La passerella di Trump

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. New York Times Magazine, New Yorker, New Statesman, Tiempo, Challenges, Washington Post Magazine
La passerella di Trump

Con aria contrita ma dignitosa, il trucco sugli occhi sfatto per il pianto, Donald Trump sfila in costume intero sul palco di Miss Universo. Questa è la copertina del New Yorker della prossima settimana, anticipata dalla redazione, ma il riferimento è a un fatto di questi giorni, la polemica rinnovata sulle critiche che il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha rivolto alla ex Miss Alicia Machado. Trump, che possiede il format di Miss Universo, criticò duramente Machado perché aveva messo su peso, e per questo è stato attaccato duramente da Hillary Clinton durante il dibattito presidenziale.

 

 

 


 

Tra i media conservatori americani è iniziata la guerra. Mai come in questa campagna elettorale il campo politico conservatore era così diviso, e Trump è ovviamente la chiave di tutto. Pro o contro di lui, non c’è maniera di stare nel mezzo. Il magazine del New York Times utilizza un’iconografia guerresca per raccontare il dilemma degli anchorman del Gop.

 

 

 

 


 

 

Due copertine eleganti che tornano sul gran problema razziale dell’America. Il magazine del Washington Post, con una sirena, e il New Yorker (questo è il numero di questa settimana).

 

 

 

 


 

Leader europei/1. Il Partito socialista spagnolo, storica forza della sinistra iberica, si sta sbriciolando sotto il peso delle politiche intransigenti del suo leader, Pedro Sánchez. Per il magazine spagnolo Tiempo, è iniziata la madre di tutte le battaglie, che non deciderà soltanto il futuro politico della sinistra spagnola, ma forse di tutto il paese.

 

 

 


 

 

Leader europei/2. Theresa May infilza con i lunghi tacchi delle sue ormai proverbiali scarpe (per una volta non leopardate) l’ormai ex gotha del conservatorismo britannico: l’ex premier David Cameron, da lei soppiantato, l’ex cancelliere dello Scacchiere George Osborne e l’ex ministro Michael Gove. Inizia domenica la conferenza del Partito conservatore britannico, e May ha intenzione di voltare pagina in maniera definitiva.

 

 


 

Leader europei/3. E se Emmanuel Macron diventasse davvero presidente di Francia. L’ex ministro dell’Economia, fresco di dimissioni rassegnate per poter seguire le sue più ampie ambizioni politiche, è il beniamino della parte più liberale del paese. Forse non basterà per farlo presidente, ma intanto le tante copertine dedicate a lui negli ultimi mesi dalle testate francesi e non solo (come questa del magazine Challenges) mostrano che l’uomo è qui per restare.

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