L'eredità di Obama secondo i magazine americani

Una rassegna delle copertine dei principali settimanali internazionali. New Statesman, Politico, New York, Commentary, Time
L'eredità di Obama secondo i magazine americani

E’ iniziato l’ultimo anno completo della presidenza di Barack Obama, e i magazine americani sono tutti in modalità “legacy”: quale sarà il lascito storico del presidente? Politico Magazine dedica a Obama un intero numero (l’“Obama issue), appunto, e sulla nazione che ha costruito in questi anni. Il giudizio è fondamentalmente positivo, anche se molta dell’eredità del presidente, scrive Politico, si è costruita mentre tutto il mondo guardava dall’altra parte.

 

 

 

 

 

 

 


 

Ancora in tema legacy c’è la copertina di gennaio del mensile Commentary. Anche qui un Obama in controluce, come nelle illustrazioni all’interno di Politico, ma l’interpretazione è opposta: sotto lo sguardo del presidente (“on his watch”) ci sono stati la distruzione della Siria, l’ascesa dello Stato islamico, la peggiore crisi di rifugiati del nostro tempo, è cresciuto il terrorismo interno negli Stati Uniti. Nel pezzo portante del magazine, Abe Greenwald spiega che per uscire dall’incubo mediorientale creato da Obama c’è una sola medicina: sono i boots on the ground, quelli che il presidente finora si è rifiutato categoricamente di impiegare.

 

 

 

 


Poi ci sono i contendenti alla successione. Time, con una copertina choc, spiega “Come Trump ha vinto”, raccontando il suo inverosimile primo posto in tutti i sondaggi, e cosa sta facendo il platinatissimo candidato per mantenerlo. C’è una sola postilla, ben individuata da David von Drehle già in copertina: gli mancano soltanto i voti.

 

 

 

 

 

 

 


Il sindaco newyorchese Bill de Blasio si è rimpicciolito nella copertina del magazine New York, che si chiede: “Chi ha ristretto il sindaco?”. Sul Foglio di venerdì Mattia Ferraresi ha spiegato il fenomeno, raccontando che de Blasio è un “sindaco con grandi ideali e fin qui piccoli risultati”, colpito, scrive Ferraresi, “dall’eterno divario fra la campagna elettorale e il governo, il contrasto fra la presentazione di ideali purissimi, eterni, e la grigia realtà della gestione giorno per giorno”.

 

 

 

 

 


Se Politico ha pubblicato il suo “Obama issue”, il settimanale della sinistra inglese osa molto di più, e pubblica un “God issue”. Copertina affascinante, ma all’interno il tentativo di chiedere a sei scrittori di tendenza spesso liberal di riscrivere i comandamenti come dei novelli Mosè forse è un po’ azzardato.

 

 

 

 

 

 

 

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