Le barricate contro il gay trumpiano

Milo Yiannopoulos cacciato da Berkeley. Il vizio illiberale dei liberal

Le barricate contro il gay trumpiano

Milo Yiannopoulos

Se l’Università di Berkeley non permette l’esercizio della libertà di parola e usa la violenza contro persone innocenti che hanno punti di vista differenti – NO FONDI FEDERALI?”. Questo è il tweet che ha postato ieri il presidente americano, Donald Trump, intervenendo con i suoi modi molto spicci nella vicenda che coinvolge Milo Yiannopoulos, uno degli editor più noti, irriverenti, controversi e riconoscibili della galassia legata al sito Breitbart. Milo era stato invitato dai Berkeley College Republicans a parlare mercoledì nell’ateneo californiano, all’interno del suo “Faggot Tour”, il “tour del frocio pericoloso” (Milo è gay), ma sono montate le proteste, al punto che l’università, via Twitter, ha annunciato la cancellazione dell’evento. U

 

n episodio simile – l’invito e poi la cancellazione dell’evento – era accaduto un mese fa all’Università della California Davis. Mentre interveniva la polizia antisommossa, Milo ha scritto su Facebook di essere stato fatto uscire dal campus in seguito “alle barricate di manifestanti violenti di sinistra, che hanno acceso fuochi, tirato pietre e petardi alle finestre sfondando i pavimenti di alcune stanze”. Le proteste, secondo Milo, dimostrano che “la sinistra è assolutamente terrorizzata dalla libertà di parola ed è disposta letteralmente a tutto pur di sopprimerla”. Trump insinua la possibilità di rivedere i fondi federali all’università (nel 2015-2016 sono stati pari a 370 milioni di dollari) per fare emergere una questione culturale rilevante. L’ateneo più liberal del pianeta vieta a un omosessuale di parlare, perché è un omosessuale trumpiano: nessuno protesta, senza accorgersi che è proprio questa contraddizione che Milo vuole fare emergere, e infatti poi ieri è esplosa.

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