A New York si dorme e si clicca, ma le città vanno calpestate

Esercizi che chiudono, riferimenti che scompaiono, non solo librerie, piccolo commercio, perfino i grandi Mall che sono il cuore familiare della vita americana. Se Manhattan diventasse un luogo residenziale di stampo trumpiano sarebbe la sua fine

A New York si dorme e si clicca, ma le città vanno calpestate

Foto di Andrew Moore via Flickr

Unreal city è se ricordo bene l’inizio di un paragrafo della Terra desolata di T. S. Eliot. Pare che ci siamo. Interessanti corrispondenze, tra queste Paolo Mastrolilli da New York nella Stampa, parlano di esercizi che chiudono, riferimenti che scompaiono, non solo librerie, piccolo commercio, perfino i grandi Mall che sono il cuore familiare della vita americana. E non solo le microattività di dubbio profitto, anche il lusso, i Ralph Lauren, certi ristoranti di risonanza mitica, bar eccetera. Certo che...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • gianni.rapetti

    19 Luglio 2017 - 13:01

    Ma non potreste sostituire la striscia quotidiana anti-Trump con Charlie Brown, Dilbert o B.C.?

    Report

    Rispondi

  • mauro

    19 Luglio 2017 - 09:09

    Caro Ferrara, il Suo astio per Trump si sublima esponenzialmente; la definizione di quartiere residenziale di stampo trumpiano, che immagino dovrebbe essere con ville non solo dotate di piscina e campo da tennis ma anche di piattaforma per elicotteri, è, infatti, partigianamente sublime. Solo che, per quel che conosco New York non da turista temo sia più facile che si trasformi in qualcosa di meno lussuoso, e che il Central park del futuro possa assomigliare di più al Morningside park di oggi.

    Report

    Rispondi

Servizi