Disgustato dal successo dei miei piccoli ma continui errori in campo sentimentale, torno alla Abbazia di Sant’Antimo. Qui, solo con gli strumenti della memoria e dell’immaginazione, spero di imparare ad affrontare con più coraggio la battaglia contro i demoni pubblici e privati, alla confluenza del passato e del presente, del quotidiano e dell’eterno, delle esperienze e della vita già consumata. Il Padre nostro che è nei cieli farà il resto, la Santa Vergine mi ospiterà nel suo dolcissimo maggio, lo Spirito Santo scalcerà l’Io.
di Pierluigi Diaco
Raccontare la musica può risultare molto noioso. Per scriverne, poi, è necessario avere una buona dose di fanatismo e un discreto manto di “sfigataggine” che ti avvolge. Tant’è che oggi la critica musicale si è rivelata per quel che è sempre stata: un imperdonabile esercizio di stile che puzza di “marchetta”. Non è necessario fare i nomi della “cricca do re mi” della stampa italiana: molti di loro si sono fatti conoscere, negli ultimi anni, “pavoneggiandosi” nelle dirette tv del…
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di Pierluigi Diaco
Una vita può essere rigorosa come un saggio e affascinante come un romanzo? Sì, se il personaggio di cui si incrocia la vita in un vertiginoso sbalzo all’indietro nel tempo è un servitore dello stato oggi in pensione. Il suo nome è un dettaglio, ai più non direbbe nulla. Considerando l’anonimato con cui ha svolto i suoi compiti, sono costretto a mantenere il segreto sull’identità. L’ho incontrato sulla spiaggia di Sabaudia al primo sole del mattino, correvamo entrambi sulla riva.…
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di Pierluigi Diaco
FROCI DIVINI (FINE)
Cercano di compiacere tutti compiendo azioni gentili e premurose, tentando sempre di chiarire ogni malinteso che loro stessi hanno causato di proposito o senza volere. Non si lasciano mai condizionare dalla consapevolezza di essere un uomo o una donna: loro si sentono un’anima fatta a immagine di Dio. Mediante la comunione con Dio hanno imparato ad armonizzare ed equilibrare la ragione e il sentimento. Coltivano amori impuri che, grazie a un timido orgoglio di genere, dimenticano in…
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di Pierluigi Diaco
FROCI DIVINI (2)
E’ negli incontri occasionali, al buio, che l'atmosfera del cervello diventa angusta, densa, disarmonica e perversa. Corpi senza nome, senza testa e senza sentimento rotolano velocemente, ansimanti, ansiosi, accecati da un ingovernabile piacere servile. E’ nella spasmodica ricerca di sesso senza amore che si scopre quell’irrefrenabile bisogno e desiderio di essere amati, toccati, trafitti. E’ il peccato mortale che si appella alla misericordia di Dio. E’ la solitudine che si vendica dell’etica. Percorsi terreni, destinazione firmamento. “Or…
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di Pierluigi Diaco
FROCI DIVINI (1)
C’è chi si limita ad osservare e invidiare le vite altrui, e c’è chi vive tutta l’esistenza con un brivido che corre lungo la schiena amando i propri peccati e quindi amando Dio. I primi credono nella coscienza (che non esiste), i secondi nella preghiera. Per i froci divini le parole del pentimento sono quelle di Azarìa in mezzo al fuoco: “Non ci abbandonare fino in fondo per amore del Tuo nome, non rompere la Tua alleanza, non ritirare da noi la Tua misericordia…” (Daniele 3,26-45).
di Pierluigi Diaco
L’aspra realtà della vita matrimoniale, sulla quale a fasi alterne aleggiano segreti, incertezze e creativi tradimenti, scatena solitamente ribellioni sincere. Slanci di libertà e ostinate riflessioni portano spesso i mariti a ripercorrere la loro educazione erotica: il militare, le prime esperienze sessuali, i corteggiamenti, i coiti interrotti, la capacità di sedurre vecchi signori, l’amicizia sinistra con il figlio del portiere. E quando i mariti, diventanti padri, scoprono finalmente che l’unico territorio autentico della vita è quello dell’imprevedibile, le mogli sono…
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di Pierluigi Diaco
Peccare è un modo terreno per sentirsi divini e quindi risulta l’unica, nostra, innocente libertà. Peccare è un’attività privata, intima, subdola, che non contempla né l’ingerenza dei riflettori né quella dei commentatori. Il peccatore sa che la parola coscienza è talmente sputtanata che la pronuncia con vergogna. Il peccatore conosce solo la dignità e la esercita come gli conviene. Il peccatore, quindi, non teme né la sacralità né i sentimenti, ma al contrario li idealizza e, mosso dai piaceri della…
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di Pierluigi Diaco
Appello agli onorevoli visitatori. Urge regalare ad Angelo Balducci “Caos” di Edmund White, edito da Playground. Alla consegna ditegli che la letteratura lo ha già assolto per i suoi innocentissimi amplessi.
di Pierluigi Diaco
“Corpi. Sudori. Sguardi. Ammiccamenti. Effusioni. Voluttà. Desideri. Erotismo. Perversioni. Amori. Illusioni. Feticismi. Godimenti. Sogni. Una volta, di tutto questo ben di Dio, ne parlava con malizia poetica Pier Paolo Pasolini. Oggi, lo fa, con diabolica maestria, Maria De Filippi. “Amici” è la messa in scena di “Ragazzi di vita”. “Amici” è quanto più di neo pasoliniano si possa vedere in tv. E Maria, come Pier Paolo, fa paura. Tanta paura”. Scrissi queste poche righe qualche mese fa sul Foglio e…
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di Pierluigi Diaco