L'opportunità dell'Erasmus nel Mediterraneo

Il progetto della Luiss in collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo per rafforzare la cooperazione e creare un disegno di sviluppo comune

L'opportunità dell'Erasmus nel Mediterraneo

Foto LaPresse/Jurek Kralkowski

“Quando l’Europa lanciò l’Erasmus, consentendo ai ragazzi di Palermo di studiare a Barcellona e a quelli di Barcellona di studiare a Vienna, è nata la prima generazione che ha iniziato a sentirsi europea. Perché l’idea della condivisione di un destino nasce innanzitutto dall’idea di condivisione di una storia”. “Venti studenti possono sembrare un numero grande o piccolo, a seconda dei punti di vista. Ma qui la Luiss ha creato il primo embrione di un Erasmus del Mediterraneo”. Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha salutato “Progetto Mediterraneo”, tenendo una Lectio Magistralis su “la politica estera italiana e le crisi nel Mediterraneo” nel corso di un evento alla Luiss Business School di Villa Blanc. Un Mediterraneo, ha ricordato, che rappresenta il 10 per centro del pil mondiale, il 20 per cento dei traffici commerciali, il 30 per cento della produzione di petrolio, ma in questo momento rischia di essere visto soprattutto come teatro di tensione, per via dei due “vulcani” di crisi rappresentati dalla Siria e della Libia. Ognuna delle due emergenze all’origine di un allarmante flusso di rifugiati, la cosiddetta “Rotta Balcanica” e la cosiddetta “Rotta del Mediterraneo Centrale”.

    

"Progetto Mediterraneo" è un'iniziativa di sostegno al merito, rivolta a venti studenti provenienti da Paesi del Vicino e Medio Oriente, organizzata dalla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (Luiss) Guido Carli di Roma in collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo. Saranno anche alcuni giovani rifugiati a beneficiare di questo progetto, più precisamente sette ragazzi con status di rifugiato e/o titolari di protezione internazionale che vivono sul territorio giordano, di nazionalità di un altro Paese dell’area del Mediterraneo. Non potendo uscire dal territorio della Giordania perché rifugiati, frequenteranno corsi tenuti da docenti della Luiss alla University of Petra, in loco o a distanza. All'evento era infatti presente anche Marwam El Muwall, presidente dell’Università di Petra, intervenuto con un intervento su “Cultura e formazione per consolidare comprensione, collaborazione, sviluppo”. Altri tre studenti coinvolti sono invece maltesi e frequenteranno un corso di laurea triennale in modo da concludere il loro periodo di studi per l’anno accademico 2019-20. Perciò è intervenuto via Skype anche il presidente della Repubblica di Malta, Marie-Louise Coleiro Preca. Gli altri dieci ragazzi intraprenderanno un percorso di doppia laurea presso il dipartimento di Economia e Finanze della Luiss, che consentirà loro di poter anche conseguire la specializzazione magistrale in base al merito. Obiettivo finale: favorire il rientro dei laureati in Giordania e la ricerca su tematiche di interesse tra l’area europea e quella del Mediterraneo, che dovranno essere oggetto delle tesi di laurea. Fuori quota il Marocco, che comunque avvierà a sua volta una iniziativa di mobilità tra la Luiss e gli atenei di Unuiversité de Cadi Ayyad, l’Universitè Mohammed de Rabat e l’Universitè Euro-Mediterranéenne de Fès, selezionando almeno tre studenti marocchini per frequentare un corso di laurea magistrale alla Luiss a partire dal 2019-20.

     

Il presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, il professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, spiega che la filosofia del progetto è “rafforzare la cooperazione politica ed economica euro-mediterranea attraverso un percorso didattico comune per i giovani, incentrato sul dialogo e sulla collaborazione ai più elevati livelli formativi e di ricerca, nonché di favorire l’incontro tra operatori economici, istituzioni, rappresentanti delle Università”. L'obiettivo è “creare una classe dirigente consapevole delle opportunità derivanti da una maggiore interazione tra le realtà economiche, culturali e politiche dell’intera area”. “Una volta finalizzato il percorso di laurea, i venti studenti selezionati saranno dotati delle competenze di base utili a proseguire gli studi nei paesi d’origine e a divenire in loco i manager del futuro, nel presupposto che la cultura e la conoscenza dei principi della finanza e delle tecniche d’impresa costituiscano la base per il rilancio dell’area del Mediterraneo”.

    

Come ha spiegato ancora Alfano, dal successo di questo tipo di iniziative dipende se Italia e Europa potranno diventare un hub mondiale per gli investimenti nel Mediterraneo, o se invece lo stesso Mediterraneo si vedrà “degradato nella zona retrocessione della classifica internazionale”. E l'Italia non potrà che avere un ruolo chiave in questo processo. Il rettore della Luiss, Paola Severino, ha ricordato l’aneddoto personale di quando, ricoprendo la carica di ministro, nel 2011, si trovò a parlare con l’ambasciatore in Libia proprio il giorno prima che il paese sprofondasse nella guerra civile: una testimonianza per sottolineare l’importanza di operare in maniera tempestiva. Anche il presidente della Luiss Emma Marcegaglia ha raccontato una sua esperienza personale che evidenzia la stretta relazione tra i paesi del Mediterrano, ricordando di come stando in Siria avesse percepito di trovarsi di fronte alle radici della nostra stessa civiltà. Progetto Mediterraneo è dunque “una iniziativa che pone la Luiss come interlocutore privilegiato tra le due sponde del Mediterraneo rafforzando il dialogo e la conoscenza tra giovani talenti, provenienti da Paesi vicini ma troppo spesso percepiti lontani e diversi”. In un momento in cui le ragioni del localismo spesso più becero appaiono alla controffensiva rispetto ai grandi sogni dell’apertura e del libero mercato, “il futuro delle nuove generazioni risiede anche nella possibilità di essere connessi e uniti in un disegno di sviluppo comune”.

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