Chiesa sottomessa allo spirito del tempo

Una nuova raccolta di saggi curata da Shah e Hertzke. Il Public Discourse spiega come la modernità abbia un grande debito, forse persino più grande che con l’illuminismo, nei confronti del cristianesimo.
Chiesa sottomessa allo spirito del tempo

(immagine di Anton Sim via Flickr)

"In molti libri che ripercorrono lo sviluppo della civiltà occidentale, ‘la nascita della libertà’ è spesso identificata con l’illuminismo. Certo, l’illuminismo ha dato contributi alla libertà umana di cui neppure i cristiani vorrebbero oggi privarsi, come niente meno che un’autorità come Joseph Ratzinger ha osservato una volta”. Tuttavia, in un libro dal titolo “Cristianesimo e Libertà”, una nuova raccolta di saggi a cura di Timothy Samuel Shah e Allen D. Hertzke, si spiega come la modernità abbia un grande debito, forse persino più grande che con l’illuminismo, nei confronti del cristianesimo, che “ha influenzato concetti come il governo limitato, la proprietà privata, il costituzionalismo e la libertà religiosa”. Il libro intende smontare “il consenso rawlsiano contemporaneo per cui il liberalismo ci ha liberato dalla mano autoritaria del passato. In questo schema, il cristianesimo era il problema e il liberalismo la soluzione”. Un particolare punto di forza di questa nuova raccolta di saggi è che nessuno degli autori nega che i cristiani abbiano spesso violato le libertà individuali.

 

Tuttavia, si dice anche “si è fatto affidamento, consapevolmente o meno, alle risorse cristiane per identificare e correggere le violazioni della libertà, comprese quelle commessi in nome della fede cristiana”. Il cristianesimo ha rivoluzionato l’occidente con il concetto di “persona”. I canonisti cristiani hanno trasformato l’antica dottrina di diritto naturale in una teoria dei diritti naturali, all’origine della moderna teoria liberale. La separazione di stato e chiesa moderna è stata irrorata dal contributo della riforma protestante con la sua privatizzazione delle fede. Ian Christopher Levy mostra che “il mondo medievale era molto più tollerante di quanto si creda” e che “la proiezione laicista delle concezioni di tolleranza del XXI secolo sul periodo medievale è un esercizio profondamente anacronistico”. Levy prende in esame i meccanismi giudiziari del tempo per sostenere che “essi incarnano un alto grado di giusto processo e di tutela dei diritti degli imputati”.

 

Invece “la dottrina cristiana che la fede debba essere scelta liberamente” ha costituito il fondamento della nostra libertà religiosa. Matthew J. Franck sostiene che le idee cristiane hanno giocato un ruolo importante nella nascita della democrazia americana. “Indipendentemente dalle convinzioni religiose e filosofiche, il potente impatto cristiano sulla nascita delle società deve essere riconosciuto da chiunque sia interessato alla verità”. Il filosofo tedesco Karl Löwith aveva già riconosciuto che il “pregiudizio” per cui chiunque abbia un volto umano possieda come tale “dignità” ha avuto origine sotto il cielo cristiano.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi