Tempo di bilanci per Obama

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. New York, Atlantic, Point, Tiempo, Time, New York Times Magazine.
Tempo di bilanci per Obama

 

Il doppio mandato presidenziale di Obama sta per finire e inizia il tempo di bilanci. Arrivano per primi sul tema il magazine New York, che dedica un numero intero a commenti e riflessioni in parte scritti dal presidente in persona e soprattutto vince il premio di miglior copertina del mese.

 

 

 


 

 

Lo storico settimanale americano in quasi 160 anni di vita ha dato il suo endorsement solo a tre candidati presidenti: Abraham Lincoln, Lyndon Johnson e, questa settimana, a Hillary Clinton. La ragione è che il suo avversario, Donald Trump, è “un demagogo, uno xenofobo, un sessista, un ignorante e un bugiardo. E’ spettacolarmente inadatto alla carica e gli elettori dovrebbero agire in difesa della democrazia americana e votare il suo avversario”.

 

 


 

 

Il miglior programma politico per le elezioni francesi nel 2017? Il thatcherismo. Così il magazine Point sorprende tutti e mette l’ex primo ministro inglese in copertina, dicendo che il liberismo è la ricetta giusta per una Francia che “oggi assomiglia al Regno Unito del 1979”. All’interno, un atlante del thatcherismo gallico, molto promettente.

 

 


 

 

Il leader conservatore spagnolo Mariano Rajoy sembra aver vinto la sua ultima battaglia: adesso che il rivale storico, il Partito socialista, è messo in ginocchio dalle divisioni interne, la strada per il governo sembra ormai spianata. Ma Rajoy potrebbe puntare a qualcosa di più, anche se questo significa nuove elezioni.

 

 

 


 

 

I Caschi bianchi, gruppi di volontari siriani addestrati per soccorrere la popolazione colpita dai bombardamenti, sono stati nominati al Nobel per la Pace e sono diventati un elemento costante del ciclo delle news adesso che, nell’assedio di Aleppo, i civili muoiono a migliaia sotto le bombe russe e siriane. Il Time ha dedicato loro la copertina.

 

 


 

 

Copertina invitante e foto al solito immaginifiche per il numero del magazine del New York Times dedicato al cibo, e più precisamente alla “grandeur” dell’industria del cibo odierna. Seguono inchieste sulle malefatte presunte di Big Food.

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