia. E non solo perché classificando Uber come un servizio di taxi, invece che un fornitore globale di servizi tecnologici, il diritto di circolare liberamente nell’Ue potrebbe essere negato. Il problema di fondo è che, negli ultimi anni, la Commissione si è trasformata da campione della concorrenza, che in nome degli interessi di tutti gli europei apriva a Ryanair e alla telefonia mobile, a freno dell’innovazione per far prevalere gli interessi acquisiti.

 

Con la presidenza di Jean-Claude Juncker, nonostante la retorica sugli investimenti, la deriva si sta accentuando. Le accuse antitrust contro Google – su ispirazione dell’editore tedesco Axel Springer – rivelano una pericolosa cecità sull’evoluzione tecnologica. Chi invece ha abusato di posizioni nazionali dominanti viene tutelato. Il pacchetto ferroviario, che doveva sancire la separazione totale tra rete e operatori, è stato annacquato per non smembrare la tedesca Deutsche Bahn. Nel settore aereo, gli aiuti di stato alle ex compagnie di bandiera tengono in vita modelli di business del secolo scorso. Sul piano Juncker da 315 miliardi è in corso un braccio di ferro tra la Commissione, che intende promuovere infrastrutture statali sponsorizzate dai governi, e la Bei, che vuole finanziare solo progetti a partecipazione privata sulla base di qualità e redditività. Preferendo la pianificazione politica al mercato, Juncker non permetterà mai all’Europa di partorire una Uber.

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