Tanta paura, meno migranti (ecco i numeri)

Rispetto all'anno scorso gli sbarchi sono diminuiti del 21,16 per cento. La maggior parte arriva dalla Nigeria ed è ospitata in Lombardia. Ecco la fotografia aggiornata della situazione 

Tanta paura, pochi migranti

LaPresse/Reuters

Mentre continua la finta emergenza invasione e aumenta la paura percepita, diminuisce il numero di migranti in arrivo sulle nostre coste. Il numero degli sbarchi è sceso del 21,16 per cento, considerando le persone che hanno raggiunto i porti italiani dall'inizio dell'anno a oggi, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. I dati sono stati diffusi dal ministero dell'Interno e sono aggiornati al 19 settembre. In numeri assoluti parliamo di quasi 28 mila persone: 102.942 migranti nel 2017 e 130.567 nel 2016, non pochi ma neppure troppi per parlare di invasione in un paese con 60 milioni di abitanti. 

  

L'inversione di tendenza è iniziata a luglio, con l'inizio delle trattative tra il governo italiano e la Libia: 11.452 arrivi contro i 23.552 dello stesso mese dell'anno precedente. Ad agosto il dato si è consolidato, con 3.914 arrivi rispetto ai 21.294. Quanto al mese di settembre, i numeri ancora parziali promettono di mantenersi ancora al di sotto del 2016, con 3.815 migranti già sbarcati alla data odierna rispetto ai 16.975 dell'anno scorso. Sono i porti di Augusta, Catania e Pozzallo quelli dove si registrano gli arrivi più significativi. Ma non è la Sicilia la regione che accoglie di più: secondo il Viminale i migranti sono attualmente ospitati in Lombardia per il 14 per cento. 

Interessante è anche il quadro della relocation in Europa. Solo l'8 per cento delle persone sbarcate in Italia è accolto dagli altri paesi dell'Unione e la Germania è il paese che si impegna di più: ha già ricollocato 3.405 migranti e si appresta ad accoglierne più di mille, tra richieste approvate in fase di transfer e richieste da approvare. Dopo Berlino, seppure con numeri decisamente più piccoli, ci sono Norvegia (816), Svizzera (799), Paesi Bassi (763) e Finlandia (755). Dall'altro capo della lista, l'Austria ha ricevuto solo 15 persone. 

   

  

Resta, come nei mesi scorsi, il tema delle nazionalità dichiarate al momento dell'arrivo che per la maggior parte non coincide con paesi dove sono in corso conflitti tali da ottenere protezione umanitaria o lo status di rifugiato politico così da accedere al sistema, peraltro ancora inadeguato, dell'accoglienza. Il 16 per cento arriva dalla Nigeria, il 9 per cento dalla Guinea, dal Bangladesh ancora il 9 per cento, poi Costa d'Avorio, Mali, Eritrea, Senegal, Gambia, Sudan e Marocco. Il 26 per cento dichiara altre nazionalità diverse da queste. 

 

Intanto proprio oggi il ministro dell'Interno Marco Minniti è tornato sul tema per invitare i sindaci ad aderire al circuito di accoglienza per richiedenti asilo, cioè lo Sprar. Si tratta di un sistema che punta sulla distribuzione dei migranti sul territorio per superare i grandi centri: "I piccoli numeri consentono processi più solidi di integrazione e garantiscono sia i diritti di chi accoglie sia i diritti di chi viene accolto", ha detto Minniti davanti alla Commissione di inchiesta sulla sicurezza e sul degrado delle periferie. "Il numero dei Comuni che aderiscono allo Sprar è cresciuto, ma è ancora insufficiente: se tutti i sindaci aderissero, faremmo un importantissimo passo avanti nella direzione giusta". Non ci sono leggi che impongono ai comuni di entrare in questo sistema, ma solo incentivi: 100 milioni di euro nella precedente legge di stabilità e circa 200 per il prossimo anno, come previsto nel decreto Mezzogiorno. 

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