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11 agosto 2009

Enrico Lucherini compie una buona manciata di anni, portati senza età. La sua vita è il diario preciso, metodico e implacabile dello spettacolo italiano. Di notti proibite e sconvolgenti dove il genio si mischia alla carne, quando il cuore si nutre di corpi senza nomi e il passato si impossessa dei sogni. Con una tenacia da guerriero, con rara sincerità e con una ricerca francescana dello scoop, Lucherini è stato il peggiore dei giudici per se stesso e il migliore consigliere per tutti gli altri, per i talentuosi e gli affamati di visibilità, per le giornaliste avvilite e i corsivisti senza idee. Enrico, spacciatore di notizie. Montatore di panne. Suggeritore, amplificatore, inventore di verità mai esistite e di realtà mai vissute: quindi un meraviglioso delinquente della cronaca italiana che, fuori da qualunque schema e da ogni possibile coro, ci ha restituito l’immagine viva, miserabile e complessa dei sentimenti e i risentimenti di donne e uomini da palcoscenico, di ragazzi ambiziosi e ragazze senza veli. Ieri a Sabaudia, alle prese con un ombrellone difettoso e minacciato dal vento, ha guadagnato così l’attenzione di un paparazzo: “Mi aiuti a montarlo, per favore”. Il fotografo, divertito, lo ha salutato con un inchino. Non ha leggi lo spettacolo quando chi lo fa non ne è consapevole. Ed Enrico, senza regole di alcun tipo, non solo lo ha intuito prima degli altri ma gioca, divertito, ad improvvisarsi dio minore di un mondo apparentemente migliore: quello dove si spengono i riflettori per dare inizio alla vera commedia, quella più bella, che chiamano “Vita”.

di Pierluigi Diaco

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