Suona (di nuovo) la campanella

Dall'abbandono scolastico al tempo passato sui libri, qualche numero sul sistema scolastico in Italia e in Europa. Spoiler: gli studenti italiani sono i più ansiosi 

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Le classi elementari e medie che nel corso del prossimo anno scolastico sperimenteranno un metodo didattico ispirato alle scuole del nord Europa. Tra le altre cose, gli alunni coinvolti non avranno compiti da svolgere a casa ma si eserciteranno a scuola nel pomeriggio. Le giornate saranno scandite da un momento teorico durante la mattina, in cui si approfondirà un argomento, e da uno pratico nel pomeriggio. Ogni argomento sarà studiato per diversi giorni e affrontato da diverse discipline. Le province italiane coinvolte sono Biella, Milano, Trapani, Verbania e Torino.

   

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Il numero di ore settimanali che gli studenti finlandesi passano sui libri. In molti paesi del Nord Europa le scuole non assegnano compiti a casa e il rendimento degli studenti sembra essere più alto rispetto ai coetanei italiani, che dedicano ai compiti circa 9 ore la settimana. Più di loro i russi con una media di 10 ore. In Finlandia e Danimarca gli esercizi vengono svolti durante l’orario scolastico, per dare ai ragazzi l’opportunità di dedicarsi ad altre attività come musica o sport.

   

 

 

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Sono le settimane di vacanza estiva per gli studenti italiani. Dopo l'estate c’è da aspettare Natale, perché in Italia non ci sono pause autunnali, poi Carnevale e infine Pasqua. In totale sono circa 200 i giorni di cui si compone un anno scolastico e per evitare la bocciatura serve essere presenti per il 75 per cento del tempo: 50 giorni sono le assenze massime consentite.

    

200

I giorni di scuola in Danimarca, Olanda e Liechtenstein. Tutti i paesi membri dell’Unione europea devono passare a scuola, più o meno, lo stesso numero di giorni, che comunque può essere ripartito in modo diverso a seconda delle ore. Ogni paese poi ha le sue vacanze. In Francia ogni 6/7 settimane la scuola si interrompe per circa quindici giorni. Queste ferie prendono il nome di petites vacances e dividono la Francia in due fasce, A e B, che ogni anno alternano i giorni festivi per evitare il sovraffollamento dei luoghi di villeggiatura.

     

13,8 per cento

E’ la media nazionale dell’abbandono scolastico in Italia nel 2016. Le regioni con il tasso più alto di early school leavers sono Sicilia (23,5 per cento), Sardegna (18,1 per cento), Campania (18,1 per cento) e Puglia (16,9 per cento). Umbria, Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige sono invece le uniche regioni con un tasso inferiore al 10 per cento.

  

12,7 per cento

Il tasso medio di rinuncia all’istruzione in Europa, secondo i dati diffusi dalla Commissione Ue. L’obiettivo comunitario è quello di raggiungere il 10 per cento entro il 2020. I paesi meno virtuosi sono Spagna, Portogallo e Malta, che superano tutti il 20 per cento.

    

70 per cento

Secondo l’Ocse, è la percentuale di studenti italiani che si sentono in ansia quando devono affrontare un test scolastico, anche se sono ben preparati, contro una media Ocse del 56 per cento. Dallo studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sembrerebbe che gli studenti italiani siano più preoccupati a scuola dei loro coetanei: 56 su cento sostengono di essere “nervosi” anche solo quando studiano per un compito in classe (media Ocse, 37 per cento). L’ansia scolastica è più frequente nelle scuole i cui studenti studiano per oltre 50 ore.

  

-0,54

Il grado di ansia degli studenti olandesi, che in Europa sono quelli che affrontano con più serenità il percorso scolastico. Secondo i dati Ocse 2015, l’ansia scolastica è correlata alla capacità comunicativa dei docenti: più comunicazione equivale a meno ansia. Tra i paesi europei, l’indice si mantiene abbastanza basso, con qualche eccezione rappresentata dai paesi mediterranei: Spagna, Grecia, Portogallo e Italia. I risultati del test hanno dimostrato che le ragazze sono più soggette all’ansia dei ragazzi.

  

400

Sono le ore di alternanza scuola-lavoro previste per gli istituti tecnici e professionali, 200 quelle per i licei. L’attività è stata introdotta dalla legge sulla Buona scuola e rispetto alle scuole europee l’Italia è l’unico paese a coinvolgere anche i licei. Da quest’anno scolastico il progetto riguarderà tutti gli studenti dell’ultimo triennio, circa un milione e mezzo.

   

19.324

I dollari che il Lussemburgo spende per l’istruzione di ogni singolo studente. Il Granducato è in assoluto la nazione europea che investe di più nell’educazione. A seguire Austria e Danimarca. L’ultima è l’Ungheria, che riserva all’istruzione primaria e secondaria solo l’1,09 per cento del pil (dati Rapporto Ocse 2015).

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