Gli home visit di X-Factor sono insipidi e senza ritmo. Adesso cominciano i live (e c’è il mistero dei Jarvis)

I giudici hanno scelto i dodici concorrenti che si sfideranno dal vivo, ma separati perdono appeal: persino Manuel Agnelli è poco affascinante. Da oggi parte la striscia quotidiana, giovedì prossimo la prima puntata in diretta.

Gli home visit di X-Factor sono insipidi e senza ritmo. Adesso cominciano i live (e c’è il mistero dei Jarvis)

I giudici di X-Factor (foto di http://skyuno.sky.it)

Torino, Bologna, Barcellona e St. Tropez. Queste le mete prescelte dai giudici per riascoltare i sei concorrenti selezionati durante i bootcamp e sceglierne tre ciascuno da portare ai live. La puntata è insipida. Mancano il ritmo, lo show, persino la polemica. I giudici, separati, perdono appeal. Anche Manuel Agnelli affascina meno.

 

Le esibizioni dei concorrenti si susseguono in carrellata, senza trasmettere particolari emozioni. E’ il trionfo della perfezione che annoia. Ma andiamo con ordine.

 



 

Torino, dicevamo. E’ questa la città voluta da Arisa per l’ultima, infausta selezione: “Una via di mezzo fra Parigi e Vienna”, ha spiegato. Scelta non banale. Azzeccata.

 

Pippa ha giudicato con l’aiuto di una Patty Pravo monotona, ricoperta da teschi neri su un candido tailleur. Biondissima.
Un rooftop da spezzare il fiato, con tanto di Mole all’orizzonte si è fatto proscenio per le ultime esibizioni degli “under uomini”.
Andranno ai live: Marco Ferreri, per l’occasione senza squarci sui pantaloni. Lorenzo Lumia – quello dei contatori che aveva rappato bene, poi male, questa volta bene di nuovo. “Ha una storia da raccontare”, è convinta Arisa che per portarlo fino a questo tetto altissimo ha dovuto infischiarsene dei molti fischi soffiati da pubblico e critica. E Diego Conti, che passa a discapito dell’altro Diego, quello che pareva un folletto e rappava in coreano spinto. “Potrei vincere X-Factor quest'anno”, confessa soddisfatta della sua squadra Arisa alla Pravo. “Dicono che porto bene” risponde la collega, “ma mi devi toccare una chiappa”. Quindi si alza, e gliela porge. Arisa fa il palpeggio del buon auspicio. Olè. Le jeux son fait.

 



 

Per Fedez: St. Tropez. E dove sennò? Il giudice sfoggia un cappellino rosso e turchese girato rigorosamente al contrario, che renderebbe ridicolo chiunque. Tranne lui. E ancora: scarpe fluorescenti. Una gialla. E l’altra arancione. Ma lui può e la dimostrazione è che molti di voi non ci avranno nemmeno fatto caso. “Il punto di forza della mia categoria? Il giudice”, si sbrodola addosso con onestà. Accanto a lui, giurato d’eccezione: Benny Benassi.

 

Si susseguono: Sofia Rollo, 17 anni, tonda e solare. Il palcoscenico è erba a strapiombo sul mare. Grace, Caterina ("ha un timbro che mi perfora", dice Fedez a Benassi). Gaia, bellissima, Valentina, quella con tutti gli ingredienti della pop star e Rossella, i capelli lunghi e rosa, un cappellino nero con la visiera all’indietro, le ciglia lunghissime.

 



 

“Dovevo schiarirmi le idee e invece non c'ho capito un cazzo”, parafrasa il giudice. E però, passano: Gaia, Rossella e Caterina. Ci sentiamo ai live.

 

Restiamo all’estero con i gruppi di Alvaro Soler che preferisce giocare in casa e se li porta a Barcellona. Ad aiutarlo nel giudizio, Max Gazzè.

 

Partono i Jarvis con “Sunday morning” dei Maroon five. E gli tolgono l'anima. Poi i Soul system, il gruppo black di Verona, con “E la luna bussò”. Ma funky. Senza il graffio di Loredana la luna non bussa. Almeno per noi. Seguono Les enfants, "più noiosi del solito". Che ce ne vuole. Poi gli Oak, gli IIso e infine: i Diana Lou, dalle strade di Berlino. Sono gli unici che convincono. Meriterebbero una standing ovation, peccato non ci sia il pubblico. Ma passano ai live insieme ai Les enfants e ai Jarvis. Solo a fine puntata scopriamo che questi ultimi non saranno in gara. Per motivi personali, pare. Ma dalla loro pagina Facebook si legge: “Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare”. Mistero. Intanto vengono ripescati i Soul System. Meglio.

 



 

A questo punto, manca soltanto Manuel Agnelli con i suoi “over”. Li seleziona a Bologna: “Qui, ogni 5 minuti c'è un campanile che mi ricorda che sto invecchiando”, spiega.

 

Si esibiscono: Giovanni Diana, quello che si emozionò fino al malessere prima di salire sul palco dei casting con pantaloni dal risvolto esagerato. Eva Pevarello che azzarda un brano di Amy Winehouse. Niente po’ po’ di meno. Ma è brava. Veronica, col suo "fraseggio alla Johnny Mitchell", come ha spiegato Agnelli a Daniele Silvestri intervenuto per l’occasione. Simone Nannicini, Andrea Biagioni con Message in a bottle dei Police. Bravo e bello. Che non guasta. E Alessandra Fortes Silva, la ragazza dal sapore esotico che aveva conquistato il primo palco col racconto (brasiliano) in musica della moglie di un detenuto. E infatti passa ai live insieme ad Eva e al bell’Andrea.

 



 

Agnelli rivela un’umanità di cui lo credevamo capace, e i suoi occhi lucidi per le eliminazioni ci piacciono. Perché hanno il gusto delle cose vere.

 

Da oggi alle 19.55 X Factor parte con una striscia quotidiana condotta da Aurora Ramazzotti.

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