La Grecia "perde tempo", ma non tutto il consenso tra gli analisti tedeschi

Michael Borda, Holger Schmieding, Marcel Fratzscher e altri. Chi sono gli economisti made in Deutschland che sulla stampa internazionale chiedono di dare una chance ad Atene.

La Grecia "perde tempo", ma non tutto il consenso tra gli analisti tedeschi

Proteste anti-Troika ad Atene (foto LaPresse)

Roma. Dare un'altra chance ad Atene, nell'interesse della Grecia, dell'Eurozona e quindi perfino della Germania. A chiederlo, oggi, su prestigiosi quotidiani internazionali, sono alcuni economisti tedeschi. Evidentemente non d'accordo con il presidente dell'Eurogruppo, l'olandese Jeroen Dijsselbloem, secondo cui il governo ellenico starebbe solo "perdendo tempo", trascinando per le lunghe le trattative con le controparti europee ma senza offrire riforme serie in cambio degli aiuti internazionali.

 

"L'Europa sta per ripetere il suo più grande errore degli ultimi cinque anni se tenterà di costringere i greci a capitolare nei negoziati. I primi due programmi di assistenza al paese, dal 2010, sono falliti soprattutto perché la 'ownership' delle riforme non è stata assunta dai precedenti governi o dalla popolazione in generale. I governi quindi hanno fatto appena il minimo sufficiente per assicurare sempre il prossimo pagamento nell'ambito del programma", ha scritto Marcel Fratzscher, presidente del think tank Diw di Berlino, intervenendo oggi sul Financial Times. Oggi però "l'unica chance" per il paese di uscire dalla crisi è "assumersi la responsabilità delle proprie riforme. E questo può accadere soltanto se il governo è forte in patria. I negoziati potranno essere di successo soltanto se entrambe le parti potranno legittimamente cantare vittoria. La Germania lo sa troppo bene". Perciò, secondo Fratzscher, bisognerebbe fare di tutto per incentivare il governo guidato da Alexis Tsipras ad aggredire gli interessi consolidati nell'economia, per fornire risorse così da finanziare i gap finanziari, e infine concedere una forma di ristrutturazione soft del debito pubblico rendendolo sostenibili e legando gli interessi sui nuovi titoli all'andamento della crescita. "La richiesta di alcuni politici ed economisti tedeschi per l'uscita della Grecia dall'euro è un nonsense. Questa sarebbe la peggiore opzione possibile per tutte le parti in causa". Una Grexit "causerebbe una profonda depressione, rendendo ancora più problematica l'implementazione delle riforme. E l'Europa dovrebbe incorrere in perdite sulla sua esposizione finanziaria", conclude l'economista scrivendo sul giornale della City.

 

[**Video_box_2**]Sul Wall Street Journal, quotidiano finanziario americano, oggi sono intervenuti altri due economisti tedeschi, Michael Burda dell'Università Humboldt e Holger Schmieding della Berenberg Bank, per proporre "Un New Deal per la Grecia". Sostengono pure loro che "un'uscita della Grecia dall'euro, seguita da una svalutazione competitiva, sarebbe un disastro per il paese. I cittadini comuni greci patirebbero riduzioni salariali molto peggiori di quelle in cui sono incorsi finora". Cosa fare, dunque? Nessuna concessione straordinaria sul debito pubblico, scrivono i due economisti. Piuttosto "la Grecia ha bisogno di un'economia competitiva che possa generare crescita, creare lavoro e gettito fiscale. Avendo guadagnato un po' di tempo, e allo stesso tempo avendo dato al nuovo governo un assaggio di quella che è la realtà, l'Europa e il Fondo monetario internazionale adesso hanno una chance di negoziare un programma che funzioni. Si dovrebbe concentrare meno sul debito e molto di più sulle riforme sul lato dell'offerta". Seguono indicazioni non troppo differenti da quelle suggerite sul Financial Times: riforma del sistema fiscale, liberalizzazioni, privatizzazioni, eccetera. Con una concessione: "In cambio l'Europa dovrebbe ammorbidire gli obiettivi per l'avanzo primario greco". E un appello finale che sembra rivolto tanto ad Atene quanto a Berlino: "Ora la sfida è riconciliare le richieste ragionevoli dei creditori con le ragionevoli frustrazioni dei cittadini greci". La cancelliera Angela Merkel sarà in ascolto?

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