Giudici buoni e show perfetto. Alla prima dei live di X-Factor applausi per Eva. Salvati i boy scout

È cominciato il live del talent show di Sky. Subito eliminato Diego, della squadra di Arisa, che però punta alla finale con Fem. Le lacrime di Manuel, la sincerità di Fedez e il total black di Alvaro.
Giudici buoni e show perfetto. Alla prima dei live di X-Factor applausi per Eva. Salvati i boy scout

X factor 10, audizioni (foto LaPresse)

Il gioco si fa duro e quelli bravi cominciano a cantare. 

 

Ma prima: il giuramento. “Giurate di accettare i voti del pubblico”, suggerisce l’impeccabile Cattelan ai quattro giudici: “Che sceglierete col cuore e non pensando alla fattura di fine mese e di non dire mai “sei falsa Simona, cazzo”, suggerisce infine il conduttore facendo eco al passato litigio che vide un’Arisa emotivamente incontinente contrapporsi all’allora collega Simona Ventura, colpevole di non ci ricordiamo quale malefatta. 

 


 

Lo show promette fin dalle prime inquadrature. Lusinga lo spettatore con virtuosismi scenici da spettacolo internazionale. 

 

La diretta di X Factor non conosce inciampi, fila così liscia da poter sembrare registrata. 

 

Appare Marco Mengoni, in promozione con la sua “Sai che”: giacca e cravatta nera, pantaloni molto a sigaretta. Bello. Invita il pubblico: “Say welcome to Matt Simons”. Quindi il duetto. 

 

Entra in scena anche Cattelan, con un doppiopetto a scacchi: canticchia, ballicchia. L’uomo è davvero completo. 

 

Quindi, i giudici: entra Arisa, divertita, di rosa porcellino vestita. Colore, lunghezza e forma dell’abito non aiuterebbero a slanciare nemmeno Giselle Bundchen, ma lei pare a suo agio. Il secondo ad apparire è Fedez, borchiato e sorridente. Poi, Alvaro in total black ed infine (last but not least): Manuel Agnelli, scarlatto. 

 

Un pensiero, apprezzato, per le famiglie appena colpite dal terremoto e via. 

 

Soul System aprono le danze, senza indecisioni apparenti. I ragazzoni neri di Verona sfoggiano una presenza scenica da professionisti, dominano il palco, intrattengono. “Per la prima volta qualcuno che fa rap in inglese in maniera credibile”, commenta Fedez a fine performance: “Non ci sono molte band che mischiano bene rap e soul”. Loro, in effetti, lo fanno con la maestria necessaria a far risultare una cosa complessa, naturale. Bravi. Molto. 

 


 

Quindi, Caterina. Una delle tre giovani scommesse di Fedez. Che annuncia per lei una cover di De Andrè. Il buon Faber, si sa, va maneggiato con molta cura. Molta. Ma ascoltiamo. La ragazza si cimenta su “La canzone Marinella”, chitarra e voce. Il proposito è encomiabile, la tecnica ci pare ottima, ma la voce è troppo candida per raccontare la storia vera di chi visse solo un giorno come le rose. 

 

Il terzo ad esibirsi è Fem. “Colorato, esile, svolazzante”, come lo definisce Arisa, il suo giudice. Forse troppo, oseremmo noi.

 



 

Il ragazzo ha l’attitudine della pop star e padroneggia il palco. Arisa scoppia d’orgoglio. Noi potremmo scommettere di trovarlo in finale. 

 

Manuel Agnelli sceglie una ballata d’autore per la sua bravissima Silva Fortes: The blower’s daughter di Damien Rice, per la precisione. Attenzione. Ma lei ha la profondità giusta per rendere giustizia all’intensità del pezzo, col un accento “sensuale ed esotico”. Performance da pelle d’oca. 

 


 

Luca Carboni per i Les Enfants, con Bologna è una regola. L’esibizione è buona. Scolastica. Continuano a non emozionarci. 

 

Gaia sorprende con Fast car di Tracy Chapman. La responsabilità è grossa, ma la piccola ce la fa con l’intensità di una voce controllata e consapevole, nonostante la giovanissima età. Lei ci emoziona sempre. 

 


 

Roshelle per l’occasione ha i capelli rosa raccolti in una coda di cavallo e un outfit post moderno tra il sadomaso e l’incomprensibile. La sua performance rasenta la perfezione. Ma lei ci crede un po’ troppo. 

 

Tocca ad Andrea Biagioni, con i Radiohead immerso in una scenografia da Arancia meccanica. Quindi appare Loomy: “La mia scommessa contro il parere del pubblico”, dice subito Arisa. Il pezzo l’ha scritto lui: ha personalità, presenza, credibilità. Persino Fedez è convinto dai tecnicismi della sua performance. Arisa 1- pubblico 0. Per ora. 

 

Diana Lou intrigano sempre con la loro grinta distillata, mentre Diego Conti, con una camicia alla Pablo Escobar, appiattisce un po’ con la sua interpretazione. Canta John Wayne, l’ultimo successo di Raphael Gualazzi. E’ bravo. Ma più da Karaoke di alto livello che da palco di X factor. 

 

Finalmente tocca a Eva Pevarello. Punk, eppure dolce: l’ossimoro in questo caso più che evidenziare i contrasti, li armonizza. 

 

Al ballottaggio se la giocano i Les Enfants e Diego Conti. I giudici salvano i boy scout attempati. Il primo eliminato di questa edizione è il giovane Diego, dunque. 

 

“Dopo questa puntata di X Factor ho una voglia irrefrenabile di aprire un conto in Intesa San Paolo”, ironizza Fedez a proposito dell’onnipresente sponsor scelto quest’anno per il programma. La standing ovation sarebbe per la sua ironia onesta.

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