A dicembre grosso balzo della produzione industriale, dice l'Istat

L'indice è cresciuto del 1,4 per cento rispetto a novembre. Il 2016 ha fatto registrare i dati più positivi dal 2010

Produzione industriale

Foto Pixabay

Balzo in avanti della produzione industriale: a dicembre l'indice destagionalizzato è cresciuto dell'1,4 per cento rispetto a novembre. L'Istat sottolinea anche come nella media del trimestre ottobre-dicembre 2016 la produzione sia aumentata dell'1,3 per cento rispetto al trimestre precedente. Guardando all'intero 2016, in media la produzione fa un salto dell'1,6 per cento: si tratta del dato più alto dal 2010, quando la produzione salì del 6,7 per cento.

 

Corretto per gli effetti di calendario, spiega l'istituto di statistica, a dicembre 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 6,6 per cento: i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di dicembre 2015. Le variazioni congiunturali, esaminando i dati generali, offrono dati positivi in tutti i raggruppamenti: aumentano del 2 per cento i beni intermedi, del 1,5 per cento i beni di consumo, del 1,2 per cento i beni strumentali e dello 0,7 per cento l'energia. Ancora, in termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano una notevole variazione positiva nel settore energia, nell'ordine del più 11,9 per cento. Aumenti significativi anche per i beni intermedi (più 7,8 per cento) e i beni strumentali (più 7,3 per cento); i beni di consumo fanno registrare una crescita più contenuta (più 2,3 per cento).

 

Per migliorare la produttività in Italia il modello è Pomigliano

La rivoluzione di Marchionne (per il Mezzogiorno) è lì e si vede

 

Nel dettaglio, a dicembre 2016 la maggiore crescita tendenziale proviene dalla fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (più 14,9 per cento), dalla fabbricazione dei mezzi di trasporto (12,2 per cento in più) e dalla fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (più 11,9 per cento). Diminuzioni soltanto nei settori di industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (meno 4,1 per cento) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 0,6 per cento).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    10 Febbraio 2017 - 13:01

    Senza nulla togliere all'importanza delle statistiche, mi piacerebbe sapere gli effetti di questo aumento, visto che l'occupazione non aumenta e né aumentano i consumi. In sintesi dov'è la ripresa economica?

    Report

    Rispondi

Servizi