Arriva Donald, star in fuga

Gettonatissimo il Canada, ma c'è chi dice che andrà su Giove. Sono decine le celebrità che hanno giurato e spergiurato di lasciare il paese se Trump avesse conquistato la casa Bianca. E adesso?
Arriva Donald, star in fuga

Donald Trump (foto LaPresse)

Chi asciugherà le lacrime di Miley Cirus? Quanto costerà il viaggio interplanetario della cantante Cher? E come gestiranno i paesi confinanti l’ondata di disperati provenienti dal jet set statunitense? La minaccia è comune e, come in ogni tornata elettorale, anche questa volta sono state decine le celebrità che hanno giurato e spergiurato di lasciare il paese se Donald Trump avesse conquistato la Casa Bianca. Nella notte il sito di immigrazione del Canada è andato davvero in panne per la mole eccessiva di traffico sui suoi server, mentre nelle infografiche gli stati federali andavano via via tingendosi del rosso repubblicano e l’idea che Trump avrebbe vinto si faceva sempre più solida. In Canada sarebbero fuggiti (o almeno così promettevano) Barbara Streisand, il comico Keegan-Michael Key e i cantanti Ne-Yo e Drake. Ma ora che il magnate dell’immobiliare ha conquistato la presidenza, molte super star americane dovranno mettere mano alle valigie – rigorosamente di cartone.

 

Bryan Cranston, che gli appassionati di serie tv conoscono meglio come il Walter White di Breaking Bad, alzava al Cielo le sue preghiere (“Spero che Dio non permetterà” la vittoria di Trump) ma garantiva che si sarebbe “assolutamente trasferito” in caso di vittoria del tycoon. Samuel L. Jackson, allenato dalle pistolettate nell’ultimo western di Tarantino, ha sparato alzo zero su The Donald, accusandolo di coordinare una campagna d’odio e promettendo in diretta tv di portare in Sud Africa il suo “culo nero, se questo bastardo diventa presidente”.

 



 

Lena Dunham, la creatrice della serie Hbo “Girls” diceva di conoscere tante persone che minacciano l’esodo ma che lei era pronta a farlo davvero: “Conosco un delizioso posticino a Vancouver”. Neve Campbell, attrice di "House of Cards", ha promesso di tornare a casa in Canada, mentre per Natasha Lyonne, che deve la sua fortuna a “Orange is the new black”, l’arancione del toupet trumpiano avrebbe avuto l’effetto di farla rinchiudere in un ospedale psichiatrico. In mancanza di un Astolfo che vada a recuperare il senno della povera Lyonne sulla Luna, si proponeva comunque la cantante Cher per una fuga spaziale fin su Giove (fa fede un tweet, sarà legale?). Stessa sorte per Jon Stewart, conduttore del Daily Show, che ha preso in considerazione l’idea di “entrare in un razzo e andare su un altro pianeta”. Chissà se Elon Musk ne sa qualcosa. Miley Cyrus ha scelto invece Instagram per lanciare un post strappalacrime – con tanto di selfie e lacrimoni – in cui giurava di squagliarsela: “Dico sul serio!". Mentre Whoopi Goldberg, più prosaica, sosteneva: "Forse per me è arrivato il momento di andare. Posso permettermelo”.

 


 

Yes . That is a tear rolling down my cheek dripping off the end of my nose..... This makes me so unbelievable scared and sad.... Not only for our country but for animals that I love more than anything in this world.... My heart is broken into a 100000 pieces ..... I think I may vomit .... That picture on the right is so disturbing.... YOU are not destiny! It is not your job to decide when a living things life is over .... & YOU DT ARE NOT GOD NO MATTER HOW MUCH YOU THINK YOU ARE!!! (& if he doesn't think he is "God" he thinks he is the fucking chosen one or some shit! We're all just fucking jam between his rich ass toes! Honestly fuck this shit I am moving if this is my president! I don't say things I don't mean! )

Una foto pubblicata da Miley Cyrus (@mileycyrus) in data:


 

Il comico Amy Schumer aveva scelto la Spagna e il suo collega ispanico George Lopez assicurava che Trump non avrebbe dovuto preoccuparsi dell’immigrazione: “Se si prende la Casa Bianca, noi torneremo tutti indietro". Anche il giudice della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg ha scherzato in un'intervista al New York Times sul fatto che un 8 novembre targato Trump sarebbe stato il momento di passare alla Nuova Zelanda. Ginsburg ha poi chiesto scusa per il suo commento, definendolo inappropriato. Insomma, si prevede un esodo di massa. Il momento ideale di inviare i curricula per i cervelli in fuga che cercano spazio nel jet set a stelle e strisce. Alla cortese attenzione del presidente Trump.

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