Mika è bravo ma non riesce a far sembrare simpatico Fabio Fazio

Terza puntata dello show condotto dalla pop star inglese. Ancora grandi ospiti e divertimento sopra la media, ma "Casa Mika" perde appeal (parentesi buoniste comprese)

Mika

Mika (foto Facebook)

E così, anche la terza puntata s’è svelata. Meglio della seconda, ma peggio della prima. Si può dire senza indugi: un piacevole spettacolo di intrattenimento ben sopra la media dell’offerta. Media anche quella.

 

In principio fu Fabio Fazio. L’ospite che arriva in bicicletta e poi s’improvvisa in una gag nella quale, insieme al proprietario della baracca, fanno Stanlio e Olio. Niente da fare, il fatto incredibile è che non importa che tempo che faccia: Fazio non riesce a diventare simpatico nemmeno quando si sforza davvero.

 

Quindi, via con la sfilza di ospiti prevista – come di consueto – dalla scaletta del varietà di Mika.

Alla seconda puntata Casa Mika annoia un po’, peccato

Buona la prima (anzi, buonissima). Un po’ meno la seconda. Lo show del cantante inglese su Rai 2 tiene botta ma non fa il botto (parentesi buonista compresa)

 

Prima Giorgia, duetta in inglese col pailletattissimo padrone di casa. Poi la divertente parentesi del taxi viene anticipata, questa volta. L’autista Mika gira per Bologna e lo sketch, che tanto ci ha fatto sorridere nelle prime due puntate, perde appeal. Ma forse, dopo Roma e Napoli, è solo la città a risultare troppo composta.

 

Il momento cantareccio di Mika è sempre un sollazzo, stavolta con con “Good guy”: i suoi intermezzi discografici sono stati per lo più musica bella per le nostre orecchie in ogni puntata.

 

E’ la volta di Eros Ramazzotti, reduce da un tour mondiale lungo sedici mesi (quasi 90 date!) che si esaurirà a Milano il 20 dicembre. Ormai maturo, mantiene ancora quel fascino da strada che ai tempi ci fece invaghire, nonostante sembianza e movenze vagamente scimmiesche. E poi, lui resta sempre un’emozione per noi venuti al mondo negli anni ’80, di più ancora se intona “Cosa si fa, cosa si fa questa sera”. Un bel salto triplo carpiato in un passato ancora così vicino da immalinconire.

 

E’ sempre una gioia quando arriva il momento di Paola, la “piscologa”: “Miko”, lo chiama sempre lei gracchiante, senza azzeccare una vocale. Il nomignolo storpiato promette di durare nel tempo. Procace, come sempre, in un tailleur nerazzurro, orecchini invadenti e dorati in omaggio al Natale che s’appresta, conquista come sempre lo schermo con le sue boiate di buon gusto.

Se la Bellucci era uscita da un frigorifero, Elio esce da una torta (senza le storie tese), con una frangia corvina che fa molto Cleopatra. Et voilà: i due ex giudici di X Factor sono di nuovo insieme. Fanno gli stupidi in modo intelligente. E noi sorridiamo con la benevolenza accordata a chi si stima sempre. E comunque.

 

Spazio a Rossy De Palma, la musa del Maestro Pedro Almodòvar, brutta quanto brava: bravissima. Anche lei sbuca dal frigorifero, come Monica Bellucci. L’effetto estetico è, manco a spiegarlo, differente. Ma poi lei recita. Davvero. E, insieme a Mika cantano – questa volta in spagnolo – sulle note di “Cucurrucucù Paloma”, il brano reso famoso da Franco Battiato che nella versione acustica di Caetano Veloso nel film “Habla con ella”, intoppa sempre il respiro.

 

La solita parentesi buona-buonista si apre sui ragazzi della Piccola Orchestra di Tor Pignattara: fanciulli immigrati di seconda generazione, romani. La musica è la salvezza, come sempre in questo inciso. Poi però loro attaccano con un rap: “Non sopporto più la falsità di questa società che non accetta la diversità”. Maria, noi usciremmo.

 

Ci accingiamo verso la chiusura. L’omaggio, questa volta, va a Paolo Poli: “Secondo me a lui questa casa sarebbe piaciuta molto”, ragiona Mika. “La sua immagine era quella di un uomo bello, gentile, perfetto con la lingua affilata e divertente. Penso che Poli si dovrebbe insegnare nelle scuole per spiegare ai bambini che non si deve aver paura di quello che si è. Le definizioni gli stavano strette, ecco perché ha scritto Alfabeto Poli, un suo personalissimo dizionario”. “A come attore”, attacca Sabrina Impacciatore, di pizzo vestita, sdraiata sul consueto divano di pelle trapuntato di casa (Mika). Brava e intrigante, tra poco a teatro.

 

L’ultimo ospite è Kendji Girac – delizioso – che spara un po’ sapore  jipsy (Kings) nell’aria mentre noi, che durante le pubblicità ci siamo anche puliti i denti, abbiamo sonno. Grazie Mika per questa terza serata di buon, vario e composto intrattenimento nostrano.

Tutte le foto qui riportate sono tratte dalla pagina Facebook ufficiale di "Casa Mika"

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