Continua l'emergenza natalità: meno 17 mila bimbi nati nel 2015, dice l'Istat

In calo la fecondità, soprattutto tra le coppie italiane. E le mamme, con l'eccezione del sud Italia, sono meno giovani

calo nascite

(foto LaPresse)

I dati sulla natalità rilevati dall’Istat per il 2015 confermano la tendenza al calo delle nascite avviata iniziata nel 2009. I nuovi nati sono stati 485.780, quasi 17 mila in meno rispetto al 2014. Se si comparano i dati con quelli del 2008, le nascite in meno sono state quasi 91 mila. Il calo più marcato riguarda le coppie in cui entrambi i genitori sono di nazionalità italiana. Nel 2015 queste hanno avuto 385.014 figli, con un calo di 95 mila nascite rispetto al 2008. Più contenuto il calo tra le coppie con almeno un genitore straniero, che hanno avuto quasi 101 mila neonati.

 

Come uscire dalla spirale della denatalità

L’Italia fa sempre meno figli, invecchia e non crea abbastanza lavoro. Servizi carenti e problemi economici non bastano a spiegare il problema: bisogna ricostruire la fiducia nel futuro.

 

 


Immagine tratta dal sito dell'Istat

Tra le coppie con entrambi i genitori stranieri, la flessione tra il 2014 e il 2015 è stata pari a 3 mila nati in meno. Il 47 per cento dei figli nati da madri straniere appartiene a quattro comunità, quella dei rumeni, dei marocchini, degli albanesi e dei cinesi.

I bambini nati da coppie sposate sono diminuiti sensibilmente, facendo registrare un crollo di 120 mila rispetto al 2008. Questo dato, combinato con il calo delle nozze, circa 52 mila in meno rispetto a sette anni fa, ha fatto crescere la percentuale di nati da coppie non sposate al 28,7 per cento del totale, o 140 mila nascituri.

Il calo della natalità ha colpito tutte le regioni italiane, incluso il nord e il centro che avevano dato segni di ripresa negli anni precedenti. L’Istat ha sottolineato il dato della posticipazione della maternità. La madre dell’8,3 per cento dei nati nel 2015 aveva almeno 40 anni, mentre il 10,3 per cento ne aveva meno di 25. Se si tiene conto delle madri italiane, quelle con 40 o più anni sono il 9,3 per cento e quelle con meno di 25 sono l’8,2 per cento. Il dato anagrafico delle madri migliora al sud, dove l’11,1 per cento ha meno di 25 anni e il 7 per cento ne ha più di 40. In Toscana, Liguria e Lazio invece le madri con 40 o più anni sono il 12 per cento del totale. In calo anche le nascite da madri minorenni, che sono state 1.739 rispetto alle 3.142 del 1995, rappresentando circa lo 0,3 per cento del totale. Anche qui, è presente un divario geografico, in quanto al centro e al nord le nascite da madri minorenni sono state circa lo 0,1 per cento del totale, mentre al sud il dato è salito allo 0,6.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    28 Novembre 2016 - 23:11

    Allora il fertility day della Lorenzin non era del tutto ingiustificato! O è colpa sua anche il calo delle nascite? Che ne dice Saviano che aveva chiesto le dimissioni della ministra per incompetenza?

    Report

    Rispondi

  • Giovanni Attinà

    28 Novembre 2016 - 17:05

    Dato, purtroppo risaputo ma mano e ogni fine mese arrivava questo tipo di statistica. Adesso aspettiamo le campagne di Renzi e compagni per aumentare la natalità e i matrimoni naturalmente, magari con le adunate di celibi e nubili per fare le conoscenza tra giovani, visto che si scambiano annunci solo su web, in quanto pare che non siano più in grado di colloquiare. Speriamo si svegli anche la scuola.

    Report

    Rispondi

Servizi