La minaccia del paffuto Kim

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Economist, New Statesman, New Yorker, Time, Papel, Courrier International
La minaccia del paffuto Kim

Finora l’Economist ha sempre mantenuto una posizione di vigile ottimismo davanti alla crisi europea dei migranti e alla scelta della cancelliera tedesca Angela Merkel di aprire le frontiere ai rifugiati. Ma dopo i fatti di Colonia anche il settimanale inglese inizia a mostrare delle riserve e parla, in riferimento a Colonia, di un vero “fallimento”. L’integrazione rischia di essere impossibile se l’impegno arriva solo da chi accoglie. La soluzione dell’Economist rimane pragmatica: bisogna dosare meglio le modalità dell’accoglienza, prendere esempio dal modello americano, rafforzare la sicurezza e i motivi di deterrenza. Ma “i nuovi arrivati devono adattarsi ai valori europei”. (Bonus: merita attenzione anche la copertina dell’edizione asiatica dell’Economist. Qui il protagonista è Xi Jinping, il presidente cinese, che cavalca un dragone terrorizzato e in caduta libera: cerca di tirare le redini ma non riesce a frenare la caduta. La metafora con l’economia cinese e l’impotenza attuale della leadership è perfetta).

 


 

La tensione tra Arabia Saudita e Iran non era a livelli così alti da anni, e il Courrier international presenta l’ayatollah iraniano e il re saudita che si fronteggiano minacciosi a cavallo dei rispettivi minareti. I campi di battaglia sono la Siria, lo Yemen e tutto il medio oriente, ma all’interno il settimanale francese si concentra su un altro fattore chiave: il petrolio.

 

 

 

 


 

Bye al posto di Hope. Il bellissimo settimanale spagnolo del quotidiano il Mundo, Papel, recupera la celebre immagine in rosso e blu di Barack Obama, e inaugura così il suo ultimo anno completo da presidente americano. Papel è un fan di Obama, ma riconosce che l’America lasciata in eredità ha avuto la sua buona dose di delusione: “Il contrario inevitabile di quella speranza illustrata nel manifesto originale, la sana e adulta disillusione del realismo”.

 

 

 

 


 

Il paffuto leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha sempre faticato a rendersi credibile agli occhi dei media internazionali. Anche questa settimana il New Yorker lo ritrae come un bambino cicciottello tutto intento a giocare con delle riproduzioni in miniatura di jet da guerra e missili balistici. Peccato che poi i missili siano veri, i test nucleari, anche se non con la bomba H, siano realizzati per davvero, e che la Corea del nord rappresenti una minaccia concreta, nonostante il suo leader da barzelletta .

 

 

 

 


 

David Bowie è stato uno dei più grandi di sempre ed è morto troppo presto. Molte copertine lo ritraggono questa settimana, noi ne abbiamo scelte due: l’americano Time, più classico, e il britannico New Statesman, che con Laurie Penny celebra “l’uomo che ha reso ok essere strani”.

 

 

 

 

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