Molti diritti sono indiscutibilmente ancora negati. Ma la società italiana, indubbiamente, negli ultimi anni si è trasformata moltissimo, dimostrandosi, a tratti, più moderna della politica. Credo, infatti, che il “Gay Pride” abbia perso oggi gran parte del suo significato e della sua utilità: l’esibizionismo della sessualità è stata una grande occasione che ha segnato un pezzo fondamentale della storia del movimento omosessuale in tutta Europa. Ora i gay hanno un nuovo diritto da conquistare: il diritto alla privacy. Ovvero, il diritto (anche degli omosessuali) alla sobrietà, alla riservatezza, al pudore. Il diritto (anche per gli omosessuali) di vivere liberi e sereni, sottraendosi al “dovere” di dichiararsi in pubblico.
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di Pierluigi Diaco