Tutti i numeri sul club dei super miliardari che fanno beneficenza

L’eredità non ai figli ma per una buona causa. Opere di bene 4.0

Tutti i numeri sul club dei super miliardari che fanno beneficenza

Bill Gates (foto LaPresse)

2010

Anno di apertura di “The Giving Pledge”, l’associazione dei super miliardari mondiali che si impegnano a lasciare in eredità a cause umanitarie la maggior parte delle proprie sostanze. I fondatori sono Bill e Melinda Gates e Warren Buffett. “Questo denaro è destinato ad aiutare le persone più povere. I miei figli lo sanno e ne sono orgogliosi”, ha detto Gates.

 

40

I miliardari americani che aderirono inizialmente.

 

169

I miliardari che oggi aderiscono, in rappresentanza di 21 Paesi: Australia, Brasile, Cina, Taiwan, Cipro, Germania, India, Indonesia, Israele, Malaysia, Monaco, Norvegia, Russia, Arabia saudita, Slovenia, Sudafrica, Tanzania, Turchia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti, Regno Uniti, Stati Uniti.

 

Dai 30 ai 90

Anni: l’età dei membri. Tra i più giovani ci sono i cofondatori di Airbnb Brian Chesky, 35 anni, Joe Gebbia, 35, e Nathan Blecharczyk, 33. Tra gli aristocratici, il principe Al Waleed. E poi il fondatore di Tesla Elon Musk, il regista John Lucas. Ogni anno i nuovi donatori si ritrovano insieme ai vecchi e rendono pubblica la loro promessa di donare le loro ricchezze, con una motivazione. Il tutto si svolge in un evento strettamente privato, insieme ad altre riunioni che fanno del Giving Pledge il club più esclusivo del mondo. Non c’è una regola fissa su quanto donare ma dev’essere almeno “la maggior parte delle proprie ricchezze”.

 

24 milioni di dollari

Uno dei primi investimenti della Chan-Zuckerberg Initiative, il colossale veicolo di beneficenza della famiglia Zuckerberg, che avrà in dote il 99 per cento della loro quota di Facebook, cioè circa una quarantina di miliardi di dollari. L’investimento è andato ad Andela, un acceleratore di imprese basato in Africa che forma studenti locali iperqualificati.

 

3 miliardi di dollari

Dotazione del Biohub, mega centro di ricerca interamente finanziato dalla famiglia Zuckerberg e affidato a Mark De Risi, direttore del centro di biochimica della University of California-San Francisco, uno degli scienziati più importanti d’America. E’ lui a guidare questa specie di uber-ministero della Sanità che ha l’obiettivo di “sconfiggere tutte le malattie” in 83 anni, cioè entro la fine del secolo.

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