Perché ci sono pochi Panebianco in Italia

Smascherare la comodità ideologica di non farsi “assalire dalla realtà”

Perché ci sono pochi Panebianco in Italia

Angelo Panebianco (foto LaPresse)

"Perché, a dispetto di ogni evidenza, a dispetto dei santi (è il caso di dirlo), tante persone negano che quella dichiarata, non solo contro altri musulmani ma anche contro gli occidentali, sia una guerra religiosamente motivata?”. Lucido come sempre, Angelo Panebianco si è posto ieri sul Corriere una domanda cruciale. Cruciale, se ci fossero orecchie per intendere, soprattutto per la nostra classe politica e intellettuale. Perché sono così poche le persone disposte a riconoscere i fatti, che c’è una guerra “religiosamente motivata?”. Panebianco indica due eccellenti risposte. La prima è che “ammettere che l’islam c’entri significa doversi porre domande scomode, fastidiose, sugli atteggiamenti del mondo islamico nei confronti della società aperta occidentale”. La seconda ha a che fare con la scristianizzazione.

 

Quanto meno nel senso che la scristianizzazione “porta con sé l’impossibilità di capire” che esista gente disposta ad ammazzare e farsi ammazzare per la religione. Ma c’è una terza domanda, che Panebianco evita di esplicitare ma che è inevitabile. La poniamo noi, in vece sua: perché in Italia esistono così poche persone come Panebianco, in grado di vedere le cose e chiamarle col loro nome? Perché in Italia è così difficile essere “assaliti dalla realtà” – come è accaduto a molti intellettuali progressisti e pure “pacifisti” americani dopo l’11/9, come accade sempre più spesso a intellettuali goscista francesi, o a pacati politici tedeschi? La risposta è multipla. Ne suggeriamo una: in Italia la coperta dell’ideologia – persino quella di matrice religiosa – è così confortevole, per quanto corta, e garantisce ancora un potere residuale nell’opinione pubblica, che in tanti preferiscono rimanere ben coperti sotto.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    04 Gennaio 2017 - 15:03

    L'Italia è sempre più un Paese unico ed imparagonabile, in tutti i sensi. Ed è giusto e naturale che viva la propria diversità senza complessi. Tutto ciò che è italiano è diverso ed unico: dall'unità nazionale che invece è diversità di entità culturali civili economiche climatiche storiche e gastronomiche proprie; dal popolo che invece sono popoli diversi; dalla Capitale Roma che invece è anche e più capitale del Cattolicesimo ossia universale; dalla storia della Civiltà che ha avuto nell'Italia quasi sempre un perno di elaborazione di evoluzione e di espansione, basti pensare all'impero romano o alle repubbliche marinare o alla scoperta dell'America ed ora al riavvicinamento del mondo islamico all'Europa e alla riconversione dell'ex impero sovietico ed ortodosso nel suo natutale alveo europeo... insomma, più o meno ma sempre "UN POPOLO DI POETI DI EROI... E il meglio deve ancora venire! Coraggio, e buon 2017.

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  • riflessivo

    03 Gennaio 2017 - 20:08

    Consociativismo, concertazione a senso unico, conformismo ideologico e culturale hanno avuto in Italia come risultato l’ottundimento delle menti, la sospensione del pensiero critico e la nascita di pseudo intellettuali. A tutto ciò ha contribuito pure una scuola pubblica asservita in maniera quasi totale dal potere sindacale che la considera come un bacino per assorbire la disoccupazione di diplomati e laureati creati docenti senza quasi alcuna selezione – si facciano salve le dovute eccezioni. Il risultato attuale è quindi la mancanza di persone libere che con mente critica sanno guardare la realtà, il prof. Panebianco è una lodevole eccezione.

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  • riflessivo

    03 Gennaio 2017 - 20:08

    Consociativismo, concertazione a senso unico, conformismo ideologico e culturale hanno avuto in Italia come risultato l’ottundimento delle menti, la sospensione del pensiero critico e la nascita di pseudo intellettuali. A tutto ciò ha contribuito pure una scuola pubblica asservita in maniera quasi totale dal potere sindacale che la considera come un bacino per assorbire la disoccupazione di diplomati e laureati creati docenti senza quasi alcuna selezione – si facciano salve le dovute eccezioni. Il risultato attuale è quindi la mancanza di persone libere che con mente critica sanno guardare la realtà, il prof. Panebianco è una lodevole eccezione.

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