Culurgiones di Diana Zuncheddu
La Sicilia di Buttafuoco e Vincino
Orfani della politica, non ci resta che puntare tutto su Anna Maria Cancellieri, il ministro dell’Interno del governo dei docenti. Non solo puntiamo, ma scommettiamo e godiamo sullo charme della signora, ci vengono le farfalle nella pancia ogni qual volta le telecamere di Tg Parlamento la riprendono, aria sorniona e simpaticamente beffarda, guardare con snobismo maestro gli scolaretti seduti sui banchi del Parlamento.
La Cancellieri è donna, donnissima. Tosta, tostissima. Rock, una rockstar. Un po’ Courtney Love, un po’ Lady…
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di Pierluigi Diaco
Giù gli ormoni dalle quarantenni di sinistra! Il piccolo principe (come riportano le cronache di Dj&Ds sul Foglio agli inizi del nuovo secolo) è stato preda quotidiana, dalle parti di Via Giulia, di signore in bicicletta e cestello vogliose a dir poco di rotolarsi, su e giù, nel mio piccolissimo appartamento di Palazzo Sacchetti. Pomeriggi molesti e capricciosi dove la libidine si poggiava a gocce sulle pagine di Micromega e Internazionale sparse sul letto, tempi lontani quando i Ds toccavano…
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di Pierluigi Diaco
Che i dalemiani imparino presto dai Nevruziani (seguaci di Nevruz, concorrente di X Factor) come trasformare, in Tv, il situazionismo in opposizione. L’altra sera, mentre Nevruz (leader transoceanico di tutte le sinistre possibili) cantava “Pugni chiusi” travestito con tenerissime piume, Anna Finocchiaro a “Ballarò” faceva un po’ troppo la “signora mia” intonando la solita messa sulla costituzione. Delle due, una: o Vendola si sbriga a fare il ticket con Nevruz per candidarsi allegramente alla guida del paese, o alla Finocchiaro urge scritturare Nevruz come ghost writer.
di Pierluigi Diaco
Non c’è dubbio che il presidente abbia creato uno stile sulla base della stessa mancanza di stile. Ma operando, da mezzo secolo, con il rapimento di un visionario, oggi è costretto a predicare con il freddo distacco di un santo piuttosto che con lo zelo di un missionario. Il popolo lo rivuole fraternamente operaio. Subito! O mai più.
di Pierluigi Diaco
Gli intrighi e le passioni hanno dato un tocco molto rock’n roll a questa divertentissima estate squisitamente politica. Come è noto, il rapporto tra i sentimenti e la politica è un elemento costitutivo dell’epoca moderna e, nell’epoca berlusconiana, tutto questo ben di Dio si trasforma in qualcosa di più meravigliosamente intrigante: la vita. Tant’è che ciò che accade nei singoli e tra i singoli e tra questi e la dimensione comune diventa rapidamente merce, ricatto, scambio, promessa, consenso, valore. Né…
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di Pierluigi Diaco
La Camera è ardente. La salma è irriconoscibile: si fanno tre nomi ipotetici, ma chissà. Qualcuno, malignamente (o forse solo ingenuamente), crede che colui che viene già dato per spacciato sarà il primo ad intonare l’Hallelujah nel momento del commiato. Dj&Ds, intanto, spezza il tempo costruendo castelli di sabbia a Sabaudia.
di Pierluigi Diaco
Fregene. Colazione da “Mastino”. Una gustosissima crema all’aceto balsamico sopra una insalata di moscardini e totani rende più digeribile perfino la lettura della pagina delle lettere, sul quotidiano La Repubblica, curata da quello scrittore-sentenziatore che d’inverno s’aggira per i Monti Parioli con uno charmosissimo ombrellino rosa. Niente vino, quindi niente Michele Serra e abdico all’amaca per gusto della sobrietà. Il sole mi sorride.
di Pierluigi Diaco
Olivia è volata in cielo. Di corsa. Come un palloncino che sfugge dalle manine di un bambino. Il suo sacrificio ha resuscitato persone, rapporti, amicizie, ricordi, speranze. Al Signore Gesù che siede alla destra del Padre, dico: “Dammi il supremo conforto dell’amore. Il conforto che mi permetterà di parlare, agire, soffrire secondo la tua volontà. Fortificami nei pericoli e onorami con la tua sofferenza. Dammi la suprema confidenza dell’amore. La confidenza nella vita che sfida la morte, che cambia la…
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di Pierluigi Diaco
A Sabaudia, in gran segreto, ho conosciuto una coppia senza pari. Nella storia di Tancredi e Irene – l’incontro tra un giovane uomo di trent’anni e una signora chicchissima di Roma nord– c’è tutta l’innocente sensualità della perdizione, quando l’emozione sincera e assoluta degli affetti riesce a contemplare e rispettare l'eros tra un ragazzo serenamente fidanzato e una donna felicemente realizzata nel matrimonio. La storia di Tancredi e Irene non ha nulla del demonismo scabroso e dell’intellettualismo angosciato di quelle…
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di Pierluigi Diaco
Pare che uno dei leader più fanatici dell'opposizione abbia preso alla lettera questa convinzione di Chamfort: “C’è da scomettere che ogni idea popolare, ogni convenzione accettata, è una stupidaggine, perché è stata utile ai più”. Evidentemente fare la minoranza, per il leader maximo, non è una infelice e noiosa collocazione politica, ma un modo comodo, snob e un po’ ipocrita di stare al mondo.
di Pierluigi Diaco