Cresce il potere d'acquisto delle famiglie e migliora il rapporto deficit/pil, dice l'Istat

I numeri registrati nel secondo trimestre del 2016 sono complessivamente positivi. Le associazioni dei consumatori parlano però di dati "decisamente ottimistici e sovrastimati".
Cresce il potere d'acquisto delle famiglie e migliora il rapporto deficit/pil, dice l'Istat
Secondo i dati certificati dall'Istat relativi al secondo trimestre dell’anno, la condizione finanziaria delle famiglie italiane è in miglioramento. L'indebitamento si è infatti fermato allo 0,2 per cento del pil, ai minimi dal 2007. Volano su base tendenziale il reddito delle famiglie al 2,8 per cento e il potere d'acquisto al 2,9 per cento. Scende anche la pressione fiscale, ma i consumi restano timidi e la variazione acquisita della crescita per il 2016 viene rivista al ribasso al più 0,6 per cento.

 

Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dell'1,3 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,2 per cento. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, salendo al 9,6 per cento.

 

A fronte di un aumento dello 0,1 per cento del deflatore implicito dei consumi delle famiglie, il potere d'acquisto è aumentato dell'1,1 per cento. In termini tendenziali, il reddito è salito del 2,8 per cento, mentre il deflatore dei consumi ha subito una flessione dello 0,1 per cento, determinando una crescita del potere di acquisto del 2,9 per cento. La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 41,9 per cento, è aumentata di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento è rimasto invariato al 19,2 per cento. Infine, si alleggerisce il peso del fisco: con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, la pressione fiscale cala al 42,3 per cento.

 

Le associazioni dei consumatori parlano però di dati "decisamente ottimistici e sovrastimati". Per Federconsumatori e Adusbef si tratta di una realtà "parallela che non trova alcun riscontro nella vita che i cittadini conducono". Secondo il Condacons, "gli italiani sono sempre più 'formiche' e meno ‘cicale' e mettono da parte i soldi rimandando gli acquisti al futuro".

 

Anche l’andamento dei conti pubblici registra un miglioramento. Nel secondo trimestre infatti l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al pil è stato pari allo 0,2 per cento, a fronte dello 0,9 per cento del corrispondente trimestre del 2015. Complessivamente, nei primi due trimestri del 2016 si è registrato un indebitamento netto pari al 2,3 per cento del pil (3,0 per cento nel corrispondente periodo dell'anno precedente). Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (cioè l’indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un'incidenza sul pil del 4,4 per cento (mentre nel secondo trimestre del 2015 era del 4,1 per cento). Positivo anche il saldo corrente, con un'incidenza sul pil del 3,1 per cento (nel secondo trimestre del 2015 era del 3,0 per cento).

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