Anche la Germania mette al bando Uber. La battaglia legale continua

La società americana di servizio alternativo ai taxi non molla. Battaglia in appello, oltre che a Bruxelles
Anche la Germania mette al bando Uber. La battaglia legale continua

LaPresse

Con una sentenza di cui non sono ancora state depositate le motivazioni, ieri il Landgericht di Francoforte ha dichiarato fuori legge UberPop, l'applicazione della multinazionale americana che in molte città del mondo permette di ottenere passaggi da autisti senza licenza a costi molto contenuti. Si tratta dell'ennesima pronuncia di tribunale che bandisce UberPop dalle strade delle città tedesche in cui per ora operava, ossia Monaco di Baviera, Amburgo, Berlino, Francoforte e Düsseldorf. Secondo quanto è stato possibile ricostruire dalle informazioni della stampa tedesca, la Corte di primo grado di Francoforte avrebbe ravvisato una violazione del diritto della concorrenza ai danni dei taxisti che si erano costituiti in giudizio tramite una delle loro associazioni, Taxi-Deutschland. In particolare, secondo i giudici, non sarebbe conforme alle leggi tedesche e in particolare alla legge sul trasporto dei viaggiatori (Personenbeförderungsgesetz) offrire un servizio di trasporto pubblico con conducente senza essere provvisti di licenza, né assicurare pienamente driver e viaggiatore in caso di incidente. Uber istigherebbe quindi i cittadini tedeschi alla violazione della legge.


La società americana, che ha già promesso di voler proporre ricorso presso l'Oberlandesgericht (la Corte di Appello), sostiene viceversa che, per offrire passaggi, non sarebbe necessario essere in possesso di alcuna licenza e la piattaforma consentirebbe soltanto di collegare meglio domanda e offerta di passaggi. Se così fosse, ha però commentato beffardo uno dei giudici in aula, il servizio dovrebbe essere gratuito. Il ragionamento della società californiana era già stato contraddetto lo scorso autunno da due sentenze della Corte amministrativa d'appello di Amburgo e della Corte di primo grado di Berlino, che pure in un primo tempo avevano rimosso i provvedimenti cautelari, facendo ipotizzare che Uber potesse vincere la causa anche nel merito. La battaglia legale di Uber, per avere un qualche successo, dovrà insomma proseguire a livello sovranazionale.


[**Video_box_2**]Nel comunicato diramato ieri dopo la sentenza, la società di San Francisco ha infatti reso noto che, pur credendo che la piattaforma sia perfettamente compatibile con le norme di diritto interno tedesco, ha già presentato un esposto anche a Bruxelles presso la Commissione europea, dal momento che i divieti irrogati dalle autorità tedesche violerebbero la libertà di stabilimento, così come garantita dai Trattati. Nonostante la Corte di Francoforte, al pari di quella di Amburgo e Berlino, abbia stabilito che per ogni nuova violazione contestata sarà comminata una sanzione pari a 250.000 euro, Uber ha fatto sapere che l'applicazione rimarrà attiva a Monaco e Francoforte, mentre ha precisato che la sentenza non tocca comunque gli altri servizi offerti dal gruppo, ossia UberBlack e UberTaxi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi