Vietato avere il migliore amico

Il principino George cambierà scuola e dovrà rispettare uno di quei divieti che puoi trovare solo in un luogo per ricchi col senso di colpa

Vietato avere il migliore amico

Il principino George all'uscita da scuola (foto LaPresse)

Il principino George cambierà scuola. Andrà alla Thomas’s Battersea: 4.500 sterline a trimestre e gli toccherà non solo «essere gentile con gli altri bambini», ma anche rispettare uno di quei divieti da regolamento scolastico che puoi trovare solo in un luogo per ricchi col senso di colpa: vietato avere il migliore amico. Tendenza inglese all’uniformità scolastica (sempre verso l’alto) o ci siamo distratti e il metodo svedese ci ha travolto senza che ce ne accorgessimo? L’istituto privato difende la scelta così: un po’ è per non ferire i sentimenti dell’altro, un po’ è per stimolare a conoscersi e fare squadra. Nascere ricchi è una croce: devi fingere d’essere buono.  

  

George passerà dall'attuale metodo Montessori, dove ogni bambino è incoraggiato a esprimere se stesso a una scuola mista dove il Duca e la Duchessa di Cambridge vorrebbero che riceva gli stessi insegnamenti di tutti gli altri alunni (meno fortunati). Evidentemente hanno intuito che oggi puoi esprimere te stesso solo se hai l’indole di Madre Teresa, non certo se sei un reale che squadra i sudditi con lo sguardo annoiato – come un qualsiasi treenne. La Maria Antonietta dei nostri anni si sarebbe vestita Zara e avrebbe girato in ciabatte per supermercati pagando coi voucher. 

Londra, Thomas's Battersea: la scuola che frequenterà il piccolo principe George a settembre (foto LaPresse)


Se nelle periferie il bullismo è questione di abusi fisici, nel centro è scongiurare la competizione a chi ha la barca più grossa. George ci ha abituato a una «innata consapevolezza di essere un reale, di essere ricco, di essere avvantaggiato». Sono le inappropriate parole di Angela Gibbins, responsabile della comunicazione con l’estero, che si è sentita libera di lasciarle online forte del fatto avesse impostato la visualizzazione agli amici. Amici veri che hanno diffuso la schermata del messaggio rivendendoselo al Sun. Non si hanno più notizie di lei.  

  

Non possiamo sapere se la scelta di una nuova scuola è dovuta all'immagine pubblica del principino George. Scegliamo uno dei momenti in cui ha dato prova di sprezzo aristocratico: quando Justin Trudeau ha provato a dargli il cinque e lui lo ha guardato come se gli chiedesse moneta; quando ha accolto gli Obama in accappatoio bianco, rimproverando lo zio di non giocare con lui; nelle innumerevoli foto con sguardo ammonitorio che si presta a memi raccolti nella pagina Il principe George ti disprezza; o quando padre ha ammesso che sì è un bambino viziato (per il suo terzo compleanno l’Independent ne ha pubblicato una lista prezzata, pare gli abbiano regalato un cagnetto: uno Tsvetnaya Bolonka da 2000 euro. Ma quale bimbo non lo è?

  

A Luglio il primo affronto: per il suo compleanno lo avevano vestito con una maglietta da 9 sterline. In saldo. Possiamo solo immaginare quanto terrorizzati siano i reali di sembrare genitori spendaccioni che osino trattare il figlio da privilegiato. Indignazione e invidia sociale sono alla portata di tutti. Per questo si corre ai ripari con scuole costose che offrono l’illusione di normalità e democraticità (compresa nel prezzo). Guai a scegliere una persona su tante perché ci piace di più, guai fare gruppo, guai escludere il prossimo che si sentirà escluso e chissà quanti psichiatri ci vorranno perché un giorno, forse, possa superare il fatto che all’asilo non piaceva a nessuno. L’iper protezione dei bambini ha a che fare anche con un altro segno dei tempi: il fatto che di figli non ne fa più nessuno. E quei pochi che ancora li fanno, li trattano da principi. Ai principi come ultimo segno di distinzione non rimane che comportarsi da persone comuni.

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