Una partita di poker a tre

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Economist, New York Times Magazine, Le Point, Courrier International, Time
Una partita di poker a tre

Eccoli, riuniti attorno al tavolo da pocker del mondo. Barack Obama, il presidente americano, è di spalle, ma è impossibile vedere se ha carte buone in mano, perfino capire se le ha. Hanno invece le mani piene Xi Jinping, il presidente cinese (è quello che ha più fiche sul tavolo) e Vladimir Putin, il presidente russo, che ovviamente gioca a petto scoperto. E’ il “nuovo gioco” della politica mondiale, scrive l’Economist nel suo ultimo numero (ma la copertina è quella dell’edizione internazionale, non europea), un nuovo ordine mondiale che non è più una partita a due, come durante la Guerra fredda, né il solitario dominio americano degli anni Novanta. Oggi a distribuire le carte del mondo sono in tre, tutti con priorità molto diverse tra loro. E’ iniziata una nuova èra, scrive l’Economist, che richiederà “diplomazia dura e l’occasionale uso giudizioso della forza”. Visto quello che succede in Siria, ci siamo già dentro.


La morte di Osama bin Laden non è un mistero. E’ stato ucciso il 2 maggio del 2011 dai Navy Seal americani, su questo non c’è nessun mistero, nonostante quello che dicono complottisti e perfino qualche giornalista paludato. Ma su tutto il resto c’è ancora molto da indagare. Lo fa il New York Times Magazine, rispondendo a un’inchiesta dello scorso maggio del giornalista Seymour Hersh con un articolo monstre.

 

 

 


L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy per il settimanale Le Point è il “nettoyeur”, con una strategia precisa e pochi scrupoli davanti al suo scopo principale: eliminare i suoi rivali e tornare alla presidenza. Ma i francesi la pensano diversamente: secondo un sondaggio recente, i francesi non ne possono più della vecchia guardia (a destra come a sinistra) e non vedono l’ora di avere un po’ di rottamazione anche loro. Il giovane ministro dell’Economia Emmanuel Macron è in pole position.

 

 

 


Dal Sessantotto ai manager di Air France malmenati la scorsa settimana, la lotta sociale in Francia un’esplosione di violenza. Copertina perfetta del Courrier International, che traduce alcuni dei migliori giornali del mondo.

 

 

 


I millennial, i ragazzotti “sdraiati” (copyright Michele Serra) nati tra la metà degli anni Ottanta e il Duemila, stanno diventando grandi. Stanno perfino diventando genitori, scrive il Time, e qui iniziano i problemi. In copertina un bambino in carrozzina guarda affranto il lettore, mentre da fuori le braccia dei genitori sono molto impegnate a chattare con lo smartphone. Molti cliché, segno che al fatto che i millennial sono diventati grandi ancora non ci crede nessuno.

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