Dopo le stronzissime cronache di questi giorni sul Caso Marrazzo, sarebbe il caso di concentrarsi in punta di piedi su Piero e sulla sua smisurata e dolcissima voglia di sentirsi un uomo vivo e desiderato. Le ore e i giorni passati in quelle piccole stanze colme di piaceri “divini” e coiti interrotti sono il diario preciso e implacabile di una guerra coraggiosa ed epica: quella di un uomo contro se stesso, contro i propri desideri più profondi, e soprattutto contro…
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di Pierluigi Diaco
Se è vero, come appare evidente a chi di piaceri semi-divini si è nutrito fino all’altro ieri, che il trans è un uomo che racconta a un altro uomo come deve essere una donna, tanto vale incarnarsi nella più audace figura del nostro immaginario e imparare in fretta a camminare sui tacchi. Tutto il resto verrà da sé, con la speranza di diventare in poco tempo delle autentiche transessualissime iene.
di Pierluigi Diaco
Spesso i grandi cambiamenti della storia si manifestano con piccole rivoluzioni, all’apparenza insignificanti, come la scomparsa di una semplice abitudine culturale. E’ il caso della sinistra italiana e di tutto ciò che di intellettuale ha prodotto negli ultimi anni: dogmi, teorie, libri, appelli, programmi televisivi, sensi di colpa e speranze di cui ci siamo tutti dichiaratamente rotto i maroni. La destra italiana appare più liberale, più libertina, e più scafata a tal punto da collezionare, oramai quotidianamente, apprezzamenti da universi…
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di Pierluigi Diaco
Corpi. Sudori. Sguardi. Ammiccamenti. Effusioni. Voluttà. Desideri. Erotismo. Perversioni. Amori. Illusioni. Feticismi. Godimenti. Sogni. Una volta, di tutto questo ben di Dio, ne parlava con malizia poetica Pier Paolo Pasolini. Oggi, lo fa, con diabolica maestria, Maria De Filippi. “Amici” è la messa in scena di “Ragazzi di Vita”. “Amici” è quanto più di neopasoliniano si possa vedere in tv. E Maria, come Pier Paolo, fa paura. Tanta paura.
di Pierluigi Diaco
Per una volta osiamo a dismisura, anche se, a mio avviso, la provocazione rischia di starci tutta. Forse la faccenda strapperà qualche sorriso ai più maliziosi ma la questione è troppo divertente per non essere raccontata con tutti i fiocchi che merita. Partiamo dalla fine: un signore sui 40 scrive sul mio blog una mail che ha come oggetto questa frase: “Basta! Dell’Utri è un grande. E’ il Keller di Berlusconi”. Sbirciando di fretta la posta elettronica avevo letto Killer…
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di Pierluigi Diaco
Altro che Santoro, Travaglio e compagnia. Altro che Dandini, Fazio e Bertolino. Altro che chiacchiere sulla libertà d’informazione, tutte autoreferenziali e noiosamente previste dal copione standard da cui ormai attingono tutti i martiri di professione. Se è vero che i vari Santoro in circolazione raccolgono la maggior parte del loro pubblico tra gli elettori di centrodestra che guardano Annozero si ricordano quando erano giovani e belli e militavano anagraficamente a sinistra, allora è altrettanto vero e sacrosanto che c’è un…
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di Pierluigi Diaco
Di che pasta è fatta questo paese lo sapevamo già. Di che pasta, poi, sono fatti i moralizzatori dei grandi gruppi editoriali, ce ne siamo accorti in tempi non sospetti e alcuni di noi, liberali per vocazione, non hanno fatto troppa fatica a lavorare e pensare ugualmente, magari lontani dalle garanzie di un posticino al sole. L’Italia vive da anni una grande e patetica tragedia: l’Ovvietà di sinistra. Una patologia contagiosa, un male inguaribile, un handicap che fa tanto tenerezza,…
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di Pierluigi Diaco
Italia. 2013. Da mesi stampa, radio e giornali non parlano d’altro: Berlusconi è scomparso, nessuno sa dov’è, qualcuno ipotizza un rapimento a opera di un gruppo terrorista afghano, altri lo paragonano a Mina sostenendo che prima o poi tornerà sulla scena con un doppio cd registrato a Chicago, taluni segnalano di averlo visto in un albergo di Dubai scortato da cinque signorine e un cane pechinese, le Figaro manda un inviato a Nairobi ospite di un padre colombiano che sostiene…
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di Pierluigi Diaco
Dopo tanto swing, da poche ore ho smesso (purtroppo definitivamente) di fumare le mie squisitissime “Gauloises Brunes senza filtro”. Le accarezzo, le guardo, le molesto, le faccio godere un po’. Il corpo respira meglio, la testa è un funerale. Il mio volto si è trasformato in una lacrima. Urge un vizio nuovo di zecca.
di Pierluigi Diaco
Nella mia estate intimista, di rado mondana, a tratti spirituale, mi sono ammalato di superbia, quella faccenda divertente ma pericolosa che ci separa da Dio. Ho peccato a dismisura di vanagloria, quella passione irrazionale e incontrollabile che si mescola facilmente a ogni opera della mente. L’ho combattuta invano, mi sono sottoposto alle sue lusinghe e alla sua forza, ne ho tratto benefici vantaggiosi e, dimorando nella polvere, ho cercato il compenso delle virtù nell’ammirazione dei corpi. Come un parassita, ho…
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di Pierluigi Diaco