Aumentano gli occupati (+0,1%) e l'Italia esce dalla deflazione, dice l'Istat

Rispetto a luglio diminuisce dello 0,4 per cento la disoccupazione giovanile (meno 0,1 per cento la stima dei disoccupati). Dopo sette mesi consecutivi di diminuzioni su base annua, i prezzi al consumo tornano a crescere, seppur di poco.
Aumentano gli occupati (+0,1%) e l'Italia esce dalla deflazione, dice l'Istat

(foto LaPresse)

Secondo l'Istat, ad agosto la stima degli occupati registra un lieve incremento rispetto a luglio, con un più 0,1 per cento, pari a un aumento di 13 mila unità, dopo il calo registrato il mese precedente del meno 0,3 per cento. Dinamiche positive, aggiunge l'Istituto, si rilevano per la componente femminile, le persone di 50 anni o più, i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione è stabile al 57,3 per cento. Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 38,8 per cento, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione, sottolinea l'Istat, sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.

 

La stima mensile dei disoccupati ad agosto è ancora in lieve diminuzione registrando un meno 0,1 per cento, pari a meno 3 mila unità, dopo il precedente calo di luglio dell'1,3 per cento. La diminuzione, sottolinea l'Istituto, interessa esclusivamente gli uomini ed è estesa a tutte le classi di età ad eccezione degli over 50. Il tasso di disoccupazione, pari all'11,4 per cento, è invariato rispetto al mese precedente, aggiunge l'Istat.

 

Secondo le stime preliminari, inoltre, l’Italia sta uscendo dalla deflazione. Dopo sette mesi consecutivi di diminuzioni su base annua, i prezzi al consumo tornano a crescere, seppur di poco. A settembre 2016 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,2 per cento su base mensile e un aumento dello 0,1 per cento rispetto a settembre 2015. Questa inversione di tendenza, spiega l'istituto di statistica, è dovuta principalmente al marcato ridimensionamento della flessione dei prezzi dei beni energetici e, in misura minore, alla ripresa della crescita tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (che salgono di 1,1 punti percentuali). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'"inflazione di fondo" sale a più 0,5 per cento (dal più 0,4 per cento di agosto). L'inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a meno 0,1 per cento (era nulla il mese precedente)  Rispetto a settembre 2015, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari a -0,2% (era -0,5% ad agosto), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi scende a +0,4% (da +0,5% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto ad agosto 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di quattro decimi di punto percentuale.

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