Fare impresa non è un crimine

Sul Corriere della Sera, domenica scorsa, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi riconosce che “è difficile non guardare con positività al futuro”: cosa confermata dai dati Inps, con 76 mila imprese che nei primi venti giorni d’attuazione della legge di stabilità hanno chiesto gli incentivi per assumere.
Fare impresa non è un crimine

Giorgio Squinzi (foto LaPresse)

Sul Corriere della Sera, domenica scorsa, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi riconosce che “è difficile non guardare con positività al futuro”: cosa confermata dai dati Inps, con 76 mila imprese che nei primi venti giorni d’attuazione della legge di stabilità hanno chiesto gli incentivi per assumere. Ciò al netto del Jobs Act. Ma Squinzi aggiunge: “Per usare una metafora ciclistica ci fanno correre con due pietre nella maglietta e altre rischiano di caricarcene”, citando le norme in discussione su reati ambientali e falso in bilancio. Per le prime “se non si distingue tra chi ha un incidente e si attiva per riparare e chi inquina per scelta criminale, è come affermare che gli imprenditori sono malfattori per definizione”. Quanto al falso in bilancio: “Per quale motivo non si distingue tra errore e dolo?”.

 

La fretta di approvare così com’è il ddl sui reati ambientali – urgenza manifestata dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – è simboleggiata dal tuìt in voga #neancheunavirgola e da una ridodante campagna mediatica. La definizione di reato ambientale lascia però ai pm ampia discrezionalità su “pericolo d’inquinamento” e “alterazione irreversibile dell’ecosistema”. Il che rischia di trasformare i consulenti dell’accusa, che dovranno produrre perizie in quantità, in periti giudiziari (non solo ambientali). Il diritto penale invece dovrebbe sanzionare condotte illecite definite e incontestabili. Una presunzione di colpevolezza che trasforma automaticamente un imprenditore in un criminale. Idem per il falso in bilancio: pur con gli emendamenti governativi al ddl anticorruzione, applicando estensivamente a un ambito civile i criteri penali si istruiranno solo infiniti processi. “Dando ai magistrati licenza di uccidere le imprese”, per dirla con Squinzi.  

 

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