C'è innovazione anche in Italia. Le startup crescono e con loro i guadagni

Il settore impiega 34 mila persone per un valore di produzione complessivo di 585 milioni di euro. Così il nostro paese sta riducendo il gap che lo divide dalle altre realtà europee

C'è innovazione anche in Italia. Le startup crescono e con loro i guadagni

Foto di gunarsg via Flickr

Il ritardo è ancora evidente rispetto allo scenario europeo, ma qualche passo in avanti c'è stato. I numeri delle startup in Italia, secondo la "Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione e sull'impatto della policy a sostegno delle startup e delle PMI innovative" redatta dal ministero dello Sviluppo economico, crescono, sia per numero di imprese (salite a 6.363 al 30 giugno 2016) che per numero di impiegati (oltre 34mila), sia per valore di produzione complessivo (585 milioni di euro). Certo il distacco da altre realtà europee è ancora marcato, soprattutto se si considera che soltanto a Londra le startup sono oltre 5mila, gli impiegati 251mila e il valore di produzione 98 milioni di euro, ma il divario si è ristretto e il nostro paese non è più al penultimo posto della classifica dell'Eurozona.

Si creano meno imprese che altrove, ma queste durano di più ed entrano con più successo nel mercato nonostante non ci siano stati casi di exploit commerciali rilevanti. Il 3,3 per cento di tasso mortalità registrato in Italia è infatti il secondo più basso in Europa. E le si creano in tutto il suolo italiano: alla fine del 2016 erano 3.275 le aziende al nord, 1.303 al centro e 1.364 al sud, una divisione geografica che, seppur sbilanciata a settentrione, si discosta dai dati nazionali che fotografano un netto squilibrio tra le aziende presenti in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto rispetto a tutte le altre regioni in Italia. Una situazione ancor più singolare se si considera come al centro e al sud si siano registrati i migliori tassi di crescita (16,2 e 16,6 per cento contro il 14,95).

 

Buoni risultati dovuti in particolar modo ai 418 milioni di euro che sino a oggi che il Fondo di Garanzia per le Piccole Medie Imprese ha investito sugli incubatori certificati. Finanziamenti necessari ad avviare l'azienda, ai quali però si fa ricorso ad attività iniziata meno che altrove. L'Italia ha infatti il tasso più basso di secondi prestiti d'Europa.

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