Il crollo dell'aquila tedesca

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Foreign Affairs, Time, Courrier International, Spectator, Epoca, País.
Il crollo dell'aquila tedesca

Il “medio oriente post-americano” non è un’ipotesi di scuola, ma una realtà già in atto, e l’epoca dell’eccezionalismo americano dell’èra Bush è stata solo una parentesi a cui non dobbiamo abituarci. Il magazine Foreign Affairs cerca di capire come sarà un medio oriente senza America, noi lo abbiamo raccontato sul Foglio di questa settimana.

 

 

 


Domenica la Turchia torna al voto per la seconda volta in un anno e il presidente Recep Tayyip Erdogan spera che questa sia la volta buona per ottenere una maggioranza che consenta al suo Akp di governare in solitario. Gli ultimi sondaggi sembrano volgere i giochi a suo favore, ma questo non è necessariamente un bene per la Turchia. Il magazine francese Courrier International mette Erdogan in una scatola per fiammiferi, sottolineando la sua capacità di incendiare la politica turca si chiede se il caos siriano si estenderà anche al vicino ottomano.

 


L’aquila tedesca crolla precipitosamente. E’ con un certo gusto che il magazine inglese Spectator mette in fila gli ultimi scandali che hanno riguardato la Germania, dalla Volkswagen a quello della federazione calcio tedesca, fino al dissenso che la cancelliera Angela Merkel sta subendo in patria a causa della sua politica di apertura ai rifugiati siriani. La Germania sta perdendo la sua identità e le basi su cui ha fondato il suo orgoglio nazionale a partire dal Dopoguerra, ora sta a Merkel ricostruirli.

 

 


Una grande croce fatta da due strisce di gustosa pancetta. Dopo il bando dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha definito le carni processate pericolose quanto le sigarette, la rivista americana Time decreta l’inizio della “war on delicious”, la guerra a tutto ciò che è buono, e racconta come questo cambierà le abitudini alimentari di buona parte del mondo.

 

 

 


Il Brasile, potenza emergente che secondo le previsioni degli analisti dovrebbe far concorrenza a Cina, India e ovviamente America nei prossimi anni, è impantanato in una crisi economica e politica che ha portato la sua economia in recessione, nonostante le potenzialità immense, e il governo del Pt della presidentessa Dilma Rousseff sull’orlo della disgregazione e dell’impeachment. Dalle elezioni dell’anno scorso la situazione politica brasiliana non ha fatto che deteriorarsi, e una delle poche speranze di riscossa per Dilma, la nomina del liberale Joaquim Levi come ministro dell’Economia, salutata da tutti gli analisti come una ventata di aria fresca, ormai è inefficace. Il magazine brasiliano Época scrive che Levy è stato logorato dal Congresso, sabotato dal Pt e ignorato dalla stessa Dilma, e ormai è un ministro a metà.


La copertina più bella della settimana è quella del settimanale del giornale spagnolo País, che racconta, da Tinder in giù, come si è trasformato il corteggiamento ai tempi di internet. Nuove regole, maggiori opportunità, ma anche nuove insicurezze.

 

 

 

 

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