Giudici più cattivi e Arisa meno ubriaca, ma al secondo live di “X-Factor” manca un po' di ritmo

Seconda puntata dal vivo del talent show di Sky. Manuel Agnelli picchia duro (pure troppo), Alvaro Soler in versione “Hit mania dance” perde Les Enfants. Canzoni sconosciute al grande pubblico e solo un brano italiano non aiutano a seguire lo show.

Giudici più cattivi e Arisa meno ubriaca, ma al secondo live di “X-Factor” manca un po' di ritmo

(foto LaPresse)

Cominciamo dalla fine. Con una postilla. Per lo show: scorre poco, capita che la noia ti attanagli e le palpebre tendano ad adagiarsi. Lo spettacolo è indubbiamente alto, altissimo per il contesto televisivo nostrano. Ma manca il ritmo delle grandi occasioni. Quello che vorrebbe avere. Potrebbe avere. Dovrebbe avere.

 

L’inizio è più melodico (e meno rock) per il secondo live. Si parte con Arisa, abituzzo senza spalline e lunghezza perfida as usual. La sua voce incanta sulle note de “La notte”. Quindi Fedez, con la sua “21 grammi” in duetto con la collega Pippa regala soddisfazione al grande pubblico sintonizzato da casa. L’ingresso di Manuel Agnelli con “Non voglio ritrovare il tuo nome”, infine: Alvaro Soler. Si esibisce, in quota figo consolidato, in una versione chitarra e voce di “Sofia”, il tormentino ultra-pop che ci ha perseguitati durante l’intero periodo estivo. Ovunque. Ma il bell’iberico ne offre una versione chitarra e voce che fa apparire la nenia quasi impegnata.

 

Si entra nel vivo con un Cattelan meno elegante del solito. Ma non meno bravo. Ospite d’eccezione in questa seconda puntata, Giorgia in promozione – voce impeccabile – con la sua “Oronero”.

 

Si inizia con “Rythm of the night” di Corona, rivisitata da una versione noiosissima dei Les Enfants. Ma il ritmo della notte non c’è. Dopo averla scampata al primo live, vanno di nuovo al ballottaggio (con Caterina), e questa volta vengono eliminati. Giustamente.

 



 

“Halloween è finito”, sottolinea sardonico un Manuel Agnelli più cattivo del solito. “Alvaro, hai scelto uno dei brani più brutti della storia”. Amen.

 

“Il mio pezzo di cuore, atteso da giudici e pubblico coi coltelli affilati che invece ha fatto un bucio di culo così a tutti”, annuncia Arisa sobria. In tutti i sensi. Entra Loomy: calzino di spugna bianco a metà polpaccio e cappellino con visiera tesa. Ogni settimana scrive una canzone di suo pugno, il ragazzo: stavolta propone un mash up (che nella nostra lingua vuol dire null’altro che mescolanza) di Bob Marley (“Could you be loved”) e Ghost (“With you Ft. Vince Staples”), più una spruzzata di Bach. Che noi, ignoranza nostra, non è che proprio cogliamo. Lui è un vero animale da palcoscenico e ci fa scordare anche il calzino di spugna bianco a mezzo polpaccio.

 



 

E’ il turno di Eva Pevarello. Spettacolare, ha la giusta personalità per un palcoscenico di livello. Alto. Un applauso sincero anche alla scenografia d’effetto del sempre ottimo Tomassini. Il rischio ora è solo quello di dover migliorare.

 



 

Per Gaia, Fedez ha scelto un “brano che oscilla fra soul e ritmiche hip hop”: “Human (Rag ‘N Bone Man)”. La fanciulla si mostra aggressiva, ma con la giusta misura. Più che umana, come il titolo della canzone avrebbe suggerito, “disumana”, come suggerisce un (positivamente) impressionato Alvaro.

 



 

Tocca ai Diana Lou, con annessa bravura conclamata. Per loro il brano di una cantante norvegese, tale Aurora. S’intitola “Running with the wolves” e non aiuta a sdrammatizzare l’attitudine troppo sofferente del duo che, non finiscono di ripeterlo, si esibisce per le strade di Berlino. La scelta del brano fatta da Alvaro ci suona come la proposta di un romanzo russo ad un adolescente durante l’estate: più che noiosa, inutile.

 



 

Quindi è la volta di Silva Fortes, con “Another way to die” (Jack White Ft. Alicia Keys) in un clima da 007 perfettamente riprodotto. A noi la ragazza piace più melodica, meno aggressiva. Ma la sua voce, insieme alla scenografia hanno fatto tutto il resto. Complimenti.

 



 

Fem, orgoglio svolazzante di Arisa, canta l’ennesima canzone della serata sconosciuta al grande pubblico. E balla. Con la Carrà sarebbe stato più contento lui. E pure noi.

 



 

“Vestiti da mariaci daltonici” investono il palco i Soul system con “All that she wants”. “Alvaro ci è rimasto sotto con hit mania dance”, suggerisce Fedez ficcante come ormai d’uso. Bravi e divertenti: il ritmo esce dallo schermo e striscia fino allo spettatore, senza ostacoli.

 



 

Per Caterina, Fedez prende a prestito un “brano facile facile di Norah Jones”: “Don’t know why”. Lei si presenta in versione ballo delle debuttanti. Ma anche un po’ “Frozen”. E’ bravissima ma non ci emoziona. Sarebbe perfetta come cantante da matrimonio di lusso.

 



 

Il penultimo a esibirsi è Andrea Biagioni con “Ballata per la mia piccola iena”, unico pezzo italiano della serata (!). Degli Afterhours. La scelta del giudice è coraggiosa, astuta. Paracula. Non ci è piaciuta: non la scelta e nemmeno l’esecuzione.

 



 

Roshelle questa volta preferisce una museruola a rete al collare della scorsa. Si esibisce con destrezza. “Sento un irrefrenabile desiderio di invadere la Polonia”, dice Agnelli dopo la botta di parole ed energia della giovanotta. La ragazza è bravissima ma, insistiamo, ci crede un pochino troppo. Anche meno.

 


 


 

Tutte le foto qui pubblicate sono tratte dalla pagina Facebook ufficiale di X Factor Italia

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