Continua a crescere la fiducia di consumatori e imprese

Secondo i dati diffusi dall'Istat, l'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. L'indice sulle imprese cresce a 103,0 da 97,5 di febbraio
Continua a crescere la fiducia di consumatori e imprese

foto LaPresse

Cresce a marzo la fiducia di consumatori e imprese. Secondo i dati diffusi dall'Istat, l'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), mostra un deciso miglioramento, salendo a 103,0 da 97,5 di febbraio.

 

Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0. I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a -3 da 10).

 

Sul fronte delle imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0), Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia, seppur lievemente, le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi).

 

[**Video_box_2**]Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10).

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