Alla Scozia la Brexit non va giù

Pillole sulla nazione dei braveheart che hanno riacceso la fiamma indipendentista

Alla Scozia la Brexit non va giù

foto LaPresse

62 per cento - Gli scozzesi che il 23 giugno scorso al referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea hanno votato per il Remain. L’esito complessivo della consultazione ha visto prevalere con il 51,9 per cento i sostenitori della Brexit.

 


 

55,3 per cento - Gli scozzesi che al referendum del 18 settembre 2014 hanno detto No all’indipendenza della Scozia. Considerato il risultato del voto sulla Brexit, la Scozia chiederà un nuovo referendum sull’indipendenza, da tenersi tra l’autunno 2018 e la primavera 2019. Nicola Sturgeon, premier del governo autonomo scozzese: “Tre anni fa non sapevamo che restare parte del Regno Unito avrebbe significato uscire dall’Unione europea”.

 


Il Regno Unito è pronto ad avviare la Brexit il 29 marzo

Il premier Theresa May attiverà l'articolo 50 del Trattato di Lisbona mercoledì della settimana prossima. Poi sono previsti due anni per discutere termini e modalità del divorzio della Gran Bretagna dall'Ue

 

5,37 milioni - La popolazione della Scozia all’ultimo rilievo demografico. Un record destinato a essere battuto perché la popolazione è in crescita dal 2000 e si prevede che continuerà a farlo sino almeno al 2039. Nell’insieme, la popolazione del Regno Unito è di 65,39 milioni.

 


   

0,7 - La percentuale di crescita dell’economia scozzese (settembre 2015-’16). Nell’intero Regno Unito è stata del 2,2 per cento. Il tasso di crescita scozzese è calcolato sul valore di beni e servizi prodotti in Scozia a eccezione del petrolio e del gas naturale estratti nel Mare del Nord, il cui valore è calcolato invece nell’economia del Regno Unito nel suo insieme. Anche escludendo gli idrocarburi del Mare del Nord dal raffronto, però, il tasso di crescita della Scozia sarebbe inferiore a quello della Gran Bretagna.

  


 

149,3 - In miliardi di sterline (circa 172 miliardi di euro) il pil della Scozia (32 mila euro pro capite). Includendo una condivisione dei proventi dell’estrazione del petrolio nel Mare del Nord e dell’attività economica offshore il pil salirebbe a 157,6 miliardi di sterline (incremento ridotto a causa del crollo del prezzo del greggio nel 2015).

 


 

9,5 per cento - Il rapporto deficit/pil della Scozia. Sarebbe il peggiore di tutta l’Ue. Bene invece il tasso di disoccupazione, fermo al 4,7 per cento.

 


 

4 miliardi - In sterline, il valore delle esportazioni di whisky (oltre cento distillerie attive, che producono ogni anno circa 120 mila litri). Bilancia commerciale in super attivo, visto che l’importazione di manufatti per la lavorazione e l’imbottigliamento vale circa 200 milioni di sterline.

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