Proposte per gestire la crisi dei migranti

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Washington Post Mag, Obs, Nation, Economist, Time, Tiempo, Spectator, Courrier International
Proposte per gestire la crisi dei migranti

La rassegna settimanale delle copertine su Donald Trump comprende il magazine del Washington Post, con una foto ravvicinata, tanto inquietante quanto efficace, e il francese L’Obs. Il biondo candidato repubblicano ha ottenuto un deludente  secondo posto alle primarie in Iowa, e sembra aver perso “momentum” politico, ma sui media internazionali la sua stella brilla più forte che mai.

 

 


 

Anche gli altri candidati alle primarie americane ottengono spazio sulle copertine dei magazine questa settimana. Hillary Clinton concede una lunga intervista a Time in cui mostra toni molto più concilianti di quelli usati nel dibattito democratico di giovedì notte. “So cosa vuol dire essere battuti”, è la frase scelta dal magazine per illustrare la copertina, e non è chiaro se si tratta di un auspicio o di una dimostrazione di saggezza. Il magazine radicale Nation inscena la gara tra i vari candidati, con Hillary e Sanders a un soffio l’uno dall’altro, i candidati repubblicani rallentati a litigare tra loro.

 


 

Il settimanale britannico Economist dedica la copertina del suo ultimo numero alla crisi dei migranti e spiega, in un editoriale dettagliato, perché, pur senza far venir meno la solidarietà, l’Europa deve trovare un modo per controllare il flusso dei migranti. “La situazione oggi è un caos”, scrive l’Economist. “I rifugiati sono stati lasciati liberi di attraversare il Mediterraneo, registrarsi e andare in qualsiasi paese gli sembrasse più accogliente. Molti immigrati economici senza diritto di asilo hanno trovato posto nelle file mentendo sul loro luogo d’origine. Questo approccio da liberi tutti deve essere sostituito da un sistema in cui i richiedenti asilo sono controllati appena raggiungono i confini europei – o meglio ancora: prima di attraversare il Mediterraneo”. Il piano dell’Economist ha molti punti di contatto con quello già proposto dal Foglio qualche giorno fa.

 


L’altro grande tema della settimana è la Brexit. Negli scorsi giorni sono iniziati i negoziati tra il premier inglese Cameron e l’Europa, e come scrive Paola Peduzzi la percezione di com’è andato il dialogo è decisamente divergente: “Gli europei pensano di aver concesso già troppo agli inglesi, gli inglesi pensano che il loro negoziatore in chief, il premier David Cameron, si sia accontentato”. Il magazine conservatore inglese Spectator, a giudicare dalla copertina, è convinto della seconda ipotesi.

 

 


Il socialista Pedro Sánchez sembra un giano bifronte sulla copertina del settimanale spagnolo Tiempo. Il re Felipe gli ha appena affidato l’incarico di formare il governo, ma la missione è quasi impossibile e rischia di non riuscire a governare: nessuno che abbia fatto i conti crede davvero che possa farcela. Ma l’alternativa, scrive Tiempo, è la fine della sua carriera politica e tempi duri tanto per il Partito socialista quanto per tutta la politica spagnola.

 

 

 


 

La Cina è come un aereo troppo appesantito che rischia di cadere nella copertina del Courrier International, che tratta l’affaticamento dell’economia di Pechino traducendo gli articoli dei giornali cinesi. Ne esce un quadro interessante.

 

 

 

 

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