Non si tratta neppure di buttarla sul fattore estetico chessennò saremmo fregati circa tutti. Piuttosto: ce lo vedete Bersani a vendere gelati al parco dietro l’angolo? Ecco, l’essenza del democratesimo ortodosso sta tutta nella crema. Per il resto è solo un pasticcio, e si capisce. Con quella nonchalance da venditore al dettaglio, finisce che lo inviteresti a cena un giorno sì e l’altro pure, c’è Gigi? E la segreteria? La prima volta che ti appare sullo schermo, pensi d’esserti sintonizzato sulla Melevisione: invece ti becchi un distillato di dalemismo direttamente dal fantabosco toscoemiliano che se non t’addormenti poco ci manca. Insomma, quando stringe i pugni, pare Prodi. Se spipeggia il sigaro, è tale e quale a Bertinotti. Mentre biascica a proposito di alternativa, ti distrae cogli occhialetti e non sai più che gusto prendere. Forse tiramisù, magari. Manco il tempo di allacciarsi il grembiule, che gli hanno messo in mano un partito che si scioglie. Pierluigi, per intanto, certi giorni è lucido quanto la sua pelata e le metafore sono il suo forte, altri un pò meno. Ma ora è tempo di regionali, di alleanze birichine e candidature scarabocchiate. Per una brava persona come lui quant’è dura la vita dell’ambulante: tutto il tempo parcheggiato accanto alla bancarella Massima. Nel cono d’ombra.
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di Pierluigi Diaco