IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
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Giuliano Ferrara Ritratto di Emanuele Fucecchi

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Articoli del direttore

Dare un senso al caos

Il bipartitismo virtuoso non c’è più. La maggioranza è ora frammentata, debole, evanescente. Via libera a chi gioca sporco tra i pm, nel sottobosco politico e nei media. Le elezioni come ultima risorsa, extrema ratio

Si va spediti verso elezioni anticipate, questo è il sospetto di cui ha parlato ieri Massimo D’Alema. Sarebbe l’unico modo di dare un senso a questo caos, in effetti. E non si tratterebbe di elezioni ordinarie, ma di una scelta radicale sul modello di Repubblica da costruire: presidenzialismo, elezione diretta di un capo, sì o no. Tutto procede come prima, dicono altri. Tutto s’aggiusta, suggeriscono sornioni.

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Caro Cav. deponiamo le armi, dice Fini

Conversazione con il presidente della Camera, che invita Berlusconi a “resettare tutto senza risentimenti”. Perché “non abbiamo il dovere di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno con gli italiani”

“Resettare tutto, senza risentimenti”: con questa formula esordisce in una breve conversazione serale con il Foglio Gianfranco Fini, presidente della Camera, leader di una componente del Pdl con la quale la maggioranza berlusconiana è in rotta aperta dopo mesi di roventi polemiche. Che cosa vuol dire, presidente? “Vuol dire che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani.

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Balla P3: a chi non è senza peccato, io peccatore scaglio la prima pietra

Ho poi detto due cosette al Tg1, che mi ha chiesto un intervento. Ma ora basta. Il barrito aveva un contenuto molto semplice e poco cristiano.

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Anticipazione

Fini al Foglio: "Caro Cav., deponiamo le armi"

L'intervista dell'Elefantino al presidente della Camera domani nel Foglio in edicola

“Resettare tutto, senza risentimenti”: con questa formula esordisce in una breve conversazione serale con il Foglio Gianfranco Fini. Che cosa vuol dire, presidente? “Vuol dire che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio, di eliminare le impuntature e qualche atteggiamento gladiatorio delle tifoserie.

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Dove sta la materia penale?

I magistrati romani insistono sulla P3, ma per ora è solo un teorema

Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, e il pubblico ministero, Rodolfo Sabelli, sono uomini di mondo, conoscitori della realtà. Non si stupiranno se domandiamo loro rispettosamente: dove stia la materia penale, nella faccenda della cosiddetta P3 sulla quale alacremente indagano? La cena e le chiacchiere non sono un reato, sono bensì un delitto politico, perché chi sta al timone non si riunisce con millantatori.

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Il partito e la maschera di Ubu roi

Lo chiamano Popolo, ma è un’organizzazione politica con le sue regole

Il Pdl è ormai un partito, con le sue regole. Il fatto che si chiami “popolo”, che il suo consenso storico venga da una leadership anomala, antipolitica, non cambia la natura delle cose. Sarà sempre un aggregato che sta o cade in stretta relazione con la personalità di Berlusconi, con il suo giro, con il suo carattere, con la sua corte. Ma non è più un partito – quello era Forza Italia, e con qualche difficoltà – che si risolva in Berlusconi interamente, senza residui, senza mediazioni, senza ragioni politiche.

Leggi Tutti aspettano la caduta del Cav., ma senza crederci

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Lettera al Giornalista Collettivo su bavagli e informazione tv

Caro Giornalista Collettivo, esigo che tu scriva la verità sull’informazione televisiva in Italia. Così, giusto per il gusto della verità. Pretendo che da domani tu consideri il signor direttore generale della Rai Mauro Masi, il funzionario pubblico promosso dal Tesoro a capo di quella grande azienda, un cavaliere senza macchia impegnato nella missione di garantire la più assoluta impermeabilità dei palinsensti alle lusinghe eventuali del potere.

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“Squallida consorteria”: Napolitano usa formule molto precise

Bisogna ammettere che il presidente Napolitano usa le parole come un chirurgo il bisturi, con precisione tassativa. Se ha detto “squallida consorteria” è per significare la sua indignazione di fronte alle brutte notizie del sottobosco politico, e al cattivo gusto dei comportamenti illustrati da molte intercettazioni telefoniche, ma si tratta appunto di una indignazione “precisa”.

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La prefazione dell'Elefantino

Obama: l'irresistibile ascesa di un'illusione

Da oggi in libreria il saggio su Obama scritto da Martino Cervo e Mattia Ferraresi

Al Foglio scherziamo su di un premio che vorremmo presto istituire: "Non è giornalismo" sarebbe il suo titolo o motivazione. La ragione è intuitiva: non ci piace il professionismo generico e compiaciuto di sé. Saper scrivere e cercare di essere intelligenti, dunque fondamentalmente onesti e rassegnati, ma con brio, nella relazione con se stessi e con il mondo, è una peculiarità che non si acquista per via deontologica, la si matura nella vita e la si conferma nell’esperienza, oltre che nella cultura o nella fede.

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Chi ha eletto Marra alla Corte d’appello di Milano?

Il caro dottor Fofò e la nuova P3

Una componente lobbistica mica male: se c’è scandalo, è nel modo di nomina dei magistrati, nel funzionamento del Csm, e il pitreismo è l’ideologia della casta togata

Non è per provocare, ma se un accenno di P3 ha da esserci, più che l’eolico in Sardegna, un business non proprio colossale solo tentato e mai autorizzato, poté la nomina del caro dottor Fofò a capo della Corte d’appello di Milano, un business pienamente realizzato e con una componente trasversale, lobbistica, mica male. Infatti, oltre ai congiurati pitreisti hanno votato per questo Fofò, al secolo Alfonso Marra, anche Nicola Mancino, garante istituzionale del Csm.

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Da vent’anni cerco scuse per delinquenti presunti, ecco perché

Qualcuno dei miei quattro lettori dirà: ma questo elefantino non fa che trovare scuse, talvolta magari ingegnose o almeno parzialmente convincenti, talvolta grottesche, per giustificare comportamenti indecenti del mondo politico di maggioranza che fa capo al capo del governo Berlusconi e sta dando uno spettacolo indecente di sé. Una volta è la cricca di Balducci e Anemone, una volta è la P3 di Carboni e Verdini, una volta è l’area mafiosa delle stragi del 1993, una volta è il giro Bertolaso e Letta, e prima fu per Craxi, Andreotti…

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La precauzione scandalosa e brutale della pecetta

Da quando i figli sono desiderati, e non attesi, neghiamo il loro sguardo

Un bambino schermato in fotografia, lo sguardo negato, è uno scandalo. Ci sono casi, pochi e limitati, in cui questo obbligo si giustifica. Ma ormai il malcostume di cancellare gli occhi dell’infanzia è diffuso, sistematico, peloso e perfino atroce nelle motivazioni apparenti e nascoste, quelle che la cultura moderna nemmeno riconosce. Che schifezza, quella proiezione delle nostre morbosità ideologiche sul volto di Caterina, la figlia del presidente Casini, stretta in una spiaggia familiare e popolare alla mano di suo padre.

Leggi La bambina di Pierferdi oscurata per un eccesso bigotto di tutela

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Per il Cav. meglio uno scambio in perdita che entrare in politica

Adunata di banchieri e cardinali dal principe del giornalismo governativo. Era di giovedì, presso Trinità dei Monti. Berlusconi corteggia Casini, rinverdisce vecchi ricordi, seduce. Casini fa il ritroso, sotto gli occhi premurosi di Bertone, di Letta, di Draghi e Geronzi. Uno spettacolone sulla scia della eterna romanità salottiera della compianta Maria Angiolillo, che abitava dappresso. Poi partono le solite veline: il Cavaliere gli ha offerto il ministero di Scajola, forse anche gli esteri, e tanto calore umano di cui è incapace “quel traditore di Fini”.

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Le doppie vite degli altri

Carboni & C. non sono santi, ma certi arresti sono da stato di polizia

L’arresto di Flavio Carboni non mi sorprende. Questo vecchio brasseur d’affaires, parecchio malvissuto, era un caro amico di un mio amico con il quale tentava di fare affari, il principe Carlo Caracciolo, recentemente scomparso. Un giorno il Carboni, questa figurina minuta e nerissima, venne a una mia surreale e gridata trasmissione televisiva e, alla fine, nel cortile antistante gli studi, si formò un crocchio con gli ospiti per un rapido commento e un arrivederci. Chiesi: “Ma dov’è il dottor Carboni?”.

Leggi l'ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Roma

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Foglio, oggi c'è

Non possiamo scioperare uniti e compatti contro la nostra linea editoriale, contro le nostre idee

Non possiamo scioperare uniti e compatti contro la nostra linea editoriale, contro le nostre idee. Non che tutti la pensino allo stesso modo, qui al Foglio, e c’è chi perfino progetta di smettere di pensare la politica e la vita civile italiane (esercizio inutile). C’è anche chi sciopera. Ma all’ingrosso circola una sensazione ben riassunta nell’appello per la privacy come diritto primario di libertà da noi pubblicato nei giorni scorsi.

Leggi L'appello fogliante in favore del diritto alla privacy

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M Brancher et Mme Bettencourt

Guardare oltre le Alpi per capire la zona grigia della politica

Una politica solo in chiaro non esiste. Non esiste un potere politico militare finanziario ecclesiastico accademico sportivo giornalistico culturale, né un contropotere, che siano solo in chiaro. L’area grigia è la più vasta in politica. Ezio Mauro, rispettato direttore di Repubblica, deve convincersene. Oppure, se ne sia già segretamente convinto, deve decidersi a informare i suoi lettori di questa incontrovertibile verità machiavelliana.

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Lettera agli amici rimasti bambini (dopo Germania-Argentina)

Quando diventerete grandi?

Sì, d’accordo, niente eguaglia in purezza e bellezza la faccia triste e le lacrime di chi, non solo nel calcio, è umiliato, stracciato, escluso. Se poi sia in ballo il mito del terzo mondo contro la geometrica e barbarica potenza dei tedeschi, giovani, bene allenati, disciplinati e assistiti da una cancelliera plaudente e abbondante, abbondante e plaudente, il fascino triviale della derrota argentina raddoppia, triplica, si moltiplica per cento.

Leggi Che palle con ’sta storia del calcio metafora della vita di Andrea Marcenaro - Leggi E’ come dire che Céline aveva le emorroidi di Lanfranco Pace - Leggi il post sul blog Zeru Tituli - Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner

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Il Cav. e l’immagine politica

Perdere la faccia, nell’arte di governo, è l’unico modo per essere un capo

Parliamo dell’Italia 2010. Di una Repubblica parlamentare in cui l’alternanza alla guida dello stato e la prevalenza delle personalità individuali sulla leadership collettiva dei partiti sono cose recentissime. Di un sistema fondato sulla rete dei poteri neutri, togati e varia altra specie, che condizionano crudelmente via Costituzione la politica delle maggioranze elette.

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Certi laici amano tanto la fede da volerla esiliare nel loro cuore

Per le belle “Edizioni di storia e letteratura”, rimesse a nuovo da Federico Codignola e fondate da don Giuseppe De Luca (1898-1962), il prete filologo che cercò una sintesi tra intellighenzia profana e mondo cattolico, lo storico Adriano Prosperi pubblica “Eresie e devozioni. La religione italiana in età moderna. I. Eresie” (pagg. XXVIII, 284 - euro 36). Prosperi, che insegna alla Normale di Pisa,  ha da lungo tempo ingaggiato, anche come editorialista di Repubblica, un braccio di ferro storiografico, filosofico ed etico con la chiesa cattolica, con il magistero degli ultimi papi in particolare (ma ce n’è per tutti).

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Ma le stragi no

Crolla a Palermo il teorema di Grasso, stragi per favorire una “entità”

Il fatto non sussiste: non c’è stata alcuna collaborazione di terzo livello tra il politico Marcello Dell’Utri e la mafia, come aveva invece detto il picciotto dei Graviano, Gaspare Spatuzza. Il senatore è “assolto” per questa parte del romanzo criminale costruito su di lui dagli inquirenti palermitani; dal 1992 in avanti di lui come privato cittadino e uomo pubblico non si può dire alcunché di male. Non c’è dunque luogo a procedere sulle stragi del 1993.

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Prego, processate la chiesa

Washington, la Corte dà soddisfazione all’avvocato antiromano

I nove giudici della Corte suprema di Washington hanno deciso di non esaminare il ricorso vaticano contro la pretesa di processare la chiesa per la “copertura” di casi di abuso carnale su minori. Questo è quanto chiedeva l’avvocato Jeff Anderson, che a partire dal 1983 ha costituito una formidabile macchina legale capace di agire in giudizio, con successi multimilionari nei risarcimenti, in danno della chiesa di Roma.

Leggi il ritratto di Jeff Anderson

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Perché salvate sempre il Cav.? Il diritto di inventario, e il resto

Salvare tutto non si può, c’è sempre quel “diritto di inventario” di cui parlò Lionel Jospin a proposito di François Mitterrand. E’ un diritto che esercitiamo senza complessi. Tuttavia, come dimostra la successiva parabola del buon protestante perbenista che non passò il secondo turno contro Chirac e Le Pen, anche l’inventario è un modo forse troppo facile di cavarsela.

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Concorso esterno in pedofilia: storie di ingiustizia secolarista

Il segretario di stato vaticano si è detto infine “sgomento” per il trattamento insolente e giuridicamente barbarico inflitto ai vescovi belgi da un procuratore brutalmente anticlericale, e dal governo che lo ha coperto con le parole di un primo ministro di sede vacante e di un ministro della giustizia in ozio politico postelettorale. Ha fatto bene a non dirsi “sorpreso”, perché non c’è nulla di cui sorprendersi: tutto era scritto da oltre dieci anni, da quando le forze secolariste hanno lanciato, dapprima negli Stati Uniti e poi in Europa, una vasta crociata “antipedofila” contro il clero cattolico.

Leggi Chiesa, sventramenti in corso di Giuliano Ferrara

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Attesa oggi la sentenza del processo a Dell'Utri

Forse torna l’Italia mozzorecchi

Berlusconi si è messo politicamente nei pasticci. E intanto si consuma a Palermo un episodio inquietante di malagiustizia. Un procuratore generale chiede la condanna di un imputato per legittimare un infame teorema

Forse ci siamo. Forse viene giù tutto. Forse torna l’Italia mozzorecchi, fino a oggi arginata dalla pazzia extra e anti politica di un imprenditore di talento, gigante inetto, votato insieme alla gloria e al più spietato autolesionismo politico. Il capo dello stato spiegava ieri, surrogando ufficiosamente il tribunale: il ministro che ha appena giurato nelle sue mani, Aldo Brancher, non ha alcun “impedimento legittimo”, ai sensi di una legge controversa, per sottrarsi a un processo.

Leggi L’Entità è il coltello buono per sventrare Dell’Utri - Leggi Diciotto anni di inchieste a vuoto sul teorema che Falcone aborriva

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Chiesa, sventramenti in corso

La “trasparenza” in Belgio: caccia ai pedofili nelle tombe dei vescovi

Niente da fare. Le autorità ecclesiastiche responsabili e i laici liberali che dovrebbero avere a cuore la libertà della chiesa (come pegno generale delle autonomie civili) non vogliono capire che la “trasparenza”, cioè la resa senza condizioni alla ossessiva campagna secolarista sulla pedofilia del clero, genera le condizioni per un vulnus simbolico drammatico nel corpo dell’istituzione. Avevamo appena finito di mettere in guardia tutti, ecco che in Belgio la casa del cardinale Godfried Danneels è stata bruscamente e brutalmente perquisita.

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Per una chiesa ricca

Non sapremmo niente di san Francesco se la chiesa fosse povera in canna

Non è che qui ora si voglia fare dell’ecclesiologia spicciola, ma vale sempre la pena discutere con le persone buone, ispirate e intelligenti. Aldo Maria Valli è tra queste. Qualche giorno fa aveva segnalato su Europa, il buon giornale dei cattolici democratici non assatanati, un libro del vescovo emerito Giuseppe Casale: viva la chiesa povera, priva di potere, con un Papa minuscolo che abdica alla potestà sulla Santa Sede e al titolo di capo di stato.

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Il martirio dei vescovi e la salvezza delle anime

La risposta dell'elefantino alla lettera di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

Al posto di “unicità”, parlando da non credente e da lettore della tradizione privo di vincoli carismatici, metterei “identità”. Salvare se stessi nel pluralismo religioso, non escludendolo. Affermare la propria coscienza libera e la propria fede nella libertà della coscienza e della fede altrui, anziché negarla.

Leggi Padovese, Ratisbona e altre considerazioni sull’amore evangelico per il nemico

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Vi spiego cos’è una cricca, parola di cassazionista

“Cricca” è termine politico-ideologico. Nel linguaggio ancora ottocentesco degli anni Sessanta si usava per Lin Piao, quando divenne nemico di Mao, o per il “gruppo antipartito” denunciato da Krusciov nell’epoca della destalinizzazione. Vecchie parole, vecchie storie: la cricca o anche la “clique” nel linguaggio internazionale adattato all’inglese dal francese. Vuol dire che certa gente condivide interessi convergenti, si mette insieme per soddisfarli, coopera in vari modi, anche i più spregiudicati.

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Discussione attorno alla apologia di una crociata

Padovese, Ratisbona e altre considerazioni sull’amore evangelico per il nemico

Idee non conformi sullo scontro di civiltà e il senso della parola devozione in un tempo di ridicoli libertinaggi

Questo dell’amore evangelico per il nemico, in tempi di scontro di civiltà al cui centro stanno ebrei e crociati, come dice Osama bin Laden, è un grandissimo tema. Senza strepito né scandalo, pur essendo fortemente scandalizzato, ho segnalato una posizione radicalmente difforme da quella irenista, che è prevalsa nel caso dell’assassinio di monsignor Luigi Padovese in Turchia, con la pubblicazione dell’articolo, secondo me bellissimo, del professor De Mattei.

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Sbaglia così spesso che uno si domanda come sia ancora vivo. Ma sbaglia con voluttà, se ne impipa della razionalità politica.

Berlusconi, il gigante inetto

Sulla privacy era stato avvisato. Ma pazienza. Recupererà a modo suo, con l’amica Fortuna

Berlusconi è un gigante. Lo è anche quando cede rovinosamente terreno, quando sbatte la faccia contro il muro, quando si scopre impotente, rassegnato, ingloriosamente pronto a mollare tutto, a girare il culo e a mettersi in vacanza tropicale per il resto dei suoi giorni. Si comporta spesso in modo buffo, Berlusconi. Il bagno di casa sua è invaso dalle ragazzine, confonde amici e avversari con i suoi modi da outsider e da mattocchio, il tratto del riccone soddisfatto di sé, l’umoralità viscerale, spesso forsennata.

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Fumo di gogna, il Sarzanini style

Un contropotere giornalistico che trasforma la routine governativa in cricca

Lo abbiamo chiamato Sarzanini style. Fiorenza Sarzanini è una valorosa collega del Corriere della Sera, e condivide questo brand con molti colleghi delle più diverse testate nazionali (solo nazionali). Scopre chi indaga su chi (pm, ros dei carabinieri, polizia, finanza eccetera), lo raggiunge in ufficio o lo incontra altrove, si fa dare le carte riservatamente, le esamina, le filtra come doveroso, scrive e pubblica. Sono articoli contro il potere. Coraggiosi, è ovvio. Militanti, è naturale.

Leggi Sarzanini style, come ti cucino una riunione con Gianni Letta

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Ritirata non strategica

Pare che il Cav. molli sulle intercettazioni. Non era meglio pensarci prima?

Vedremo, perché con il Cav. non si sa mai. Però ieri in Confcommercio ha fatto uno sfogo sospetto, che potrebbe avere come risvolto una ritirata non strategica sulle intercettazioni. Sembra che si faccia largo nel suo animo il seguente ragionamento, che riportiamo tra virgolette per mera comodità espositiva. “Il partito dei magistrati e dei giornalisti è potente, sa come manipolare una campagna devastante sulle libertà civili anche quando in realtà la campagna attacca uno dei principi basilari di un regime politico liberale, la privacy del cittadino".

Leggi Un Cav. disilluso sceglie la linea della trattativa sulle intercettazioni

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Ama il tuo nemico ma evita gli eufemismi se lui sgozza i tuoi

Da un po’ di tempo noi laici più o meno devoti comprendiamo meno di una volta i comportamenti di alcune autorità ecclesiastiche, mentre tradizionali avversari del papato giovanpaolino e del successore, che da fedeli affettano grande indipendenza spirituale da forme minori di devozione, si trovano sempre più a loro agio con lo stile e le scelte di alcuni vescovi e della segreteria di stato.

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Carcere manette e delazione

Privacy e mostrificazione degli indagati: la gogna e le immagini al Tg2

Fabio De Santis sarebbe uno della “cricca”. L’espressione giornalistica, di sapore infamante, è l’elemento d’accusa più rilevante, se possiamo dir così, che fino ad ora lo riguardi (nonostante due anni di intercettazioni senza limiti e 21 mila pagine di nastri trascritti). Sarà un mostro di corruzione, ma per adesso questo signore è uno che è diventato provveditore alle opere pubbliche nel distretto di Firenze essendo stato raccomandato caldamente da Denis Verdini, coordinatore del Pdl e notabile fiorentino.

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Anticipazione dal Foglio del lunedì

La grande guerra contro il bavaglio è solo fuffa per lettori gonzi

Potrei cavarmela con Barack Obama, visto che ho deciso di scocciare ogni giorno la mia corporazione, univocamente e quasi unanimemente impegnata in una battaglia per la libertà di informazione che a me sembra perfettamente obliqua e perfino menzognera. Potrei cavarmela con il riprendere il pezzo del New York Times in cui si racconta di quanto il presidente messianico dei progressisti di tutto il mondo si impegni a mettere il bavaglio all’informazione quando essa contrasti con la sicurezza dello stato o con le esigenze di una vera giustizia.

Leggi Atti osceni e illiberali di Giuliano Ferrara - Leggi Così Fini delude chi sperava in una destra dipietrificata

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Atti osceni e illiberali

Lo spirito tabloid e la demagogia contro la privacy hanno conquistato un establishment che si voleva laico, liberale, azionista, democratico. E si ritrova conformista, in compagnia della destra giornalistica

I giornali e i cidierre e la bella gente che fa “resistenza civile” non si rendono  nemmeno più conto dei loro atti osceni in luogo pubblico contro la libertà della vita privata. La campagna contro il bavaglio ha toni surreali e si dirige sicura contro la libertà individuale. E’ il trionfo dello spirito tabloid, del fantozzismo guardone, della commedia all’italiana nella sua versione più scurrile. I siti dei giornaloni ripubblicano per l’ennesima volta la materia dello scandalo, gli origliamenti selvaggi.

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Ferrara chiama Ferrarella

Il guardonismo di Corriere e Repubblica camuffato da libertà di stampa

L'Elefantino risponde all'editoriale del Corriere della Sera

Luigi Ferrarella, parlando tra corsivisti avversari, si è comportato lealmente. Ha incassato la precisazione del Foglio, a smentita del suo paragone tra il modo americano di usare le intercettazioni e quello italiano (il caso Blagojevic). Ai fatti non ha opposto resistenza, nemmeno resistenza civile. Poi ha cortesemente e ritorsivamente citato un mio editoriale.

Leggi l'editoriale di Luigi Ferrarella - Leggi I fatti separati dalle intercettazioni - Leggi Senatore del Pd ci spiega le balle sulle intercettazioni da Cerazade

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Difendere il pudore

Per i liberali la privacy è “una scuola di libertà interiore”. Il suo brutale annientamento è mostrato dall’abuso delle intercettazioni che travolge la Costituzione. E dalla vocazione totalitaria di chi lo tollera

Delle intercettazioni in un paese di mafia c’è bisogno. Sono importanti anche nella guerra al terrorismo. Ma non è di questo che si parla oggi. Si parla di Sputtanopoli, cioè della scomparsa del pudore, del suo brutale annientamento in un’orgia di pettegolezzo pubblico a mezzo stampa & tv che violenta la vita privata, che uccide la riservatezza, che straccia la Costituzione all’articolo 15, che funziona come una rete sporcificante stesa per accalappiare il presunto reo che è in ogni cittadino, in ogni colletto bianco, in ogni soggetto individuale pubblico e privato.

Leggi Libertà dei pm? Siamo matti, Ezio? di Giuliano Ferrara - Leggi Una cagnara un po' grottesca sulle intercettazioni da Cerazade

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Libertà dei pm? Siamo matti, Ezio?

Un lapsus notevole e significativo del direttore di Repubblica, e una replica

Ezio Mauro, preso dalla foga combattente sul tema delle intercettazioni, è incorso ieri in un lapsus notevole e significativo. Ha parlato, nel suo editoriale, di “libertà delle inchieste contro la criminalità” osteggiata dalla legge sulle intercettazioni. C’è un equivoco palese, sebbene obliquamente dissimulato da queste parole che suonano bene e significano male. e inchieste giudiziarie devono procedere in indipendenza da ingerenze del potere esecutivo, nel sistema italiano, ma non possono procedere “in libertà”.

Leggi Il botta e risposta tra l'Elefantino e Barbara Spinelli

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La memoria delle stragi

Botta e risposta tra l'Elefantino e Barbara Spinelli sulla Stampa

Domenica sono stato rimproverato da Barbara Spinelli per aver scritto nel Foglio che in un Paese civile non si può convivere con l’accusa di strage al presidente del Consiglio: o la si dimostra, e allora il presidente del Consiglio va in galera, oppure la si pianta lì. Io criticavo il malvezzo di elucubrare sulle stragi del 1993, collegandole a quelle del 1992 (Falcone e Borsellino) e poi all’attentato dell’Addaura e al fallito tentativo dinamitardo allo Stadio Olimpico.

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La fede cristiana martoriata è un segreto vincente o una resa alla storia?

B-XVI, i tagliagole e nuovi amici ambigui. Lettera e risposta

Caro Ippolito, la sua lettera mette a fuoco con sensibile intelligenza un grande problema, forse il grande problema, per chi come me, provvisoriamente escluso dalla dimensione di grazia e soprannaturale della fede, ha tuttavia considerazione, rispetto e amore per la fede degli altri. E ritiene impensabile un mondo occidentale, e forse in generale il mondo, senza il cristianesimo e senza la confessione cattolica e la sua chiesa.

Leggi l'editoriale di Giuliano Ferrara La chiesa dica che quel vescovo non è morto per accidente

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Anticipazione dal Foglio del lunedì

La chiesa dica che quel vescovo non è morto per accidente

Quando il Papa fu aggredito per il discorso di Ratisbona, per quel passaggio di elementare buon senso storico e teologico sul nesso tra fede e conversione forzata nella religione maomettana, e nessuno lo difese come si doveva, e il Vaticano si impegolò in gesti di scusa e di correzione non persuasivi perché insinceri mentre i fanatici islamisti chiamavano a raccolta folle vocianti, una suora veniva assassinata, e altri delitti venivano compiuti in nome dell’intolleranza in ogni parte del mondo, ebbi un brivido di paura e un senso di rivolta.

Leggi la Preghiera di Camillo Langone

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Agenda Tremonti & Giavazzi

Bello e imprevedibile. Il mercatismo è out, ma la libertà economica è in

Bello e imprevedibile. Il ministro antimercatista e anti-Giavazzi, Giulio Tremonti, si riconcilia con la libertà economica, e lo fa nel suo stile che abbiamo definito ganzo, ganzissimo. Rapido, tranchant, sicuro di sé, e in accordo esplicito con lo statista di cui, ci assicurava l’altro ieri un comunicato di Palazzo Chigi, egli è il più fedele compagno d’arme, le plus proche compagnon d’armes (come Lin Piao per Mao Tse Tung, così lui per il Cav.).

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Libertà di tono

Qualcuno a sinistra pensa, non importa essere d’accordo (ma è bello riconoscerlo)

Tutto quello che riguarda Roberto Saviano fa struggere l’anima di noia profonda, abissale. Il ragazzo è d’oro, il romanziere docufictional è buonino (con un sospetto di Liala, direbbero i reduci del gruppo ’63); il bersaglio delle minacce chiama ovvia solidarietà ed esige protezione, l’ospite televisivo è furbo, il poeta civile postpasoliniano è perfetto per la sinistra sentimentale, il poundiano va bene per la destra languida: per il resto non si era mai vista un’icona così male abborracciata.

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In difesa di Israele

Un errore tecnico grave nell’esercizio di un diritto politico: l’autodifesa

Da tempo era noto che una flottiglia di provocatori politici, messa su con la complicità dei nemici in armi di Israele, voleva forzare il blocco di Gaza. La decisione di impedire questa forzatura era legittima, ci mancherebbe, ma doveva realizzarsi in condizioni di maggiore sicurezza, con un impiego intelligente della forza, in modo da evitare lutti, dolori ed equivoci umanitari pronti ad essere sfruttati con cattiveria dalla propaganda pacifista internazionale.

Leggi Almeno dieci morti nel blitz di Israele contro le navi degli attivisti - Leggi I cosiddetti "pacifisti" di Giulio Meotti - Leggi Perché Israele ha sbagliato di Galt - Guarda il video / 1 - Guarda il video / 2 - Leggi Un professore ci spiega perché la guerra arabo-ebraica è una guerra senza fine

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Non si convive inerti con una accusa di stragismo a chi governa

In un paese serio non si convive con il dubbio che il partito del capo del governo abbia avuto origine da una strategia stragista. O si accerta che le cose sono andate a quel modo, e lo si caccia via o lo si rinchiude in galera a seconda del suo grado di coinvolgimento, oppure chi avanza quell’ipotesi senza indizi, senza prove, senza criterio di responsabilità si becca, quale che sia la sua autorevolezza, il disonore sociale, e in più la sanzione penale che tocca ai calunniatori.

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Il lodo Cundari per le intercettazioni risolverebbe il problema in una settimana

 Al direttore - Intercettazioni. Non mi piace il provvedimento del governo, né la situazione attuale con le lenzuolate senza le quali gli editori temono di vendere ancora meno giornali. Ma c’è un pezzo di riforma possibile di cui nessuno parla: i costi. Lo stato fa finta di non capire che dovrebbe comprare i macchinari, occuparsi della manutenzione, senza sprecare montagne di denaro a favore di società private in cui, tra l’altro, per usare un eufemismo, come dimostrano le cronache, non ci sono solo galantuomini.

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Basta con Sputtanopoli, inchieste-portineria, giornalismi-origliatori

I grandi giornali di informazione conducono la battaglia contro la legge di regolamentazione delle intercettazioni, nel contesto di una generale chiamata alle armi in difesa della libertà di stampa, con questo slogan, che campeggia in particolare nelle pagine di Repubblica in testa a ogni pezzo di giudiziaria & scandalistica: “Non avremmo potuto scrivere questo articolo se fosse in vigore la legge bavaglio”. E chi vi dice, cari colleghi, che l’eliminazione di quegli articoli sia un danno alla libertà e al giornalismo libero? La cosa, infatti, va dimostrata.

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A immagine e somiglianza

Se un umano producesse nuove specie, finirebbe il neodarwinismo?

E l’uomo creò la vita: così il titolo in copertina dell’Economist, che non è proprio un foglietto scandalistico. Polemiche prevedibili, scontate, hanno accolto la notizia che un Dna sequenziato e ricomposto al computer è stato trasferito in un batterio svuotato dei suoi geni, e che la creaturina è in grado di riprodursi partendo da questo fondamento parzialmente artificiale (il Dna non è il tutto di una creatura, ma ne costituisce pur sempre l’identità).

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Oh mio welfare, sì bello e perduto.

Due lettere nostalgiche del compromesso socialdemocratico contro il “capitalismo di rapina”. O della dolce vita?

La globalizzazione non è una rapina, è il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente (per usare la lingua del marxismo cara ai nostalgici del compromesso socialdemocratico), è lo sviluppo nell’epoca tecnologica e dell’informazione digitale, è l’immissione di masse storicamente diseredate in un mercato nel quale si pagano alti prezzi sociali, ma in vista di una eredità finalmente positiva, fattiva, vitale.

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Anticipazione dal Foglio del lunedì

Consiglio per la festa del libro: leggere e scrivere meno, ma meglio

Uno dice la tv, e sputa. La tv è volgare. Poi la lingua: mediocre, oscura, povera lessicalmente. Per non parlare delle maniere e consuetudini, della moda: il trionfo del banale, dell’inestetico, del generico. Critichiamo tutto: i giornali quotidiani, i settimanali, i partiti, le accademie, la scuola. Dovunque rintracciamo il germe del mediocre, dello scadente, dell’insignificante. E il libro? Non si sputa. No, il libro è circondato dall’aura del sensibile, della joie de lire, dell’intimità intelligente, dell’esclusività per ciascuno.

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Il Cav. e la caccia al ladro

Berlusconi contro l’impunità per i corrotti: adelante, con juicio

Con prudente entusiasmo (ossimoro) il Cav. ha inaugurato una sua personale caccia al ladro. Stupore e sconcerto per questi umori, dopo anni di forte ostilità per la Repubblica delle guardie, sono comprensibili. Berlusconi d’altra parte è irritato, e lo si capisce bene, perché l’aria che tira, in parte della classe dirigente raccolta sotto il suo capace ombrello, è quella dell’assalto alla diligenza. Uno spettacolo non proprio da applausi è in effetti la catena di inestetismi, piccoli immoralismi generici, favori e favoretti più o meno immobiliari, che fa cing cling in numerose ultime inchieste giudiziarie.

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La riforma chissà se e quando, ma il ministro metta sotto tiro la giustizia folle

Penso che il ministro Alfano dovrebbe esercitare il suo potere ispettivo sulle carcerazioni preventive ingiustificate, e non solo quelle dei colletti bianchi. A raffica. In modo spietato. Realizzando, il ministro Alfano, quella unica modalità di riforma possibile in Italia: il mutamento della prassi, l’osservanza scrupolosa della legge

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Detto con molta autoironia, per noi foglianti il Papa è un poco fuori linea

Benedetto XVI – detto con molta autoironia – è fuori linea per noi foglianti. Nel nostro spirito, la questione dei peccati carnali del clero, nella forma odiosa degli abusi dei bambini, si risolve in un dualismo. Da un lato – è appena ovvio – gli abusi vanno puniti per legge, e la chiesa non può e non deve sottrarre ai rigori della legge, in un contesto garantito di regole che esclude la caccia alle streghe, i suoi figli consacrati. Se lo facesse, si renderebbe complice. Ove lo abbia fatto, fu complice. Di questa tendenza la chiesa deve emendarsi.

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Quella petulanza antimafia che è il risvolto dell’omertà

Eccoci in balia di nuove dicerie palermitane. Domani si ricomincia a ballare in Parlamento. Il genere è noto, e si pratica senza alcun pudore. E’ un lavoro, un’industria. Peggio: è una fede, una creduloneria. Sono propalazioni generiche e teoremi sulla contiguità di mafia e stato. Un fatto accertato da oltre un secolo, la contiguità, che in mano agli storici si fa incontrovertibile fin dai tempi della “inchiesta privata” di due giovani dandy toscani, Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, ma sulla piazza mediatico-giudiziaria diventa la solita grottesca caccia al mostro. Letteralmente, il mostro.

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Botta e risposta Ministro-Elefante

Fini provoca sgradevolmente, scrive Bondi. Ma che senso ha lo sfascio?

Caro ministro, caro Sandro. Nella sua lettera c’è molto genuino sentimento. Lei ha scritto libri interi per motivare il suo sentimentalismo politico. C’è Fini che provoca perfidamente, c’è la sua “malcelata avversione personale nei confronti di Berlusconi” che ferisce umanamente il presidente del partito fondato in comune dai due leader, c’è l’amarezza nel constatare che i suoi intellettuali d’area vogliono disfarsi del sistema Berlusconi. La cosiddetta conversione di Fini le sembra solo cattivo opportunismo, competizione ribalda, offesa recata a chi non la merita.

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Nel caso Scajola il problema è lo stile

Una volta, due volte... può succedere di tutto

Colpisce lo stile, nel caso Scajola. Questo giornale fu orgogliosamente corresponsabile delle sue precedenti dimissioni. Aveva temerariamente dato di “rompicoglioni” a un uomo, Marco Biagi, morto da eroe, colpito a tradimento dalle Brigate rosse per aver servito lo stato con la sua cultura riformista. Il governo aveva abbandonato questa persona che segnalava inascoltata la propria insicurezza, e dopo la morte il ministro dell’Interno, Scajola, lo insultò. Intollerabile.

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La Santa Sindone come “icona” è una definizione ratzingeriana, cioè perfetta

Sono lieto di questa inclinazione verso una pratica razionalmente giustificabile della fede; e lo sono tanto più in quanto critico fervente di ogni razionalismo chiuso ai misteri della fede (posizione ateo-devota, cioè kantiana, non-so-se-mi-spiego).

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Ridateci il Cav. scomparso in questa tetra, interminabile litigata

Certe volte quel mostro di bravura e di simpatia che fu il Cav. è irriconoscibile. Che facciamo, presidente? Passiamo i prossimi tre anni a sparlare di Bocchino e a straparlare di Fini, a litigare, a guardarci in cagnesco? A saggiare, usando anche il buco della serratura dei retroscena, il grado di amicizia o di fedeltà che corre tra lei e Fini? Ancora suocere, e altre parentele? Oppure, dietro l’angolo, ci aspetta uno show-down incomprensibile, una rottura che mandi tutto in fumo e certifichi il fallimento di una solida maggioranza politica, di una leadership riconosciuta?

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Travaglio imita il Cav. e smentisce di aver mai litigato con Michele Santoro

Al direttore - Ho letto con attenzione l’agile biografia che il Foglio mi ha dedicato sabato a firma Marianna Rizzini […]
Marco Travaglio

Berlusconi ha dichiarato domenica di non aver mai litigato con nessuno. Quando dice di non essersi mai arrabbiato con Santoro, la sua è un’imitazione perfetta dell’Amor Nostro.

Leggi la replica di Marianna Rizzini a Travaglio

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A Putin la cattedra nell’università del pensiero liberale, il Cav. è un surrealista

Il Cav. è il re della comicità surrealista. La seconda lectio sul pensiero liberale dovrebbe tenerla un generale birmano, e la terza un vescovo lefebvriano. Il liberalismo è messo malamente. Alla commemorazione di Lord Dahrendorf in Roma c’erano più oratori che pubblico e, come ha notato Giuseppe Pennisi, quei pochi erano dimentichi del fatto che per i liberali “non esiste un pasto gratis”; infatti il pranzo era offerto dalla pochissimo liberale, e parecchio dirigista, Commissione esecutiva di Bruxelles.

Leggi Il Cav. coglie l'atomo con Putin

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Cinquant’anni di Pillola non ci hanno portato la felicità

Ho letto un bell’articolo di Time sui cinquant’anni della pillola, anzi la Pillola. Quella che Paolo VI condannò, con grande scandalo e dolore, contro il parere della gerarchia che aveva appena chiuso il Vaticano II e voleva aprire al mondo. Quella che l’Economist definì dieci anni fa “il più importante progresso scientifico del Novecento”. Il pezzo è ben fatto, ma ideologico. Dice che la Pillola fa bene contro il cancro e il mal di cuore, e lascia al dubbio di molti le eventuali controindicazioni mediche. Stabilisce un collegamento tra la Pillola e l’esplosione delle libertà.

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Tutti mi chiedono: "E la televisione?"

Che cosa succede a un poverocristo il quale si fa venire l’idea di lasciare la televisione per occuparsi d’altro (il raccontino dovrebbe essere studiato nelle scuole di scienze della comunicazione e da vari cognitivisti): Non essendo più sotto scorta per cessate esigenze di tutela, il che ovviamente mi rallegra, giro in mezzo al popolo di Roma, in tutta normalità, e spesso passeggiando con la mia canina. La gente è gentile e spesso persone molto ben educate mi fermano per esprimere rimpianto, il che è abbastanza normale e mi fa discretamente piacere.

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Il Cav. ha detto una corbelleria, ma i Sopranos hanno rotto

La Piovra è una vecchia fiction di successo che ha analfabetizzato gli italiani e mezzo mondo sulla realtà del potere criminale, semplificando e banalizzando tutto. Saviano ha scritto un buon libro e poi è subito diventato un precetto ideologico, una maniera, una insopportabile enfiagione retorica.

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Cav. Il Sung

Immaginare Berlusconi alle prese con la democrazia di partito? Proviamoci

Difficile dare consigli a Berlusconi. Complicato anche dargli lezioni di politica. Facendo a modo suo, sebbene non tutto e non sempre da solo, è diventato molto ricco, molto potente, molto influente nella storia di questo paese. Perché cambiare? Perché ascoltare suggerimenti da gente molto più povera e meno esperta nell’arte seduttiva del successo? Non è più gratificante la lode, il sostegno adulante? La chiave psicologica e tecnica dei successi del Cav., e della sua famosa megalomania alla Kim Il Sung, è la sua stessa anomalia.

Leggi Contrordine, ora sono i colonnelli a spingere Fini alla porta del Pdl di Salvatore Merlo

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Dal Foglio del lunedì

La conversione di Fini è la fortuna di Berlusconi

Insisto. A Berlusconi non poteva capitare fortuna maggiore di un fenomeno come la “conversione di Fini” (è il titolo del libro di Salvatore Merlo, in uscita da Vallecchi). Il nuovo Fini, che Feltri stuzzica e provoca con il nomignolo di “compagno Fini”, corregge l’anomalia berlusconiana senza imporre al suo titolare di ridimensionarsi; allarga lo spazio dell’Italia berlusconiana, con incursioni semantiche e popolarità politica perfino nel rintronato centrosinistra.

Leggi Scongiurare un 25 luglio (di Fini) in pieno aprile

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Due errori da cattiva digestione

Perché Fini e il Cav. rischiano di farsi entrambi male, e molto

Fini non ha esperienze felicissime di leadership solitaria e personale. Il partito alla fine se lo è fatto sfilare perdendo appeal. Quando tentò di mettersi in proprio con la lista europea dell’elefante, oltre a obbligarci per ragioni di copyright a scegliere come simbolino un ippopotamo, batté la testa contro il muro del consenso. Invece è interessante il modo in cui ha scelto di fare il presidente della Camera e di ricostruire, con giornali, riviste, think tank e un gruppo di suoi seguaci in minoranza nel Popolo della libertà, un profilo di leader diverso dal solito.

Leggi Pranzo indigesto tra Fini e il Cav. E’ l’ora dei penultimatum di guerra

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A Parma, in Confindustria, non si fa politica: ma perché?

Mi sono sempre domandato come fa la Confindustria a non avere una chiara, definita politica istituzionale e una politica estera, insomma come fa a vivere e lavorare senza un profilo che superi il negoziato di vantaggi corporativi nei rapporti con il governo e la ordinaria contrattazione con i sindacati. Senza essere anche un movimento, un soggetto portatore di idee generali sulla società e sullo stato.

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La chiesa non è una repubblica

Prosegue l’assedio scandalistico al Papa, tra informazione e ideologia

Continua lo stillicidio delle accuse al Papa per il trattamento disciplinare “lassista” dei casi di pedofilia tra i preti. Riferiamo in apertura dell’ultima scoperta documentale dell’Associated Press: una vecchia lettera firmata dal cardinale Joseph Ratzinger nei primi anni Ottanta in cui si suggerisce estrema prudenza alla diocesi di Oakland, in America, nel trattamento del caso di un giovane prete accusato di aver molestato sessualmente due ragazzi (il sacerdote fu infine ridotto allo stato laicale).

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Cosa pensa dell’aborto quel furbacchione di ministro del club di don Verzé?

Non ce l’abbiamo con la pillola in sé, sebbene sia un cattivo intruglio, ma con l’aborto moralmente sordo, in via di privatizzazione integrale. Solo che la guerra all’aborto, osceno ritrovato maschio che offende la vita dei bambini e delle bambine, oltre che la salute delle donne e la definizione di umanità, è meno facile di quanto si pensi.

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Liberate quelle persone ripugnanti detenute illegalmente

Quando avranno smesso di guardarsi l’ombelico, e di farselo piacere multimedialmente, gli eroi della libera informazione potrebbero occuparsi di qualche problema interessante. Potrebbero addirittura pensare a questo non piccolo problema nazionale: da mesi sono in carcere persone dall’aspetto ributtante, gente che ride del terremoto pensando agli appalti o prenota negroni sessualmente attivi in Vaticano, secondo quanto riferiscono alla gogna pubblica le intercettazioni telefoniche divulgate a mezzo stampa e tv, ma questa è nonostante tutto detenzione illegale.

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Abbado, la musica, la politica. Guantanamera

La grande musica trascina e incanta e seduce anche per la sua caratura simbolica, per una speciale coesione interna che imprime all’intelligenza del mondo. E’ un linguaggio inappellabile, che accade nel tempo, in ogni senso. Anche nel tuo tempo. Claudio Abbado dirige in questi giorni a Santa Cecilia con la sponsorizzazione di Amnesty International, una associazione umanitaria che probabilmente ha dei meriti, ma immersi nei grandi demeriti descritti in questa pagina da Giulio Meotti e da altri nostri collaboratori. Celebrare Amnesty equivale a esercitare la più facile delle retoriche, voltandosi dall’altra parte quando si tratti di pensare alla strage asiatica abortista delle bambine.

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La carne e padre Murphy

Un prete del Wisconsin pedofilo ma senza violenza. Il buon giornalismo del NYT e la sua tesi accusatoria. La distinzione (liberale) tra peccato e reato. L’impossibilità della chiesa di rinunciare alla notte dell’Innominato

Nel corso degli anni il reverendo padre Lawrence C. Murphy aveva ceduto agli impulsi della carne, aveva cercato e ottenuto una qualche soddisfazione, un qualche piacere, abusando senza violenza, ma esercitando una coazione legata alla autorevolezza del suo ruolo, dei bambini sordomuti che vivevano con lui, a lui affidati, nella comunità di cura e di educazione di St. John, a Saint Francis, nello stato americano del Wisconsin. Per la chiesa padre Murphy era un peccatore; nell’interesse della sua anima e in quello delle vittime della sua concupiscenza doveva essere isolato e silenziato, indotto al pentimento sincero e completo e all’espiazione, in ultima istanza anche sanzionato

Leggi Il “tragico caso” di padre Murphy di Paolo Rodari

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Aborto? No, grazie

Il cardinal Bagnasco rilancia in politica la questione delle questioni

Giustamente Emma Bonino, il diavolo laicista in corsa per la presidenza del Lazio, che per errore era finito a pagina 11 nel giornale della Cei, dice che la prolusione del capo dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, è stata un “evergreen”, insomma nessuna novità emergerebbe dalle cose dette ieri nella riunione della Conferenza episcopale. La Bonino a Roma, e la Mercedes Bresso candidata a Torino, aspirano infatti, con l’ingordigia tipica dei fenomeni preternaturali, a incassare il voto cattolico solidarista.

Leggi Il Papa fa il suo severo mestiere nella chiesa, noi ci occupiamo del mondo cane di Giuliano Ferrara - Leggi l'inchiesta di Marianna Rizzini sui cattolici e la Bonino

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Il Papa fa il suo severo mestiere nella chiesa, noi ci occupiamo del mondo cane

Benedetto deve fare pulizia nella chiesa e proteggerla dall’interno, io uso come posso la ramazza nel mio sporco mondo ultrasecolarizzato, che scaglia accuse generalizzanti, abominevoli, ragionieristiche, contro una istituzione titolare ultima del diritto di contraddizione in un universo di pensiero laicista omologato e conforme ad onta del pluralismo o relativismo rivendicato. Benedetto deve rimproverare i vescovi che hanno equivocato in nome del buon nome della chiesa.

Leggi Sulla bella lettera di Benedetto alla nuova Corinto d’Irlanda di Giuliano Ferrara

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Sulla bella lettera di Benedetto alla nuova Corinto d’Irlanda

La lettera del Papa sugli abusi dei preti in Irlanda è molto bella, nella sua tristezza e nella sua speranza, ma sopra tutto nella sua lingua severa, ferma, sincera, con un’espressività che viene da due millenni di saggezza pastorale e di drammi dell’incarnazione e della storia. Il Papa attua una conversazione paolina e paterna con la comunità umana irlandese, con questa specie di nuova Corinto inselvatichita nel peccato e nel crimine.

Leggi la nota di Silvio Berlusconi - Leggi la lettera del Papa - Leggi Contro chi sputa sui preti di Padre Aldo Trento - Leggi Ragazzi di chiesa di Umberto Silva

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La diffamazione

Gianni Letta al telefono non delinque, mormora cose incomprensibili o dice che “proverà a cercarlo”. Ma la Repubblica lo sbatte in titoli mozzorecchi come se avesse stuprato una tigre siberiana al parco

Gianni Letta è di vecchio stile andreottiano, se ne impipa, non replica, detesta le smentite, precisazioni, rettifiche. Il lavoro sporco e inutile di chiedere conto della diffamazione nei suoi confronti tocca a noi. Tempo addietro notammo un titolo di Repubblica in pagina interna, ma a tutta pagina: “Appalti, la rete di Letta”. Il testo dell’articolo diceva che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il presidente operativo, aveva informato Guido Bertolaso, capo del servizio di Protezione civile e suo collega sottosegretario, di una procedura di infrazione a Bruxelles sui lavori del G8.

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I moralisti dalla vita bassa che mettono la chiesa sotto assedio

La vita bassa di ragazzini e ragazzine e la guardia alta contro la pedofilia, il preservativo a scuola e il rigore nei seminari: il secolo propone alla chiesa i suoi ridicoli, grotteschi paradossi, e noi dovremmo bere quest’abbondanza di menzogna, spettatori inebetiti dell’assedio. La più straordinaria turlupinatura si presenta come un discorso prepotente, allusivo, temerario e inquisitivo intorno al sesso.

Leggi Elogio della sessuofobia cattolica di Umberto Silva

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Bersani è riuscito a salvare un Pdl che meritava di straperdere

Come si fa a figurare peggio del dottor Milioni, presentatore delle liste del Pdl a Roma? Come si fa a restituire all’entourage di Roberto Formigoni la parvenza di uno staff politico al posto del titolo meritato di “squadretta di dilettanti”? Basta comportarsi come Bersani e i suoi, e il gioco è fatto. La situazione è questa. La destra a Milano e a Roma si era autoeliminata dalle elezioni per un misto di scemenza e arroganza. La sinistra poteva incassare, cuocere a fuoco lento l’avversario in disperata condizione di bisogno.

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La prima causa di morte in Europa

La moratoria per l’aborto era un programma. La Spagna si muove, e noi?

Un centro studi spagnolo, l’Istituto di politica familiare, ha accertato che sul piano statistico l’aborto sta diventando la prima causa di morte in Europa. Due milioni e ottocentosessantatremila e seicentoquarantanove (2.863.649) aborti è la cifra totale dell’eccidio in Europa, dentro e fuori i confini dell’Unione: così reca la denuncia statistica portata a Bruxelles. Roberto Cascioli su Avvenire calcola che si spegne la vita di un bambino in gestazione ogni undici secondi, ogni giorno si infierisce su 7.500 donne, su 7.500 bambini non nati il cui diritto alla vita è umiliato e offeso.

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Una lettera del senatore Zanda su corruzione e mercato

Caro Elefante, lo stato se ne muore e la discrezionalità genera arbitrio

Ero capogruppo nel Consiglio comunale di Torino nel 1980-1982: trent’anni fa rubavano a man bassa, in parte a vantaggio dei partiti, con qualunque procedura e gara e appalto concorso e licitazione privata, e lo stato non era ancora spappolato, e non si vedevano in giro Spa. Temo abbia ragione Galli della Loggia: non abbiamo una morale comune, siamo informali, individualisti e anarchici nel perseguimento di vantaggi particolari alle spalle dello stato.

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Hai fatto qualcosa? Probabilmente sei un ladro

Basta leggere la pagina di Repubblica scritta con brio sabato scorso da Alberto Statera (era la pagina 17, con richiamo in prima) e subito si capisce che cosa sta succedendo. Il moralismo politicizzato, fazioso, ci invita a diffidare di chi realizza opere, eventualmente in modo rapido, e di chi amministra i beni pubblici cercando di fronteggiare l’inerzia burocratica, la passività, la lentezza, il garbuglio delle regole e regolette e interdizioni mandarine che era proprio del mondo di ieri.

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La Bresso replica alle critiche occupando saldamente la postazione del cuore

Al direttore - Ho letto articoli e commenti che Lei e i Suoi collaboratori hanno voluto dedicarmi in queste settimane. Il quadro sinottico che ne ho ricavato è discretamente impressionante: Bresso indifferente ai valori etici, nemica della Chiesa cattolica, abortista sfegatata, pro death senza ritegno. […]
Mercedes Bresso

Grazie per questo pretenzioso e demagogico bignamino politicante, travestito da afflato etico. […]

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Berlusconi deve trovare un antidoto alla degenerazione cortigiana

Il Cav. si è arrabbiato. Ha visto le veline contro il suo coordinatore Verdini, di chiara fabbricazione interna. Ha preso cappello. Si è offeso, e sabato ha dettato una smentita, con tanto di rimprovero a un pezzo della sua corte o del suo staff: qui non sono i giornali a inventarsi tutto, c’è qualcuno che li imbecca, e a forza di guerricciole interne finisce che perdiamo le elezioni regionali.

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Le ceneri sul capo di Tiger Woods

Il suo mea culpa in Italia sarebbe deriso, questa è la nostra corruttela

E’ un documento impressionante, un potente venerdì delle ceneri, una quaresima dell’ego nazionale di tutto un popolo. Il mea culpa di Tiger Woods, popolarissimo idolo del golf in America e nel mondo, è a disposizione di tutti in ogni sito del Web, compreso il nostro. E’ una sacra rappresentazione, con alti effetti drammatici. Non importa se sia sincero il pentimento tardivo per l’adulterio seriale, importa che tutto ciò regga allo scrutinio beffardo del sarcasmo o al filtro cinico dell’ironia, che in Europa e in Italia distruggerebbero il significato di quelle parole.

Guarda il video - Leggi Il mea culpa di Tiger Woods, il testo della conferenza stampa

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La suggestione

Indagini e inchieste monstre, ma vorremmo sapere dove sta la ciccia

Suggestionare è tecnica manipolatoria sopraffina, componente essenziale del giornalismo di cronaca. Non è una banale critica deontologica, questa rivolta alla tecnica del “mascariamento” a mezzo stampa; si può concepire una qualche dimensione allusiva e obliqua, spesso è l’unico modo per costruire il pezzo, sono regole del mestieraccio che tutti conoscono. Poi però, magari quando si dice tra le righe che forse non c’è niente di penalmente rilevante, uno si domanda fino a che punto l’ovvio lobbistico possa essere suggestivamente spacciato per associazione a delinquere.

Lettori del Foglio on line, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner - Leggi Più dello squallido amplesso può il godimento nel mettersi alla gogna

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Verdini, quel tipo fantastico cui regalai un pezzetto del Foglio

Una notizia: politici e amministratori si interessano di appalti

Denis aveva di tutto per piacermi nel Mugello: aria da malandrino, modi da essere umano, e un ristorante

Non metto le mani sul fuoco per nessuno, intanto perché le mie sono già bruciate, non essendo chi le porta una persona perbene (grazie a Dio), e poi perché potrebbero anche riardere. Ma  non ho potuto evitare di sorridere, stamane, apprendendo che Denis Verdini è indagato per corruzione. Il tipo di Verdini che ho conosciuto quando preso da pazzia (ogni dieci anni una pazzia la faccio) andai nel Mugello per cercare di infangare quel brav’uomo di Tonino Di Pietro (1997), la malandrinata, è estratto di peso da una sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, un compagno di giochi da Amici miei, tra Germi e Monicelli. Malandrino, essere umano.

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Dal Foglio del lunedì

Il Papa che predica il senso comune e i suoi fastigi

Il Papa ha di nuovo parlato della vita umana, sabato scorso, e non si è limitato a ripetere cose note, giudizi della chiesa che confortano chiunque sia convinto, quali che siano la sua fede o la sua cultura, della grave deriva manipolatoria in atto e delle inaudite conseguenze con le quali già infelicemente conviviamo. In polemica con un criterio relativistico per le legislazioni e per la statuizione dei diritti, Benedetto XVI ha suggerito il carattere di “catalizzatore del consenso” per la legge morale naturale, che filosoficamente è l’altra faccia della legge di ragione.

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Risposta dell'Elefante alla Segreteria di stato

Il 23 gennaio il Foglio diede notizia del disappunto manifestato al Papa dal cardinal Ruini nel corso di un’udienza dei primi del mese. Oggetto del disappunto, accolto da una attenta preoccupazione del Papa e dalla sua dichiarata intenzione di appurare lo stato delle cose e decidere di conseguenza, erano le pressioni, anche di parte vaticana, che avevano avvalorato mesi prima la liquidazione del direttore di Avvenire, Dino Boffo, indotta con la pubblicazione di un documento calunnioso e falso, redatto nel più tipico stile dei regimi di polizia degli anni Trenta.

Leggi la rassegna stampa di oggi - Leggi il comunicato della Segreteria di stato

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Perché quello in atto in Vaticano non è uno scontro di potere

Interviene la Segreteria di stato: "La velina su Boffo non arrivava dall'Osservatore"

Alcuni lettori ci hanno domandato: che cosa distingue o divide il segretario di stato vaticano, Tarcisio Bertone, dal presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco, e dal suo immediato predecessore, Camillo Ruini? Solo la letteratura demenziale di massa à la Dan Brown, che ha antenati nobili in una tradizione di basso esoterismo vaticanologico, immagina che dietro i conflitti ci siano una infinita sete di potere e una dimensione simbolica indecifrabile e del tutto preclusa alla comprensione del pubblico. In realtà qui tutto è chiarissimo.

Leggi Gli incontri di Ruini, Papa compreso, e gli ultimi fuochi del caso Boffo - Leggi Boffo, Feltri e il convitato di pietra - Leggi Il mistero di una chiesa abitata da peccatori, ma senza peccato - Leggi Il caso Boffo e i peccati di vanità degli uomini di chiesa

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Scambio con Tarchi sul nobile gusto del sangue, che non ho più

Al direttore - A Farefuturo, come non era difficile immaginare, ciò che ho detto al Foglio sull’ inesistenza di filiazioni tra la Nuova Destra dei tempi andati e le elucubrazioni della cerchia finiana è andato di traverso.

Perché mordersi come cani? Invecchio, sono sempre più pachidermico, riesco ad apprezzare un’intervista di Tarchi e insieme il lavoro di questi che lei chiama “personaggi”.

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Se in una storia di corna vediamo la commedia e non il peccato

Tutti siamo abituati alla vasta gamma delle trasgressioni di una norma sessuale definita forse abusivamente “naturale”, però certamente ragionevole. Si tratta del desueto unirsi tra uomo e donna, specie in età di far figli; e poi del vivere la vita sublimando le pulsioni carnali nella fiducia, nell’amore, nella dedizione, nell’educazione, nell’amicizia, nell’edificazione dello spirito e nella costruzione leale dell’amore di Dio e dell’umanità.

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Il caso Boffo e i peccati di vanità degli uomini di chiesa

Leggerezza, spirito combriccolare, carrierismo minore: difetti da emendare

La salute della chiesa ovviamente interessa tutte le persone sane di mente e di spirito. Noi in particolare, convinti come siamo che prima del Sé, prima della coscienza abissale moderna rotta a tutte le possibilità, prima del neognosticismo che punta tutto sull’iniziazione mistica, sull’assoluto interiore, prima di tutto il resto, e alla pari con la fede per chi ce l’ha, viene la grandezza umana, storica, événementielle, del grande cartellone messo in piedi dal Messia.

Leggi Gli incontri di Ruini, Papa compreso, e gli ultimi fuochi del caso Boffo - Leggi Feltri spiega perché non poteva non credere al delatore del Vaticano - Leggi Boffo, Feltri e il convitato di pietra

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Perché mi annoia la storia della foto di Di Pietro

Strano paese l’Italia. Quando si spara nelle strade, anni Settanta, tutti si eclissano, eufemizzano, trovano scuse e lasciano soli i rigoristi. Gli stessi fuggitivi, trent’anni dopo, tuonano contro il perdonismo.

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Dal Foglio del lunedì

Altro che Dc, quella di Casini è la politica del doppio ascaro

Pier Ferdinando Casini è un ragazzo fortunato, un giovin signore. “He married up” (come dicono gli americani di chi sposa in alto loco o partner affluenti), bambini a cascata, un divorzio e-che-sarà-mai, una vita varia tra le Repubbliche, cariche importanti, in apparenza poca fatica di vivere, e anche poco dolore politico; Casini possiede un talentaccio democristiano per la navigazione a vista.

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Il sogno del cardinale

Parole sante, ragionevoli e laiche di Bagnasco: ma c’è il caso Bonino

Ha detto ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani: “Vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni”.

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Analisi del gesto di Lapo, ovvero della nostra ipocrita sessuofobia

Il gesto di Lapo, trecentomila euro per ricomprarsi una foto con un transessuale al Bois de Boulogne, va analizzato meticolosamente. Non interessa qui il lato giudiziario, se e chi eventualmente sia incappato in un reato (estorsione?). In quella presunta dazione c’è tutta l’ambivalenza, non quella fertile, non quella felice, bensì quella grottesca, del tempo che viviamo. Lapo, al contrario di Piero Marrazzo, è persona privata. Non fa politica. Non è pubblico ufficiale

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L’ultima del diavolo

Perché non mi pento d’aver inquietato Socci e Avvenire sul caso Bonino

Con delicatezza di tono ed energica sostanza, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, rispondeva ieri all’obiezione del Foglio, se si possa combattere il diavolo senza sapere che pesci pigliare (caso Bonino): fatti i fatti tuoi, il direttore del giornale dei vescovi italiani impagina in autonomia il suo giornale. Tarquinio sa che quando si trattò di difendere l’autonomia del giornale cattolico in situazioni di estrema indigenza, non ci tirammo indietro. D’accordo sul metodo, comunque, e tante scuse a un giornalista stimabile, di solido impianto realista.

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La vendita dell’acqua calda

Clima, si erano bevuto il cervello on the rocks e ora se la cavano con poco

Per alcuni anni si sono bevuto il cervello on the rocks, giornali e telegiornali dell’universo mondo, e hanno tutti insieme, appassionatamente, propalato la fregnaccia del riscaldamento globale inteso come effetto serra di imminente allarme (e apocalittico nei risultati). Per alcuni anni hanno costruito reputazioni, profili morali, carriere e quattrini, molti, moltissimi quattrini, con l’industria del global warming.

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Il diavolo a pagina 11

Emma Bonino è uno “schiaffo alla comunità cristiana”. Ma che disastro se il principio di precauzione declassa l’esorcismo ecclesiale a opinione personale. Meglio i comitati civici di Gedda che un timido Avvenire

Da realisti, rispettiamo i confini che i vescovi si attribuiscono, e quei confini sono perfino un elemento della sana laicità che predichiamo da anni, con i nostri argomenti e spesso in sintonia con quelli ecclesiastici. Però bisogna mettersi d’accordo. Qui il dissenso non è civico, non riguarda il piano regolatore, non insiste su aspetti marginali dell’esistenza civile di un popolo: qui si parla di roba decisiva, principi che sono stati autorevolmente definiti come “non negoziabili”, qui si tratta di vita, letteralmente, o di morte.

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Anticipazione dal Foglio di domani

Il diavolo a pagina 11

Emma Bonino è uno “schiaffo alla comunità cristiana”. Ma che disastro se il principio di precauzione declassa l’esorcismo ecclesiale a opinione personale. Meglio i comitati civici di Gedda che un timido Avvenire

Ma il diavolo si combatte a pagina uno o a pagina 11? Esorcizzarlo è un’opinione individuale o, per lo meno sul giornale dei vescovi, un’opinione editoriale? La domanda è assurda, ma pertinente. Ieri infatti i lettori di Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale, hanno trovato ben descritta, dal punto di vista culturale cristiano-cattolico, la Bonino.

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La Bonino farà il pienone laico, dice uno; flop per eccesso liberista, dice l’altro

Al direttore - De Magistris: ci si inchina ad Hammamet ma si guarda ad Arcore. Lo strabismo distorto della magistratura.
Maurizio Crippa

Al direttore - Che noia ’sto Casini! Con chi andrà? In quali regioni sarà determinante? Quale obiettivo persegue nel tentativo ostinato di allearsi con il probabile vincitore?

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Craxi e i quattrini

Chi alza la posta deve procurarsi i soldi per stare al tavolo da gioco

Sergio Romano, più comprensivo e meno burbero del solito, ha scritto ieri nel Corriere di Bettino Craxi, leader socialista e uomo di stato italiano morto latitante in Tunisia il 19 gennaio del 2000, un editoriale giusto a metà. C’è il riconoscimento dei grandi meriti politici dello statista italiano, elencati con puntiglio e buona memoria, e poi la segnalazione di due limiti: la creazione di un forte debito pubblico negli anni Ottanta, la partecipazione ad un sistema illegale di finanziamento della politica.

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Istruzioni e ragioni per detestare Emma Bonino (e sperare che perda le elezioni)

Detesto Emma Bonino, spero che perda le elezioni. E’ una intollerante, un’abortista sfegatata e una militante del torto negatore travestita da libertaria, una innamorata di sé dall’insopportabile accento vittimista, una cercatrice di cariche meticolosa e fatua, la complice non candida, ma molto candidata, del peggior Pannella, una pallona gonfiata come poche, un ufficio stampa ambulante, un disastro di donna en colère e di personalità pubblica.

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Il caro Bersani non è adatto alla guida del Pd. Vedi il caso Bonino

Bersani non ci sa fare. E’ proprio una cara persona, e molto competente in fatto di piastrelle e distretti e amministrazione locale, ma come segretario di partito non ci sa fare. Lo dimostra tra le altre cose l’orripilante, umiliante caso Bonino. D’altra parte nella sua lunga storia e tradizione politica, il Pci non aveva mai dato il potere di decisione politica agli emiliani, gente seria e operosa, capace di costruire modelli sociali e fare quattrini, ma inetti nella manovra, nella guerra, nella comunicazione politica.

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Un altro Papa in Sinagoga

Perché le tensioni (anche su Pio XII), perché si possono stemperare

Giovanni Paolo II aveva un’impostazione profetica, scavalcava gloriosamente i problemi con la volontà e la visione. Benedetto XVI è Papa teologo, si colloca alla radice delle questioni e delle controversie, ed esercita il mite rigore dottrinale che gli si conosce e che mise al servizio dell’avventuroso slancio del predecessore. Wojtyla aprì la strada di una nuova coesistenza tra ebrei e cristiani, dopo il grande salto conciliare della libertà religiosa e della denuncia dell’antigiudaismo cristiano, con la prima visita alla Sinagoga romana e con lo slancio penitenziale del Giubileo del 2000, i mea culpa della chiesa (santa) per errori e delitti dei suoi figli nella storia.

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Il cuore in mano

L’Odissea dei migranti eccita sentimentalismo, invece ci vuole realismo

Una esplosione di sentimentalismo, anche di buona stoffa, e certamente frutto di ottime intenzioni, spinge parte della società italiana a esprimere in mille modi compassione per gli sventurati che da dieci anni abitavano nelle topaie in mezzo agli aranceti di Rosarno, ai miserabili neri braccati dall’uomo bianco e poi espulsi da un ministro del nord, ai nuovi ebrei che “se questo è un uomo”. Qui si sostiene la tesi realista, contraria.

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Meno stato più capitalismo, ecco la cura per le infinite miserie del sud

Le condizioni disumane in cui vivono gli immigrati nella piana di Gioia Tauro fanno torcere le budella a chiunque, e chiunque è intitolato a protestare. Figuriamoci loro, gli immigrati. In un certo senso, sono solidale con le loro spranghe più di quanto apprezzi, compito non difficile per una persona umana, i generici appelli alla pacificazione degli animi, alla fine delle violenze, ad abbassare i toni. Però, sveglia! Mi volete spiegare come mai nell’eterno sud populista, lassista, familista, pauperista succede quello che succede, guerriglia civile, ferocia scatenata, rivolta e controrivolta, infine deportazione forzata dei neri raccoglitori di agrumi da un inferno all’altro?

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Feltri & Fini

Si può sempre fare meglio, ma il duello rusticano è legittimo

C’è un tratto di asperità viziosa, di personalismo esasperato, una tendenza delatoria che non convince neanche noi, tutt’altro che mammolette. Per il resto, ciascuno valuterà come crede gli argomenti di Vittorio Feltri nell’attacco opinionistico a Gianfranco Fini. Noi per esempio non siamo d’accordo con il suo giudizio politico, pensiamo che, se non portato all’esasperazione e alla rottura, Fini sia utile alla destra italiana e anche allo stesso Berlusconi. Il direttore del Giornale non può però essere impiccato alla proprietà editoriale della testata.

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Che fine farà il Partito democratico?

Che fine farà questo Pd? La rissa villana accesa in Puglia dalla contesa per la candidatura regionale tra Emiliano e Vendola dimostra la ambigua e fragile identità del Partito democratico. Non è grave che ci si accapigli per interesse o per passione, ma è grottesco litigare scialacquando vistosamente il patrimonio di famiglia, cioè l’idea di un partito nuovo, fatto di cose nuove, con una pratica della politica non più legata alle tradizioni di clientela o di apparato che furono tipiche della storia democristiana, socialista e comunista.

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Le repliche della storia alle anime belle sono ben visibili. Buon anno

L’ultimo dell’anno può servire a fare due conti, ma senza rese dei conti o altre equivalenti antipatie. Guantanamo non chiude, per esempio. Per almeno un altro anno resterà dov’è, a custodire nuclei di detenuti particolari considerati, dal punto di vista della lotta al terrorismo o guerra al terrorismo, “radioattivi”. E’ un carcere universalmente noto, Gitmo. Non è un carcere ordinario, soggetto al diritto comune americano.

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Le cose davvero utili, come i soldi per risanare un organo in Valbrevenna

Al direttore - Mi sostituisco inopportunamente a lei nel dare risposta ai due quesiti di Giorgio Abbadessa. Penso che lei abbia studiato economia nel Grande libro della natura (umana). Il mio dubbio è che Galileo sosteneva genericamente che era scritto in matematica, la qualcosa, pur essendo econometrista, mi ha sempre turbato, data la difficoltà di descrivere con questo linguaggio il principale animale della Terra.

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Come fare buon uso del 2010 e vivere più o meno felici

Come si fa a fare buon uso del 2010? Non è facile, ma possiamo provarci. Ricorrendo ai soliti buoni propositi, appena adeguati ai tempi e allo spazio in cui viviamo. Politica. Ridurne l’ingombro e la pomposità. Un numero sempre maggiore di ore senza parlare di politica, leggere di politica, fare politica in pubblico e in privato. Non per negare la dimensione caritativa e sociale, culturale, ludica, allegorica, essenziale dell’arte politica sempre necessaria.

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Il vero Lerner

Un formidabile autoritratto del Bastardo. Spietata ricerca di identità che si abbatte su un padre provocatore, alla Richler. Alla ricerca della Colpa originaria. Famiglia, associazione per delinquere

Mio padre diceva scherzando, ma con una sfumatura di vera malinconia, che la famiglia è una associazione per delinquere. Innamorato del mito della ragione, considerava il sangue l’origine dei sentimenti più pericolosi. L’ultimo libro di Gad Lerner è una resa dei conti traboccante sorpresa, spaesamento ed emozione con la famiglia d’origine, prima di tutti con il padre.

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Il D’Alema natalizio e “inciucista” che fa arrabbiare la nota lobby

Dietro questa storia della legittimità del compromesso, che ha tanto scandalizzato le anime buone dei lanciatori di merda, c’è uno slittamento natalizio del carattere di un leader. D’Alema è meno insopportabile di una volta. Può mandare a quel paese la cultura azionista del gruppo Espresso-Repubblica, che un certo peso a sinistra lo mantiene, e può farlo con un tratto di serenità e perfino di soavità che non gli conoscevo.

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Il Papa denuncia la crisi ecologica ma non si iscrive alla chiesa di Al Gore

L’ambientalismo cattolico è fervente, ma pone condizioni rigorose

Non arruoliamo il Papa tra gli scettici, dopo la lettera di fine d’anno con cui ha riformulato ancora, dopo i brani dedicati al tema nella Caritas in veritate, la questione biblica della “custodia e del governo del creato” da parte dell’uomo e della donna. La lettera è stata resa nota ieri, ed è come sempre un documento argomentato e ispirato che ha radici in una grande cultura, “globalista” quanto nessun’altra. Ma affermare la crisi ecologica non significa condividere la religione ambientalista o l’ambientalismo come religione.

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Sorvegliare e punire

L’intolleranza nasce dalla tolleranza delle élite, che abdicano al ruolo

L’impressione è che si possa fare assolutamente di tutto, quando sia in ballo il profilo d’inimicizia politica assoluta rappresentato da Silvio Berlusconi. Non esiste più, per il solito tradimento delle élite, che abdicano al proprio ruolo da molti decenni, un criterio di sorveglianza e di sanzione efficace. Non esiste nell’educazione, nelle parole, nei comportamenti, nei fatti. L’intolleranza del character assassination corrisponde al millimetro al dilagare infido della tolleranza universale.

Leggi Da Craxi a oggi, ecco che succede quando si attiva lo psicolabile di massa - Leggi Rosy non smentisce Bindi

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Quattro gatti pieni di dubbi, condannati alla profezia

Trattandosi di un giornale cinico, di destra, servile verso il potere, e anche un po’ mafioso, al Foglio le cose si sanno prima. Quando Filippo Graviano ha detto di non conoscere Dell’Utri, venerdì scorso, eravamo riuniti e ci siamo detti: e domani che cosa scriveranno i giornali perbene, liberal, antimafiosi? Lo sapevamo tutti. Diranno che l’apparenza inganna, e l’hanno detto, sparandolo nei titoli. Diranno che uno dei fratelli Graviano ha smentito Spatuzza, il Grande Accusatore di Berlusconi e Dell’Utri, ma l’altro ancora non ha parlato.

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La Repubblica dei parrucconi

Un profilo neutrale le istituzioni di garanzia devono guadagnarselo

Non sono affatto persuasive, ci spiace, le lezioncine incipriate sulla divisione dei poteri, sulla sovranità esercitata nei limiti e nelle forme previste dalla Costituzione, sul massimo rispetto dovuto agli autorevolissimi organi di garanzia, né risultano convincenti tutte quelle analisi compunte e catastrofiche sul mutamento autoritario della costituzione materiale sotto il populista Berlusconi. Già Craxi, che era il capo del più antico e blasonato partito italiano e un figlio purissimo della nomenclatura parlamentare e democratica, fu chiamato il “cinghialone” perché scuoteva rozzamente le istituzioni.

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Perché si può criticare Tettamanzi senza malizia

A Milano la fede autorizzata dal clero (e da Cacciari) si spiritualizza ogni anno di più

Ambrogio è imparagonabile, si sa, non per niente è santo e dottore della chiesa. Ma una questione ambrosiana esiste, e pesa nel mondo cattolico come un segno di contraddizione, un segno che avrà anche i suoi significati positivi, non c’è da dubitarne, ma non manca di lati negativi, fiacchi, ipocriti, insipidi, tiepidi. Se fosse possibile criticare la curia milanese e i suoi recenti titolari, senza malizia e senza vedersi attribuire malanimo, ragioneremmo così.

Leggi Eminenza carissima, uffa di Luigi Amicone

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Su Radio Radicale l'audio del processo

Dai convegni del Mondo ai bordelli narcisisti di Repubblica

Ma come si fa a perdere il proprio tempo appresso a Spatuzza e alle fantastragi ordinate dal Lupo Cattivo, mesi e ettari di carta stampata dedicati alle puttane, alle foto e ai raccontini pruriginosi? Come si fa a far finta di credere, e a cercare di far credere al mondo, che tutto questo sia una cosa seria? Come è possibile che si sia prodotta questa esplosione malinconica di narcisismo, questo guardarsi e rigirarsi Berlusconi anche nell’ombelico?

Leggi Provate a spiegare Spatuzza fuori di qui, impossibile - Ascolta l'audio integrale del processo su Radio Radicale

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Se la chiesa rischia il politicamente corretto

Il Papa dice che l’umanazione, cioè l’insorgenza dello spirito, non si può dissotterrare con la vanga. Chi avrebbe il coraggio di obiettare qualcosa a un’evidenza tanto felicemente evocata? In senso tecnico – basta guardare un qualunque manuale – il biologismo evoluzionista non spiega nemmeno la posizione eretta dell’uomo, figuriamoci l’insorgenza dello spirito, insomma l’uomo stesso.

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Oggi la deposizione a Torino

Come difendersi da uno Spatuzza che dà di mafioso a Berlusconi

E’ vero, alla Flaiano, che proviamo uno sfrenato bisogno di ingiustizia, ma come si fa a difendersi da uno Spatuzza, che oggi accusa di mafia in Tribunale Berlusconi e Dell’Utri? Mica facile. Spatuzza non è ancora un pentito in senso formale, ma è pur sempre un dichiarante molto speciale al quale si attribuisce il merito di aver rovesciato la vulgata giudiziaria malaccorta in base alla quale per 17 anni è stata costruita una menzogna processuale sull’assassinio del giudice Borsellino.

Leggi I conti che non tornano nelle accuse dei pentiti al Cav. - Leggi Un mostro si aggira per le procure. Il concorso esterno - Leggi gli altri articoli di giustizia

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Perché nel fuorionda di Fini non c’è nulla di esplosivo

“No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, capo dello stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo”.

Quella conversazione nello scompartimento è bonaria fino all’innocenza. Ma che volete che dica Fini?

Leggi Il testo del fuori onda di Fini

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Il Pd decida se vuole diventare forza di governo o partito dei guitti

A proposito del Web e del NoBDay

Sofri dice che il Pd deve fare buon viso al gioco della manifestazione convocata in rete, web, il cui nome programmatico e cretino e trendy è NoBDay (che poi sembra NoBersaniDay, e così un po’ andrà a finire). Io, che ho sempre chiamato Dies familiae il Family day, dico il contrario. Infatti, a che cosa serve un Partito democratico? A prorogare per sempre l’infanzia dell’opposizione, ad accompagnare lo sparpagliato ondeggiare dei movimenti di protesta, a consegnare la politica a una nozione faziosa di legalità brandita come un bastone per delegittimare il nemico assoluto?

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Il reato di chiacchiera

Senza il “concorso esterno” niente stragismo da salotto

Il governo Berlusconi reprime la mafia. Noi registriamo le sue prodezze contro il crimine organizzato con sempre maggiore affanno, difficile stargli dietro. Il ministro dell’Interno Maroni, che già nel 1994 fece capo della polizia il guerriero antimafioso e signore dei pentiti Gianni De Gennaro, è il castigamatti di ogni forma di criminalità. Eppure in Parlamento si vota pro o contro la richiesta di arrestare un sottosegretario.

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Ru486, un branco di bugiardi

Laici e cattolici adulti, vi avevamo detto: mobilitiamoci contro la “cosa” applicando la legge 194 nella prevenzione e tutela sociale della maternità. E vi ritroviamo a votare la commercializzazione del veleno abortivo

Ma allora siete un branco di bugiardi, voi politici e giornalisti liberal, laici, cattolici democratici, adulti e scanzonati? Vi avevamo detto con una certa appassionata precisione: dopo trent’anni l’aborto, che non può essere oggetto di persecuzione penale, è diventato moralmente indifferente, un servizio sociale gratuito a cui si ricorre per fare i propri comodi o selezionare la razza, o per bisogno e ignoranza profonda del significato della “cosa”.

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Fini capisca che se vuole “eliminare ciò che divide”, il primo è il Cav.

Berlusconi lascia trapelare, come sempre in modi avventurosi e barocchi, una sua convinzione: vogliono farmi fuori, e l’ingrato Fini è della partita. Non è affatto detto che questo umor nero sia un buon consigliere. Fini non ha convenienza a provocare smottamenti drammatici della legislatura e del Pdl; questo è un fatto, sebbene la storia sia piena di gente che non ha saputo interpretare il proprio interesse in politica.

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Il processo lungo è una tortura, la prescrizione non è un trucco

Siccome il moralismo in politica è l’orticello degli ipocriti, Pier Luigi Bersani dice ora con timbro di voce stentoreo a Silvio Berlusconi di farsi processare, ma non fu altrettanto severo con Massimo D’Alema, il suo leader,  quando questi richiese e ottenne l’immunità dal Parlamento europeo, un’istituzione risparmiata dalla ghigliottina che decapitò l’articolo 68 della nostra Costituzione.

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Se (e come) il Cav. ce la possa fare

La scommessa sul lieto fine. Alla terza prova, tutto si fa più difficile. Quanto può durare un’anomalia? La ricerca di colpevoli e congiurati è banale, inutile. Un rilancio fuori tempo massimo?

Lo scopo dell’articoletto che state eventualmente leggendo è rispondere ad alcune sobrie domande, in genere occultate: l’avvenire del berlusconismo è forse alle nostre spalle? come si definisce in berlusconese una “missione compiuta”, un happy ending? quanto può durare in politica, sulla scena di una democrazia occidentale collegata agli establishment europei e americani, una anomalia sociale, culturale, civile e politica come quella rappresentata dal Cav. nella recente storia italiana?

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C'è un padrone del circo mediatico-giudiziario?

Un pm che diede l’assalto al Cav. e alla sua famiglia politica d’antan ha alla fine fondato un partito forcaiolo, il cui vicecapo e pretendente al trono oggi è un altro pm che ha cercato di travolgere, prima di trovare accogliente rifugio nel Parlamento europeo e nel consenso elettorale costruito in tv, un arco trasversale di forze che comprende uomini del Cav., di Prodi, di D’Alema. Lo show dura da quindici anni.

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Ne parla l'Elefantino nel Foglio di sabato in edicola

Ma ce la può fare il Cav.?

Se e come sia possibile un rilancio (fuori tempo massimo)

L’avvenire del berlusconismo è forse alle nostre spalle? Come si definisce in berlusconese una “missione compiuta”, un happy ending? Quanto può durare in politica, sulla scena di una democrazia occidentale collegata agli establishment europei e americani, una anomalia sociale, culturale, civile e politica come quella rappresentata dal Cav. nella recente storia italiana? E' possibile un rilancio o siamo fuori tempo massimo?

A queste e altre domande risponde l'Elefantino nel Foglio in edicola domani.

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Pesentato in Senato il ddl sul processo breve

Perché sottrarre il Cav. al circuito mediatico-giudiziario è un problema politico

Il problema di sottrarre Berlusconi al fanatismo politicizzato del circuito mediatico-giudiziario è notoriamente un problema politico. La storia della nostra democrazia, negli ultimi quindici anni, è tutta lì. Chi decide il governo del paese? Il voto o il magistrato che deposita in edicola?

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Diario dell'Elefantino dalla Germania

L’allegra malinconia di Berlino vent’anni dopo

Sono stato qui a Ovest giusto vent’anni fa, fine dicembre, e a capodanno sulla Unter den Linden fui scambiato per Pavarotti da folle ubriache per le quali intonai l’aria ovvia della gelida manina. Era la festa del grande collasso pieno di speranza. Cinque, sei anni prima il soggiorno berlinese era durato due o tre mesi, intento a studiacchiare, a scrivere qualche nota culturale per l’Espresso, a vagabondare felice per Schoeneberg quando dalle case della mia strada uscivano le ragazze con le sedie e si accoccolavano sul marciapiede al grido “die Sonne, die Sonne!”.

Leggi Chi è e che fine ha fatto l'uomo che fece (veramente) crollare il Muro di Berlino - Leggi "C'ero anch'io", "No tu no". Così Facebook inguaia Sarko

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Inviato parecchio speciale

L'Elefantino a Berlino - Nel Foglio in edicola oggi

Cronaca dei festeggiamenti della caduta del Muro

Berlino, 9 novembre. Sabato all’arrivo c’erano sole e un tramonto temperato nel Tiergarten, domenica piombo nel cielo e buio freddo, stamane piove sulla porta di Brandeburgo e stasera, per i festeggiamenti, chissà. Sarà una specie di Festa dell’Unità, con salamelle e musica e comizi, ma l’unità tedesca, la Wiedervereinigung. […]

Leggi A brutto Muro di Christian Rocca - Guarda il video di Rostropovich - Guarda le immagini dei graffiti del Muro - Leggi Le pellicole del Muro

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Gentile presidente Fini, sul problema della magistratura ora tocca a lei

Gentile presidente Fini, ora tocca a lei. Se ho capito bene, la sua cavalcata in solitario, con un seguito di truppe agili e disimpegnate, ha scopi politici limpidi. Dai suoi buoni discorsi, e interessanti, pronunciati quando si sciolse il suo ex partito e quando fu fondato quello strano animale che è il Popolo delle libertà, avevo capito questo: che Fini non vuole trasformare la presidenza della Camera, e il suo stesso ruolo personale, in centro di organizzazione di quei fuochi di guerriglia politicante ai quali ci hanno abituato le logiche di coalizione del nostro sistema politico, a sinistra e anche a destra.

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Se D'Alema non ce la fa in Europa, ciccia. Il vero problema è un altro

Ogni tanto mi scopro relativista. Non è un problema decisivo. Se D’Alema ce la facesse, tanti auguri, è un professionista. Altrimenti, ciccia.

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Un non-argomento in più

Nessuno si senta obbligato a dimostrare che il crocefisso non offende nessuno

Non è necessario razionalizzare la tradizione, se ne accettano lasciti e tabù

Molti hanno parlato, e bene, sulla questione del Crocefisso. Spavaldi in tutta semplicità, e particolarmente benvenuti in bocca a un innovatore e riformatore ecclesiastico, gli inviti del cardinale Walter Kasper ad “alzare la voce” contro quella sentenza di Strasburgo. Va richiamata però, per spiegare l’idea afasica che segue, l’osservazione recente di Adriano Sofri circa il fatto che attaccare un Crocefisso può forse essere atto dubbio, staccarlo dal muro è certamente arrogante. Ma ecco la tesi afasica.

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La separazione delle carriere vale anche per consulenti e periti

Detesto la sola idea di coltivare idee conciliative e genericamente umanitarie in materia di terrorismo, ma i responsabili di una detenuta e della sua vita sono i custodi.

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Salvate il soldato D’Avanzo dalla sua ultima paranoia

Ora Giuseppe D’Avanzo di Repubblica vuole dimostrare che Berlusconi ha ingaggiato cinque carabinieri dei servizi segreti, li ha mandati dal trans Natalì nella fatale e misteriosa via Gradoli perché smutandassero Marrazzo, approntassero un set con la cocaina e i soldi e i documenti anagrafici del Governatore del Lazio, infine affidassero il frutto del misfatto (un video-scandalo) al circuito mediatico onnivoro berlusconiano, superbamente sorvegliato da Alfonso Signorini eccetera.

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Perché Blair è così odiato

Berlusconi, con la sua lettera al Foglio per confermare una netta preferenza per Tony Blair come presidente della Unione europea, si è mostrato come al solito impulsivo e generoso. Ma la scelta italiana, quale ne sia l’esito, si spiega bene, con argomenti razionali ed evidenze politiche e culturali. A parte il suo evidente profilo di chairman europeo robusto e serio, l’ex premier britannico è infatti anche lo specchio in cui si guardano le culture politiche del Novecento, con il loro bel carico di pregiudizi, oligarchismi, classismi e vittimismi.

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Altri articoli nel Foglio in edicola

La trappola morale in cui è caduta la sinistra rovistando i panni dei potenti

Coscienza critica di sinistra si accorge della nemesi della cultura progressista. “Attacchi arcaici. Ci infanghiamo tutti” (Marco d’Eramo, il Manifesto)

Ci siamo domandati nel Foglio del 28, l’altroieri: ma ci sarà un liberal vero a sinistra? Ci sarà uno che capisce la deriva claustrofobica e sessuofobica di Repubblica? E’ arrivata una argomentata e seria autodenuncia. La firma sul “Manifesto” di ieri, 29 ottobre, un prim’attore del giornalismo di sinistra, Marco d’Eramo, americanista e analista della modernità e postmodernità capitalista, tra economia, segni e costume. Dice che non è lecito “dribblare la conclusione: chi di sesso ferisce, di sesso perisce”.

Leggi Le pozzanghere del pettegolezzo di Annalena Benini

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Comunicazione banale di Fuksas

Ho visitato e apprezzato la bellissima chiesa di Foligno, incantato dalla geometria della luce e del volume, senza mai pensare al dramma di una “contaminazione” sincretista, ma vorrei consigliare all’architetto una strategia comunicativa meno banale: chissenefrega chi conosce e chi no.

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Bersani, Berlusconi e la questione morale

Bisogna augurarsi, per patriottismo, che Bersani cavi il famoso ragno dal buco.

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Piero Marrazzo si è dimesso: "Basta con la politica"

Il peccato di pantalone

Un adagio di Bossi spiega l’ideologia contemporanea e la sua morale

Dice Umberto Bossi: “Dalle nostre parti si chiama peccato di pantalone. Poca roba”. Il riferimento è al governatore Marrazzo e alle sue scappatelle con i transessuali di via Gradoli. Un adagio meraviglioso, eufonico, ritmico, icastico, saggio, ipercattolico. Quel “poca roba”, coda rauca di un brocardo di saggezza popolare lombarda, dice tutto. Ne avevamo accennato ieri, ma vale la pena di tornarci su.

Leggi La sinistra è sempre avanti, non soltanto nelle voluttà di Annalena Benini - Leggi Ora non si può nemmeno fare l’amore in pace con un trans - Leggi Post Marrazzo: il Cav. è buono e bravo, gli altri cattivi e maldestri

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Post Marrazzo: il Cav. è buono e bravo, gli altri cattivi e maldestri

Dopo il caso Marrazzo è per me totale, inappellabile, sublime la rivalutazione di Berlusconi e del suo stile di vita, tra inviti a cena cravatta scura e in villa a chiappette scoperte, filmini di propaganda politica e cortesie per ospiti, compresa la galleria fotografica dei bagni, la giostra, il gelato, le farfalle eccetera.

Leggi anche Non si può nemmeno fare l’amore con un trans

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Ora non si può nemmeno fare l’amore in pace con un trans

Spiegatemi una cosa, parlando del caso Marrazzo. Non mi ci raccapezzo. Mi sono letteralmente perduto nei suoi dintorni. Forse è perché sono preso da intensa pietà per Giuseppe D’Avanzo, una prosa politica e civile costretta per l’eternità a inseguire lo scandalo privato in materia sessuale, un grande dell’informazione criminale indotto dal destino cinico e baro a occuparsi ormai soltanto di storie d’alcova, distribuendo torti e ragioni, e richieste di dimissioni per le diverse forme, come dice lui, di sexual addiction. Forse è per questo che non afferro il busillis.

Leggi La sinistra è sempre avanti, non soltanto nelle voluttà di Annalena Benini

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La passeggiata del giudice in “calze turchesi” e i linciaggi d’antan

Non mi piace il moralismo che denuncia compulsivamente, ossessivamente, pigramente la logica binaria, due pesi e due misure, se non altro perché ciascuna cosa, a parte l’ovvia necessità di una sola bilancia e di un solo metro, ha il suo peso e la sua misura, e il rifiuto che oppongo al relativismo non riguarda individualità di fatti, comportamenti e idee, ma la questione immisurabile del bene e del male. Però imbestialisco quando vedo quanti censori sono accorsi a sanzionare compunti, austeri, ditini alzati, lo stupido pedinamento televisivo di Canale5.

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Sul Foglio in edicola tre pagine speciali con interventi di Annalena Benini, Lanfranco Pace, Alfonso Berardinelli, Umberto Silva e Stefania Vitulli

Che ne facciamo di Polanski?

Nel mondo pansessualista muoiono l’eros, la paideia, l’educazione dei cuccioli

Che ne facciamo di Roman Polanski? In trentadue anni, da quel pomeriggio del 1977 in cui la star di Hollywood fece del sesso con una Lolita tredicenne fino al suo arresto recente a Zurigo, molte cose sono cambiate. In meglio? In peggio? Come possiamo usare questo caso, non per giudicare il ricercato della giustizia americana né i suoi giudici, ma più utilmente per capire il tempo postmoderno, che cambia le regole del gioco, le interpretazioni, ed è sempre elusivo di una verità fissa, stabile?

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Le ambizioni sbagliate di Scalfari

Il Corriere non rintuzza Rep., si emancipa da un’oppressione trentennale

Repubblica è un giornale di successo, generalmente fatto bene, che ha insegnato tante cose alla cultura e al giornalismo italiani, che ha fatto politica democratica e di sinistra lungo gli anni, ha espresso in parte il dissenso laico, ha organizzato il consenso lobbistico a interessi quasi sempre riconoscibili, quel consenso senza il quale una democrazia di mercato non funziona, e ha promosso parte grande del teatrino in cui siamo immersi da quasi mezzo secolo, comprese le lunghe guerre al Cinghialone prima e poi al Caimano.

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Sto con Bersani perché è serio, sorride volentieri e bada al sodo

E’ augurabile che nel Pd vinca Bersani. E' una persona seria, non ha inclinazioni lunatiche, non gli verrebbe mai in mente di andare a giurare sulla Costituzione nelle mani di suo padre su un marciapiede (ciò che ha fatto, preso da entusiasmo, il suo rivale). Bersani è ciellino ma non cattolico, e in questo c’è una sfumatura allegra di cinismo e di realismo intrecciati.

Leggi il ritratto di Pierluigi Bersani - guarda l'analisi grafica delle sue parole - Leggi il ritratto di Francheschini scritto da Annalena Benini

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Lodo augelli far festa

Ma è sempre un po’ troppo presto per brindare alla fine politica del Cav.

Berlusconi torna nelle aule giudiziarie. Ne vedremo delle belle. Il Cav. ha il fuoco nella pancia, fire in the belly, e non è tipo da bel gesto. Va avanti con il carburante della caparbietà e della volontà personale, sostenuto dal consenso di maggioranza degli italiani, che nemmeno gli avversari negano. Si terrà lontano da avventurose e inutili elezioni anticipate. Il problema non è Berlusconi, che nei processi ci sguazza e al combattimento dei galli è abituato da molti anni. Il problema è di sistema.

Leggi La Consulta boccia il lodo Alfano e apre una crisi di sistema - Leggi Perché il miglior lodo si chiama immunità

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Giornalisti irrituali e mediaregime

Lo scarto di Minzolini contro l’ideologia truffaldina della schiena dritta

Silvio Berlusconi, che rispetto agli editori di Minzolini appartiene a un’altra razza, ne è stato sedotto e lo ha sedotto. E lo ha fatto direttore del maggiore telegiornale italiano. Risultato: il Tg1 è spesso reticente, continua ad essere ingessato e filtrato nella scelta delle notizie da impaginare alle mitiche ore 20 della sera, ed è un peccato, ma il suo direttore di tanto in tanto si toglie lo sfizio di dire come la pensa, e lo fa con notevole efficacia.

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Il nemico ci lusinga, stiamo per tradire (ma non subito)

Visto che Eugenio Scalfari apprezza cortesemente il “gustoso Marcenaro”, Ezio Mauro mi chiama gentilmente in correità per la battaglia sulla “libertà di stampa” e Carlo De Benedetti ci ha inviato un gradito e richiesto articolo su Barack Obama, vorrei precisare che il Foglio non è passato al nemico, non ancora, c’è tempo, e anzi resta saldamente, ironicamente e liberamente berlusconiano.

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Cercasi editore

La protesta contro la tv faziosa va fatta in nome della libertà di stampa

La libertà di stampa e di espressione non coincide con l’arroganza maniacale di un Conduttore Unico delle Coscienze che si sente padrone del mezzo televisivo, brutalizza il proprio direttore di rete, si incorona star per ordine del magistrato e dell’audience, proclama un’intenzione politico-ideologica faziosa, stabilisce un’alleanza gossippara con un gruppo editoriale militante, manipola grossolanamente le opinioni avverse.

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Ora il Cav. si rimetta al lavoro e ci sorprenda, di tanto in tanto

Ora Berlusconi, dopo una settimana all’estero per l’assemblea generale dell’Onu e il G20, torna in Italia e si rimette al lavoro. Ritira le citazioni civili ai giornali, smette di occuparsi della inesauribile letteratura sulla sua vita privata, lascia che la tv si faccia da sola e da sola si involtoli nel proprio nulla, rimette all’onore del mondo il meglio del suo carattere, sorridente, dialogante, autoironico, si dà una disciplina e un’agenda politica, e la propone al paese. Magari dà anche una intervista a Repubblica.

Guarda e ascolta la conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella, ospite Giuliano Ferrara.

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Che ne dice, monsignor Marchetto, dei modi spicci di Sarkozy?

L’immunità o inviolabilità di cui gode il presidente francese, frammista al conflitto di interessi tra il suo status di parte civile nel processo contro il rivale de Villepin e al tempo stesso capo di un esecutivo in molti modi influente sull’azione giudiziaria, è solo una parte del problema.

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Obama è sempre charming, mancano decisioni rassicuranti

Obama in effetti è charming, e parla sempre di nuove ere di pace, prosperità, libertà, sicurezza per tutti. Mancano al momento decisioni altrettanto rassicuranti.

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Addio a Kristol, padre dei neocon e nostro maestro inconsapevole

Numero speciale in edicola lunedì

Irving Kristol (1920-2009) era il nostro maestro segreto, inconsapevole, e noi suoi allievi, sempre senza saperlo. La filiera dei neoconservative, di cui Kristol fu capostipite e suo figlio Bill è erede naturale e legittimo, ha alcuni tratti storici che, senza chiusure militanti e senza chiasso intellettuale, stabiliscono un perimetro delle affinità con il nostro lavoro e la nostra formazione di gente di sinistra rinnegata, e con alcune caratteristiche tipiche del Foglio fin dalla sua fondazione come strano giornale radicale e conservatore.

Leggi l'articolo del New York Times - Leggi l'editoriale del Wall Street Journal

Leggi anche I neoconservatori spiegati dal loro padrino e "La nostra rivista univa le consuetudini del cuore e della mente d’America"

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O guerra o inutile strage

I Talebani sanno che l’occidente è diviso, insicuro, perciò colpiscono duro

Il ministro Bossi si augura che i soldati italiani siano a casa per Natale. Il presidente Berlusconi è anch’egli convinto che dall’Afghanistan si debba uscire al più presto. Nessuno salvo settori estremi dello schieramento extraparlamentare chiede oggi una rottura degli impegni militari e di politica estera italiani, e anzi il clima di dolente unità costituitosi nelle ore successive alla strage di Kabul (6 paracadutisti della Folgore e 10 civili) registra poche eccezioni.

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Il segreto dell’immodestia

La straordinaria vanità e il formidabile egocentrismo del Cav.

Di dove viene questa sfolgorante capacità di autoglorificazione dei nostri tempi? Secondo David Brooks, geniale columnist del New York Times, nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale si è fatto largo un ethos di nuovissimo conio, che i sociologi chiamano “individualismo espressivo”. Così, “invece di essere umili di fronte a Dio e alla storia, per noi la ricerca della salvezza comincia a passare attraverso un contatto intimo con il proprio sé, esponendo la bellezza, il potere e il tratto divino che il proprio sé contiene”.

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Dove sbaglia Feltri

Non si può rimproverare a Fini l’età o l’ambizione. E’ nel fondo leale e non merita insinuazioni porno

Lasciamo perdere le luci rosse e varianti porno di vario conio. Non voglio litigare con Feltri. Anche perché penso che la sua sfrenatezza contro il cerchio di nemici che vede stringersi intorno al Cav., primo tra tutti un fantasma sicario di Fini, derivi da un errore di valutazione politica, e dalla conseguente (per me entro certi limiti comprensibile) violenza passionale. Caro Feltri, Fini presiede la Camera, ed è parte del mestiere un certo tasso di trasversalismo.

Leggi Ecco cosa vuole Fini e cosa concederà il Cav. (se il gossip non esonda)

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La congiura degli snob che mette becco nella sessualità del Cav.

Insisto: è la congiura degli snob. Alla sessualità berlusconiana, ormai soggetto della disputa politica del decennio, mancano i quarti di nobiltà e correttezza politica necessari in certi ambienti. Vanno pazzi per Tom Ford, la poetica universale è per loro quella del single man, dell’omosessuale perbene che vive allo spasimo un grande amore romantico, mentre la sessualità non blasonata, quella del machista o del puttaniere, non arrivano nemmeno a riconoscerla come una inclinazione comune, ordinaria.

Leggi Lettera ai moralisti/1 - Leggi Lettera ai moralisti/2 - Leggi Lettera ai moralisti/3 di Umberto Silva

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La città in cima alla collina

Perché e come l’America da quel giorno si è impadronita di noi

Dal Foglio del 6 settembre 2003

Dall’11 settembre del 2001 l’America si è impadronita di questo giornale, che già le portava un certo affetto. Come sia accaduto e perché i lettori lo sanno per definizione: infatti leggono. Si può soltanto aggiungere qualche glossa esplicativa, visto che il nostro metterci sotto padrone è atto libero e non ci impedisce di pubblicare un ritratto teologico collusivo dell’Ayatollah Khomeini.

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Morire facendo le valigie

Collassare in albergo senza saperlo: sicuri che sia il meglio?

Morire sì, non essere aggredito dalla morte: così il poeta Vincenzo Cardarelli in altri tempi. Ma siete proprio così sicuri che il meglio dell’esistenza umana stia in una morte improvvisa, inaspettata, rapida come un fulmine e possibilmente inconsapevole? Siete sicuri che sia meglio morire senza saperlo, facendo le valigie in un albergo, come è capitato a Mike Bongiorno?

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La zona grigia e giusta di Martini

La vita e il suo fraterno contrario non siano disponibili in termini di diritto

Il grigiore gesuitico di Carlo Maria Martini, cardinale, è spesso ambiguo; ma le cose da lui dette nel Corriere della sera sulla zona grigia da preservare in fatto di vita e morte sono tutto sommato giuste. Come sosteniamo da tempo, legiferare sulla vita è pericoloso, meglio fecondare prassi e culture mediche e spirituali capaci di arrivare a una decisione consapevolmente imperfetta e ispirata alla pietà, piuttosto che elaborare una rigida casistica di legge.

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Non confondiamo Fazio e Gabanelli con il capataz Santoro

Non è tutto uguale quel che luccica in tv. Aldo Grasso, con le migliori intenzioni, scongiura le autorità (ormai conviene chiamare così il complesso politico-televisivo) di non mettere i bastoni tra le ruote a Michele Santoro, a Milena Gabanelli, a Fabio Fazio più la Littizzetto eccetera. Ma si tratta di cose diverse.

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Lettera di un direttore ucciso in una rappresaglia

“Rabbrividii a sentir parlare del sangue che doveva colare, ora sorrido”

Questa è una bella lettera. E’ anche un pezzo di storia italiana. Un uomo riservato, un cattolico della mite provincia trevisana, che ha assunto per tre lustri un ruolo chiave nell’informazione, nella battaglia culturale, nel governo della chiesa italiana prediletta dai Papi, vescovi di Roma, abbandona la sua postazione in moto aperto, personale, clamoroso, con un grido di dolore disperato nella sostanza ma decente e ben motivato nella forma.

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Siamo delatori, brutto mestiere, ma qualcuno alla fine deve pur farlo

Nel giornalismo queste mascalzonate politiche si fanno da sempre, e tutti noi siamo sempre pronti a dire, segno sicuro che abbiamo fatto altro, di esserci limitati a pubblicare una notizia.

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Vi sembrerò un pazzo, ma Berlusconi manca di autostima

La rissa con i giornali e con la chiesa cattolica, dal punto di vista di Berlusconi e dei suoi interessi strategici, è incomprensibile. Lo dico in termini analitici, freddi, fattuali, avalutativi. Naturalmente trovo certi metodi rivoltanti, ma alla lunga ci si rende ridicoli a dare giudizi di valore su storie personali e campagne diffamatorie originate da un divorzio.

Leggi Serve una perdonanza plenaria

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Così scriveva Giuliano Ferrara sul Foglio l'11 giugno 2009

Tutti nel Pd

Perché ex post neocomunisti, Verdi, Di Pietro e Pannella dovrebbero entrare nel Partito democratico

Riproponiamo, in vista del congresso del Partito Democratico in autunno, la storia del Partito Democratico stesso come l'ha raccontata Il Foglio in questi anni. Come l'editoriale di Giuliano Ferrara dell'11 giugno 2009 in cui esortava tutta la sinistra all'unità.

"Tutti nel Partito democratico, non c’è altra soluzione. Mi spiego. Il Pd oggi è una coalizione di correnti dell’ex Pci-Pds-Ds e dell’ex Dc. Questa coalizione fusa in un solo partito si è voluta presentare, a partire dal nome di battesimo, come una soluzione nuova e aperta al futuro, che archivia il passato delle ideologie del Novecento con una forma-partito e un progetto diversi da quelli del socialismo europeo o del popolarismo europeo".

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Alghe che uccidono? Le mie mi nutrono di dolci malinconie

Mi capita ormai ogni anno, ogni estate. Vado da qualche parte e mi raggiunge una notizia sensibilmente, empiricamente falsificata dalla realtà in cui mi trovo ad abitare. Una volta fu per la grande ondata di calore globale a giugno, che mi prese a Parigi dove faceva fresco, e m’indusse a domandarmi: ma se il surriscaldamento è globale, perché io sto in maglione?

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Così scriveva Giuliano Ferrara sul Foglio il 19 aprile del 2008

Uno, cento, molti Pd

L’invenzione di un partito diverso è il problema di W. Anche al nord

Riproponiamo, in vista del congresso del Partito Democratico in autunno, la storia del Partito Democratico stesso come l'ha raccontata Il Foglio in questi ultimi anni. Come l'editoriale di Giuliano Ferrara del 19 aprile del 2008

"Ha divorato parte dei voti della nomenclatura senza popolo dell’Arcobaleno, e si è tenuto i suoi voti di partenza nel mezzo della bufera di disistima che ha travolto il governo e la coalizione unionista uscenti: questo risultato utile, nella ovvia sconfitta da tutti serenamente prevista, dipende dal fatto che il Partito democratico è stato percepito come una promessa di novità, di diversità rispetto alla esausta tradizione politica della sinistra e del centrosinistra italiani".

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Metodi abortivi, kill pill, lezioni del Papa e nichilismi

Tre risposte in pillole dell’Elefantino alle piccole poste di Adriano Sofri

Se sia giusto considerare un “vero e grande progresso” l’affinamento analgesico dei metodi abortivi. No, è la mia risposta, contraria alla tua. La Ru486 può far soffrire una donna, materialmente e spiritualmente, più di un intervento ospedaliero serializzato nella orrenda routine macellaia dei nostri tempi. Secondo me ripristina solitudine.

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La piccola posta e l'Elefantino

Botta e risposta tra Adriano Sofri e Giuliano Ferrara su metodi abortivi, kill pill, lezioni del Papa e nichilismi

Leggi l'articolo Nazismo, nichilismo e l'errore di Ratzinger di Adriano Sofri - Leggi Il nichilismo di B-XVI dal Foglio del 12 agosto - Leggi la Piccola posta del 13 agosto - Leggi la Piccola posta del 15 agosto - Leggi Le risposte in pillole dell’Elefantino alle piccole poste di Adriano Sofri

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Ciak, si gira Barney con la sua meravigliosa superfluità

Serendipity è una bella parola inglese. Vuol dire che in certi casi tu sei affidato al non-si-sa-perché nel trovare ciò che ami, che incanta, ciò che ti prende. E’ la funzione liberatoria del caso, governatore degli affari del mondo e in questo segno speciale governatore delle cose belle, cioè non necessarie.

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Sconcordato

Un nuovo patto per uscire da una fase ormai anacronistica, e per avere una scuola seria

Ho una proposta per migliorare la condizione del cristianesimo cattolico in Italia e insieme la scuola italiana. Il Papa restituisce allo stato le sue prerogative concordatarie in materia di insegnamento religioso, o almeno quelle che oggi suonano come rendite di posizione anacronistiche, e lo stato spezza il monopolio culturale antiliberale costituito dalla scuola unica pubblica e dal suo mito.

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Risponde l'Elefantino

Gad da CDB in Costa smeralda, chissà dove villeggia il minaccioso Leo Siegel

Al direttore - Gad Lerner in villa da De Benedetti. Il famoso giornalismo invitato.
Maurizio Crippa

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L’ipocrisia dei giornaloni su questa giustizia a orologeria

Bestiale la capacità di ipocrisia dei giornaloni. Se il presidente della Regione Nichi Vendola protesta contro le indagini giudiziarie sulla sanità nella sua Puglia con le stesse parole usate da Silvio Berlusconi per criticare duramente le inchieste che lo riguardano, allora i giornaloni dicono che dovrebbe essere più sobrio, che la sua storia personale è diversa da quella di Berlusconi, e dunque non può permettersi di parlare dei magistrati con la stessa rabbia del presidente del Consiglio. 

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L’elefantino scende in campo: reportage dal Pd

L'incursione nella sede della ex Margherita

Riproponiamo, in vista del congresso del Partito Democratico in autunno, la storia del Partito Democratico stesso come l'ha raccontata Il Foglio in questi ultimi anni. Come l'incursione di Giuliano Ferrara al Nazareno, raccontata sul Foglio il 14 gennaio 2008:

"È sabato, pioviggina, arrivo alla splendida sede della ex Margherita, al 16 di via Sant’Andrea delle Fratte, in tempo per l’inizio della discussione sul manifesto dei valori del Partito democratico".

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Agli Avv. & Prof.

Avvocati, giuristi, magistrati cattolici e laici: è il momento di una battaglia radicale (Ru486)

Questo è un modesto ma accorato appello agli avvocati, giuristi e magistrati cattolici e laici. Un appello affinché si formi un “comitato contro la Ru486” formato da persone capaci di dimostrare dentro il circuito del diritto che quella kill pill è in contrasto con la legislazione che regola l’aborto in Italia, e di fermarne la diffusione con i metodi forti ed efficaci spesso usati in passato dalla piccola e grande lobby radicale per realizzare i suoi scopi (dall’aborto all’eutanasia).

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Così scriveva Giuliano Ferrara sul Foglio il 31 ottobre del 2007

Il partito senza tessere risolve anche la questione morale

Riproponiamo, in vista del congresso del Partito Democratico in autunno, la storia del Partito Democratico stesso come l'ha raccontata Il Foglio in questi ultimi anni. Come la proposta del partito senza tessere lanciata da Giuliano Ferrara:

"La democrazia interna consenta che le idee contino, ma non è un caso se, con tutto l’esercizio possibile di democrazia interna, alla fine i gruppi dirigenti dei partiti in Italia sono fatti storici, durano nel tempo oltre ogni credibile limite, e si perpetuano come grandi famiglie dinastiche".

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Abortire in casa e non accorgersi quasi di nulla

Un titolo della Stampa: “L’ho fatto in casa e non mi sono accorta quasi di nulla”. A parlare è Lorenza. Il senso del racconto, e della sintesi del titolo, è che l’aborto minimizzato, banalizzato e quasi cancellato dalla pillola Ru486 è una benedizione per le donne e per l’umanità capace di compassione nei confronti del loro dramma, il rifiuto della maternità, la soppressione di un bambino, l’omicidio perfetto. Invece l’aborto chimico è una maledizione.

Leggi La negazione della ragione - Leggi Moratoria sui nuovi pagani

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Ru486, il pesticida umano

Da questa brutta faccenda dovrebbe scaturire una rivolta totale

Ieri un comitato di tecnici e burocrati che si occupa di farmaci, l’Aifa, ha autorizzato l’impiego su larga scala anche in Italia della pillola abortiva o kill pill Ru486. Il prezzemolo moderno funziona così: un funzionario del sistema clinico, ché la parola medico è deviante e stupidamente nobilitante, ti dà in ospedale, se con il tempo e con l’uso non te lo passi addirittura la farmacia, un veleno antifeto che puoi ingerire per espellere il bambino “indesiderato”.

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Ora Marino deve scusarsi

Le conferme da Pittsburgh annullano le furbizie politicanti del chirurgo

In una sapida intervista rilasciata a Laura Maragnani per Panorama, pubblicata nello stesso giorno in cui questo giornale rese pubblica la lettera di dure contestazioni etiche rivolte da un prestigioso centro sanitario americano al professor Ignazio Marino, il chirurgo fattosi politico & moralizzatore diceva: “In America i meriti sono valutati con lealtà e trasparenza”. Anche i demeriti, a quanto pare.

Ecco la lettera con cui Pittsburgh smonta punto per punto la versione di Ignazio Marino

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Marino è noioso ma significativo, comprese le note spese

Tutto ciò che parla di Ignazio Marino, chirurgo fattosi politico, è ricoperto da una spessa patina di noia. Compreso, naturalmente, il nostro scooppino sui suoi rimborsi spese americani, raddoppiati tra Pittsburgh e Palermo secondo un incontrovertibile documento che lo accusa per “una serie di irregolarità intenzionali e deliberate”, da Marino stesso controfirmato in ogni pagina.

Leggi La storia opaca dell’allontanamento di Marino, atto II - Leggi Marino si difende - Leggi Quando Marino fu allontanato - Leggi La lettera che svela come Marino fu allontanato

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I capi della sanità si lamentano per le critiche sull’aborto, ma restano curiosità

Al direttore - In risposta alla lettera di Roberto Volpi in cui si mette in dubbio la qualità scientifica dell’analisi fornita dall’Istituto Superiore di Sanità ci permettiamo di segnalare che l’autore non conosce evidentemente i dati raccolti. […]
Mirella Taranto, capo ufficio stampa - Istituto Superiore di Sanità

A me risulta che nelle vostre ricerche e relazioni non vi occupate direttamente delle cause dell’aborto, comprese quelle economiche. […]

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Di immoralismo politico sono riconosciuto esperto

La metafora del 24 luglio non nascondeva alcunché, tantomeno una vena moralistica. Di immoralismo politico sono riconosciuto esperto, ahimé anche al di là del verosimile, e quelle citazioni di Croce sono mio pane da molti anni.

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Via audio

Le registrazioni dell’Espresso mostrano una dimensione ludica e privata

E’ carino con le sue ospiti, dolce e premuroso con la donna con cui ha fatto l’amore a casa sua, e come in tutte le storie private prese dal buco della serratura, sia pure orecchiandole via audio, c’è l’elemento stravagante, bizzarro, che in questo caso è senz’altro il riferimento al letto grande (“Sì, quello di Putin”). Più ci si inoltra nei giorni e nelle notti di Berlusconi, con il corredo di domande ormai esauste, con una punta di noia che comincia a farsi sentire, più si incontra una licenziosa ma giocosa e privata normalità.

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Viva Cronkite, abbasso le vestali che lo imitano in Italia

Walter Cronkite aveva la faccia credibile, i baffetti credibili, il sorriso attendibile, modi modesti e una lingua ordinaria, nessuna inquietudine, nessuna curiosità di quelle impertinenti, inquietanti, anche solo strane e devianti, era a suo modo perfetto come espressione e portavoce dell’uomo medio americano (lo disse Lyndon B. Johnson).

Guarda il video dell'annuncio della morte di JFK

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Perché la mozione della Camera è meglio del palloncino-bandiera

Botta e risposta tra Della Vedova e l'Elefantino

Ma davvero pensava che ci fosse qualche parlamentare di un paese tutto sommato libero come il nostro che avrebbe votato contro la richiesta che in Cina non si usi l’aborto forzoso per contenere le nascite? […]
Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Non faccia il furbetto. La mozione è passata a maggioranza, perché molti si sono astenuti, per paura delle cose belle, e qualcuno come lei ha votato a cazzo di cane, l’uno e l’altro per lei pari sono. […]

Leggi La vita dopo l'anarchia

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“Stato etico” è una scemenza ideologica circolante, chi ne parla non sa di che parla

Lo stato etico è la democrazia di massa con la sua spiritualità svincolata da tradizione, cultura, culti. Lo stato etico è l’affermazione di Livia Turco: “Una persona esiste se una donna l’accoglie”.

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E’ finita l’anarchia etica. Forse

Adesso il governo deve prendere sul serio la volontà della Camera

Rocco Buttiglione non è un passante. Né solo un capopartito democristiano. E’ un intellettuale cattolico e un uomo di chiesa, a suo modo, che sa distinguere l’appartenenza confessionale e il laico lavoro di parlamentare della Repubblica. Per questo lo cacciarono dalla Commissione di Bruxelles, perché un papista capace di rispettare la distinzione kantiana tra ciò che è reato e ciò che è peccato fu considerato pericoloso dai secolaristi più sbracati e intolleranti.

Leggi La Camera approva la mozione di Buttiglione sull'aborto - Leggi le dichiarazioni di voto alla Camera

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Lettore esigente desidera maledirmi e impormi la sua cultura

Non credo lei sia migliore né peggiore (sebbene il suo pregiudizio sia basso e la sua maledizione dissimulata addirittura turpe). Credo che abbiamo due idee diverse e opposte della pietà.

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I suonatori di organetto che vogliono eliminare la sofferenza

Il cuore della battaglia razionale rilanciata dall’enciclica “Caritas in veritate” è il tenace contrasto alla mentalità eugenetica (mens eugenetica), confermato con parole superbe nel bel mezzo, e non casualmente, di ragionamenti strategici sul destino sociale e politico dell’umanità . Da questa contesa tra due opposte idee della modernità, cristiana e anticristiana, dipende, secondo il professor Ratzinger e il Papa Benedetto XVI, queste due persone così diverse e così indistinguibili, il ritorno del buonumore.

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B-XVI si nutre del meglio della razionalità politica moderna. Perché non ne discutiamo?

Non è straordinario che il Papa abbia sanzionato una delle critiche tradizionali del riformismo europeo al sindacato, il suo limitarsi, cioè, alla tutela degli iscritti, dei segmenti più forti e attrezzati del mercato del lavoro?

Leggi “E’ tempo di cambiare” L’ottimismo riformista di Benedetto XVI - Leggi Caritas in veritate. Il testo integrale

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Scovati finalmente gli atei devoti

Sono le redazioni di Repubblica e di MicrOmega, laici e ultraclericali

Tanto tempo fa, nel corso di una delle nostre battaglie razionaliste in difesa dello spazio pubblico della fede e della cultura cristiana (il caso Buttiglione), ci facemmo sfuggire, et pour cause, questa frase: “Ebbene sì, siamo atei devoti”. Che cosa volevamo dire?

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Oggi è il Papa, non Galileo, che è richiesto di abiura

Monsignor Pagano non mi convince. Il curatore dell’archivio Galileo in Vaticano ha detto di recente che la chiesa deve esercitare la massima prudenza, se non voglia ripetere con la genetica moderna l’errore fatto quattro secoli fa nel giudicare gli sviluppi dell’astronomia moderna e di un metodo, quello galileiano, che oggi (faccio questa osservazione riferendomi al discorso di B-XVI a Verona) è rivendicato dal Papa come veicolo specialmente significativo di una lettura matematico-razionale della realtà.

Leggi L'intervista di monsignor Pagano

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Franceschini è antipatico e a D'Alema fa schifo il nostro progetto: tutti nel Pd

Scusate la gaffe serracchiana, ma non voterei mai Franceschini perché è molto antipatico. Il suo supporter è Veltroni, dimostratosi politicamente un incapace. Ma vorrei ricordare che il manifesto per il partito democratico di Michele Salvati, da noi pubblicato, conteneva una clausola: tutti dentro il progetto, salvo D’Alema e Marini che lo boicotterebbero.

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L’integrazione e la sicurezza non sono un gioco di società per benestanti e benpensanti

Comincio ad arrabbiarmi. La buona coscienza non mi piace. Porta l’ipocrisia e la menzogna, si mente a se stessi e poi alla comunità. Facile curarsi insensibilmente del dolore esotico, lontano, simbolico, ideologico, trascurando quello concreto. Facile aver pena del mondo, dei poveri, ed essere sordi alle pene del vicino di casa, perché è opulento.

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Prudenza e stampa libera

Il richiamo di Napolitano perché la Repubblica non finisca a puttane

Giorgio Napolitano non aveva detto fino a ieri una sola parola, nemmeno indiretta, sul grande scandalo a sfondo sessuale di cui si nutre la vita pubblica italiana, con ampi riflessi internazionali, ormai da due mesi. E’ un uomo della politica, e della sua variante istituzionale, il capo dello stato; e non gli verrebbe mai in mente di mescolarsi con roba simile, con inchieste e domande pruriginose.

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Che schifo il sesso al sapore di fragola impartito ai quattordicenni

"Come hai fatto a votare quello stronzo?", domandò la supercolumnist Maureen Dowd a suo fratello dopo la trionfale rielezione di W. nel 2004. "Non voglio che mia figlia a quattordici anni riceva come prima informazione sul corpo e sull’amore una lezione esemplare: vestire di preservativo una banana. Ok?".

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Ideuzze su don Sciortino e il suo improvviso rigore etico

Per la sua educazione di cattolico democratico, di paolino, don Sciortino dovrebbe andarci molto piano, dovrebbe curare il rispetto della persona, della crisi familiare che è il contesto del tutto, e farsi prossimo.
Leggi La famiglia cristiana di governo difende il Cav. ma gli riscrive l’agenda

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Viva il referendum, anche da morto

Bisogna cercare di essere semplici. Per ragioni politiche, per scelte sconclusionate dei referendari, per tecnicismi incomprensibili alla grande opinione elettorale, e per tanti altri motivi, il referendum è un'arma spuntata. Anche questo, sacrosanto, che tende imperfettamente alla soluzione bipartitica, nasce morto e non arriverà al quorum richiesto. Ma lodo il referendum anche da morto.

Leggi l'opinione di Francesco Cundari

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Fossi al posto di Minzolini

Mi spiace per gli amici di Repubblica, ma il direttore del Tg1 non ha alcun dovere di piazzare microfono e telecamera sotto le gonne della D'Addario. Non possono censurarlo perché non si comporta come loro. E' vero che le notizie vanno date, ma nell'autonomia assoluta di valutazione editoriale, culturale, politica e civile delle notizie stesse.

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Una missione impossibile, sposare la democrazia con la sharia

L’oligarchia populista e teocratica iraniana, per bocca del suo massimo rappresentante, aveva promesso il bagno di sangue, il lavacro rivoluzionario, e così è stato. Dopo il furto di voti, la rapina di vite umane. L’oscenità è testimoniata da notizie e immagini impossibili da accettare come ordinarie persino da occhi e da spiriti abituati ormai a tutto.

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Ancora un sogno: il discorso di Berlusconi alle Camere

Ho di nuovo sognato. C'era un vecchio amico che si tirava fuori dalle difficoltà ricorrendo alla sua maggiore risorsa: una sincerità candida, con un bell'orgoglio e un notevole coraggio. Ecco il risultato. Onorevoli colleghi. Ho chiesto ai signori presidenti delle Camere di riunire le assemblee per comunicazioni del governo, e mie personali, della massima urgenza.

Leggi I cazzotti di Repubblica

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No Martini

Riflesso nella vanità di Scalfari, il venerabile gesuita è insopportabile

Eugenio Scalfari spesso tira fuori  il peggio dei suoi interlocutori, perché li sfida in una gara di narcisismo camuffata da emulazione intellettuale e morale, per giunta nobile. Accadde anche ieri in una conversazione su Repubblica con il cardinale Carlo Maria Martini, che ha deciso di passare questi anni venerabili alla ricerca non del giusto, del bello, del vero e del buono ma del consenso, comunque sia.

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Il 24 luglio

Caro Cav., un premier non si difende così

Berlusconi denuncia un piano eversivo contro di lui, regista il gruppo editoriale di Repubblica e settori dell’opposizione vicini a una magistratura sensibile alle sollecitazioni politiche più faziose. Può essere che abbia ragione, tanto più che non parla di un oscuro complotto ma del dipanarsi alla luce del sole di una campagna di feroce inimicizia, che rimesta nel privato e punta al character assassination, al più completo sputtanamento del nemico sul piano interno e internazionale.

Leggi Mentore sapendo di smentire, botta e risposta sul Cav. tra Luigi Manconi e l'Elefantino

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Mentore sapendo di smentire

Manconi invita il Cav. all’ipocrisia e il Foglio al moralismo, l’Elefante gli ricorda il paradigma di Leporello

Caro Manconi, io non esalto alcuno, né mi esalto, cerco bensì di spiegare con qualche ironia e quando mi riesca anche con spirito beffardo, e di spiegare prima di tutto a me stesso, quel fenomeno prodigioso che è Silvio Berlusconi, da molti anni sconosciuto e onnipresente protagonista della scena pubblica italiana e internazionale.

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Nel Foglio di oggi

Caro Cav, un premier non si difende così

Berlusconi denuncia un piano eversivo contro di lui, regista il gruppo editoriale di Repubblica e settori dell’opposizione vicini a una magistratura sensibile alle sollecitazioni politiche più faziose. Può essere che abbia ragione. Oggi nel Foglio l'editoriale dell'Elefantino.

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Nel Foglio di domani

Caro Cav, un premier non si difende così

Berlusconi denuncia un piano eversivo contro di lui, regista il gruppo editoriale di Repubblica e settori dell’opposizione vicini a una magistratura sensibile alle sollecitazioni politiche più faziose. Può essere che abbia ragione. Domani nel Foglio l'editoriale dell'Elefantino.

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Allarme, Fiorello diventa un giochino per intellettuali de sinistra

Vorrei metterla sul ridere, ma il nuovo Fiorello rischia l’arborizzazione precoce ovvero la trasformazione di un grande performer in giocattolo un po’ ridicolo per intellettuali di sinistra.

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Descamisado

Così Massimo Caprara è passato da Togliatti all’exeità con un percorso solitario (e alto)

Massimo Caprara, morto a Milano all’età brillante di 89 anni, era nel Dopoguerra a Portici il “sindaco senza scarpe”, insomma quello che per gli argentini fu il “descamisado”, una energia iconica forte, popolare e anche un poco populista e magari peronista, ma sempre legittimata dallo stampo intellettuale di alto rango del comunismo italiano (con Togliatti) e napoletano.

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Anche con la contro-performance anti-Gheddafi, Fini la fa da leader

Ecco, è da un po’ di tempo che volevo spiegare una cosa, convinto come sono di averla capita, e questo modo ineccepibile scelto da Gianfranco Fini per annullare un ritardo protocollare di Gheddafi me ne dà l’occasione. Molti nel giro di Berlusconi pensano che Fini si ritaglia uno spazio politico e istituzionale sideralmente distante dall’elettorato del centro destra e dalle sue pulsioni profonde, e che dunque la sua sfida in termini politici sia nulla. Ma non ne sarei proprio sicuro. Leggi Il discorso che Fini avrebbe dovuto pronunciare a Gheddafi

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Un partito di partiti

Coalizioni uliviste: fallite. Pd da solo: fallito. Serve una soluzione nuova

Per cinque anni la coalizione di centro sinistra (Ulivo 1996-2001) ha governato l’Italia. Ne seguirono crisi, instabilità, passaggi di mano della guida del governo, rancori, battaglia dei capi. Arrivò infine Berlusconi, vincitore dopo sette anni di un’opposizione che avrebbe stroncato un cavallo. Nel 2006 il Cav. perse per un’incollatura, anzi mezza. Per due anni la nuova coalizione di centro sinistra (Unione 2006-2008) ha governato l’Italia: stesso esito.

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Mentore sapendo di smentire - Oggi sul Foglio in edicola

Dialogo tra Luigi Manconi e l'Elefantino

Il sociologo Luigi Manconi e Giuliano Ferrara discutono di Cav., Noemi, coerenza, ipocrisia e del paradigma di Leporello. Solo sul Foglio in edicola.

 

 

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Mentore sapendo di smentire - Domani sul Foglio in edicola

Dialogo tra Luigi Manconi e l'Elefantino

Il sociologo Luigi Manconi e Giuliano Ferrara discutono di Cav., Noemi, coerenza, ipocrisia e del paradigma di Leporello. Solo sul Foglio in edicola.

 

 

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Tutti nel Pd

Perché ex post neocomunisti, Verdi, Di Pietro e Pannella dovrebbero entrare nel Partito democratico

Tutti nel Partito democratico, non c’è altra soluzione. Mi spiego. Il Pd oggi è una coalizione di correnti dell’ex Pci-Pds-Ds e dell’ex Dc. Questa coalizione fusa in un solo partito si è voluta presentare, a partire dal nome di battesimo, come una soluzione nuova e aperta al futuro, che archivia il passato delle ideologie del Novecento con una forma-partito e un progetto diversi da quelli del socialismo europeo o del popolarismo europeo.

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Il futuro del Pd visto dall'Elefantino - Oggi sul Foglio in edicola

Un'idea per il futuro del Partito democratico sul Foglio in edicola oggi. Un'idea obamiana che piacerà molto a Romano Prodi e un po' meno a Massimo D'Alema.

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Il futuro del Pd visto dall'Elefantino - Domani sul Foglio in edicola

Un'idea per il futuro del Partito democratico sul Foglio in edicola domani. Un'idea obamiana che piacerà molto a Romano Prodi e un po' meno a Massimo D'Alema.

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Catalogo delle belle che amò il padron mio

Trionfo elettorale di Debora e Barbara, che poi faranno un buon lavoro

Di indiscutibile c’è solo il trionfo delle belle che amò il padron mio, le catalogate come novità, come inesperienza presunta, come uso e abuso del corpo femminile, e altre soluzioni un po’ troppo pigre per giudicare la funzione in lista di giovani donne dalla carriera a presa rapida. Debora Serracchiani spopola in Friuli, dove per nemesi batte nelle preferenze perfino Berlusconi, mentre la Barbara Matera sulla scia del divino Cav. ottiene la vittoria alata nella circoscrizione del Sud.

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Iraq: un modello politico per Obama, se vorrà fare qualcosa

D’Alema, dogmatico del primato della questione israelo-palestinese, prenda nota, se lo desideri. Prendano nota, se lo desiderino, i liberal assaliti dalla realtà e poi pentiti, che non hanno saputo tenere la posizione eccentrica più di un paio d’anni.

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I libertini dei nostri stivali fotodenunciano vistose minigonne

Lo avrete capito bene, adesso, dopo la pubblicazione delle foto sul Paìs, che la libertà di tono dell’Europa liberal, chiassosa e anticlericale, è tutta una ostentazione bastarda e porca di muffita ideologia. Questi libertini dei miei stivali, questi mentori di Zapatero e della movida sensuale di Pedro Almodóvar, ora fotodenunciano una “vistosa minigonna”, si fotoscandalizzano per un topless, per due chiappette al sole o per un politico del centroeuropa che fa il bagno nudo in piscina durante una vacanziella con moglie e figli.

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Questa è l'estate di Susan Boyle

E' tempo di scatenarsi per rispondere alla domanda: che c'è dentro di me?

Questa è l'estate di Susan Boyle e del suo paradigma. La domanda alla quale siamo invitati a rispondere, se solo lo si voglia e con molto disincanto, è semplice: che c'è dentro di me. La coscienza è la regina della nostra epoca.

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Le lettere a Wanda sono un buon motivo per fare santo il Papa

Le lettere di amore cristiano scambiate con Wanda Poltawska dovrebbero essere incasellate nel file della canonizzazione di Giovanni Paolo II.

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Le veline di Obama sono maggiorenni

News addomesticate e sexy, ma la nuova Casa Bianca si può capire

Come riferisce Christian Rocca da Washington, l’elemento che spicca nel discorso tenuto da Barack Hussein Obama al Cairo è quello non detto. Leggerete nei quotidiani standard parole gonfie di gioiosa noncuranza come dialogo, religioni del libro, apertura all’islam, disponibilità, equanimità, svolta storica: le veline di Obama sono ben agguerrite, e tutte maggiorenni. Leggi il discorso di Obama in italiano

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Perché mi auguro che Obama se la cavi

Il fatto che Obama sia un gigante della politica elettorale americana, che la sua elezione sia stata una svolta antropologica e culturale madornale, e che sia un uomo anche simpatico, tutto ciò non esclude che sbagli parecchio, strategicamente e moralmente (la vita).

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Ein Imperator der Fantasie

Weil er mit einer 18-Jährigen Geburtstag feierte, ist Silvio Berlusconi in der Defensive. Dabei war der italienische Premier schon immer anders als gewöhnliche Politiker. Ein Grund, warum er so beliebt ist

Pubblichiamo l'articolo di Giuliano Ferrara su Silvio Berlusconi apparso il 31 maggio sul numero domenicale del quotidiano tedesco Die Welt e misteriosamente sfuggito a tutte le accurate rassegne stampa internazionali fatte in questi giorni da Repubblica. Ve lo riproponiamo così come è uscito nelle edicole della Germania.

Leggi qui la traduzione in italiano

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L'imperatore dell'immaginazione

Il Cav. spiegato ai tedeschi su Die Welt

Per voi tedeschi è difficile immaginare un Cancelliere federale che possieda cinque grandi ville in un posto di mare glamour come la Sardegna nord orientale, la costa smeralda. Alle quali bisogna aggiungere due antiche ville in Brianza, una palazzina liberty nel centro di Milano, ancora ville sul lago Maggiore e a Portofino, un villone spettacolare a Taormina (in corso di acquisto), una dimora coloniale alle Bermuda, una flotta aerea privata per girare tra tutte queste residenze.

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Delitto di coscienza

Con gli stilemi della cultura abortista, l’omicidio del Kansas va compreso

Chi abbia assistito al rito eucaristico domenicale in una chiesa luterana d’America sa quanto profonda appaia nel viso dei fedeli l’impronta della coscienza personale, di quel dialogo o contatto diretto con il Dio moderno che autorizza ogni atto frutto di profonda convinzione, di chiamata, di vocazione dell’individuo solitario.

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Se Berlusconi fosse gay, tutto sarebbe in ordine

Se Berlusconi fosse gay, se le sue feste avessero lo charme discreto di casa Armani o il sapore un po’ trasgressivo di una serata firmata Dolce & Gabbana, non staremmo qui a domandarci se e come si debba difendere il suo stile di vita da una serie di sospetti, di attacchi, di inquisizioni, di stupori planetari.

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Un manifesto prezioso sulla natura della politica, fini e mezzi

Gli americani in genere non amano l’ateo Machiavelli, sul piano teorico, ma applicano scrupolosamente il suo dettato scientifico, sul piano pratico.

Leggi: "Così Obama mette il rossetto alle politiche antiterrore di Bush"

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Ecco le risposte del Cav. alle dieci domande. In sogno

Ora Repubblica e D'Avanzo saranno soddisfatti?

Ho sognato. E vi racconto il mio sogno.

1) Signor presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?

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Pinocchietto

Lerner ci scrive una letterina ingenuamente truffaldina. Smascherato e perdonato

Gentile Lerner - Le faccio notare che lei truffa in commercio sé stesso, i suoi e i nostri lettori.

Leggi Caro Gad, mi vien voglia di prenderti per il collo

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Fini mi interessa, ma l’unico che mi incanta è l’Amor Nostro (Mourinho)

Qui c’è un equivoco da dissipare. Confermo: Fini per me è diventato interessante (anche i traditori sono interessanti, io sono interessante per me stesso, specie da quando ho tradito il comunismo). E interessante da quando è rimasto solo anche per sua scelta, il Cav. si è preso tutto compreso il suo partito, i quadri decisivi, probabilmente l’elettorato, lasciandogli un ristretto gruppo di affini (il think tank, il Secolo, una manciata di parlamentari).

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Lerner si è arrabbiato per l'inchiesta su Siegel / 1

Caro Gad, mi vien voglia di prenderti per il collo

Darsi del bastardo e proporsi come perseguitato nel momento in cui si vuole tappare la bocca a un tribuno impresentabile è un gioco di vanità a forte rischio di ineleganza

Gad Lerner si è arrabbiato per un'inchiesta sulla vicenda che lo oppone a Leo Siegel, un leghista chiassoso che ha dato voce nella radio dei padani alle viscere del popolo milanese e lombardo (avversione ai Rom, "questa banda di ladri", e a giornalisti e ideologi di sinistra che censurano i sentimenti sociali di insicurezza e di paura come espressione gretta, belluina di razzismo).

Leggi Lo strano caso del dr Lerner e mr Siegel

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Né reato né diritto

Basta con la dimensione penale. Battere la cultura abortista con efficaci politiche pubbliche

Sull’aborto le chiese cristiane non sanno bene che fare, e questo vale anche per la chiesa cattolica. Sono contro le leggi o le sentenze che da trenta-quarant’anni lo depenalizzano. Non intendono ovviamente rinunciare a questa contrarietà di principio. Ma non giudicano possibile battersi realisticamente per abrogare quelle leggi, e hanno dubbi, molti dubbi, sul significato della dimensione penale in materia. Leggi L’America è diventata anti-abortista, e noi che facciamo?

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L’America è diventata anti-abortista, e noi che facciamo?

Che cosa fa il governo italiano contro l’aborto? Che ne è della promessa di Berlusconi di portare all’Onu la proposta di modifica della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in modo da sancire che il diritto alla vita, invocato universalmente e giustamente per i profughi dei barconi, sempre da soccorrere quale che sia poi la destinazione, si estende ai bambini che galleggiano nel corpo delle donne dopo il concepimento, e i vecchi e i malati fino alla morte naturale?

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L’Italia è disunita e inferma, d’accordo, ma non è detto sia colpa del Papa

Mi pare che anche dopo l’abbattimento del primato politico e temporale del Papa disunità e infermità abbiano continuato a manifestarsi come sindromi tipiche dell’Italia moderna e postmoderna

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I barconi respinti e gli umanitari che la fanno facile

Quand’è che abbiamo deciso l’abbattimento delle frontiere, caro monsignor Marchetto? Per l’Europa si sa, e al termine di un lungo processo di armonizzazione legale e politica tra paesi depositari di una storia analoga vennero gli accordi per la libera circolazione delle persone (Schengen), sempre sottoponibili a procedure di sospensione in casi di emergenza.

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Oggi a Genova i funerali

Il bastardo

In morte di don Gianni, quel prete politico tanto grande da contraddirsi con vera gioia

A rileggerla oggi che è scappato via nel sonno, in cammino verso una vita nuova drammatica e beata, è emozionante la grande avventura donchisciottesca di Gianni Baget Bozzo, mezzo catalano (Baget) e mezzo genovese (Bozzo), bastardo mediterraneo di purissimo candore e di inaudita intelligenza.

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Un uomo di stato che ferma un esodo schiavistico con umanità: Bobo Maroni

Già craxiano, berlusconiano, difensore dei fascisti, mi faranno diventare pure leghista.

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Frammenti di un discorso amoroso

La demenza calunniosa assedia il Cav., che contrattacca con audacia

E’ chiaro che il Cav. non è di quegli statisti che vedremo in buen retiro, pittori, a Cadenabbia. E’ patente che non vuole invecchiare, a nessun costo. E’ anche spesso un po’ pasticcione, e cade in qualche trappola ben congegnata. Non fa mistero di niente, persino con qualche esagerazione ostentatoria.

Leggi I moralismi “de sinistra” contro le ragazze, l’asse del sacro e questi libertini dei miei stivali di Giuliano Ferrara

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I moralismi “de sinistra” contro le ragazze, l’asse del sacro e questi libertini dei miei stivali

Sono anch’io molto divertito, e si fa per dire perché questa storia è tutto tranne che divertente. Ma è istruttivo razzolare tra i moralismi “de sinistra”. Il divorzio è il loro totem. L’aborto un diritto di libertà procreativa. L’eugenetica uno strumento di progresso che affila la sua lama sulla testa di milioni di esseri umani.

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Un divorzio che ci imbarazza, pezzi leggeri senza importanza

La coabitazione editoriale con Veronica Lario è stata ed è perfetta. I rapporti personali senza un’increspatura, discreti e cordiali: tendenza Veronica, appunto.

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Festeggio Fiat-Chrysler, ma gli americani in 500 non li vedo

Lasciatemi dire quel che penso della storia di Fiat e di Chrysler, e poi archiviate il tutto come demenza, ignoranza, bastiancontrarismo. Io alle favole non credo più da quando ero piccino, e anche da bambino ero un po’ scettico (mi dicono).

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Il divertimento dell’imperatore

Cara Veronica, stavolta la sua protesta pubblica è incomprensibile

Cara Veronica, nessuno qui si sognerebbe di mettere in discussione i suoi affetti privati, il suo ruolo di moglie e di madre dei figli del presidente del Consiglio, il suo diritto a esprimersi nella più assoluta libertà. Ci mancherebbe: abbiamo un ormai vecchio rapporto di confidenza e di discrezione, legato alla partnership editoriale e a un sobrio rapporto umano che ci unisce, e non abbiamo intenzione di sfigurarlo con una qualche invadenza.

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Attenti agli allarmi suini, da maneggiare con cura

Al lupo! Al lupo! Ci vuole prudenza. Noi siamo da sempre capifila dell’antiallarmismo. Con giudizio.

Leggi l'intervista a Marta da Città del Messico “Prima la febbre, poi il dolore alle ossa. Ora sto bene, ma che paura” - Guarda La maiala isterica, le vignette di vincino sulla febbre suina

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I turisti della democrazia e la cultura da comitiva torinocentrica

L’Europa finalmente si smuove, e il Quai d’Orsay censura quel burbanzoso sindaco della rive gauche per le sue incaute dichiarazioni contro Alemanno, sindaco di Roma. Per la prima volta da quelle parti si accorgono di quanto sia grottesca la campagna ideologica antiberlusconiana.

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La sharia distrugge diritti, è vero, ma l’aborto occidentale?


Sono d’accordo nel considerare universalisticamente i problemi posti dalla sharia islamica, senza concessioni ambigue. Ma vorrei che l’occidente, nel fare questo, considerasse seriamente anche la legge dell’aborto seriale e moralmente indifferente.

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La sharia distrugge diritti, è vero, ma l’aborto occidentale?

Sono d’accordo nel considerare universalisticamente i problemi posti dalla sharia islamica, senza concessioni ambigue.

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La centenaria che prova il disegno intelligente, e lo chiama “caso”

La senatrice Levi Montalcini, e le arrivino anche i nostri caldi auguri per i suoi formidabili cent’anni, dimostra in se stessa l’esistenza di un disegno intelligente della creazione.

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Affondo sottilmente moralista contro noi lingue d’oro del Cav.

Rendere credibile il Cav, prima di tutto a me stesso, ha occupato anni della mia vita.

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Solo una tempesta di verità può salvare l’Europa dal conformismo

Il Belgio mi è sempre stato antipatico. Come entità, dico. Come errore geografico. Come ambiguità linguistica e culturale. Come nazione idonea a soluzioni mediocri. Eppure ho una bisnonna o trisnonna fiamminga. E Bruxelles è a suo modo una città accogliente. Ma che miseria in questo gesto di ridicola tracotanza del Parlamento belga, una condanna praticamente unanime del Papa per un suo delitto di opinione.

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Rivolta femminile contro le coccole postume alla Tatafiore

Un giornale serve, credo, per sapere e pensare (oltre che passare il tempo). Non per rimuovere.

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Il Grande Inquisitore, quello tosto

Kirillov mi affascinava, tutto quel tè, e quella morte brava. E anche il parricidio Karamazov non era male.

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Augias è un caro Sig. Pallelesse, ma su Mancuso vi sbagliate

Vabbè, Augias è un simpatico Signor Pallelesse, ma su Vito Mancuso voi foglianti antipatizzanti vi sbagliate di grosso.

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Confesso che a me, tetragono e ostinato, piace la conversione di Fini

Fini non mi è mai stato simpatico. Questa sua nuova attitudine a stare in minoranza e a dire come la pensa, rovesciando se stesso e i suoi pensieri di una vita in una identità laica, questo salto di vita, di esperienza, di elaborazione mi sembra positivo, una bella novità di cui gli va reso merito.

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Niente moratoria per l’embrione

Lo strano umanitarismo della Corte

Qui la sfera privata e l’autodeterminazione non c’entrano. Qui è in gioco la determinazione del destino altrui, della vita evocata e poi negata mediante atti tecnici di fabbricazione amorale della vita umana, esponendo quella sgradita a pratiche di manipolazione e maltrattamento e liquidazione dipendenti dal giudizio onnipotente della coscienza umana libera e della tecnoscienza che amoralmente la forma.

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L’occhio osceno

Il mero proprietario di Mediaset dovrebbe suggerire a suo figlio di non trasmettere la gogna di Soria

Con occhio oscenamente divertito abbiamo sfogliato ieri su due pagine della Stampa di Torino la sequenza fotografica che consegna alla gogna un mediocre professore torinese impegnato a casa sua, mutandoni e canottiera, in giochi verbali e tattili da bullo domestico alle spese del suo maggiordomo delle Mauritius che lo incastra, filmandolo, per poi denunciarlo e rovinarlo

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Rassegnamoci, il lieto fine è la croce di questo messia postmoderno

Crede in sé stesso e crede in coloro che credono in lui. Per questo è “messianico”, per questo è il fondatore di un popolo, di un’assemblea, forse di una chiesa, ma non di un semplice partito, sia pure il partito di maggioranza del paese. La capacità di identificarsi nella “sua gente” e di aprirsi all’abbraccio di un’Italia che ha egli stesso inventato, nel senso di scoperto o suscitato, è immensa in Berlusconi.

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Povero Obama, pensa che la geopolitica sia solo un grande facebook

Quando è andato da Jay Leno, Obama di due cose non ha praticamente parlato, manco a farlo apposta quelle importanti: l'Iran e la legge ipersovietica con cui il Congresso intende tassare al 90 per cento, retroattivamente, i bonus della grande compagnia di assicurazione Aig. Guardatevi il video se non ci credete.

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L’aggressione a B-XVI

Il disgustoso paradosso franco-tedesco

L’aggressione a Benedetto XVI è sempre più incalzante, grossolana, astiosa, ben orchestrata mediaticamente e male argomentata razionalmente. Ieri è stata la volta di Francia, Germania e Fondo monetario internazionale. Hanno messo sotto accusa il capo della chiesa cattolica per le sue opinioni ben documentate sull’inutilità sostanziale del preservativo come asse strategico della lotta contro la grave epidemia di Aids in Africa.

Leggi Meglio di un lieto fine

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Godo come un pazzo per le belle, brutali stroncature di Asor Rosa

La mia vita è improvvisamente rallegrata da belle, efficaci, brutali, seriali stroncature dell’ultima fatica critica di Asor Rosa, che lasciano la sua combriccola di amici (Scalfari) con un palmo di naso. Alfonso Berardinelli fu fantastico, perseverante, chirurgico sul domenicale del Sole 24 Ore; Massimo Onofri severo, violento, attento sul Tuttolibri di sabato.

Leggi Perché il mostro di Grinzane è in galera e quello dello Strega a piede libero? di Camillo Langone

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L’ultima di Berlusconi: indurre la ripresa facendoci ristrutturare casa

La liberalizzazione dell’edilizia è una droga potente, un formidabile eccitante per un organismo come l’economia reale intorpidito e rattrappito dalla paura. L’idea di Berlusconi è temeraria, suscita allo stesso tempo attrazione e disgusto. Se non vogliamo fare gli ipocriti, e mentire a noi stessi, dobbiamo dirci come stanno le cose.

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Obama sulle orme di George W.

Le parole del presidente americano sulla vittoria a Baghdad. Tareq libero

Il capitalismo non se la passa tanto bene, bisogna riconoscerlo. A vent’anni dal crollo del Muro di Berlino nel mondo tira aria di socialismo, bisogna ammetterlo. Difficile altresì negare che la vivace destra americana non sa che pesci pigliare. Su un solo giudizio storico non è più lecito imbrogliare le carte. La vittoria di Bush e dell’occidente a Baghdad. Sentite cosa ha detto Obama ai marine.

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Caro Soru, i giornalisti dell'Unità non sono cani rognosi

Eluana Englaro uccisa, dunque il padre e i volontari sono un branco di assassini? Non è così, mi erudiscono ora compunti i difensori del papà della ragazza. Ma se ho passato un anno tosto e aspro della mia vita a spiegare, contro le incomprensioni e le falsificazioni e i linciaggi, che l’aborto è un omicidio ma la donna che abortisce non è un’assassina!

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Una commedia di bari e impostori con padre dolente

In confronto Goebbels era un fanciullino. L’insieme di retoriche azionate a comando e vittoriosamente nel caso della ragazza presa di forza per sentenza giudiziaria e messa a morte senza moratoria si fondava sull’alone tragico del dolore di un padre. Sfida morale azzardata  ma a suo modo grandiosa.

Leggi “Lo stato resti fuori dal fine-vita”

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Il teorema dello scorpione

La magnifica arte sicaria dell’innominato D’Alema ha colpito ancora

Alla cerimonia degli addii di Walter Veltroni, Massimo D’Alema non c’era. Né alcuno ha pensato di evocare il suo nome. C’era però il suo fantasma, avvistato dai più competenti osservatori politici e sottopolitici. I quali ricordano che un giorno dei primi anni Novanta D’Alema venne alle mani con Achille Occhetto, insieme al quale aveva defenestrato a suo tempo Alessandro Natta.

Leggi l'intervista a D'Alema su Repubblica - Leggi D'Alema, la rana e lo scorpione di Mattia Feltri sulla Stampa

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L'Elefantino risponde ai lettori

La trasgressione di Benigni è sempre un’effusione di bene

Veltroni è un bravo figliolo, che crede nel proprio stile politico slavato

Dicono che è stato delicato e chaplinesque e oratore perfetto. Devo fidarmi dei miei amici. L’idea in sé di leggere il magnifico ma inoffensivo De profundis di Wilde mi sembra rétro e scioccamente sentimentale. Benigni non fa mai un vero scandalo, appena difende la trasgressione, la trasgressione diventa dolce effusione di bene.

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L'Elefantino a Radio24

Il teorema dello scorpione

Le dimissioni di Veltroni sono l'ennesimo omicidio politico commesso da D'Alema

Giuliano Ferrara ne discute con Stefano Folli de Il Sole 24ORE e Michele Salvati, docente di Economia Politica all'Università Statale di Milano. Ascolta la puntata.

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Da Obama a Tanassi

Veltroni, mal d'Africa

Non sapremo se l’esperimento era buono, non è stato nemmeno tentato

Walter Veltroni, persona mite e civilmente apprezzabile sebbene di scarso carattere e formazione culturale leggera, sembrava fatto apposta per il progetto del Partito democratico e per ridare una qualche speranza al popolo della sinistra straziato dall’emersione ormai quasi ventennale del fenomeno Berlusconi. Doveva chiudere un lungo periodo di lutto, di incattivimento, di malinconia e depressione. E’ proprio qui che ha fallito.

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Parliamo con l'Elefante

Cappellacci e uccellini

Le elezioni in Sardegna commentate da Giuliano Ferrara a Radio 24

Giuliano Ferrara comenta i risultati insieme a Federico Geremicca e Lucia Annunziata de La Stampa, e Mario Sechi vicedirettore e capo della redazione romana del settimanale Panorama. Ascolta la puntata.

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Non cavilliamo, è meglio vivere nel mondo in felice dipendenza dagli altri

Due domande in margine al caso Englaro. C’è una differenza tra essere liberi ed essere soli? C’è una differenza tra vivere nel mondo in felice dipendenza dagli altri, e nella speranza, e vivere oscenamente di se stessi, della propria autodeterminazione, sempre sotto l’inflessibile e vano sguardo del proprio Io indulgente ma non misericordioso?

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Il cristianesimo si ritrova ora solo e vulnerabile

Una ruspa ha abbattuto il fortilizio della carità. Come è accaduto?

Non è la chiesa cattolica che è debole, magari fosse solo questo, è proprio il cristianesimo che non è mai sembrato tanto vulnerabile. La chiesa cattolica perde e vince le sue battaglie, ma l’idea cristiana, l’idea incarnata dico, l’idea-uomo, l’idea personale di una via e verità e vita, quella smotta, oscilla paurosamente, si rarefà, sembra svanire dietro gli ideologismi anonimi imperanti.

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Isacco, Eluana e la mano che non è stata fermata

Una cittadina in età adulta, resa disabile 17 anni fa da un incidente, è stata eliminata in esecuzione di una sentenza. Contro l’ideologia mortifera la battaglia di credenti e “atei imprudenti” non poteva che essere persa

La mano di Abramo sul collo di Isacco, che testimoniava la fede, qualcuno l’ha fermata. La mano dei volenterosi guerrieri culturali che hanno costituito l’associazione “per Eluana”, e le hanno tolto clinicamente la vita per celebrare l’ideologia della libertà di coscienza, anche presunta, non l’ha fermata nessuno.

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Che branco di mascalzoni questi gentiluomini che si dicono laici

Che branco di mascalzoni questi gentiluomini. Ci dicono pagani, golpisti, sfruttatori del dolore, mestatori nel torbido, autori di uno scempio. Questi che si dicono laici e che sono soltanto relitti del vecchio familismo amorale degli italiani, specie quando recitano il coro vomitevole di papà Beppino.

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Un principio di giustizia naturale e di morale pratica

L’Anarca sconvolge improvvisamente ogni schema e si dimostra capace di un atto di ragione e coraggio inaudito

Vita e morte sono l’alfa e l’omega della decisione politica. Il potere democratico è investito dalla questione decisiva di questo secolo. Dopo il Novecento, anni in cui i totalitarismi hanno assoggettato il mondo a tecniche burocratiche di sterminio eugenetico e razziale, la vera decisione è su come trattare la vita umana, come impedire che la sua integrità biologica e spirituale soccomba di fronte al nullismo che pervade i tempi.

Guarda il video di Berlusconi che annuncia il decreto

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Gentile presidente, firmi. E' cosa laica e giusta

Ci sono cento ragioni ipotetiche per essere tentati di non sottoscrivere quel decreto o di bloccarlo. Ragioni costituzionali, politiche, di rispetto delle sentenze. Ma c’è una ragione minuscola e decisiva per firmarlo

Io so come è fatto Giorgio Napolitano, comunista della generazione di mio padre e di mia madre, so come si è formata la sua cultura etica, e rispetto la sua idea atea e materialista di autodeterminazione per il nulla che lo ha spinto a prendere in mano la bandiera di Piergiorgio Welby, ieri, e quella di Beppino Englaro, oggi.

"Allucinante fermare le cure" - Leggi l'intervista a Enzo Jannacci sul Corriere della Sera

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Care Cassandre, forse è ora di riscrivere la storia della guerra in Iraq

Ce ne avevano messo di tempo la grande stampa e la grande tv per accorgersi che la nuova strategia irachena di Bush e Petraeus si stava rivelando quella giusta. Siamo di nuovo in epoca distratta.Tutti i benpensanti della geopolitica mondiale guardano di sghimbescio, e senza saperne assolutamente nulla, a Guantanamo Bay.

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La teologia e il magistero di Ratzinger sono quanto di più vicino al cuore del giudaismo

Lo stato di inimicizia verso la chiesa e il Papa regnante, coltivato da osservatori e personalità che rivendicano una inesistente laicità culturale e civile, è dimostrato dall’elemento assurdo rilevato in questa bella lettera: accusare Ratzinger di tolleranza verso l’antigiudaismo è da mestatori o da ignoranti. Punto.

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E’ urgente che il Vaticano sconfessi il vescovo negazionista

Non è cauto e non è saggio, da parte del Vaticano, che la abrogazione della scomunica dei vescovi lefebvriani della comunità di San Pio X presti il fianco a una nuova polemica con gli ebrei. La revoca di un atto canonico è, in sé, un fatto interno nella vita della chiesa, Ma gli effetti non canonici di un provvedimento canonico dovrebbero essere vagliati con attenzione.

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Bresso e l'asse del sacro

Quando Mercedes Bresso grida al suo arcivescovo Saverio Poletto: “Non siamo la Repubblica degli ayatollah!”, uno pensa che la presidente della regione Piemonte è, per parlare il linguaggio della sua corrente culturale e civile, “islamofoba”.

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Il diritto di morire. E quello di non essere affamati e assetati?

Il bizzarro articolo di Rodotà è contrappuntato e suggellato, nella prima pagina della Stampa, da un bizzarro lapsus. Un titoletto che dice, a commento dei fatti: NESSUNO VUOLE ELUANA. Ma come nessuno: e le suore?

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Brava Rachida, il welfare è prezioso se non è una prigione

Sarebbe demente anche solo pensare di restringere le leggi di tutela della maternità, i permessi pre e post parto eccetera. Vengo da una campagna politico-editoriale contro lo sconcio dell’aborto al centro della quale ho messo la condizione della donna incinta da riconoscere come “soggetto sociale privilegiato”.

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Se la chiesa ama la società aperta, libera e razionale, deve difenderla

Con prudenza, ma senza pensare di avere tutto il tempo del mondo a sua disposizione (quell’altro tempo, l’eternità pellegrinante, è fuori da questo discorso), la chiesa cattolica dovrà mettere a fuoco una sua posizione politica di validità generale, se non universale, sui grandi conflitti che animano il mondo.

Leggi La vita d'Israele è disponibile di Sandro Magister - Leggi Cosa deve fare la chiesa per combattere davvero Hamas di Giorgio Israel - Leggi Perché la cacofonia in rosso porpora

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Care anime belle, devo farvi una domanda

Non passa giorno senza che uno scrittore israeliano, un direttore d’orchestra o una coalizione di personalità varie della cultura rivolga a Israele un appello a fermarsi.

Leggi: Corpo a corpo con Hamas

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Plutarcheggiando sulle facce bifronti del potere romano

Le vite più o meno parallele di Vittorio Ripa di Meana e Claudio Vitalone

Piccolo ricordo del politico magistrato e dell’avvocato d’affari votato al bene quand’anche a servizio del male

Ora muoiono nello stesso giorno Vittorio Ripa di Meana, avvocato d’affari vocato al bene quand’anche al servizio del male o del così così, e Claudio Vitalone, magistrato e politico in sospetto di malaffare quand’anche al servizio del bene o del benone.

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Mi proteggo dal freddo. E dalle retoriche a buon mercato

Avvolto in una maglia di lana, poi in un pullover, poi in una nuova giacca di tweed, infine un bel giaccone, più sciarpa e berretto irlandese Donegal, il tutto giracchiando tra Roma e la Toscana del sud, non proprio zone polari, penso sempre a quel cazzone demagogo di Al Gore.

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Indecente futuro natalizio, dalla provetta alla fiala

Siete sicuri di quello che state facendo? Lo domando ai genitori e ai medici della bambina fabbricata senza il gene Brca1 del cancro al seno, che sta per nascere a Londra, fecondata in provetta con scarto di tre embrioni, sotto le “cure” genetiche del professor Paul Serhal dell’University College Hospital.

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Risposta agli intolleranti di Repubblica

Quei preziosi divieti che non vanno giù all’arcigna chiesuola laica

Repubblica è particolarmente impegnata, di questi tempi, in un legittimo ma arcigno attacco intellettuale alla chiesa di Ratzinger.

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Le crudeltà gratuite

La morte di Eluana e la Ru486: astratte manipolazioni ideologiche

La morte imminente di Eluana Englaro a Udine è agghiacciante perché gratuita. Non c’è niente che spinga in quella direzione, tranne l’astratta volontà della legge. Per Terri Schiavo c’era almeno una iraconda contesa familiare.

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C’è un ministro, qualcosa si può fare

Sacconi impugna l’eutanasia ospedaliera, la Lombardia resiste alla Ru486

Qualcosa dunque si può fare contro l’imbarbarimento manipolatorio e il disprezzo della vita umana. La mobilitazione dell’opinione serve.

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Anticipazione dal Foglio del 16 dicembre

La ritirata non strategica sulla vita finirà male. Molto male

Dignitas Personae. Dove nasce la zona grigia della ritirata cattolica sui temi della vita

Ormai la ritirata è dispiegata. E non ha nulla di strategico. Un anno fa abbiamo detto: se la vita è sacra, e solennemente si decreta una moratoria per la pena di morte, si decreti una moratoria anche per l’aborto.

Leggi: Vita, disporne liberamente; Avanza una nuova stagione eticamente (molto) insensibile; Questo articolo è una svolta radicale

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Giuliano Ferrara risponde a Vittorio Possenti

Questo articolo è una svolta radicale

Intellettualmente onesto, il filosofo politico cattolico in questo articolo afferma a sorpresa tre cose.

Leggi l'articolo di Vittorio Possenti: "Vita, disporne liberamente"

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Avanza una nuova stagione eticamente (molto) insensibile

L'eccezionalismo italiano è probabilmente finito, e bisogna prenderne atto. Per una stagione, quando il governo ruiniano dei vescovi italiani toccò il suo culmine e Joseph Ratzinger fu eletto successore di Giovanni Paolo II, era sembrato che l'Italia potesse introdurre in occidente una novità dirompente: la possibilità di sconfiggere l'ideologia moderna.

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La gogna e Berlinguer, la nuova lagna sulla questione morale

Ecco la nuova lagna, periodica, sulla questione morale a sinistra. Riecco Berlinguer con i suoi occhi malinconici, e il generale repulisti delle coscienze in suo nome. Arrivano puntuali i mille giochi politici che intorno alla questione morale cosiddetta si compiono ineluttabilmente da ormai vent’anni nella politica italiana, a sinistra e a destra e al centro.

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Un Masaniello s’impicca e forse sappiamo perché

S’è impiccato l’assessore. Una persona amata, che viveva a Pianura, un Masaniello cattolico e di sinistra che si era battuto contro la riapertura della discarica.

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Chissà se morì da convertito, certo è che Antonio Gramsci visse da ateo devoto

Scambio epistolare tra don Gianni e l'Elefantino

Conosco monsignor De Magistris e penso che si possa credere alla sua versione della “conversione” di Antonio Gramsci. 
don Gianni Baget Bozzo

Gramsci forse morì da convertito per amore a Gesù, certamente visse da ateo devoto. La chiesa e la sua cultura lo attraevano, riconosceva al cattolicesimo una funzione decisiva. Beato lui che non subiva sciocchi pettegolezzi.

Leggi Lasciate in pace i comunisti

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Piccolo consiglio al Cav. per invecchiare bene nella politica italiana

L’acqua va per l’orto a Berlusconi. Buoni i sondaggi. Si diverte nel mondo, fa kukù alla Merkel. I suoi persecutori in giudizio mordono la polvere. Quelli a mezzo stampa sono macchiette. Quattrini ok. Sguazza con ironia in quel suo ambiente misto di impresa milanese, politica nazionale, cortigiani vacanzieri e perdigiorno e tiratardi di tutte le risme.

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Odi et amo

Duro scambio epistolare tra don Verzè e l’Elefantino. Il sacerdote lo accusa di manipolazione diffamatoria contro il cardinal Martini. Il pachiderma: il suo è un anatema a difesa del “relativismo cristiano”

Egregio Direttore, ho letto il Suo commento alla riflessione su “La vera vita” di S. Em.za il Cardinale Carlo Maria Martini. (…) Non sono assolutamente d’accordo con il Suo commento e so che S. Em.za il Cardinale Martini non lo approva. (…)
sac. prof. Luigi M. Verzé

Egregio don Verzè, converrà con me almeno su questo: tirare il sasso e nascondere la mano è poco cristiano. Voi, il cardinale e lei stesso, quelle cose sulla vita le pensate e le predicate, a modo vostro. Perché le nega? Perché le vuole sottrarre a un dibattito laico? (…)

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Smettete di fare gli ipocriti e lasciate lavorare Villari

Il senatore Riccardo Villari ha perfettamente ragione a non dimettersi da presidente della Vigilanza parlamentare sulla Rai.

Leggi Perché Riccardo Villari è il miglior presidente che il Pd poteva sognare

Leggi I primi tre giorni di Riccardo Villari da presidente eletto

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Fatele un’iniezione letale

Spero che adesso prendano Eluana e le facciano fare una morte dolce

Spero che adesso prendano Eluana Englaro e le facciano fare una morte dolce, visto che di questo si tratta. Mi auguro che non la lascino morire di fame e di sete, per giorni e giorni. Non dovesse essere lei a soffrirne, e ne dubito, ne soffrirebbe un sacco di gente semplicemente buona.

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Martini non sa quando comincia e finisce la vita (anche lui)

Sentite qui. “Siccome credo nella vita eterna, su quella temporale, fisica, di questa terra, posso transigere, sfumare, variare a seconda dei tempi e della storia e delle culture, e alla fine nascere e morire sono misteri sui quali ciascuno può e deve giudicare secondo la propria sensibilità". L’altro giorno ho letto queste cose, e ho visto che erano firmate dal cardinal Martini.

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Il presidente e il perdente - Sul Foglio i discorsi di Obama e McCain

Sì, d’accordo, stiamo facendo storia, ma non esageriamo, prego

Pubblichiamo sul Foglio due magnifici discorsi, quello del presidente eletto e quello del perdente. Il discorso del perdente, come nelle regole della buona retorica di sempre, è il più bello e il più emozionante. “La sconfitta è il blasone dell’anima bennata”, sta infatti scritto nel codice dell’Hidalgo.

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Festa malinconica per il caro amico Bush

Il paradosso misterioso di un presidente che ha vinto tanto e perde altrettanto

George W. Bush se ne andrà il 20 gennaio. Oggi di presidente ne eleggono uno nuovo. Bianco o nero alla fine importa e non importa. Non importa, fino a un certo punto, se collaudato o inesperto. Se giovane o vecchio. Se cool o impulsivo. Se democratico o repubblicano. Quel che conta è che il nuovo presidente degli Stati Uniti prende in mano un paese che dice di voler cambiare radicalmente.

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Viva il neonatologo che considera i bambini non persone!

Perché vi scandalizzate? Perché affettate sofferenza e offesa quando un neonatologo italiano di nome Gianfranco Vazzoler dice in un rispettabile convegno che “i feti, i neonati, gli infanti, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in uno stato vegetativo permanente costituiscono esempi di non-persone umane”?

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Frigo? L'avvocato Frigo? Ma chi è questo Frigo?

Notizia esplosiva e ridicola dei giorni scorsi. Se c’è accordo sulla Rai, allora alla Corte costituzionale sarà eletto l’avvocato Pecorella. Sennò, bè, alla fine viene eletto Giuseppe Frigo, un avvocato che porta due magnifici e grandi mustacchi.

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L’America sarà ancora l’America. Rassegnatevi

Da specialista del potere, si-fa-per-dire, sono diventato specialista nella delusione del potere. Soffro di questa sottile e illuminante mania, che deriva come ogni mania dalla conoscenza. E’ come essere visitati dalla malattia. Per vincere devi illudere, devi affascinare, devi farti dire di sì qualunque sia la tua domanda.

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L'ex senatore è morto ieri a 98 anni

Un grande snob

Foa seppe farsi e godersi una lunga vita beneaugurante per tutti. Eredità discutibile

Quando un uomo desidera vendicarsi del fascismo che lo ha sbattuto in galera a venticinque anni, e di una vita di minoranza, anche se spesa in certi bei conformismi ideologici e con qualche omaggio allo stalinismo, è allora che deve vivere novantotto anni sorridenti, come ha fatto Vittorio Foa.

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Lib lib Krugman

Il Nobel comminato al genietto che scrive sempre il contrario di quello che pensiamo noi

Ciliegina sulla torta, il Nobel a Paul Krugman. I soldatini della Reale accademia svedese delle scienze sanno come decorare il dolce. Ma stavolta non è Dario Fo, non è una farsa di premio a un saltimbanco dal talento militante e ideologicamente grottesco.

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Il cardinale e lo storico fanno apologia misericordiosa della promiscuità

“La prossimità corporea delle persone prima del matrimonio è un fatto”, dice eufemisticamente il cardinal Martini. E’ vero: i ragazzi e le ragazze, anzi ragazzini e ragazzine (e poi su su con l’età le cose cambiano ma non di molto) scopano come pare a loro, e piace (non sempre piace, per la verità).

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La coscienza libera di De Monticelli è abissale fino a diventare un’incognita

La libertà di coscienza e l’abiura di una cristiana laica

Ieri Roberta De Monticelli ha abiurato su questo giornale ogni relazione personale con la chiesa cattolica, che ama e nella quale non si riconosce più, e lo ha fatto con dolore (come ha scritto). De Monticelli è una filosofa e una cristiana laica di idee ferventi, notevole erudizione, sensibilità nell’interpretazione dei testi e chiara scrittura.

Leggi Abiura di una cristiana laica - Leggi la risposta di Betori su Avvenire

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La rivolta di repubblicani e democratici affonda il piano di salvataggio pubblico di Wall Street

No al “socialismo in un solo paese”

La socializzazione delle perdite considerata unamerican. Le conseguenze

228 no, 205 sì. Un voto storico sul più grande salvataggio finanziario della storia americana, Wall Street al collasso, un clima da brivido. Hanno detto di no a un piano garantito dalla Casa Bianca, dal Tesoro, dalla Federal Reserve, dalle leadership congressuali di democratici e repubblicani, e con qualche malizia e prudenza anche dai candidati McCain e Obama.

Leggi: Ma gli aiuti di stato non erano illegali?

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Le molte scemenze scritte su Bush e la vera storia

Gli occhi sono tutti puntati su John McCain e Barack Obama, due bei tipi americani impegnati in performance elettorali piuttosto eccitanti, due candidati che variamente promettono e si muovono a loro agio in un’America che, per loro stessa ammissione, è stata protetta e resa più sicura a sette anni dall’11 settembre 2001.

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Ci si può accanire su Sofri, a certe condizioni

Adriano Sofri non ha scritto niente di così scandaloso, niente che implichi la sua messa in stato di accusa sul piano morale o altre forme di risentimento. Capisco il dissenso o l’incomprensione, ma non le accuse risentite, che nel caso Sofri sono la regola da oltre vent’anni.

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Dopo il discorso di Benedetto XVI a Lourdes

Dilige, et fac quod vis: però lascia in pace chi apprezza il matrimonio. O no?

La risposta dell'Elefantino a Umberto Silva

Dilige, et fac quod vis: ama, e fa’ quel che vuoi. Lo diceva Sant’Agostino. Ma non intendeva dire che è lecito deprezzare ciò che amano gli altri. Non faremmo prima a comportarci liberamente, amandosi ciascuno come a lui piace, ma lasciando a chi crede nel matrimonio come sacramento la libertà di fede e a chi ci crede come istituzione culturale e antropologica la libertà intellettuale di perseverare nella sua convinzione?

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L’America arranca, eppure riesce a non perdersi

Le elezioni presidenziali americane del 2004 furono elezioni in tempo di guerra. Roba seria e forte. Si discuteva dell’esistenza in vita di una cultura e di un modo di essere del sistema occidentale e delle sue alleanze politiche e militari, non dell’acconciatura della splendida e fatale Sarah Palin o delle vaghezze speranzose dello charmoso Barack Obama.

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Il cantico francese del prof. Ratzinger

Secondo il Papa, che ha tenuto venerdì un discorso bello e profondo nella patria del razionalismo filosofico moderno, l’universalità è un tratto che appartiene sia a Dio sia alla ragione umana aperta verso il mistero o il trascendente.

Leggi Seminato dal logos, l’umanesimo europeo fiorisce nei chiostri, il discorso di Benedetto XVI a Parigi

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Che tipi strani, gli americani votano sulla vita

Chissà perché in America il primo confronto tra i candidati alla Casa Bianca è stato affidato alle cure di un pastore evangelico, il capo della Saddleback Church, per parlare di come si crede, di come si prega, di come si vive e convive con il proprio Dio e con quello degli altri nel fuoco di una campagna presidenziale.

Leggi Alzati e combatti - Il discorso di McCain - Leggi Sonnecchia Obama, spunta Sarah di Giuliano Ferrara - Leggi il commento di Christian Rocca - Leggi il commento di Stefano Pistolini

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Sonnecchia Obama, spunta Sarah

Dove sonnecchia l’uno, spunta l’altra. Sarah Palin, la nostra Dea della fecondità che apparve in marzo a incartare il Foglio per nutrire di immagini e idee la campagna contro l’aborto, ha risvegliato l’America il giorno dopo che Barack Obama, il nostro predicatore preferito i cui discorsi sul Cristo della politica e il dovere educativo dei padri avevamo pubblicato integralmente e fiduciosamente, l’aveva addormentata.

Leggi Sarah è una Obama al quadrato di Christian Rocca - Guarda il video del discorso di McCain - Leggi il testo - Guarda il video del discorso di Sarah Palin - Leggi il testo

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Giù le mani da Sarah Palin, deficienti

Il video e il testo del discorso della vice di McCain alla convention repubblicana

L’attacco a Sarah Palin è partito subito: automatico, ideologico, risentito. E’ stato particolarmente violento, sessista, moralista. “Non si può avere una quantità di figli e lavorare per il paese”. “Non si può andare in ufficio tre giorni dopo il parto”. “Forse il figlio Down non è suo”.

Guarda il video del discorso di McCain

Ed è subito Sarah - Guarda il video del discorso

Leggi il discorso integrale

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W., non cincischiare: qui serve la legge antiorigliamento

Guardiamo il dettaglio, e il diabolico che come sempre è chiuso nel dettaglio. Walter Veltroni dice da Denver, Colorado, che Romano Prodi fa bene a rigettare la solidarietà pelosa di Silvio Berlusconi per quella storia piccina piccina e umanissima di intercettazioni & raccomandazioni, perché “sarebbe bastato che Panorama non pubblicasse i nastri".

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Dal Foglio del 4 febbraio 2008

Propongo un patto (impossibile) contro i colpi bassi.

Propongo un patto (impossibile) contro i colpi bassi a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.

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Fate un vero partito democratico, sennò ridateci i comunisti

Qui Quo Qua alla corte di Re Obama. A me fanno simpatia. Veltroni, Rutelli, Fassino:  una settimana a Denver, Colorado. Normali relazioni internazionali del più grande partito dell’opposizione italiana. Visita di cortesia alla star democratica mondiale che cerca di diventare presidente degli Stati Uniti. Forse qualcosa di più.

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Non mi fido, ma Tremonti è proprio ganzo

Dal Foglio del 16 giugno 2008

Non riesco ancora a capire se in generale abbia torto o ragione. Propendo all’ingrosso per il torto. La sua verve apocalittica mi mette in sospetto. Questa evocazione della paura.

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Per Bush è stata una buona estate. E per noi?

Arriva la ripresa, dopo una mediocre estate piena di vago scontento. L’economia americana, se non sbaglio, va un po’ meglio di quella europea, almeno in termini di crescita e di controllo dell’inflazione.

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Dal Foglio del 10 marzo 2008

Benedetto XVI invita la chiesa a ballare con i lupi

Benedetto non delude mai. La sua sprezzatura mette di buonumore. Ma il suo buonumore è ferrigno.

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Mi sbaglierò, ma vedo una certa caduta liberal

Alemanno ha riposto già il piccone, Fini è un calendario vivente di ricorrenze progressiste e va in vacanza a Capri, Berlusconi vuole concertare anche e soprattutto con la Cgil.

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Liberi perché morti, morti perché liberi

Note sulla sofistica di Pannella e su un’incresciosa polemica tra cattolici

Solo un sofista come Pannella, drogato della propria urina come l’eroe di Ulisse s’inebriava del rognone di castrato, può assimilare la supplica di Wojtyla morente al testamento biologico. La preghiera di passare da una vita a un’altra, e di tornare alla casa del padre trasmigrando da un mistero in un altro mistero, così come di lì si era nel mistero venuti, e tutto questo perché sia fatta la sua volontà, non la tua, è palesemente il contrario del capriccioso potere legale di negare la vita, rinunciare alla vita, in nome del fatto che si presume di possederla.

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Riparliamo di concupiscenza

Ripubblichiamo l'articolo con cui Giuliano Ferrara l'8 luglio 2006 introduceva la serie di saggi brevi sulla concupiscenza. Per tutto il mese di agosto il Foglio.it ne riproporrà uno al giorno.

Leggi l'articolo di Ferrara. Clicca qui per leggere il primo saggio, Parliamo della vecchia, cara concupiscenza carnale di Camillo Langone

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Una legge impossibile per Eluana Englaro

Da un momento all’altro Beppino Englaro, con il conforto dei suoi stimabili amici della consulta bioetica, fior di medici biologi e professori che la pensano diversamente da me o dalle suore o dai vescovi sul ciclo finale della vita di persone prive di coscienza, potrebbe interrompere la nutrizione di sua figlia Eluana.

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Ferrara, Veltroni e il futuro del Partito democratico

Lettere sul Pd: la fine di un sogno?

Leggi Addio a Veltroni e al suo sogno di Giuliano Ferrara, da Panorama del 25 luglio.

Leggi la risposta di Veltroni, Veltroni rivendica il Pd e raccoglie i cocci del CaW

Leggi Caro Walter, l'idea era buona ma il tuo Pd è una delusione di Giuliano Ferrara

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Caro Walter, l’idea era buona ma il tuo Pd è una delusione

Per recuperare credibilità (e potere) non basta prendersela col Cav.

Il segretario del Partito democratico ha gentilmente replicato ieri nel Foglio a un mio commento pubblicato da Panorama, del che lo ringrazio. Mi dicevo stupefatto perché il progetto incarnato dalla sua leadership è in disarmo.

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Le scimmie, la persona umana e lo zoologicamente corretto

La vicenda ideologica e militante dell’animalismo radicale va seguita meglio di quanto non si sia finora riusciti a fare, per la semplice ragione che l’amore portato al concetto di animalità o di vivente non umano, compresa la mistica del romanticismo verde, è direttamente proporzionale al disprezzo per la persona umana di cui il nostro tempo è testimone.

Leggi La scimmia col gilet è una caricatura. E sfocia nell’eugenetica di Giuseppe Sermonti

Leggi Perché Zapatero è così attratto dai diritti dello scimpanzé di Edoardo Camurri

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Oggi il Senato decide quando discuterà del conflitto di attribuzione

I due padri di Eluana e il dramma della libertà

Il pensiero di Vito Mancuso sul caso Englaro e le glosse dell'Elefantino

Leggi La scelta sulla propria vita è conforme al volere di Dio. Il dramma è che in questo caso manca di Vito Mancuso.

Leggi la risposta di Giuliano Ferrara, L'esercizio della libertà individuale è il problema, non la soluzione.

Leggi Un voto per Eluana

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L’esercizio della libertà individuale è il problema, non la soluzione

Perché esistono il bene, il male e la scelta tra i due. Il professore non sempre ti lascia scampo, ma da qui non si scappa

Mi permetto, “per amore”, qualche glossa alle osservazioni del teologo e nostro collaboratore Vito Mancuso (1). La questione posta dalla sentenza che autorizza la disidratazione del corpo di Eluana, e la sua messa a morte, ci appassiona tutti.

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Nessuno muoia di sete per necrofila secolarista

Acqua per Eluana Englaro

Sul sagrato del Duomo di Milano è decente ed è umano che vengano deposte bottiglie d’acqua

Acqua per Eluana Englaro. Da oggi, dai prossimi giorni sul sagrato del Duomo di Milano è decente ed è umano che vengano deposte bottiglie d’acqua. Non c’è da discutere, c’è solo da protestare la compassione. C’è solo da protestare.

Leggi Su Eluana la procura prende tempo, due nuovi appelli portatori d’acqua

Leggi Un voto per Eluana

Leggi Così i portatori d'acqua per Eluana lasciano bottiglie vicino al Duomo

Leggi l'intervista di Giuliano Ferrara su Avvenire

Leggi La sete di Eluana

Leggi Eminenza, non è che non sappiamo più dirci cristiani?

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Eminenza, non è che non sappiamo più dirci cristiani?

L'articolo del cardinal Tettamanzi e la replica dei medici cattolici

Lo stile di certi uomini di chiesa è ammirevole per tatto e ritegno, questo è sicuro, ma non so quanto efficace allo scopo di conservare la fede e di dare buone battaglie.

Clicca qui e leggi l'articolo del cardinale Dionigi Tettamanzi su Avvenire

Clicca qui e leggi No, caro Elefantino, la lettera a Giuliano Ferrara dell'Associazione medici cattolici italiani

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Dall'Elefantino di giovedì 26 giugno

Novità e paradosso, il partito modernizzatore all’americana ora lo fa D’Alema

Con Veltroni che non fa altro che smentire se stesso, e confermare invece un giudizio diffuso sulla sua inabilità alla leadership politica forte, sulla sua volatilità, D’Alema si permette ben altro che analisi sofisticate.

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L'editoriale di Giuliano Ferrara

Col fighettume liberal non si tiene in pugno il mondo

Lo spartiacque di questi anni è proprio l’Iraq, con tutto il giudizio sull’amministrazione Bush

L’intellettuale europeo, più o meno scettico, più o meno pacifista, più o meno smagato, è contro Bush, contro la guerra in Iraq nonostante i suoi ormai evidenti effetti di stabilizzazione e controffensiva strategica, insomma non vuole combattere la buona battaglia e il vero nemico terrorista e radicale islamico, vuole corteggiare l’Iran e votare Obama a quattro mani.

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Lettera al Cav. su due militanti pro life

Lettera indirizzata al presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi; al vicepresidente, Roberto Formigoni; al coordinatore, Denis Verdini; e, per conoscenza, al Collegio nazionale dei probiviri dello stesso partito, e al Collegio della regione Veneto.

Il mio non era un altro partito. Infatti è già stato sciolto, è durato due mesi e mezzo, il tempo di presentare un simbolo e una lista, di diffondere ovunque possibile le nostre idee, di raccogliere centotrentacinquemila voti e ritirarsi in buon ordine per continuare a battersi in altri modi.

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Dall'Elefantino del 19 giugno

Giustizialismo e antigiustizialismo di ritorno ci condannano di nuovo al giure

Giustizialismo, antigiustizialismo e antiberlusconismo di ritorno ci condannano di nuovo alla giurisprudenza. Che noia abissale.

Oggi si riunisce il Consiglio dei ministri

Non mi fido, ma Tremonti è proprio ganzo

Non riesco ancora a capire se in generale abbia torto o ragione. Propendo all’ingrosso per il torto. La sua verve apocalittica mi mette in sospetto. Se continua così, però, finisco dritto dritto tra i sedotti di Giulio Tremonti. Il tipo è proprio ganzo.

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L'Elefantino risponde a due lettere

In uno stato di polizia l’intercettazione è la regola, in uno liberale è l’eccezione

L'abuso delle intercettazioni è una limitazione grave della libertà civile

Le intercettazioni, se usate come sostituto di vere indagini e dunque abusate, se metodo sistematico e diffuso di ricognizione investigativa a raggiera o a pioggia, sono in sé, a prescindere dalla pubblicazione delle trascrizioni, una limitazione grave della libertà civile.

Clicca qui e leggi l'editoriale di Giuliano Ferrara "Possiamo fare a meno del buco della serratura"

Clicca qui e leggi "intercettazioni a strascico"

Lettori del Foglio on line, che ne pensate? E' giusto limitare l'uso delle intercettazioni? Dite la vostra su Hyde Park Corner

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Sulla proposta del Cav. di limitare l'uso delle intercettazioni Veltroni è critico: "Così è impossibile indagare"

Possiamo fare a meno del buco della serratura

Oggi il ministro della Giustizia illustra i provvedimenti in commissione Giustizia alla Camera

Possiamo fare a meno di quelle storiacce di serie B come calciopoli, vallettopoli, furbetti del quartierino, casa Savoia, e altri pornoracconti scritti con le intercettazioni? Possiamo rinunciare ai doppiaggi televisivi o agli audio in v.o. (versione originale) in cui uomini di potere, marescialli, boss, professionisti della zona grigia, politici di varia estrazione e responsabilità, vengono forzosamente ricondotti al ruolo eterno di Pupi nell’opera e nel melodramma siciliani?

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Clicca qui per sapere chi è il Guardasigilli più giovane della storia repubblicana

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Eppure è l'intelligenza fatta città

Napoli, fatti viva sennò sei molto morta

Cercasi napoletano in grado di spiegare come mai quella è l’unica area urbana al mondo in cui non si riesce a smaltire la spazzatura

Se fossi napoletano mi vergognerei di me. Non tanto per i rifiuti, per la trasandatezza fatale della città, per la brutta figura eccetera. Napoli ha sempre scambiato con il resto del mondo, che la voleva scioccamente sorridente, un suo ghigno indecoroso che mi piace, che affascina ed è regale anche quando è laido, puzzolente. Mi vergognerei piuttosto per la totale assenza di una classe dirigente e per l’indulgenza con cui la città accetta di essere trattata, in mancanza di alternative, come una appendice coloniale fastidiosa e riottosa.

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Trent'anni dopo

Dimenticare la 194 e combattere l'aborto

Perché l'aborto è primitivo, arcaico, barbarico e indegno. E la legge non c'entra

A pochi giorni dall’assassinio di un leader cattolico in un carcere del popolo, trent’anni fa un’Italia torva e malata approvò la legge 194 che autorizzava l’aborto in strutture pubbliche, a certe condizioni. Una legge che attribuisce allo stato e al suo sistema di “cura” il potere di eliminare esseri umani innocenti nel grembo delle loro madri ovviamente fa schifo come istituto di diritto e come gesto civile o etico. E’ indifendibile.

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Lettera dell'Elefantino al leader dell'Udc

Caro Casini, l'ozio è il padre dei vizi, mettiti al lavoro

Una soluzione per la crisi esistenziale del partito di centro

Onorevole Pier Ferdinando Casini, con questa mia vorrei risolvere un paio di problemi seri, giovandomi della sua attenzione. Il primo problema è causato dalla sconfitta della mia lista laica contro l’aborto e per la vita, e il secondo è provocato dall’affermazione oltre lo sbarramento del 4 per cento della sua lista di partito cristiano-cattolico o democristiano.
La mia sconfitta fu utile: le questioni bioetiche, dall’aborto all’eugenetica alla fecondazione assistita alla moratoria degli aborti di stato pianificati dai dispotismi orientali, sono tornate centrali nella disputa delle idee davanti all’opinione pubblica.

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Chi si rivede, l'aborto

Ne parla il Capo dello Stato, che preferisce la rimozione delle cause materiali e il parto. Ne parlano le ministre, con accenti diversi. Ne parla autorevolmente il Papa. E il cardinale Martino è per la moratoria. E Fazio?

Chi si rivede, l’aborto. Il Capo dello Stato ha risposto alla lettera della giovane che voleva abortire ma non aveva i soldi per farlo, e poi è tornata sulla sua decisione dicendo che comunque allo stato l’alternativa tra un figlio e una interruzione volontaria di gravidanza non è molto chiara, in termini di politiche pubbliche. Napolitano ha fatto bene la sua parte, e le ministre del governo si sono messe sulla sua scia, più interventista e antiabortista la Giorgia Meloni, più attenta alla difesa della 194 la Mara Carfagna. Intanto il Papa, ricevendo i volontari del Movimento per la vita, ha ripetuto la tradizionale condanna delle legislazioni abortiste, 194 compresa, della chiesa cattolica.

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Per il primo Consiglio dei ministri

Inquadrali e svergognali, una proposta per Maroni

Mi permetto di insistere, onorevole ministro Maroni. Forse c’è qualcosa di meglio da fare che non ricominciare a pasticciare con le norme sulla sicurezza. Qualche correttivo sarà forse urgente, e sono certo che al Viminale penserete con serietà alle misure migliori e più equilibrate, ma occorre limitarsi.

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A trent'anni dall'assassinio del presidente della Dc - Dal Foglio del 10 maggio

…l’addio alla Repubblica di Montini e alla pietà laica e cattolica (seconda parte)

Intanto però due coincidenze simboliche nessuno le nota, e invece sono notevoli. La prima è che subito dopo il sacrificio della vita di Moro, dopo il lancinante dibattito sul valore di una vita in rapporto ad astratti principi, una specie di tragica prova generale dell’etica pubblica nazionale, si aprirono le porte della legislazione all’aborto di massa indifferente, e da allora ad oggi cinque milioni di vite sono state sacrificate all’astratto principio dell’autodeterminazione.

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A trent'anni dall'assassinio del presidente della Dc - Dal Foglio del 10 maggio

L’affaire Moro e il gioco delle coincidenze simboliche incrociate... (prima parte)

Clicca qui a fianco per vedere e ascoltare l'editoriale di Giuliano Ferrara

Ieri mattina me ne stavo andando in campagna e mi sono accorto con un trasalimento che trent’anni prima, il 9 maggio del 1978, nella stessa ora in cui adesso viaggiavo in autostrada stavo passeggiando per via delle Botteghe Oscure, direzione piazza Argentina, provenienza il palazzone della direzione del Pci, e accanto a me, nella via Caetani che incrociavo, c’era il cadavere di Aldo Moro composto nel bagagliaio della Renault R4 rossa, dove il presidente della Dc era stato ammazzato al mattino in un garage della periferia romana con una mitraglietta skorpion silenziata. Moro fu ucciso in esecuzione di una sentenza di un tribunale del popolo, eretto dalla direzione strategica delle brigate rosse, dopo cinquantacinque giorni da quel rapimento che risultò nell’unica vera grande tragedia della storia della Repubblica italiana, e il sigillo della sua fine.

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Mi sbaglierò, ma vedo una certa caduta liberal

Alemanno ha riposto già il piccone, Fini è un calendario vivente di ricorrenze progressiste e va in vacanza a Capri, Berlusconi vuole concertare anche e soprattutto con la Cgil (come racconta il cronista politico Augusto Minzolini), Bossi è così soddisfatto di averlo messo in quel posto a Casini che i suoi fucili spareranno bipartisan con la competenza sorniona di Maroni: insomma tutto sembrerebbe a posto o, come titolò un suo memorabile articolo il compianto Valerio Riva, il giorno dopo la caduta della rossa Bologna, “le lasagne sono sempre pronte”, e voleva dire che nulla sarebbe cambiato nella dotta rossa e grassa città.

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La moratoria di Sandra e gli altri prigionieri

Siamo contenti. Ora ci sono migliaia di bracci della morte da aprire

Sono contento, siamo contenti, che la rispettabilità sociale dell’aborto sia in calo. Contenti che Sandra abbia imposto a se stessa, con l’aiuto di suo marito, una piccola moratoria di valore assoluto. Contenti, noi che all’aborto abbiamo mancato di rispetto, ma contenti fino a un certo punto. Repubblica si conferma un giornale serio, reattivo. Ci mette a conoscenza della storia di Sandra, la ragazza sposata, che concepisce e ama l’idea di avere un figlio, ma guadagna poco e pensa di non poterselo permettere, dunque fissa la data dell’aborto presso un ospedale dell’area Vesuviana cioè dell’altra Gomorra, poi scrive a Napolitano e va sui giornali chiedendo aiuto, denunciando la sua situazione, infine decide per il meglio, si commuove perché durante un’analisi sente l’infinitamente piccolo respirare all’unisono con lei, rinuncia ad abortire la sua creatura, incassa una vasta solidarietà, rinuncia ai talk show e rientra nel privato.

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Anticipazione del Foglio del 4 maggio

La moratoria di Sandra ha un valore assoluto

Siamo contenti, ma ci sono migliaia di altri prigionieri da liberare. Credete

Sono contento, siamo contenti, che la rispettabilità sociale dell’aborto sia in calo. Contenti che Sandra abbia imposto a se stessa, con l’aiuto di suo marito, una piccola moratoria di valore assoluto. Contenti, noi che all’aborto abbiamo mancato di rispetto, ma contenti fino a un certo punto. Repubblica si conferma un giornale serio, reattivo. Ci mette a conoscenza della storia di Sandra, la ragazza sposata, che concepisce e ama l’idea di avere un figlio, ma guadagna poco e pensa di non poterselo permettere, dunque fissa la data dell’aborto presso un ospedale dell’area Vesuviana cioè dell’altra Gomorra, poi scrive a Napolitano e va sui giornali chiedendo aiuto, denunciando la sua situazione, infine decide per il meglio, si commuove perché durante un’analisi sente l’infinitamente piccolo respirare all’unisono con lei, rinuncia ad abortire la sua creatura, incassa una vasta solidarietà, rinuncia ai talk show e rientra nel privato.

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Che fa l’Anarca? Lascia o raddoppia?

Pupi nel braccio della morte

Sandra fissa la data dell’aborto, perché non ha reddito. La data coincide con il giuramento del governo. Il ministro straccia la legge 40 e ci lascia un’alternativa: selezione in vitro

Sandra, una donna dell’area vesuviana intervistata ieri da Laura Laurenzi su Repubblica, mette giù dura la faccenda delle cause materiali dell’aborto, troppo “delicata” per discuterne in campagna elettorale, e che nessuno in trent’anni ha voluto porre al centro di un grande piano per la vita, per la maternità e contro la morte in pancia procurata. Sandra è spicciativa, fino all’inumanità verso se stessa e verso la propria creatura. Ho fissato la data dall’aborto, dice, perché con il mio compagno mettiamo insieme un reddito di 1300 euro mensili, e non possiamo permetterci un bambino.

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Anticipazione del Foglio del 1 maggio

Pupi nel braccio della morte

Sandra fissa la data dell’aborto, perché non ha reddito. La data coincide con il giuramento del governo. Che fa l’Anarca? Lascia o raddoppia? Il ministro straccia la legge 40 e ci lascia un’alternativa: selezione in vitro

Ci siamo. E’ arrivata l’anarchia etica. Centoquarantamila elettori antiabortisti sono pochi, ma adesso il Parlamento, il governo e il capo dello stato dovranno sbrigarsela comunque, anche senza quella trentina di deputati mancati della lista pazza che sanno come stanno le cose per diretta esperienza, sebbene non siano particolarmente ferrati in materie come la privatizzazione dell’Alitalia.

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Un 25 aprile disastroso

Le secessioni incalzano: il buffone, i faziosi, i fischiatori. Tutti in piazza

A Torino il trionfo del qualunquismo nella forma spettacolare e come al solito di grande successo della ciarlataneria, che fa ombra sulla cerimonia istituzionale, composta come in una bara su altra piazza, mentre echeggiano gli insulti al sindaco e al presidente della Repubblica. A Genova i fischi all’arcivescovo Angelo Bagnasco, un sereno uomo di chiesa travolto dall’intolleranza che si traveste da resistenza laica. A Milano polemiche belluine per l’assenza del sindaco Letizia Moratti, maltrattata la volta scorsa insieme con il padre invalido: con quella sciagura da Nobel della famiglia Fo-Rame in lacrime di disperazione per la vittoria di Berlusconi.

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I primi giorni del terzo Cav.

Vita agra al Castello - Versione integrale

Il re si dice afflitto, minaccia sorprese, rivendica il suo potere. Che cosa c’è sotto? Problema: Tremonti troppo forte, Letta troppo debole. Il ballon d’essai del Cav.: Giulio agli Esteri, Luca all’Economia

Tremonti e Letta. Letta e Tremonti. Sono giorni di afflizione, ha detto Berlusconi. Forse ci saranno sorprese, ha anche detto. Decido io, ha ripetuto più volte parlando con il mondo della finanza e delle imprese. Che cosa significano queste tre frasi? Penso di saperlo, più o meno. L’afflizione non deriva dai dettagli: Berlusconi è capace di affliggersi, quando si fanno le liste per Camera e Senato, anche per un qualche diniego periferico che è costretto a opporre a desideri intensi di rielezione.

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Anticipazione di un lungo articolo dell'Elefantino sul Foglio del 25 aprile

Vita agra al Castello

Il re si dice afflitto, minaccia sorprese, rivendica il suo potere. Che cosa c’è sotto? Problema: Tremonti troppo forte, Letta troppo debole. Il ballon d’essai del Cav.: Giulio agli Esteri, Luca all’Economia

Tremonti e Letta. Letta e Tremonti. Sono giorni di afflizione, ha detto Berlusconi. Forse ci saranno sorprese, ha anche detto. Decido io, ha ripetuto più volte parlando con il mondo della finanza e delle imprese. Che cosa significano queste tre frasi? Penso di saperlo, più o meno. L’afflizione non deriva dai dettagli: Berlusconi è capace di affliggersi, quando si fanno le liste per Camera e Senato, anche per un qualche diniego periferico che è costretto a opporre a desideri intensi di rielezione.

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Si è svegliato?

W. a Repubblica en provocateur

Niente autocritica. La colpa è di Prodi

Singolare coincidenza Foglio-Repubblica. Noi abbiamo fatto le cifre economico fiscali, e definito la cornice politica, della presa del potere di Berlusconi sulle macerie del governo Prodi. W. su Repubblica ha finalmente detto: niente autocritica, la colpa è di Prodi.

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Dal Foglio del 18 aprile

Chi ha perso le elezioni? Prodi, Padoa-Schioppa e Visco. O no?

Il mistero glorioso di cui non si parla

Sulla valanga elettorale che ha consegnato l’Italia a Berlusconi e a Bossi si fa molta sociologia, molta semiologia. Ma il mistero glorioso di cui non si parla, e che spiega la sostanza delle cose, è tipicamente politico e tipicamente economico.

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Dopo la sconfitta pazza

Lettera di amicizia ai compagni di lista, a chi ha speso soldi, tempo, energia...

Oggi scrivo io. Scrivo alle amiche e agli amici che hanno speso il loro tempo, il loro denaro, le loro energie, la loro faccia nella battaglia elettorale per la vita e contro l’aborto. Li ringrazio e voglio loro un gran bene. So che continueranno come continuerò io a pensare le cose che ci siamo dette in tante riunioni belle e che valeva la pena di tenere.

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L'elefantino in versione integrale

Rovesciate la frittata

Totti, Clooney e Ronaldinho? No, grazie. Per alcune ragioni serie abbiamo pensato che sarebbe stato utile inserire una questione importante nella campagna più grottesca della nostra storia. Fatto

Il gran finale della corsa commerciale alla Casa Rosada è degli sponsor, Totti e Clooney e Ronaldinho, gli idoli polemici della vigilia. Era inevitabile, dopo le donne orizzontali, il sesso nei parchi, la cordata, la grafica delle schede e altre bellurie di nuova e vecchia stagione. Quando scarseggiano le idee e le passioni significative, quando la politica si veste per la festa della propria insignificanza, questo succede. (Ma quello che avete appena letto è l’attacco moralistico del pezzo. Ora ne scrivo un altro, un poco più sobrio o almeno di tono politico).

***

E’ il momento delle grandi scelte, due visioni di questo paese e del suo futuro sono nelle mani degli elettori. Veltroni e Berlusconi... no, non mi viene. (C’è qualcosa che non va. Devo trovare un’altra soluzione per l’attacco, che è sempre la parte più difficile di un articolo. Chissà che non funzioni ancora l’apocalittica all’italiana, il comunismo di Veltroni o il conflitto di interessi del magnate dei media... no, non funziona).

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In morte del conflitto di interessi

Non è un argomento per vincere, dunque non esiste più

Cinici va bene. Politicanti anche. Ma fino a che punto? Vi sarete accorti che il conflitto di interessi del magnate dei media, inteso come idea guida tormentosa e radicale, come febbrile termometro del carattere e dell’autenticità della democrazia italiana, è scomparso completamente dall’agenda politica e culturale di questo paese. Se ne occupa ormai qualche fissato, qualche Pancho Pardi. Ma i pezzi grossi della politica, della cultura e dell’informazione hanno dimenticato questa epocale battaglia, questo orizzonte intrascendibile di lotta, di mobilitazione, di impegno appassionato. In un attimo.

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Fumogeni, equivoci e voti

A Rosy, al giornalista collettivo, al Cav., ai vescovi, ai lettori

Cara Rosy Bindi, a Firenze lei ha dichiarato che due libertà sono in conflitto, quella di abortire e quella di obiettare. Non so se sia una verità cattolica, e ne dubito, ma so che non è giusto da un punto di vista laico. Al solo scopo di combattere l’orrendo fenomeno dell’aborto clandestino, e non come mezzo di controllo delle nascite, la legge italiana 194 concede dal 1978 la possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza, a certe condizioni e soltanto nelle strutture pubbliche. Non esiste una generica libertà di aborto. Che un ex ministro della Salute e della Famiglia cada in un simile lapsus, omaggiando l’idolo libertario celebrato nelle piazze in cui si lanciano in suo onore sedie, fumogeni, pomodori e uova, è la conferma del fatto che l’aborto è diventato una convenzione moralmente indifferente e che negli ultimi trent’anni siamo scivolati in una cultura oscurantista, primitiva e barbarica. Ci rifletta laicamente, onorevole Bindi, visto che per umanità, per cultura e per fede con quella cultura lei non ha o non dovrebbe avere niente da spartire. Senza rancore.

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L'editoriale dell'Elefantino, lettera dal tour elettorale

Non ho bisogno di spot

Una volgarità segno di rimbambimento intellettuale e ottusità morale

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Il tour elettorale dell'Elefantino

Livorno e Firenze, apoteosi

Contestazioni durissime e insulti geniali, streghe e comizi riuscitissimi

Il tour elettorale va avanti imperterrito, mi trascino una prostata in fiamme di città in città. Grandioso flop a Torino, ma eroico, abissale. Pioggia e grandine in piazza Castello. Una ottantina di persone riunite sotto i portici della biblioteca reale, a palco abbandonato con le sue bandiere fradice. Altrettanti contestatori dei centri sociali lasciati lì nella pioggia nelle mani capaci della guardia regia, che ha evitato la carneficina. E andavano su e giù, davanti al Palazzo Reale, mentre noi parlavamo dai gradini della biblioteca, senza microfono. Calore e passione, che nel caso dei flop si moltiplicano. Poi iniezione di antibiotico e via a Biella, al museo del territorio: nuovo flop, ma confidenziale.

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Scioperi per la morte e scioperi per la vita

I disabili chiedono cure, Napolitano rompa la catena di indifferenza

Non molto tempo fa Piergiorgio Welby, un uomo molto malato e sofferente, scrisse una lettera a Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, in cui chiedeva il diritto di essere aiutato a morire con la desistenza terapeutica, contro ogni accanimento. Il presidente Napolitano si rivolse immediatamente al Parlamento e all’opinione pubblica, esigendo attenzione e riguardo per il diritto di morire. Giornali e televisioni rilanciarono con estrema forza il doppio messaggio, di Welby e di Napolitano, e l’Italia fu inchiodata per mesi a una storia dolente incentrata sul desiderio di buona morte.

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Vorrei che Scalfari mi aiutasse a risolvere un enigma

Niente fa scandalo di quanto viene dal mondo cattolico. E’ tutto nuovo e strano

Vorrei che Eugenio Scalfari mi aiutasse a risolvere un piccolo enigma. Quando presentai l’idea di una lista elettorale per la moratoria scrisse su Repubblica che quella lista sarebbe stata una dichiarazione di guerra della Conferenza episcopale alla Repubblica italiana. Io lo presi in giro bonariamente, perché il suo articolo fu pubblicato nella stessa domenica in cui il quotidiano dei vescovi iniziava lo stillicidio di cortesi prese di distanza dalla lista di opinionisti e autorità varie del mondo cattolico. Poi il fondatore si tacque, e non se ne è saputo più nulla di quella dichiarazione di guerra che avrei presentato per conto terzi. Si è distratto, il mio vecchio amico e nemico?

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APOLOGIA DI UNA CONVERSIONE

Il musulmano e l'acqua santa. Incanto barocco, gesto coraggioso

Pasqua tempestosa in San Pietro. Liturgia latina fitta del suo mistero, assediata dalla nebbia nel giorno della resurrezione, dopo le ombre cinesi del venerdì santo e della via crucis. E nel cuore del triduo, nel passaggio simbolico dalle tenebre alla luce dopo la processione dei ceri pasquali, la frustata della fede come incanto barocco dopo le arcate razionali di Ratisbona.
La conversione al cattolicesimo del laico musulmano Magdi Allam, il suo battesimo come Cristiano, è stata un grande fatto pubblico, amministrato con coraggiosa saggezza dalla chiesa e dal suo nuovo fedele. Spero che le eventuali ripercussioni polemiche (non voglio pensare adesso a un sovraccarico di violenza intollerante contro l’apostasia) saranno fronteggiate con altrettanta saggezza e altrettanto coraggio.
Buon viaggio a Magdi Cristiano nella difficile traversata che lo attende: è stata una festa per ogni vero libero pensatore vederlo sulla tolda dell’ammiraglia della chiesa universale, nella notte davvero universale per tutti i cattolici, quella della Pasqua di resurrezione, mentre il capitano gli asperge la testa di acqua benedetta.

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Per Adriano e il suo “Contro Giuliano”

Vecchie frasi di Langer, in attesa di un “Contro Alex”

Al direttore - Ho trovato sul Web un’interessante, a me pare, doppia dichiarazione del compianto eurodeputato Alex Langer. Che, probabilmente, fosse ancora tra noi fisicamente, appoggerebbe la sua moratoria, viste le cose che diceva venti e più anni orsono.
Lorenzo Fazzini, Verona

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Cose pazze della lista pazza

Prima assoluta, l'Elefantino vignettista

Ovvero la risposta a Vincino

Puro cinismo travestito da pennacchio ideologico

Facciamo un po’ di semiologia spiccia, interpretazione dei segni. Scrive Adriano Sofri nel suo pamphlet “contro Giuliano” che “moratoria”, l’estensione di quel termine dalla pena di morte all’aborto, è un furto con destrezza. Lo si può pensare solo a patto di stabilire con sicurezza che la “stringente analogia” (Angelo Bagnasco) tra pena di morte e pena d’aborto non sia tale. Invece l’analogia tiene. E analogia non è un piatto paragone né l’affermazione di una sola identità per due cose diverse: analogia vuol dire che due cose diverse possono e devono essere considerate alla luce di uno stesso principio logico. Questa operazione logica prima di me l’ha fatta il filosofo e giurista laico Norberto Bobbio, nel 1981. Bobbio era un nemico del giusnaturalismo, che considerava un’anticaglia reazionaria. Trattava Leo Strauss, mio maestro giusnaturalista, con degnazione e fastidio. Era liberale e socialista. Era un positivista giuridico, pensava che il diritto positivo è autosufficiente entro certi limiti, che non esistono questioni non negoziabili. Eppure quell’analogia la stabilì con parole non equivocabili, dicendo (letteralmente) di essere favorevole alla difesa intransigente del diritto alla vita del nascituro per le stesse ragioni per cui era contrario alla pena di morte. Una perfetta analogia.

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Certi fragori, certi silenzi

Chiara Lubich, esempio di una spiritualità intimista che è lezione per noi laici

Noi laici, o quel che ne resta, siamo fragorosi e impudichi, se facciamo una battaglia di idee è sui giornali che nasce, sui giornali che muore; eppoi ci presentiamo alle elezioni o in tv, coltiviamo lo spazio pubblico come fosse il nostro orto casalingo, ci rispecchiamo in categorie obsolete come vittoria o sconfitta, consumiamo le nostre vite senza tempo per osservarle, senza tempo per scrutare nel profondo quelle degli altri, senza tempo per viaggiare nel mistero dei carismi personali, del carisma di una chiesa, nel carisma di un popolo. Siamo frettolosi, noi laici secolari o quel che ne resta. Se penso a Chiara Lubich e alle cento forme di spiritualità cristiana dentro e fuori il mondo cattolico, anche nella mescolanza come a Taizé con le correnti protestanti sopravvissute alla diaspora evangelica, penso che quel che superbamente mi dico quando sono stanco, e cioè che ho vinto comunque perché ho “imposto” la questione in cui credo, il rigetto dell’aborto moralmente indifferente come grande metafora per il ritorno di amore e buonumore sulla terra, può essere perfettamente rovesciato nel suo opposto: ho perso comunque, anche se non dovessi prendere un sacco di botte.

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Genova, bimbo ucciso per un reality

Cara Miriam, mi spiace polemizzare con te

Ma il tuo articolo su Repubblica mi ha traumatizzato

Cara Miriam, mi spiace polemizzare con te perché, per ragioni di lunga amicizia familiare, è come se polemizzassi con mia madre. Ma devo dirti che il tuo articolo di ieri su Repubblica mi ha traumatizzato. Lo trovo incredibile, ideologico in un senso disumanizzante, anche sul piano dei rapporti personali. Tu attribuisci alla mia “forsennata” campagna contro l’aborto, che spacci mendacemente come una campagna contro la 194, senza un soprassalto di riflessione e di verità che da te mi sarei atteso, il risultato di spingere le donne all’aborto clandestino. Non è decente, anche se la cosa è sussurrata in modo insinuante e riposta in una zona non troppo visibile del tuo giornale. Quello stesso giornale che, in altre pagine, si apre bene o male alla discussione onesta sulla scia del libro di Sofri “Contro Giuliano”.

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Prima di una serie di risposte al pamphlet di Sofri

Caro Adriano, Abort macht frei

Caro Adriano, rubo tempo al sonno per rispondere in campagna elettorale, dunque a rate, al tuo consistente pamphlet “Contro Giuliano”, che è una lunga lettera d’amicizia e di radicale dissenso dalle mie idee sull’aborto e il maltrattamento della vita umana. Ma ora che hai condensato in un’intervista all’Espresso ciò che pensi, è urgente una risposta da giornale a giornale entro la misura di tempo che è dei giornali. Ora che le tue idee distese e pensate, sbagliatissime epperò amichevoli, vanno in pasto al giornalista collettivo, che ne saprà fare uso acconcio, il subgiornalista individualista che io sono è tenuto a replicare.

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Dopo "Napoli, bimbo ucciso perché malato"

Genova, bimbo ucciso per un reality

Tra le clienti del ginecologo suicida c’era dunque la protagonista di un reality show. Il famoso dramma dell’aborto, che perfora coscienze abissali dentro le quali maschi e femmine antiabortisti non hanno diritto di guardare, stavolta si è risolto in una richiesta di riservatezza, in un aborto clandestino che coinvolge nella catena di morte, oltre al bambino, lo stesso ginecologo.

Napoli, bimbo ucciso perché malato. Questo fu qualche giorno fa il nostro titolo per raccontare, unici in Italia, la storia vera della morte violenta del figlio di Silvana, donna sola abbandonata dal suo maschio, accolta da un rapido certificato per aborto terapeutico causa sindrome di Klinefelter, eseguito in condizioni infernali sottoposte ad accertamento di polizia. La notizia per gli altri era l’accertamento di polizia. La sub notizia alimentata da quel mascalzone che è il giornalista collettivo, ideologo incarognito della nostra società, era l’autodeterminazione della donna violata dalla campagna terroristica di Ferrara contro l’aborto. Manifestazioni, samba femministi, tentativi di arrivare alla sede del Foglio e cha cha cha.
Poiché i fatti si accompagnano alla ragione da veri alleati, eccovi un altro titolo. Genova, bimbo ucciso per un reality.

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Le confessioni di Piersilvio

Il figliolo del Cav. confida a Vanity Fair la sua filosofia di vita

Il giovane uomo che oggi dirige le televisioni Mediaset, e che si chiama Piersilvio Berlusconi, ha un tratto personale amabile. Dicono che sia bravo e che meriti per intero la sua fortuna. Lo ricordo ragazzo, poi l’ho genericamente perso di vista, ma chi fa vita pubblica è sempre sotto osservazione. Infatti Vanity Fair lo ha sollecitato a parlare del tema del giorno: l’aborto, e con esso di quel che riguarda la visione personale dell’esistenza umana e del modo di viverla. Piersilvio se l’è cavata restituendo al settimanale della Condè Nast un suo ritratto molto ordinario, da uomo comune figlio del proprio tempo. In politica gli piacciono Daniele Capezzone e i radicali, che peraltro si piacciono ormai poco tra di loro, ma fa niente.

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Lettera rubata (dall'Elefantino)

Date un euro al povero bambino che si compri il palloncino

Il costo dei profilattici proibitivo per i ragazzi (Repubblica di domenica 9 marzo 2008)

Sui bilanci di numerosissimi ragazzi, il costo del preservativo pesa molto, anzi troppo, cinque euro. Un tipo di speculazione che riguarda una massa di ragazzi e di giovani i quali spesso debbono farne a meno perché non dispongono della somma. Sembra un problemino da poco per noi adulti, invece è un handicap serio per i ragazzi. Un grammo di lattice fatto pagare cinque euro, è incredibile, anche non conoscendo i costi dei processi industriali. Perché non distribuirlo con le macchinette automatiche con una moneta da cinquanta cent?

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Ehi, Natalia Aspesi, stavolta hai toppato forte: Juno siamo noi

La storia inequivoca di una ragazzina moderna che decide di non abortire letta con occhi foderati di prosciutto

Alla fine del film Juno suggerisce: “Bisognerebbe innamorarsi prima di riprodursi”, ed è una frase fantastica. Bisognerebbe anche pensare prima di scrivere, cara Aspesi. Il suo tentativo di salvare dalla crociata contro l’aborto il film hollywoodiano che sta per invadere i nostri schermi dopo un clamoroso successo internazionale è destinato a un grottesco fallimento, e mi dispiace perché solo uno strano panico può indurre a un’impresa ideologica e giornalistica tanto disperata. La gente che ha letto il suo articolo infatti vedrà il film, ai primi di aprile. Vedrà una ragazzina con la sua lingua di strada e i suoi deliziosi capricci pieni di buonumore e di amore. La vedrà che resta incinta. Che decide di abortire. Che va verso l’ingresso di una clinica femminista per aborti. Vedrà che incontra una ragazzina bruttacchiona e sensibile, come bruttacchioni e sensibili siamo tutti noi pro life e pro family day, tutti noi che godiamo del suo accanito disprezzo antropologico, la quale le comunicherà bruscamente che il suo fagiolino ha già le unghie.

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Queridos amigos, señoras y señores

Oración madrileña sobre la moratoria

Ecco il testo del discorso che Giuliano Ferrara ha pronunciato in spagnolo nell’aula magna dell’Università San Paolo di Madrid

Queridos amigos, señoras y señores,
que ninguna mujer podía ser legalmente obligada a dar a luz y que ninguna debería ser encarcelada por haber abortado. Fue una solución obligada y digna que hoy no sería ni justo ni posible anular y que se tomó para combatir el aborto ilegal. Sin embargo, desde entonces a hoy, el planeta ha sido golpeado con más de mil millones de abortos y una capa de desesperación ha calado en la Humanidad. Los abortos se siguen practicando con una media de 50 millones al año. Ningún anticonceptivo ha limitado el número de abortos por la sencilla razón de que el aborto quirúrgico y farmacológico se ha convertido en el anticonceptivo más utilizado. Nuestro planeta ha envejecido precozmente y la vida ha sido maltratada y deshumanizada.

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Oración madrileña sobre la moratoria

Ecco il testo del discorso che Giuliano Ferrara ha pronunciato nell’Aula Magna dell’Università San Paolo di Madrid

Cari amici, signore e signori. Molti anni fa noi occidentali abbiamo deciso che nessuna donna può essere legalmente obbligata a partorire e che nessuna donna deve essere incarcerata per avere abortito. Fu una soluzione obbligata e decente, che non è possibile e non è giusto oggi rovesciare, e che fu presa per combattere l’aborto clandestino. Ma da quel tempo ad oggi il mondo è stato sfregiato da oltre un miliardo di aborti, e una cappa di muta disperazione è calata sull’umanità. Gli aborti continuano al ritmo di cinquanta milioni l’anno. Nessun contraccettivo ha limitato il numero degli aborti, perché l’aborto chirurgico e farmacologico è diventato il metodo anticoncezionale più diffuso. Il nostro mondo è invecchiato precocemente e la vita è stata maltrattata e disumanizzata. Da quel tempo ad oggi l’aborto si è anche trasferito dal seno materno alla provetta della fecondazione artificiale. E’ diventato sempre di più aborto selettivo, dispotismo genetico, nuova schiavitù in cui una cultura forte, dominante, fiera del suo patto faustiano con il diavolo dello scientismo, decide per conto dei più deboli e indifesi tra gli esseri umani.

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Diario della lista

Forse prendo il Cav. come ministro della salute

Veltroni dice cose difficili, spiega che non gli interessa vincere e vuole rilanciare lo spirito degli anni Sessanta. Sta rasentando la sfortunata formula della “serietà al governo”, più il fumetto della bella politica, l’incontro con l’apparato e le regole di partito per adesso non gli giova: era più forte come sindaco africano. Mah. L’impressione è che sappia che la nuova stagione è rinviata a qualche anno di opposizione come dice lui, e lo nasconda appena. Il Cav. ci dà dentro con il voto utile, spiega che vincere è l’unica cosa che gli interessi e che è eticamente anarchico e insieme monarchico: miele per le orecchie degli italiani.

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Diario della gioia

Mai ho amato tanto scartoffie, burocrazia e notai

Roma 27 febbraio. Dopo una giornata grigia, con il diavolo adagiato sulla mia spalla, oggi provo brividi di piacere alla vista di un modulo. La notte mi ha portato consiglio. M’illumino d’immenso quando entra il signor Notaio e autentica una firma. Tocco il cielo con un dito allorché ripasso il manualetto intitolato “istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”. A ogni paragrafo che rinvia a un capitolo che rinvia a un dpr che rinvia a una nota, fremo di gioia. Circoscrizione per circoscrizione, lista per lista, facciamo ruotare bei nomi che saranno eletti alla Camera, e comunque saranno eletti. Scelti per aprire una strada e tenere viva una cosa morta da trent’anni: la strana idea, e molto sexy, che le cose tristi si combattono e quelle allegre si preparano, anche con la grintaccia della battaglia politica ed elettorale. Perché no?

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Nottata buona

Avanti con le liste. Sparati come siluri

E che dio ce la mandi buona

Diario dell’angoscia

Giornata di pessimismo. Che fare? Fateci sapere

Ho già detto che se anche andasse male non importa, perché è già andata bene. E che esitare genera malessere. Però un po’ esito, e ci dormo poco e un po’ mi angoscio, in mezzo a pressioni pubbliche e private, preoccupazioni motivate sulla difficoltà di tradurre in voto politico la riscoperta di una antica sapienza: liberi di scegliere, si deve scegliere contro la tristezza e la comodità del desiderio che si fa diritto in modo dispotico verso il diritto altrui. Il diritto di un concepito a diventare un uomo o una donna, non un rifiuto, uno scarto della civilizzazione. Liberi per legge di abortire, si deve scegliere contro l’aborto. Aborto? No, grazie.

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Diario della lista

Andiamo avanti, tra gioia e burocrazia. Commenti vari

Venerdì prossimo depositeremo il contrassegno della lista per la moratoria e per la vita, contro l’aborto moralmente indifferente, all’ufficio elettorale centrale del Ministero dell’Interno. Le cose burocratiche da fare sono state fatte, e le stiamo completando con fatica e puntigliosità. Un gentile sottoscrittore ha versato ben cinquemila euro, che la vita gliene renda merito, e molti altri stanno cercando di darci una mano. L’8 marzo presenteremo le liste, e nel pomeriggio, con l’aiuto dei tanti che decideranno di venire, manifesteremo a Roma per le donne e per la vita.

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Aborto, la bandiera segreta

Qui si svela perché quasi tutti i progressisti non accettano il confronto

C’è da domandarsi: ma perché lo fanno? Perché “Giuliano il mammano”? Perché l’ossessivo “la 194 non si tocca”? Perché “le donne non sono assassine”? I progressisti, dal lancio della moratoria a fine dicembre e particolarmente ora che la moratoria per l’aborto si affaccia sulla scena o sceneggiata politica con una sua lista pazza, non hanno accettato un onesto confronto. Hanno lanciato anatemi, descritto per quel che non è e deformato fino al grottesco la posizione avversaria, si sono perfino inventati una montatura giornalistica sul caso dell’aborto di Napoli, che si è ritorta contro di loro.

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Auguri di buon lavoro ai radicali e ai cattolici democratici

Estratto di un editoriale che sarà pubblicato sul Foglio di domani

I radicali si sono accasati accanto ai cattolici, un po’ sconcertati, nel Pd. Facciamo agli uni e agli altri auguri di buon lavoro. La moratoria e la lista sono diversi dalla piattaforma radicale come il giorno dalla notte, ma i radicali hanno passione, la esprimono in forme spesso ricattatorie e non sempre limpide, ma la esprimono. Dunque buon lavoro. E i cattolici democratici, stretti tra una combattiva Binetti e una minacciosa Bonino, non passano giorni lieti, ma sapranno tirarsi fuori dall’impiccio con la forza dei loro “valori”.

Il nostro caos calmo

Come partoriamo la lista pazza per la vita

Primo magico errore. Ieri abbiamo pubblicato in prima pagina l’assegno milionario (in lire) con l’intestazione sbagliata a una vecchia società. Corretto rapidamente. I soldi versati per promuovere la lista pazza andranno come da regola a un conto dell’Associazione per la difesa della vita presieduta e legalmente rappresentata da Giuliano Ferrara.

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Caro Cavaliere, caro Fini, caro Bossi

Caro Cavaliere, caro Fini, caro Bossi – Avevate pieno diritto di rifiutare la collaborazione con la lista per la vita e contro l’aborto. E lo avete fatto. Noi cercheremo di andare da soli in tutte le circoscrizioni della Camera e in tutte le regioni per il Senato, esclusa la Lombardia dove c’è Formigoni candidato, e di lui ci fidiamo anche per il suo gesto di limpida generosità verso la nostra battaglia.

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Caro Magris, non siamo mai andati d’accordo. Ma io ho cambiato pelle

Con Magris non siamo mai andati d’accordo. Questione di pelle. Ma io ho cambiato pelle. Non m’importa che abbia messo nel suo fondo sul Corriere un giudizio aspro e indiretto su un Giuliano Ferrara che non esiste, uno scalmanato adoratore delle piazze e della rissa.

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L’Otto marzo tutte e tutti a Roma: per le donne e per la vita.

L’Otto marzo tutte e tutti a Roma: per le donne e per la vita. Chiederò a Giovanni Lindo Ferretti di suonare e cantare come sa. A Paola Bonzi di raccontare che cosa significa combattere la solitudine di una donna di fronte al rifiuto di maternità, di fronte all’abbandono maschile e all’indifferenza sociale. Chiederò a Mario Melazzini di dirci perché i malati vogliono essere aiutati a vivere e aiutarsi a vivere, perché non sono particolarmente interessati al diritto di morire, che tutti abbiamo già.

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A cosa rinuncio e cosa ne guadagno. Mica poco

Non so come andrà a finire, questa storia della moratoria e della lista pazza, ma so come è cominciata. Con una salutare rinuncia. La rinuncia per otto giorni al cibo solido, tranne qualche noce, tra Natale e il primo dell’anno. Poi ho rinunciato alla pennichella, quei trenta o quaranta minuti di siesta nel letto nuziale abbandonato da mia moglie perché russo, dolce abitudine contratta da qualche anno, due-tre anni (“Non sei né giovane né vecchio, ma è come se dormissi dopo pranzo sognando di entrambe queste età”: sono versi di Marlowe, credo, citati da Eliot, che mi hanno sempre incantato, fin dall’adolescenza).

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Caro Francesco Merlo, non credo tu voglia far tacere la verità

Caro Francesco Merlo, è sabato ore 8 e trenta del mattino. Sono a Fiumicino. In partenza per Genova, e saranno parole. Poi Albenga, e saranno parole. A me il silenzio piace. Ma tu chiedi quel silenzio, quello lì, il silenzio sulla verità. Come faccio?

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La verità e la tv. Lettera a Pannella

Caro Pannella, questa mattina hai fatto una tremenda scenataccia in tv, a Raiuno, perché non ho accettato di discutere con te di aborto. Duilio Giammaria e la sua collega Elisa Ansaldi erano sconcertati dalla tua violenza verbale. Io invece la capivo. Hai dato scandalo perché pensavi che io rifiutassi di parlare con te della questione decisiva che ci divide aspramente. Ma non è così, e te lo spiego.

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