La guerra in casa

“Così gli islamisti costruiscono lo scontro di civiltà in una Francia al collasso morale”. Parla Mendel

La guerra in casa

Memoriale per le vittime degli attentati del novembre 2015 (foto LaPresse)

Roma. “Si stanno preparando a questo scontro di civiltà da vent’anni, noi abbiamo alzato le orecchie solo da due, loro sono molti più avanti nel loro programma di quanto non siamo pronti noi”. “Loro”, ci spiega Alexandre Mendel, autore del libro più completo sugli islamisti, “La France Djihadiste” (éditions Ring), sono i ventimila salafiti che vorrebbero rovesciare la patria dei Lumi, l’Esagono della laicità. Mendel è il primo ad aver inchiestato Lunel, borgo del sud tra Montpellier e Nimes, che...

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  • mauro

    22 Aprile 2017 - 09:09

    "Come l'Italia". Dove, è vero, si fanno pochissimi figli, ma non abbiamo il numero elevato di maomettani assorbiti (controvoglia) dopo la decolonizzazione del nord Africa, segnatamente i prolifici harkis. Anche se stiamo correndo ai ripari; leggo che siamo in testa in Europa (il che ci rende, va da sè, benemeriti) per la concessione delle cittadinanze (duecento mila, mi sembra, dall'inizio dell'invasione) e che i gruppi etnici più numerosi che ne hanno beneficiato sono marocchini e albanesi, naturalmente maomettani. C'è da dire, però, che il terzo gruppo etnico favorito è quello dei rom. Il che non può che rassicurarci.

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