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19 maggio 2008

Sarà per le giornate uggiose trascorse a Berlino negli anni giovanili o forse per la quella solitudine pagata ad altissimo prezzo quando tentò di iniettare una dose di sano riformismo tra le femmine diessine, oppure per quel senso di dignità ereditato dalla famiglia toscana che la signora ha sempre cercato di applicare in politica. Sta di fatto che Cinico&Trendy, l’ultimo libro di Anna Serafini, è un pamphlet dal sapore agrodolce. Dentro c’è rabbia, cuore e ragione. C’è il coraggio di una donna che ha deciso di prendere di petto quella “malattia contagiosa” che più di ogni altra ammorba società e politica: il cinismo, “espressione ideologica” dell’“antipolitica”, diffusa soprattutto “nelle democrazie con insufficienti anticorpi nei confronti del populismo, come la nostra”. Cinico&Trendy, rischia così di essere una piccola bomba in casa Pd: dentro queste pagine c’è la risposta più coraggiosa e impopolare che si possa dare al “grillismo” imperante. Quella risposta che in molti, per vigliaccheria e codardia politica, preferiscono tenere per sé.

di Pierluigi Diaco

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