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15 maggio 2010

Raccontare la musica può risultare molto noioso. Per scriverne, poi, è necessario avere una buona dose di fanatismo e un discreto manto di “sfigataggine” che ti avvolge. Tant’è che oggi la critica musicale si è rivelata per quel che è sempre stata: un imperdonabile esercizio di stile che puzza di “marchetta”. Non è necessario fare i nomi della “cricca do re mi” della stampa italiana: molti di loro si sono fatti conoscere, negli ultimi anni, “pavoneggiandosi” nelle dirette tv del Festival di Sanremo. E’ utile, però, segnalare ai lettori di musica e agli appassionati delle rockstar, che sulle pagine di Repubblica scrive il più sofisticato e “sharmoso” critico in circolazione: Giuseppe Videtti. La sua vita è il diario preciso, metodico e implacabile della parola cantata. Di notti proibite e sconvolgenti dove la passione si mischia alla carne, quando il cuore si nutre di artisti senza nomi e il talento diventa letteratura. Con una tenacia da guerriero, con rara sincerità e con una ricerca sobria dello scoop, Videtti scrive liriche pop, raccoglie confessioni e si incatena al personaggio intervistato. Molto chic!

di Pierluigi Diaco

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