Lasciate stare la Fedeli, per capire le radici del gender ascoltate il “Tristano e Isotta” di Wagner

Il gender nasce nelle viscere della cultura moderna, perciò il senso comune non coglie le obiezioni

tristano e isotta

Ludwig e Malwine Schnorr von Carolsfeld - Tristan und Isolde, 1865

Quando la diocesi di Milano rimosse un bravo prete di curia che cercava di capire in quante scuole si fosse introdotto l’insegnamento gender-free, cioè l’invito a considerare inessenziale il sesso biologico delle persone, maschio e femmina, e a puntare invece su un’identità sessuale intesa come scelta culturale, individuale, identitaria e di coscienza, protestammo sonoramente, ovvio. D’altra parte da molti anni questo giornale ha cercato di studiare il fenomeno diffuso e alla moda delle teorie del gender, argomentando un’opposizione “non negoziabile”,...

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  • Mario Valentino

    Mario Valentino

    24 Maggio 2017 - 09:09

    A me sembra a volte che Ferrara si lasci andare a riflessioni autocompiacenti, ad un "ho pensato questo, e dunque la butto lì" che, supportato da uno stile mirabile, non sempre coglie il punto, anzi talvolta lo rende ancor meno evidente. Una cosa è dire che l'amore cantato nel Tristan "è un amore neutro sotto il profilo dell’identità sessuale degli innamorati", altra cosa è affermare ("la questione è lì") che questa visione dell'amore possa costituire il fondamento storico e culturale del "fenomeno diffuso e alla moda delle teorie del gender" e della possibilità dapprima filosofica e poi subito giuridica di potersi definire "uomo o donna sulla base di un criterio soggettivo". Quel tipo di amore totalizzante che conduce chi lo prova ad annullarsi, e dunque voler morire, per potersi fondere nell'altro e finalmente diventarlo esige invece proprio la differenza, il limite imposto dalla natura, un "io" fisso da superare, senza di che non può nascere il desiderio di un assoluto totalizzante

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  • info

    15 Dicembre 2016 - 15:03

    Attaccando la famiglia naturale, la cultura gender mira a creare una massa di individui indifferenziati dal punto di vista sessuale e quindi socialmente isolati che possono essere sottomessi più facilmente dal governo “democratico”. Il grande inganno consiste nel far passare come sensibilizzazione alla democrazia, alla tolleranza, come pedagogia, quella che è in realtà la cancellazione di ogni legame e di ogni identità culturale, storica, religiosa, familiare e sessuale. È la rottura (democrazia contro natura), e il pensiero gender ne costituisce solo un’ultima declinazione, tra l’uomo-creatura e il Creato, per una nuova antropologia, dove al posto della natura c’è la cultura, la scelta (il desiderio che diventa diritto), e dove al posto dell’uomo, c’è l’uomo in progress, l’uomo indistinto, indifferenziato, l’apolide, il cittadino asessuato del mondo. Perché in questo modo può diventare più schiavo dell’economia, mero ingranaggio, e schiavo del nuovo ordine mondiale.

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  • carlo schieppati

    15 Dicembre 2016 - 08:08

    Ho capito: la differenza di genere è avvertita come una discriminazione perchè siamo diventati esseri spirituali, disincarnati. Come sono contento di essere cristiano, coinvolto in una storia dove lo spirituale si fa carnale! Una domanda: come faccio ad amare l'Altro se la sua alterità, la sua diversità, è percepita come una discriminazione?

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