Paolo se n'è andato all'improvviso, di colpo, senza rabbia o paura, ha teso la mano e la via che porta al cielo si è presentata d'incanto. Con il suo cuore distratto, all'ora di cena, si è sistemato al solito posto, da bravo peccatore ha contato i minuti, e non essendo nel giusto non si è più sentito padrone del tempo. Consapevole che la vita sa anche essere maledettamente disgustosa, si è lasciato tagliare il volto dal vento celeste, come se la terra fosse un'occasione già persa: ha smesso di fingere, sottraendosi magnificamente alle sue ansie consolatorie, si è accasciato, niente saluti, addio. Finalmente mio padre dividerà con lui il companatico, sulle note di Endrigo e Coltrane discuteranno di noialtri, e all’alba di ogni giorno sceglieranno insieme l’intensità della luce terrena per i loro cari. Paolo e Giuseppe, finalmente amici. Ripeteva sempre, citando: "Non c'è solo la faccia nascosta della luna: c'è una faccia nascosta del mondo e qualche volta la luna la illumina".
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di Pierluigi Diaco