Rogue One, uno Star Wars de-nerdizzato (ma non troppo)

Il nuovo film della saga di George Lucas è il primo sganciato dalle vicende dalla famiglia Skywalker. Ma è il più Jedi degli ultimi trent'anni

Star wars rogue one

Star Wars - Rogue One

Primi Novanta. Dante e Randal sono due ventenni senza prospettive che lavorano in un classico drugstore americano. Randal, che si occupa anche delle videocassette, ha rivisto “Il Ritorno dello Jedi”, il terzo film della trilogia originale di Star Wars, nel quale viene distrutta la seconda Morte Nera, l’arma di distruzione di massa dell’Impero: una gigantesca stazione spaziale da battaglia. "Nel Ritorno dello Jedi la seconda Morte Nera era in fase di costruzione, c’erano di mezzo un mucchio di appaltatori esterni, specialisti di ogni tipo" dice Randal. "Saltano per aria vittime di una guerra che non li riguardava affatto, arrivano i militanti di sinistra e distruggono tutto". Il discorso (che potete vedere nella sua interezza qui), proviene da "Clerks", commedia del 1994 di Kevin Smith e folgorante ritratto di una generazione. Indubbiamente è un dialogo da nerd ma per certi versi il tema che propone Randal viene affrontato anche in "Rogue One", il nuovo film della saga creata da George Lucas, diretto da Gareth Edwards e da oggi al cinema.

  



   

"Rogue One" si potrebbe considerare il primo film "de-nerdizzato". Infatti non appartiene a nessuna della tre trilogie: né a quella originale iniziata nel 1977 con "Guerre stellari" – quella di Luke Skywalker, Han Solo, la principessa Leia – né a quella prequel (1999-2005) che racconta come Anakin Skywalker sia passato al Lato Oscuro della Forza e sia diventato Darth Vader. Non c’entra neppure con la nuova saga, iniziata lo scorso anno con “Il risveglio della Forza” e ambientata decenni dopo "Il ritorno dello Jedi". Il nuovo capitolo non è incentrato sulla famiglia Skywalker e la mistica della Forza vi ha un peso limitato: niente cavalieri Jedi, solo un guerriero cieco e devoto. Eppure, è davvero un film da appassionati di Star Wars.

   

 

Il nuovo capitolo di Guerre stellari racconta come l’Alleanza Ribelle, che si contrappone all’Impero, sia riuscita a ottenere i piani della Morte Nera. E cerca anche di rispondere agli interrogativi di Randal in “Clercks”. Chi sono quelli che lavorano a un’arma di distruzione di massa? Sono davvero felici di servire il malvagio Impero o lo fanno perché costretti? È il caso del padre di Jyn Erso, la protagonista della pellicola, scienziato obbligato da anni a lavorare alla Morte Nera. Fuggita dall’Impero quando era bambina, Jyn vive da sbandata ma si ritroverà a guidare un commando che comunicherà all’Alleanza i piani del nemico.

  

“Rogue One” è un film di Star Wars in tutto e per tutto, molto più degli aborriti prequel. Rivediamo un Darth Vader originale, sempre con la voce di James Earl Jones. Tornato il carismatico signore del Lato Oscuro, non ha nulla in comune con il ragazzino piagnucolante della trilogia prequel che in ben tre film non ci riesce a spiegare come si sia trasformato nel badass Darth Vader.

 

Torna pure Peter Cushing, nel ruolo del funzionario imperiale Tarkin: morto nel 1994 è resuscitato con la computer grafica (davvero inquietante). E viene approfondito, con allusioni alla politica contemporanea, il panorama della Ribellione e dell’Impero: ci sono capi ribelli che sembrano davvero dei terroristi e certi pianeti che ricordano la Siria di oggi, nei quali anche gli Imperiali possono essere acclamati come liberatori.

  

Cassian Andor è un capitano dell’Alleanza Ribelle abituato a uccidere a sangue freddo, cosa impensabile nel mondo fin troppo manicheo della trilogia originale. C’è K-2SO, un droide imperiale che, riprogrammato dall’Alleanza, è diventato sarcastico e ricorda (anche se probabilmente non volutamente) Marvin, il robot paranoico della Guida Galattica per autostoppisti, classica saga di fantascienza umoristica creata dall’inglese Douglas Adams suppergiù negli stessi anni di Star Wars.

  

È un film che somiglia al Guerre stellari del cosiddetto "universo espanso", i vari romanzi, fumetti, giochi di ruolo che nei decenni sono stati ambientati nel mondo creato da Lucas. "Rogue One", all’apparenza un film per non addetti ai lavori, alla fine è il film che i bambini degli anni Ottanta cresciuti giocando con le action figures avrebbero voluto vedere subito dopo "Il ritorno dello Jedi": non gli odiati orsetti Ewoks, non la demenziale trilogia prequel di un Lucas senile che si è ormai montato la testa, non il sia pur intelligente remake-non remake mirato alle nuove generazioni del "Risveglio della Forza". Un film di Star Wars, con azione, avventura, scene appassionanti. Ci volevano davvero trent’anni per farlo?

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