Il Mibact va a caccia di talenti con "Generazione cultura"

Al via il progetto che porterà alla formazione di 100 giovani neolaureati che avranno il compito di immaginare il futuro del patrimonio culturale del nostro Paese. E realizzarlo 

Il Mibact va a caccia di talenti con "Generazione cultura"

La Reggia di Caserta (foto Emmanuel Granatello via Flickr)

Il ministero dei Beni Culturali è alla ricerca di talenti. Da oggi, infatti, è possibile fare domanda per partecipare a “Generazione cultura”, un progetto avviato dal Mibact in collaborazione con Ales – la sua società in house –, Lotto Italia srl e Luiss Business School, e già definito dal ministro Dario Franceschini come uno dei “più importanti progetti attualmente in cantiere” del Mibact.

 

Il percorso si articola in tre fasi. Il ministero, tramite la Luiss Business School, seleziona 100 neolaureati in qualsiasi disciplina. Quindi avvia un periodo di “alta formazione” presso l’ateneo della durata di 200 ore spalmate su 6 settimane, durante il quale i giovani selezionati vengono formati come “specialisti nel settore del management culturale” (verranno istruiti alle tecniche del marketing digitale applicato alla cultura e ai principi del management e del business culturale). Terminata la formazione i 100 studenti svolgeranno uno stage, retribuito, in una delle venticinque “prestigiose” istituzioni culturali aderenti all'iniziativa. Tra queste – l’elenco completo si trova sul sito del progetto – ci sono il Fai, gli Uffizi di Firenze, la Reggia di Caserta, il Museo Egizio di Torino, il Teatro dell’Opera di Roma, il Museo Archeologico di Venezia, le Scuderie del Quirinale.

 

Nella seconda fase entra in campo l’Ales che, come spiega l’ad Mario De Simoni è “il braccio innovativo del ministero”. L’Ales fa quindi da raccordo tra le istituzioni dove si svolge lo stage e il ministero, tra i 100 stagisti e i loro “superiori”, affinché l’esperienza sia produttiva per entrambe le parti. D’altronde “l’etimologia della parola ‘stage’ – spiega De Simoni – viene dal latino medioevale e indica un luogo da cui si ottiene un beneficio, in cambio di un dono personale”.

 

Terza e ultima fase: l’incubazione. Alla fine dello stage i 100 neolaureati possono presentare al ministero un’idea imprenditoriale, che porti innovazione nel settore della cultura. Le dieci migliori saranno selezionate, “incubate” dalla Luiss Business School durante la stesura del business plan, e finanziate da Lotto Italia srl.

 

Questa miscela tra pubblico, privato e accademia è il modo giusto, spiega l’editorialista del Corriere della Sera Paolo Conti, perché il famigerato “sistema paese” di cui si parla troppo spesso senza avere risultati “faccia qualcosa di sostanziale”. Il rischio, o la speranza, è che il progetto possa dar seguito alla promettente statistica citata da Francesco Scoppola, direttore generale per l’educazione e la ricerca del ministero: “Le ricadute indirette di un investimento nel settore culturale sono pari al 1200 per cento dell’importo erogato”. Se è così, il budget di mezzo milione di euro messo a disposizione da Lotto Italia Srl (“solitamente non riveliamo le cifre dei nostri investimenti, ma faremo un’eccezione” dice l’ad della società Fabio Cairoli) fa promettere bene.

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