Il nostro Muro del pianto contro la nuova Shoah culturale

“Una risoluzione che va contro la storia e contro ogni logica”. “Ma chi ha firmato non è mai stato a Gerusalemme?”. Lettere contro la rimozione della memoria da parte dell’Unesco. Alle 15 appuntamento davanti alla sede dell'organizzazione a Roma per spiegare che cancellare la storia di Israele non è Educazione, non è Scienza, non è Cultura.
Il nostro Muro del pianto contro la nuova Shoah culturale

Ebrei in preghiera davanti al Muro del pianto (foto LaPresse)

Noi per un giorno, oggi alle 15, trasformeremo la sede dell’Unesco a Roma (Piazza di Firenze, 27, a pochi passi dal Parlamento) nel nostro Muro del Pianto: portando di fronte alla sede italiana dell’organizzazione le lettere del Foglio e dei nostri lettori per spiegare che cancellare la storia di Israele non è Educazione, non è Scienza, non è Cultura: è semplicemente una Shoah culturale. Continuate a scriverci qui: murodelpianto@ilfoglio.it

 


 

"Sul delicatissimo tema di Gerusalemme, l'Unesco ha assunto una decisione assolutamente irresponsabile. Nonostante i molti appelli alla prudenza e le perplessità della stessa direttrice, è prevalsa la volontà di colpire politicamente Israele e - ciò che è più grave - di dare voce ad un latente, inaccettabile pregiudizio antisemita. Si tratta di un pessimo servizio ai valori della pace tra i popoli e tra le religioni. Personalmente ho deciso di partecipare al sit-in promosso dal Foglio oggi pomeriggio".
Lorenzo Dellai, Presidente del Gruppo parlamentare Democrazia Solidale-Centro Democratico alla Camera

 


 

Al direttore - Le invio di seguito la lettera indirizzata al ministro degli Esteri per commentare lo sdegno per il “non voto” dell’Italia all’Unesco. Grazie per l’importante aiuto che il Foglio ci offre in occasioni così difficili.

 

All’attenzione del ministro degli Esteri,  Paolo Gentiloni - Scrivo a nome dell’Associazione Italia-Israele di Brescia a seguito dell’incredibile voto di astensione dell’Italia alla risoluzione dell’Unesco che vorrebbe cancellare millenni di storia ebraica. Al di là delle fonti ebraiche che testimoniano l’antico legame del popolo d’Israele ai siti sacri che ora l’Unesco vorrebbe far diventare esclusivamente islamici (Primo Testamento, Mishnà e Talmud: fonti che verrebbero screditate da questa risoluzione), avreste dovuto tener conto anche delle fonti cristiane (i Vangeli, anch’essi screditati da questa risoluzione) e delle fonti islamiche che per secoli hanno identificato il Monte del Tempio con il Tempio di Salomone (gli storici al Muqaddasi e Aref al Aref, il predicatore islamico Abu Bakhar al Wasati…). Questa risoluzione non tiene neppure conto delle recenti scoperte archeologiche che hanno confermato la veridicità di queste antiche fonti. Il Monte del Tempio è il luogo più sacro per l’ebraismo, oltre a essere un luogo importante per tutte le religioni monoteiste. Secondo la Bibbia, qui Isacco avrebbe dovuto essere sacrificato da Abramo, qui si trovavano il Sancta Sanctorum e l’Arca dell’Alleanza che custodiva le tavole della Legge. E’ questo il luogo dove, circa 3.000 anni fa, il re Salomone costruì il Primo Tempio e dove fu ricostruito il Secondo Tempio nel 515 a. C., dopo che Nabucodonosor aveva distrutto il Primo nel 587 a. C. Questa è storia. Stesso trattamento è stato riservato dalla risoluzione Unesco alla Tomba dei Patriarchi a Hebron (indicata prima col nome arabo di al Haram al  Ibrahimi e poi con quello ebraico) e per la Tomba di Rachele a Betlemme (indicata per prima come Moschea Bilal bin Rabah). Nei tempi bui della storia umana si bruciavano i libri, nel tentativo di cancellare culture. Lo ha fatto anche Hitler in tempi più recenti, ma mai nessuno, nemmeno Hitler, era arrivato a voler riscrivere la storia, ignorando reperti archeologici che confermano il contenuto di testi antichi e ignorando la presenza continua del popolo ebraico in quei luoghi, nonostante le continue guerre e persecuzioni ad esso riservate. Non è una novità il fatto che alcuni paesi arabi da tempo cerchino di convincerci che gli ebrei non c’entrano nulla con Israele e con la sua capitale, Gerusalemme, ma è evidente che si tratta di una falsificazione storica, probabilmente elaborata per giustificare il loro piano di conquista. Ma questo non giustifica – anzi – il fatto che un’organizzazione come le Nazioni Unite – che dovrebbero salvaguardarci da certi comportamenti – sostenga e avalli menzogne tanto gravi e assurde, che calpestano volutamente l’identità e la storia ebraica e che sicuramente non porteranno a nulla di buono.
Per questi motivi esprimiamo con forza la nostra protesta per il voto di astensione dell’Italia in merito alla risoluzione dell’Unesco che vuole negare ogni legame tra la storia ebraica e quei luoghi e che riteniamo di una gravità inaudita.

David Elber, Presidente dell’Associazione Italia-Israele di Brescia

 


 

Un nuovo negazionismo antisemita si aggira per le Nazioni Unite. Alla vecchia e falsa accusa negazionista, secondo cui lo sterminio nazista non ci sarebbe mai stato, o al più è stato “esagerato”, si è aggiunta una nuova e falsa accusa, secondo cui l’intera storia ebraica è un falso.  

Se non fosse per le implicazioni, verrebbe da ridere amaramente all’idea che una votazione dell’Unesco – nata per tutelare i beni comuni dell’umanità – possa cancellare la storia con un trattino a uso e consumo di stati autoritari e totalitari.

Siamo di fronte a una nuova deriva dell’antisemitismo, che facendo leva sul ricatto e sulle paure di un futuro economico incerto, che sembra guadagnare spazio anche nelle università più importanti, sulla confusione e le angosce in un mondo in cui la guerra e il terrore si sovrappongono e non sono più dei fatti lontani, non esita a utilizzare le sedi più importanti delle Nazioni Unite per erodere dall’interno la legittimità stessa dell’esistenza di una nazione. Poco importa se per fare questo ci si copra di ridicolo. Ciò che conta è l’obiettivo. E poiché l’obiettivo è la delegittimazione dell’esistenza di Israele, ogni azione è buona. Che gli stati europei, nella loro stragrande maggioranza l’Europa, si astengano è un segno dei tempi. Della gravità di una vasta zona grigia, in cui le ragioni di una malintesa realpolitik aprono la strada a un’aberrante forma di antisemitismo. Ben più grave delle false accuse contro il sionismo, con cui il comunismo sovietico, la sinistra terzomondista e il nazionalismo arabo hanno, in modo diverso, veicolato l’antisemitismo, giustificandolo come una forma di “anticolonialismo” e di “antimperialismo”.        
David Meghnagi

 


 

Aderisco all’iniziativa della redazione del Foglio contro quella che giustamente è stata definita una Shoah culturale. Un atto di negazionismo ancor più pericoloso in una fase in cui il fondamentalismo islamico sta gravemente minacciando la democrazia e la libertà occidentali. Negare i legami dell’ebraismo e del cristianesimo con il Monte del Tempio e il Muro del Pianto vuol dire anche cancellare una parte della nostra storia e alimentare un odio verso Israele per soddisfare regimi che vogliono vedere la fine dello stato ebraico.
Senatore Maurizio Gasparri
(Vice presidente del Senato)

 


 

Caro ministro Gentiloni, fu riflettendo sulla memoria, come pagina della storia reale di Israele, che lo scrittore francese Pierre Vidal-Naquet ebbe a scrivere di essere arrivato, per compassione, a definirsi “ebreo di riflessione”  e di “volontà”. Come tali, in tanti, abbiamo oggi questo nostro Hakotel, un Muro del Pianto in cui lasciamo la nostra preghiera: “Cambi quella vergogna italiana”. Con essa ci rendete partecipi di una Shoah della Storia, non molto più sopportabile dell’altra.
Umberto Minopoli

 


 

Prego rileggersi Ugo La Malfa: “La libertà dell’occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”. Viva Israele!  
Giuseppe Portonera

 


 

Incomprensibile, peggio provocatoria.
Celeste Finizio

 


 

Piuttosto che brutalmente  cancellare (anche) la memoria degli  ebrei, l’opzione islamic-friendly by Unesco ha innescato la modalità “appropriazione”. Una soluzione facile, efficace, non violenta e di inestimabile valore propagandistico.  Inferta senza colpo ferire, nell’indifferenza del mondo. Con geniale leggerezza. O, se preferite, con studiato understatement. “Banalmente”, verrebbe da dire; e il pensiero corre a Hannah Arendt. Che  avrebbe chiosato questo maleficio così: “La banalità del Muro” (del Pianto).
Gaetano Tursi

 


 

La decisione dell’Unesco riflette una tendenza pericolosissima: voler riscrivere la storia in ragione di opportunismi politici e “razziali”. Si cerca di trovare ogni ragione, anche palesemente falsa,  per negare un legame di Gerusalemme con l’ebraismo. Neanche ai tempi del nazismo…
Enrico Bertolotti

 


 

La funesta decisione dell’Unesco è stata votata da un’assemblea della quale anche l’Italia e i 28 paesi europei fanno parte. Solo Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Estonia e Olanda hanno votato contro. L’Europa, ha perso, come se non bastasse, un’occasione per difendere la propria cultura e i propri valori, occupata com’è a difendere le banche . Chi è il rappresentante Italiano in sede Unesco che ha votato a favore? Si faccia nome e cognome. Aveva avuto dovuta autorizzazione  dal governo italiano? (penso sia il ministro Franceschini)  Il governo si è assunto una gravissima responsabilità e deve darne spiegazione. E dove sono i grandi nomi della cultura italiana di oggi?  Vorrei che il Foglio  portasse avanti questa battaglia costringendo il governo a una risposta e aprendo, se mai fosse possibile, un poco gli occhi agli italiani.
Vicini al popolo Ebraico, vicini a Israele! Sempre! 
Stefano Gandolfi

 


 

Ai ministri Gentiloni e Mogherini - Nella votazione Unesco del 16 ottobre l’Italia ha ritenuto opportuno astenersi, dimostrando una volta di più l’ignoranza, l’opportunismo e l’ipocrisia di chi ci dovrebbe rappresentare e negando implicitamente non solo 3.000 anni di storia ebraica ma anche quella del Cristianesimo. In un paese cattolico come l’Italia, di fronte a una così macroscopica falsificazione della storia mi sarei aspettata una reazione violenta e di grande sconcerto, almeno da parte degli ambienti cattolici; invece silenzio assoluto. Non posso e non voglio credere che i soldi islamisti riescano a comperare tutto, anche le anime.


Mi auguro (anche se non ci spero molto) che in occasione della votazione definitiva qualcuno di quelli che ha votato Sì o si è astenuto cerchi nella sua coscienza e voti No in modo che la risoluzione venga respinta: questo sarebbe l’unico modo per far riconquistare all’Unesco un minimo di credibilità.

Silvia Conti

 


 

La decisione dell’Unesco è insopportabilmente antistorica, ossequiosa nei confronti dell’islamismo più intollerante e aggressivo, seminatrice d’odio. E il governo italiano con la sua astensione ha perso un’occasione per dimostrarsi indipendente nel giudizio e non asservito a un conformismo ipocrita.
Edy Bellemo

 


 

Boicottaggi, aggressioni di ogni genere contro un piccolo pezzo di democrazia in medio oriente… e ci mancava l’Unesco! Il governo italiano, che giustamente si dichiara amico di Israele, dovrebbe prendere iniziative forti contro tutti quelli che sono non contro gli ebrei ma contro gli israeliani.
Pia Costantini

 


 

L’astensione dell’Italia per quel che riguarda il voto Unesco che ha depredato all’ebraismo il Muro del Pianto è una grande, ingiustificabile, vigliaccata. Vigliaccata maggiore quella di chi tace e assiste, ancora una volta, indifferente. Più di sempre, canto “Ha Tikvah”.
Valter Vecellio, vice caporedattore del Tg2  

 


 

Se non fosse vero, sarebbe una barzelletta!!! Noi occidentali ci stiamo scavando piano piano la fossa… e noi italiani siamo sempre ancora in scia ad Andreotti: dei pusillanimi!
Andrea Massa

 


 

Pianto nel muro  il mio grido di indignazione per la shoah culturale che progressivamente cancella la storia degli ebrei. Piantiamola! prima che sia troppo tardi per tutti.
Mirko Tavella

 


 

Si dimostra sempre più quanto questo ente sia inutile.
Gabriele Cingolani

 


 

La mozione Unesco che vuole escludere il Muro del Pianto dai luoghi della cultura ebraica è un atto aberrante di una ignoranza inaudita; mi indigna anche che il mio paese, l’Italia, si sia astenuto in tale votazione. Chi ne è responsabile deve uscire allo scoperto! Vergogna!
Lamberto Pedrini

 


 

Sostengo la vostra iniziativa contro la vergognosa shoah culturale dell’Unesco!
Nino Di Benedetto

 


 

Scrivo per sostenere la vostra iniziativa contro questo tentativo di conquista dei luoghi sacri. Conquistare la sacralità di qualsiasi religione genera tensione e motivo di scontro. E’ evidente che dietro le iniziative dei paesi proponenti non vi sia alcun desiderio di distendere le già fragili relazioni internazionali, politiche e religiose.
Attilio Sacco

 


 

Ai piu’ non serviva questa nuova esilarante idiozia per capire che l’Unesco è una organizzazione in mano a degli ignoranti, ma speravo che il governo italiano fosse meno “cagoia” di come vorrebbe far intendere. 
Guido Perini

 


 

Sostengo la vostra battaglia in favore dello Stato di Israele nei confronti dell’Unesco.
Giuseppe Piccioli

 


 

Quando Gerusalemme era in mano araba, non solo ebrei ma anche cristiani erano tenuti fuori dai luoghi sacri. E quando nel 1948 la legione araba si impadronì dei quartieri ebraici di Gerusalemme eseguì una feroce pulizia etnica. Non mettiamoli in condizione di ripetere questi scempi.
Francesca Pavoncello

 


 

Contro il negazionismo di stampo nazista con cui l’Unesco si fa portavoce dell’ignoranza di una parte del mondo arabo-islamico, sposando in pieno la propaganda del palestinismo. Contro chi mente, chi nega la storia, offende la cultura e si presta agli slogan antisemiti.


Per il popolo ebraico, per lo stato di Israele, per Gerusalemme. Per la Storia, la Dignità e l’Onestà intellettuale. Per loro e per noi.
Roberto Giovannini

 


 

La decisione dell’Unesco riguardo Gerusalemme ha il sapore nauseabondo del razzismo – ma vero, non quello di chi sbraita contro Israele – e del nazismo. Non c’è limite alla sfrontatezza di un tale atto da parte di un’organizzazione che dovrebbe tutelare e rispettare la storia, la tradizione, la cultura, la religione di una nazione, in particolare di quella ebraica, unica vera democrazia in medio oriente. Dire che l’Unesco dovrebbe vergognarsi è dire nulla.
Pasquale Ciaccio

 


 

Si continua, nel clima di sempre maggiore ipocrisia da parte dei governi mondiali, compreso quello italiano, a lasciarsi asservire passivamente alle istanze e agli interessi dei potentati e dei governi mediorientali. Che L’Onu, l’Unesco e altri enti e associazioni internazionali siano da tempo manovrate da una sorta di ricatto terzomondista che colpevolizza l’occidente è un dato che non vede solo chi non lo vuol vedere. Ma adesso che venga falsificato un dato storico da sempre così evidente come questo è una provocazione così ridicola che forse nemmeno il nazismo aveva tentato! Manipolando la storia, si manipolano le coscienze, specialmente dei giovani. Spero che ci sia un risveglio nelle coscienze più avvedute prima che lentamente ma inesorabilmente ci si accorga della trappola culturale politica e sociale che si va allestendo davanti a noi. Con simpatia aderisco moralmente, sia pur virtualmente, alla vostra iniziativa.
Eduardo Arena

 


 

Vorrei aggiungere anche il mio messaggio per chiedere al governo italiano di dissociarsi in modo chiaro dall’insensata decisione dell’Unesco di negare il legame tra la religione ebraica e il Muro del Pianto e il Monte del Tempio.
Elisabetta Rudi

 


 

Iniziativa che condivido. Bravi!
Silvio Brienza

 


 

Invio la mia protesta ufficiale per il mancato voto contrario dell’Italia riguardo il Monte del Tempio, Gerusalemme, Israele, il legame ultra millenario del popolo ebraico con questa terra. Il luogo più sacro per gli ebrei di tutto il mondo non può essere rubato da fanatici terroristi a cui voi vi piegate docilmente per paura. La storia non può essere inventata!
Marco Magni

 


 

Non si può lasciare che la storia venga violentata in questo modo. Non si può lasciare che, non riuscendo a eliminare fisicamente Israele, lo eliminino dalla sua storia, che è anche la nostra.
Syra Rocchi

 


 

Tutta la mia solidarietà al popolo di Isdraele e la condanna più totale all’Onu ormai servo dell’Arabia Saudita.
Nicola Ruani

 


 

Grazie per questa iniziativa. Isolata quanto importante, in un contesto in cui purtroppo prevale un sentimento anti ebraico e anti israeliano, mentre l’ideologia dominante si schiera sempre e acriticamente contro. Grazie per dare voce a chi sostiene Israele, pur non negando le sofferenze di un popolo schiavo, prima di tutto a opera dei suoi governanti e della ipocrisia dell’occidente.
Nicola Fornaciari

 


 

Purtroppo vivendo a Milano non potrò partecipare alla vostra iniziativa alla quale avrei aderito con molto piacere. La risoluzione dell’Unesco è quanto di più spregevole e antisemita sia accaduto in questi ultimi anni. L’Italia astenendosi ha definitivament mostrato la vergognosa connivenza del proprio governo con chi continua a negare il diritto di Israele a esistere e a negarne la storia millenaria.
Sono d’accordo con voi: questa è una Shoah cultrale.
Marta Binda

 


 

Con lo spirito sarò  in piazza anch’io mercoledì.
Simone Righi

 


 

Se questa è umanità…  

Enrico Bono

 


 

Sono appena tornata dall’amata terra di Israele, terra delle nostre radici cristiane, terra di Gesù, terra chiamata quinto evangelo, e ho appreso con disgusto dell’ulteriore beffa compiuta a danno di quella nobile nazione e dei nostri amati fratelli maggiori, gli ebrei!


I componenti dell’inutile ente onusiano, ignoranti e in malafede, devono essere denunciati al tribunale dei diritti dell’uomo per la orrenda decisione che svilisce e annulla millenni di gloriosa storia ebraica e cristiana, anche Gesù è salito  al tempio e ha insegnato ai dottori!


Vergogna governo italiano, codardo coniglio incapace di difendere i diritti di una nazione democratica e libera, per assoggettarsi vigliaccamente al politicamente ed economicamente corretto, del pensiero islamico-fascista!
Anna Maria Cocco

 


 

Nothing more than another blatantly biased resolution against Israel…
Shame on you!
Franca Stella

 


 

Mi chiamo Luigina Magnini, sono una cittadina italiana cresciuta in una famiglia cattolica che mi ha insegnato fin da piccola ad amare la storia e la cultura ebraica. Scrivo, pur non avendo titoli culturali o posizioni importanti nella società, perché l’ipocrisia di tanti personaggi che hanno il potere di manipolare l’opinione pubblica nei riguardi di Israele va smascherata. Questi vigliacchi che attaccano l’unico paese democratico e vivibile del medio oriente dovrebbero passare un po’ di tempo nelle case della gente che da sempre si deve difendere da possibili attacchi suicidi. Colpire Israele significa tagliare le nostre radici, appoggiare chi vive di odio e di disprezzo per la vita. Io non sono ebrea ma sono veramente dispiaciuta per come la civiltà in cui sono cresciuta sta correndo verso l’autodistruzione. Il Muro del Pianto, creato dal lavoro offerto dai poveri, è la testimonianza dell’Eterno, vita e riparo degli ultimi della Terra, del resto d’Israele. Benedetto Egli sia.
Luigina Magnini

 


 

Non ci sono parole... l’unica parola che mi viene in mente è VERGOGNA! E il mio paese si è astenuto accodandosi  al gregge antisemita! VERGOGNA!
Giuliana Iurlano

 


 

La decisione dell’Unesco di non legare il Muro del Pianto e il Tempio alla storia del popolo d’Israele dimostra una ignoranza preoccupante in un ente che dovrebbe (!) avere a che fare con la tutela delle testimonianze della cultura umana nel mondo. Chiunque abbia letto l’Antico Testamento sa che almeno dall’epoca di Davide, 1000 a.  C., Gerusalemme con il suo Tempio è il solo luogo dove adorare Jahvè’. Maometto inizia la sua attività tra il 500 e il 600!


Un governo come quello italiano che non vota contro la proposta di mozione (spero non ancora “definitiva”), ma si astiene soltanto, non merita il mio voto alle elezioni politiche poiché non mi rappresenta.
Luigi Cestaro

 


 

Vi prego di sottoporre a Unesco e governo italiano la preoccupazione di una decisione così paradossale, pericolosa in una situazione mondiale così pericolosa, incerta. Ma soprattutto in una situazione in cui pare che l’umanità sia regredita, in cui c’è tanta informazione, accesso alla cultura, a tutto ciò che i nostri non avevano, ma sembriamo più schiavi di sempre, più stupidi, più ignoranti!

Salvateci da questo inferno, salvate il futuro, date un senso alla vita futura! Basta poco… coraggio.
Alessandra Nunciati

 


 

Mi associo alla vostra protesta per la incredibile decisione Unesco che cancella il Monte del Tempio e il Muro del Pianto. Gerusalemme è prima di tutto ebrea, poi cristiana e in ultima istanza musulmana. E ci vorrebbe così poco per convivere pacificamente… Mi ricorda il vecchio Pci che voleva riscrivere la storia d’Italia per far credere alle nuove generazioni (indottrinabili…) che la democrazia in Italia l’avevano portata Stalin e Togliatti!
Raffaello Leporatti

 


 

Oltre che essere un atto negazionista tanto vile quanto farabutto, negare l’identità ebraica di alcuni siti di Gerusalemme significa violare l’essenza e l’intimità culturale di un popolo e della sua storia, un’abominevole barbarie di fronte alla quale quasi nessuno pare scandalizzarsi, comprese le istituzioni italiane.
Matteo Righetto

 


 

Sì, l’Unesco ha certificato l’inutilità dell’Unesco. Ormai sembra esserci una deriva antisemita senza fine. Spero che siate veramente in tanti mercoledì.
Grazia Manna

 


 

Abbiamo bisogno di serietà e Israele è un paese da difendere e non da cancellare come vorrebbero i paesi di fede islamica.  Domandiamo all’Unesco di RITIRARE la sua “fatwa” contro Israele.
Giuseppe Stefano Amico  

 


 

Da oggi toscanizzato ’Un-esco... perché dopo porcherie di tale portata sarebbe decoroso che i suoi rappresentati rimanessero tappati nelle stanze del “potere”.
Vergognatevi.
Con profonda riprovazione

Alessandro Caro

 


 

Grazie, sono con voi,
Simmaco Percario

 


 

Aderisco senz’altro alla campagna del Foglio contro l’inaccettabile decisione dell’Unesco di cancellazione del retaggio storico di Israele che rimane un patrimonio sacro per l’intero occidente e da cui è nata la stessa Onu, come consorzio di tutte le nazioni del mondo che riconoscono come propri i valori fondativi di quel patrimonio. Le nazioni che non si riconoscono in quei valori che attingono dalla cultura occidentale, intesa come sintesi delle culture: giudaico, cristiana, greca, romana ed europea, con ciò stesso si escludono dal consesso delle nazioni civili.


Fondino pure una Onu dei paesi islamici, quelle nazioni che respingono l’idea di Libertà in cui si riassumono tutti quei valori e preferiscono a essa la Umma o solidarietà tra i paesi islamici, per la demolizione con il jihad dello stato di Israele e la cancellazione dei millenni di storia nei quali quei territori sono appartenuti a Israele prima dell’infausta conquista musulmana. 
Giovanni Battista Vargiu

 


 

La risoluzione Unesco a proposito del Muro del Pianto sarebbe patetica se non fosse tragica, visti certi precedenti che noi europei dovremmo tenere sempre ben presenti. Una pagliacciata che squalifica ulteriormente le già degradate Nazioni Unite. Vergogna, e i rappresentanti italiani all’Unesco spieghino pubblicamente la inqualificabile astensione dell’Italia (prima di essere doverosamente sostituiti).
Guido Valota

 


 

Mi auguro che una istituzione inutile come l’Unesco non riesca a cancellare la storia di Israele. Con partecipazione,
Ethel Obi

 


 

E’ inutile fare lunghi discorsi, appoggio la vostra campagna per il riconoscimento della preminenza ebraica di quei monumenti.  Roberto Prisco

 


 

Condivido la reazione di Isaac Herzog dopo la dichiarazione dell’Unesco secondo cui il Muro del Pianto e il Monte del Tempio non sarebbero legati storicamente alla religione ebraica. Cito, “riscrivere la storia, distorcendone i fatti: inventare che il Muro del Pianto e il Monte del Tempio non abbiano legami con il popolo ebraico è una terribile bugia che serve soltanto a incrementare l’odio”.


Aggiungo che siamo di fronte a un nuovo tentativo di propagare l’antisemitismo attraverso la menzogna come già accaduto in passato con i Protocolli di Sion. Ma questa volta è una rinomata organizzazione dell’Onu che si presta a questo deplorevole e pericoloso gioco.


Mi auguro che il governo italiano si dissoci ufficialmente e fermamente da questa vergognosa dichiarazione dell’Unesco.
Piero Moscatelli

 


 

La mia indignazione è immisurabile, per la recente posizione dell’Unesco riguardo al Muro del Pianto. Domando: chi ha inventato l’Unesco? quando? per cosa? è possibile visionare il suo statuto? questo Unesco che poteri ha? è possibile che ciò che dice tale ente possa essere ritenuto la verità senza che ci sia qualcuno preposto a vagliare-giudicare-sanzionare?

Chiedo: ma noi italiani, ma noi umani… ma è mai possibile che si alza un ignorante e solo perché si chiama x può dire ciò che vuole?

Chiedo: ma l’Italia che si è astenuta nella votazione… possiamo sapere i nomi di tali conniventi?

Chiedo: ma mettere in rete in maniera choccante trasbordante invadente onnipresente documenti che informino, nelle sedi, nelle forme valide e più adatte, perché questa invasione di semplice informazione venga attuata cosa ci vuole? mi assumete a lavorare per questo?  E’ assurdo dover assistere a rappresentazioni di ignoranza malafede criminale simile.

Concludo dicendo che ho un dottorato in Teologia fondamentale e dogmatica, ho 59 anni, e quasi quasi c’è da attaccarsi a qualsiasi muro e piangere a pensare che se va avanti questa gentaglia criminale verranno su generazioni convinte da questi criminali delle loro bugie: è crimine contro l’umanità una cosa simile.
Anna Maria Girau

 


 

Gentile ambasciatrice, da cittadino italiano e da cattolico sono indignato dalla decisione dell’Italia, da Lei rappresentata, di astenersi nella votazione della risoluzione del Consiglio esecutivo dell’Unesco con la quale si nega ogni legame storico e religioso con Ebraismo ed Israele del Monte del Tempio di Gerusalemme, ritenuto quindi dall’Unesco luogo di culto solamente musulmano.


Sconcerta che sia l’Italia ad astenersi, invece di votare contro, come invece fatto da altri paesi della Ue come Germania, Olanda, Gran Bretagna, Estonia e Lituania, quando proprio a Roma l’Arco di Tito è davanti ai nostri occhi da quasi duemila anni a ricordare, scolpite nella pietra, la vittoria di Roma e dell’Imperatore sugli ebrei di Giudea e Samaria e la distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme.


Mi chiedo anche come il presidente Mattarella possa commemorare il rastrellamento degli ebrei del Ghetto di Roma e condannare l’antisemitismo, ma al tempo stesso tacere sul fatto che anche grazie all’astensione dell’Italia l’Unesco possa sfacciatamente disconoscere le verità storiche e religiose che legano il Monte del Tempio a Israele, Israele che nel 1967 riunificò Gerusalemme aprendo i luoghi religiosi della città ai credenti delle tre grandi religioni monoteiste quando nei diciannove anni di occupazione la Giordania aveva impedito agli ebrei l’accesso ai luoghi sacri ebraici di Gerusalemme Est.
Spero quindi che in occasione del voto definitivo della risoluzione dell’Unesco l’Italia decida di votare contro l’avallo di una così enorme menzogna storica altrimenti, se perpetuata, la decisione dell’astensione resterà una macchia indelebile sulla dignità del nostro paese.
Luca Berardi

 


 

Non sarò a Roma il 19 ottobre ma è come se vi partecipassi.
Giovanni Bernardi

 


 

Israele, orologio di Dio! Attente nazioni, il tempo sta per scadere! Israele è e rimane il popolo eletto di Dio! (Motivo per cui è tanto odiato!) “Chi tocca voi, tocca la pupilla dell’occhio suo”, libro di Zaccaria 2:8. Grazie Foglio del vostro impegno.
Pietro Lamanna

 


 

A quando la delibera Onu sulla estraneità della basilica di San Pietro al cristianesimo cattolico?
Armando Iori

 


 

Sono con voi.
Elio Barbuti

 


 

Davanti a questa notizia io so solo piangere.

Giorgio Caim

 


 

Perché non se parla nei vari tg e giornali? Il Foglio è l’unico quotidiano che denuncia quanto sta avvenendo.

Clara Mel


 

Sarei curioso di sapere chi è il rappresentante dell’Italia all’Unesco, tanto intelligente da approvare l’esclusione dei luoghi sacri israeliani…
Sono con Israele

Francesco Cammarata

 


 

Sono indignato dalle dichiarazioni dell’Unesco che in malafede vorrebbero cancellare 3.000 anni di storia e cultura ebraica. Sono insopportabili queste organizzazioni che, facendosi paravento di istanze culturali sovranazionali, in realtà esprimono le peggiori politiche di governi antidemocratici e repressivi. Condivido le prese di posizione del Foglio in merito.
Vorrei che il governo italiano esprimesse in modo inequivocabile il disaccordo con le dichiarazioni dell’Unesco relative ai luoghi sacri di Gerusalemme. Vorrei anche che il nostro governo mettesse in discussione l’utilità stessa di tale organizzazione .
Nessuno tocchi lsraele.
Silvio Panceri

 


 

Secondo la tradizione islamica, è stato compiuto un solo miracolo nel seno del deserto, a cura dell’Arcangelo Gabriele: apparso a Maometto, contadino non alfabetizzato di stirpe umile, gli disse: “Iqra, leggi”. Il profeta, dopo pianti ed esitazioni, lesse.
Mi piacerebbe che lo stesso miracolo potesse prendere piede prepotentemente nelle bigie aule dell’Unesco. La libertà sulla quale si basa il nostro occidente nasce proprio nel deserto, da dieci regole scritte su tavole brutalmente spezzate per l’incapacità umana di avere pazienza. Il secolo che è il nostro ventre, il Novecento, è ebraico. Come lo sono le nostre risate, le nostre lamentazioni, molte scoperte scientifiche e tonnellate di letteratura. (La disputa del Nobel ultimo era tra due pesi massimi ebrei: Philip Roth e Bob Dylan). Gerusalemme è tale. Il Monte del Tempio idem. Ben prima che guerre tribali sconvolgessero il creato nel Golfo, veneravamo tutti gli stessi meteoriti e la lingua araba serviva allo svolgimento di strepitose gare di poesia ed elogi delle lune e delle notti.
Vorrei che l’Unesco si occupasse di questo, o si eclissasse.
Zacaria Braschi

 


 

Vergogna. Italica doppiezza. Vergogna. Ignoranza antisemita occidentale. Vergogna. Notte dei cristalli. Vergogna. Storia che si ripete. Vergogna. Unesco & Ue &  Onu.
Paolo Gobbini

 


 

Renzi sveglia! Fai sentire che non sei complice di questa “imbiancatura” della storia.
Francesco Ricci

 


 

Non capisco cosa aspetti l’Italia a smettere di pagare la contribuzione a questa associazione di farabutti e mentecatti (e ad accoglierne i rappresentanti con piume e melassa). E’ chiaro che è solo un gran carrozzone messo in piedi per dare soldi agli amici degli amici piazzati lì. Occorrerebbe cominciare a piantare cartelli sulle statali con scritte tipo  “Comune deUneschizzato”  
In ogni caso, la migliore definizione dell’Unesco viene da Maurizio Lastrico, che in una precedente versione della “Barzelletta del Fantasma Formaggino” (probabilmente modificata in seguito perché non politicamente corretta), che descriveva la reazione del Tedesco alla vista del Fantasma con qualcosa come (non ricordo le rime esatte) “… si fece in sue mutande un arabesco / sì fine, sì bello e sì prezioso / che adesso è patrimonio dell’Unesco”.

Giulio Morpurgo

 


 

Aderisco indignato alla manifestazione contro la sconcia mozione dell’Unesco sul Muro del Tempio e ancor più sdegnato contro la pusillanimità dei nostri rappresentanti all’Unesco. Se la mozione approvata non fosse tragica, darebbe argomento di risate a crepapelle per la sua idiozia.
Guido Parravicini

 


 

Io sto con Israele.
Giuliano Zetti

 


 

Ripasso di matematica per i ripetenti dell Unesco: Unesco sta(rebbe) alla cultura come Israele sta al Muro del Pianto.
Maurizio Guerrini

 


 

Unesco vergognati!

Silvia Ronchi

 


 

Visto e considerato che di storia non capisce niente, aboliamolo e non se ne parli più.
Massimo Siciliano

 


 

Condivido toto corde questa iniziativa del Foglio che ancora una volta si schiera contro ogni assurda e deplorevole discriminazione nei confronti di Israele e  vuole difendere, insieme alla sua libertà e al suo diritto all’esistenza, le ragioni della convivenza umana.
Carlo Giulio Lorenzetti Settimanni

 


 

Aderisco all’iniziativa del Foglio contro la decisione dell’Unesco nei confronti di Israele e del Muro del Pianto. E mi dispiace che il nostro governo si sia astenuto anziché votare no. 
Renata Ergas

 


 

Viva Israele.
Giuseppe di Vita

 


 

Che dire se non che quello che è successo è un’indicibile vergogna e l’ennesima prova dello sfascio di questo occidente, sempre meno democratico sempre più pericoloso. Se il governo italiano non si dissocia Renzi non avrà il mio sì alla riforma costituzionale. Vi invito a fare anche a Milano ciò che domani (oggi, ndr) farete a Roma.
Irene Volpi

 


 

In supporto alla vostra iniziativa.
Paolo Pennazzi

 


 

Mi unisco animatamente alla vostra iniziativa contro i distruttori della storia. Contro i creatori della menzogna storica e scientifica, viva Israele, il diamante grezzo della nostra civiltà, che tra mille inciampi va comunque avanti, come è suo diritto sacrosanto. Mille auguri a tutti.
Fabio Casali

 


 

Mi associo alla petizione del Foglio, Muro del Pianto, contro ogni tentativo subdolo, di ripercorrere la via verso Auschwitz!

Giulio Bowinkel

 


 

Non potrò essere in piazza a protestare, ma partecipo silenziosamente all’ennesima violazione della memoria, del presente e del futuro. Unesco vergogna. E vengono pure pagati per insultare in questo modo un popolo intero, già messo a dura prova nel corso della sua storia millenaria? Vergogna.
Gabriella Bravi

 


 

Io spero e propongo che i siti “Patrimonio dell’Unesco” italiani, vengano cancellati da quell’albo. Mi vergogno, quale essere umano, che quello svalutato ente delle abbastanza svalutate Nazioni Unite venga utilizzato quale strumento di egemonia confessionale e ideologica.
Enzo Calabresi

 


Mi associo decisamente  contro  l’ipocrisia dominante  e vergognosa  spacciata per verità  dalla maggioranza  delle nazioni dell’Unesco  nei confronti di Israele.  Esprimo la mia solidarietà  e simpatia  per  questo popolo coraggioso, intelligente  e democratico  che sopravvive  con  solo poche voci amiche nel mondo.
Amerigo Boiardi  


 

Vi prego di trasferire al governo italiano l’indignazione per l’ignavia dimostrata con l’astensione.
Alessio Neri

 


 

Mi associo alla vostra indignazione. Organizzazione patetica nelle sue decisioni che spesso rasentano il ridicolo. Un “poltronificio” mondiale che purtroppo incoraggia e alimenta l’odio razzista.
Mario Pontiroli

 


 

Sono con voi e il grande popolo ebraico.
Riccardo Maldini

 


 

Dopo il preambolo sull’Europa che cancellava le basi cristiane della storia d’Europa ora si cancella la storia di Gerusalemme. Ma la verità realmente non riusciranno a cancellarla.
Massimo Valentini

 


 

Un’organizzazione per la cultura non può dare spazio al settarismo religioso, pena la perdita di ogni credibilità. Il governo italiano deve smetterla con gli atteggiamenti servili nei confronti degli islamici.
Angiolo Ugo Del Lucchese

 


 

Da cittadino italiano, amico di Israele, dei suoi valori fondanti che tutti noi, uomini liberi, condividiamo, sono inorridito e schifato di fronte all’ennesima vergogna. La mozione dell’Unesco va contro la storia e offende ogni logica, l’Eurabia si sta avviando verso la cancellazione dei suoi valori, delle sue aspirazioni, sta rinnegando la propria storia e le sue lotte di civiltà.
Quanto è successo è vergognoso, ed è più scandalosa la vigliaccheria dei rappresentanti italiani che si sono astenuti e non hanno avuto il coraggio di ribadire la propria identità e storia… Nessun telegiornale italiano ha riportato la notizia, pochi giornali hanno riportato solo qualche flebile eco… Di fronte ai petrodollari, alla volontà vigliacca di “voler tener buoni” degli oscurantisti medievali non opponiamo resistenza… L’Italia non ha preso posizione contro questa pugnalata al cuore della nostra civiltà, Italia vergognati!
Paolo Barbanti

 


 

Aderisco alla manifestazione contro l’Unesco!
Riccardo De Benedetti

 


 

Questa decisione dell’Unesco è scandalosa. Del resto ormai queste istituzioni non rappresentano più nulla, non hanno più alcuna credibilità. E l’Italia si è astenuta! Che vergogna!!
Federico Vegetti

 


 

Mi associo volentieri alla vostra meritoria iniziativa.
Ivan Ferioli

 


 

Sono profondamente offeso da questa risoluzione che cancella in un colpo solo 5.777 anni di ebraismo e 3.761 anni di cristianesimo e 577 di storia del mondo. Potrei fare sterili polemiche sull’asservimento all’Islam che conosciamo bene. Mi vergogno dell’astensione dell’Italia, opera di chi forse non ha mai visitato il Foro e non ha mai visto l’arco di Tito e il Colosseo. Nel 70 Tito quale tempio avrebbe distruttto? Il Colosseo con i denari del tesoro di quale tempio è stato costruito? Quali schiavi furono deportati e venduti dopo il 70? Fantasmi? E a noi cattolici: dove ha predicato Gesù e da quale tempio ha scacciato i mercanti? Mercoledì ci sarò sicuramente.
Non sono ebreo, ma lo sono per scelta, per “volontà” come diceva il grande storico Pierre Vidal-Naquet. L’Italia contribuisca a rivedere la scellerata e inaccettabile decisione dell’Unesco.  

Ciro Cacciola

 


 

Ceneri,  ceneri,  voi siete il rogo di chi crede. La salvezza del popolo ebreo è sopravvivere nella solidarietà insieme alla rottura.
Carmine Benini Casa

 


 

Alla decisione dell’Unesco IO GRIDO NO.

Monica Valeri

 


 

Quello che sta succedendo nei paesi “civili” contro Israele è vergosgnoso e ingiusto. Quest’ultima proposta dell’Unesco è aberrante, antistorica e direi inumana. L’Italia si deve attivare seriamente perché venga bocciata in sede di decisione definitiva.
Paolo Forti

 


 

Aderisco all’iniziativa.
Tiziana Della Rocca

 


 

La storia degli ebrei è anche la nostra storia, fanno parte delle nostre radici e non devono essere cancellate.
Alberto Bravi

 


 

Condivido in pieno la vostra posizione, è una Shoah culturale. Perché non fare una petizione con raccolta firme?
Lucia Onesimo

 


 

L’incredibile risoluzione dell’Unesco volta a negare il legame storico del Muro del Pianto e del Monte del Tempio con Israele mi lascia stupefatto e profondamente amareggiato. Essa dimostra come importanti istituzioni internazionali, nate con ben altri scopi, possano piegarsi a una evidente strumentalizzazione ideologica che in questo caso diventa una vera Shoah culturale. Di questo passo mi chiedo quando l’Unesco includerà i “Protocolli dei savi di Sion” tra i libri “patrimonio dell’umanità”.
Roberto Cucchi

 


 

Si restituisca l’Unesco alla (vera) democrazia, che è fatta di “una testa un voto” ma soprattutto di “una testa pensante, un voto”. Il vero Muro del Pianto oggi, è l’Unesco.
Paolo Della Sala

 


 

Astenersi quando condannano a morte (né più né meno) Israele non è solo perverso, ma suicida: un albero a cui tagliano le radici, muore. Questa “banale” (Hannah Arendt) astensione è una pagina criminale della storia italiana, e reca la firma di questo governo. Propongo al Foglio di organizzare un pellegrinaggio a Gerusalemme, quanto prima, e una raccolta fondi per finanziarlo, dal titolo “Un Esco Subito”.
PS: il lavoro che fate al Foglio e’ come l’acqua, e l’ossigeno: vitale.
Tamara Merisi

 


 

Quando si violenta la verità si diventa complici della violenza verso le persone. Il governo ha il dovere di spiegare da chi è perché è stata presa questa decisione, e modificarla immediatamente.
Marco Taradash

 


 

Sì, ancora una volta, spendiamo una parola a favore della Verità rappresentata da un popolo in mezzo a tanti Pilato della Verità, in mezzo ai voltafaccia storici,  uno vale l’altro, ciclici e recidivi, vale a dire il mondo contro Israele e Israele contro il mondo: sì, così è, se vi pare.
Noi plaudiamo a Israele, poiché ci rispecchiamo nella Verità e nel Bene che di Essa è figlio. Noi apparteniamo alla prima e al secondo e dell’umanità onesta siamo figli, figli della storia giusta, in mezzo  a tutto quello che è ingiusto e della storia, e dei suoi simulacri viventi. Un grazie sentito, di cuore assieme a tanta stima al Foglio, esemplare vivente di ciò che non muore, come non muore l’informazione giusta, passaparola che vince sul male.
Fulvia Musicò

 


 

La coscienza di ciascuno dovrebbe da tempo protestare contro il ritorno della campagna contro Israele e contro gli ebrei. Anche il presidente della Repubblica che mostra la sensibilità nel denunciare il clima del passato contro Hitler ed il rastrellamento degli ebrei del passato dovrebbe far sentire la sua voce contro questa ignobile decisione ed anche contro tutte le iniziative in atto da tempo contro lo stato ebraico.
Angelo Valetti

 


 

Ma a che serve l’Onu, perché non chiude? Purtroppo anche alla menzogna ci si abitua e l’occidente svende se stesso e le proprie radici neppure per un piatto di lenticchie. Poi scandalizziamoci (giustamente) dei molti eccessi ai danni dei palestinesi ma chiediamoci: un ebreo può realisticamente fidarsi degli organismi internazionali? Il risultato è che gli eccessi contro Israele si ritorcono contro i palestinesi.
Gianni Baleani

 


 

E’ vergognoso, sono con voi forza Dio è per Israele.
Elena Cappini

 


 

I tanti valvassori e valvassini che si ammantano del pomposo mantello di patrimonio-mondiale-dell’umanità sentiranno ora una benché minima spinta a restituire al mittente le svalutate insegne della loro così democratica eccellenza? Si uniranno mai alla dovuta protesta che dovrebbe prorompere ovunque?
Fabio Del Prete

 


 

Vista la sua incapacità di comprendere la storia dovremmo eliminare il nostro contributo, almeno fino al ripristino delle verità storiche. Proponetelo al governo.
Francesco Desalvo

 


 

Aderisco con entusiasmo e convinzione.
Francesco Mengozzi

 


 

Purtroppo non c’è mai niente di liberale e di senso e ricordo della storia in queste organizzazioni internazionali. Vergogna, vergogna, vergogna!
Roberto Tronchetti Provera

 


 

Da una stella a una stella c’è l’insondabile rifiuto del silenzio. Parla a chi vede con i tuoi occhi assenti, scriveva E. Jabès.
La morte ci parla la nostra lingua.
Carmine Benincasa

 


 

La mozione dell’Unesco e il silenzio dell’Italia. Un’infamia! 
Bianca Tinti   

 


 

Aderisco con il cuore e con la mente alla vostra iniziativa.Sono una cattolica non baciapile disgustata dalle decisioni scandalose di organizzazioni mondiali inutili come l’Onu e l’Unesco.
Gabriella Pecci

 


 

Bongiorno. No podré estar en la convocatoria, pero desde España apoyo una iniciativa que es un dislate histórico. El muro de las lamentaciones forma parte de la historia de Israel, independientemente de cuestiones políticas. Si un apoyo por internet sirve de algo, contad con el.
Giulia Cuadrado

 


 

Solidarietà totale a Israele. Sono con voi a manifestare contro l’Unesco  e in favore dello stato di Israele, di cui ammiro da sempre la democrazia e la storia.
Anna Oddono Galler

 


 

Contro la cancellazione della storia di Israele e contro la vergognosa shoah culturale, complice persino l’astensione dell’Italia, aderisco convintamente alla chiamata di “Si va in piazza contro l’Unesco”.
Franco Celenza

 


 

Il muro antistorico dell’Unesco. Che pianto.
Angelo Gravier Oliviero

 


 

Solidarizzo con il popolo ebraico contro la decisione dell’Unesco.
Ernesto Migliavacca

 


 

Al direttore del Foglio invio questa mail per aiutare la giustizia e la verità, accogliendo in pieno l’invito del Foglio a testimoniare la propria disapprovazione riguardo l’evento contestato, cioè l’esclusione della storia e cultura ebraica dal Monte del Tempio e dal Muro del Pianto. Lo faccio da non ebreo, da cristiano, ma soprattutto da persona dotata, grazie a Dio, della facoltà di pensare autonomamente. Da persona che pensa  non posso che inorridire al tentativo di stravolgere la storia e piegare la cultura a proprio piacimento, tipico atteggiamento delle dittature. Pertanto: da persona esprimo forte rammarico e protesta per la decisione presa. Da italiano non posso che sollevare forti proteste verso i rappresentanti del mio governo per la posizione di astensione assunta durante il voto. Spero vivamente che i rappresentanti dell’ITALIA (maiuscolo voluto) presso l’Unesco  possano riconsiderare la propria posizione, manifestando la contrarietà delle istituzioni italiane nei riguardi di tale decisione.
Marco Manzan

 


 

Non potrò partecipare, ma aderisco volentieri alla vostra iniziativa.
Lorenzo Bocciolesi

 


 

Gentile direttore, grazie. Finalmente parole e titoli degni di un vero giornale. Mi sconcerta il silenzio dei cattolici che non hanno ancora aperto bocca per difendere i propri valori. Sono solo una laica che non intende rinnegare le proprie radici cristiane e una donna che vuole difendere la dignità conquistata nel corso di una vita.
Mi auguro che molti o tutti gli altri quotidiani italiani si uniscano a voi nel dichiarare all’Unesco che non ci rappresenta in alcun modo, costituisce un’autentica vergogna ed è la spudorata espressione delle peggiori dittature del nostro tempo.
Wanda Riccitelli

 


 

Ho letto il vostro articolo dal titolo “Si va in piazza contro l’Unesco”. Avendo preso molto a cuore la questione ,mi chiedevo se quella citata nel titolo fosse una manifestazione a cui si può partecipare liberamente. In tal caso verrei a Roma per sostenere la vostra causa su questa assurda e spregevole risoluzione.
Luca Ausili

 


 

L’astensione italiana è vergognosa, tipica di un cerchiobottismo da furbetti che cercano di non dispiacere a nessuno ottenendo solo di essere da tutti disprezzati. Se, come probabile, la dichiarazione storicamente falsa e violentemente antisemita e anticristiana non verrà ritirata l’Italia, se fossimo un paese serio, dovrebbe uscire dall’Unesco,così risparmiando anche un bel gruzzolo che serve solo a foraggiare dittatori e loro sodali corrotti e incolti.
Claudio Salvatori

 


 

No alla sottomissione culturale che ci vogliono imporre le potenze  musulmane… Sì al Muro del Pianto ebraico… Vergogna all’Italia, e all’Europa, che non difende le radici ebraiche della nostra cultura cristiana e si sottomette ad abbandonare Israele unico paese democratico del medio oriente. 
Michèle Leks

 


 

Desidero aderire pienamente alla iniziativa  promossa da codesto quotidiano: “Un delitto contro l’umanità. Il governo italiano dica no”. Il Muro del Pianto e il Monte del Tempio sono luoghi sacri agli ebrei di tutto il mondo. Nessuna risoluzione di organismi influenzati da alcuni paesi islamici potrà cancellare una identità che è patrimonio dell’intera umanità. L’Italia voti no.
Enzo Nicoletti

 


 

L’Unesco, organizzazione Onu, ha stabilito che pur essendo Gerusalemme città sacra per le tre religioni monoteiste, il Muro del Pianto e il Monte del Tempio siano esclusivamente luoghi sacri dell’islam e che quindi il loro nome sarà soltanto quello arabo. L’Italia si è vergognosamente astenuta. Dopo l’ennesima decisione Onu contro cristiani ed ebrei, Israele ha giustamente deciso di interrompere i rapporti con l’Unesco. Ora se quei luoghi resteranno anche nostri sarà soltanto perché lo stato d’Israele li difenderà e preserverà dell’occupazione islamica. Ancora una volta le libertà e le identità di quest’occidente, sempre più dimesso e  mercenario, si difendono sotto le mura di Gerusalemme.  Grazie Israele, anche in quest’occidente e in Italia c’è chi ti sosterrà sempre!
Alessandro Bertoldi, Vicepresidente UDAI - Unione di Associazioni pro Israele

 


 

Si stanno perdendo tutte le evidenze: prima che il feto è un essere umano, poi che i generi sono due, poi che gli omosessuali non possono procreare tra di loro, poi ancora che l’utero in affitto è uno sfruttamento della donna e così via. Adesso siamo arrivati a dire ufficialmente che Gerusalemme non c’entra con gli ebrei. Senza richiamare la frase di Chesterton sulle foglie verdi, mi limito a pensare agli insegnanti: che dovranno dire, che i libri di testo finora hanno sbagliato?
Nazareno Morresi

 


 

Scrivo per sostenere Israele.  Attacchi alla Brigata ebraica da parte di palestinesi e suoi sostenitori (di sinistra) durante i festeggiamenti del giorno della Liberazione in Italia (un giorno mi dovranno spiegare cosa c…zzo c’entrano gli arabi palestinesi con la Liberazione in Italia visto che è stata la Brigata ebraica a combattere con la Resistenza e non gli arabi).
 Antisemitismo e pro arabismo (islamico) dilagante. Vivo a Bologna e vi assicuro che se non siamo a livelli antiebraici alla francese poco ci manca. Un giorno sì e uno no esce un articolo riguardante qualche artista (Bian Eno, Roger Waters) che esortano al boicottaggio della merce e della cultura ebraico/israeliana.  E ora questa del Muro del Pianto… Non ho parole. Ci meritiamo la cultura e la spiccato senso della democrazia dei magrebini e arabi in generale.
Piero Sva

 


 

Aboliamo l’Unesco, carrozzone politico e burocratico… Basta.
Leonardo Zangani

 


 

Non sono ebreo ma da sempre provo un amore viscerale per il popolo ebraico e per ciò che ha rappresentato e rappresenta per l’intera umanità. Non mi riconosco nelle posizioni dell’Unesco che, come tante altre organizzazioni, in ambito Onu, è gestita e pervasa da paesi che dell’odio verso Israele hanno fatto ragione della loro azione politica. Vergogna, vergogna, vergogna. Unesco non puoi cancellare 4.000 anni di civiltà.  
Maurizio Zannini

 


 

Ridicola e ignobile l’iniziativa dell’Unesco, è veramente ora di dire basta a queste falsificazioni dei fatti storici. Appoggio senza riserve la campagna del Foglio.
Giovanni Zucchini

 


 

Sono una cittadina italiana che vive in Francia. Sono abbonata al Foglio e ho voluto aderire alla vostra iniziativa che trovo giusta e coraggiosa. La storia insegna tanto, per chi sa leggerla e capirla; purtroppo preferiamo scordarla rapidamente. Ancora una volta il popolo ebraico deve subire condanne che arrivano stavolta da chi dovrebbe tutelare  patrimoni culturali mondiali. Se il messaggio che l’Unesco vuole dare è che la cultura ebraica debba essere spazzata via, io voglio oppormi a tutto questo. Non potrò partecipare alla vostra lodevole iniziativa, ma ci sarò con il pensiero.
Cinzia Ferretti

 


 

Decisione scandalosa, salviamo la cultura ebraica, ben più antica, ricca e profonda dell’islam, da queste porcherie.
Grazie al Foglio per l’iniziativa.
Giuseppe Mele

 


 

Il nome di un cavallo al Muro del Pianto?  Non ci posso credere! Cosa significa: “L’Italia si è astenuta?”. Chi rappresenta l’Italia in seno all’Unesco? Nomi e cognomi, curriculum, qualificazione delle persone fisiche, uomini e donne, che hanno avuto lo stomaco di astenersi, avallando una scelta che disonora l’Italia e toglie ogni residua dignità a un ente che già in moltissime altre occasioni ha dimostrato di  averla perduta. Qual è la catena di comando che termina con la persona che ha detto: “L’Italia si astiene”? Possibile che la pavidità, il pilatismo istituzionalizzato abbia contagiato anche il governo Renzi? O si tratta di un colpo di mano dei rappresentanti italiani in seno all’Unesco? Insomma, nessuno si preoccupa di conoscere per quali canali l’Italia  ha praticamente riattualizzato  l’infamia della deportazione degli ebrei del 16 ottobre del 1943? Nomi e cognomi, catena di comando, responsabile in capo: gli italiani vogliono conoscere di persona chi parla a nome loro  smerdandoli.
Bruno di Geronimo

 


 

Verognosa e stupida la mozione Unesco. Appoggio l’iniziativa di “portare il Muro di Gerusalemme” davanti alla sede Unesco.

Viviana Frassi

 


 

Sono allibito, mi associo alla vostra iniziativa. Sarebbe interessante conoscere il nome del nostro rappresentante presso quell’ente e da chi ha avuto l’ordine di astenersi.
Mario Jovino

 


 

Grazie per l’opportunità che mi offrite di manifestare l’insopportabile voltastomaco che mi provoca l’ipocrisia inacettabile dei politici, a partire dai più alti livelli, dei media e degli opinionisti italiani, molto impegnati a rievocare, magari al canto di “Bella ciao”, le persecuzioni subite dagli ebrei a opera dei nazisti, ma assenti e muti di fronte ai gravi e temibili comportamenti antisemiti sempre più diffusi nell’occidente politicamente corretto.

Enrico Venturoli

 


 

Anche se domani (oggi, ndr) non sarò con voi a Roma, contatemi pure fra i partecipanti. 
Paolo Vagliasindi

 


 

Chi non può venire a Roma come può far conoscere il suo sdegno per la decisione che l’Unesco sta per prendere con la complicità dell’Italia riguardo al Muro del Pianto di Gerusalemme? Come far pressione sul governo e i sui rappresentanti italiani all’Unesco?    
Maria Antonietta Metalli

 


 

Una cosa è certa: fino a che noi europei, noi occidentali, non smetteremo di astenerci, all’Unesco come nella vita di tutti i giorni, non smetteremo di voltarci dall’altra parte quando si parla di ebrei; fino a quando nasconderemo la nostra viltà e il nostro pregiudizio nei confronti di Israele dietro un’ipocrita indifferenza e una colpevole “ignoranza”; fino a quando non ci scandalizzerà la spudoratezza con cui in un organismo internazionale che si dovrebbe occupare di cultura si consuma invece la cancellazione del legame storico del popolo ebraico con i suoi luoghi storici e religiosi, da parte dei paesi islamici con la connivenza della gran parte di quelli cristiani, fino ad allora non possiamo sperare nel prevalere della Verità storica ma dobbiamo rassegnarci al buio della Menzogna che, di nuovo, inesorabilmente, rischia di ingoiarci tutti!
Paola Ursino

 


 

Vergogna che L’Italia non sia tra i paesi  civili che hanno votato contro questa folle risoluzione. L’Unesco si sta macchiando di una colpa  bassa e vile. I luoghi sacri dell’ebraismo sono parte della storia di Israele, che, ricordiamolo sempre, è l’unico paese democratico del medio oriente e del nord Africa. Sono indignata da cattolica romana.
Susanna Valeria

 


 

Cronache 2 - Capitolo 6. Allora Salomone disse: “Il Signore ha deciso di abitare nella nube. Ora io ti ho costruito una casa sublime, un luogo ove tu possa porre per sempre la dimora”.
Jolanda Codognato

 


 

Contro la vergognosa antistorica risoluzione dell’Unesco e la pavida astensione dell’Italia.
Gianfranco Messe  

 


Non ho sufficenti parole di biasimo e quasi incredulità nel vedere sino a che punto si spinge l’ignoranza coniugata con l’odio anti israeliano. Se questo messaggio vergognoso proviene da un ente “culturale”, meglio anziché astenersi (come al solito all’italiana!), abbandonarlo come fecero gli Usa.
Luigi Rovighi

 


 

E’ pura PAZZIA! la decisione dell’Unesco INQUALIFICABILE!        
Giuseppe Alesina

 


 

Cercando di rubare meno tempo possibile vorrei portare l’attenzione dei lettori su un fatto che dovrebbe far riflettere noi italiani più che qualsiasi altro popolo. Nel 1945, quando i partigiani del (criminale) maresciallo Tito invasero e occuparono una regione italiana, l’Istria (a tutti gli effetti italiana perchè già veneta insieme alla Dalmazia, Zara,  Fiume e Ragusa da secoli), la loro prima preoccupazione fu quella di cambiare i nomi di tutte le città, le località, i fiumi, le montagne, le regioni. Così che chi ieri abitava a Parenzo oggi abita a Porec, chi a Fiume a Rjeka, chi a Ragusa a Dubrovnik. Il tentativo riuscito di distruggere l’identità italiana degli abitanti di quella sponda dell’Adriatico si è materializzato con l’esodo del popolo istriano sullo sfondo dei tragici fatti delle foibe, anche essi atti mirati a un ancora più profondo intento della distruzione fisica della memoria di un popolo (il nostro).
Mi auguro che il nostro paese si sbrighi a prendere le distanze da questo genere di bestialità.
Giosafat Visigalli

 


 

Niente può cancellare l’onta dell’esecrabile decisione dell’Unesco, ma, appassionatamente convinta della necessità della manifestazione indetta dal Foglio, chiedo ospitalità per una testimonianza personale. A sedici anni, di famiglia cattolica e frequentando un liceo privato cattolico, non sapevo quasi nulla di ebrei, ebraismo e Israele. Poi, su una pista da sci, ho conosciuto un ragazzo, il mio primo amore.  Era ebreo, belga, aveva diciannove anni e mi raccontò di esser nato ad Auschwitz, fortunosamente, perché sua madre vi era arrivata con l’ultimo convoglio, a guerra persa e coi russi alle porte, abbandonata in una baracca al momento dello sgombero del campo perché in preda alle doglie del parto. Lui, il ragazzo, finita l’università ad Anversa, ha voluto andare a fare il servizio militare in Israele per avervi la cittadinanza e lì è morto, ucciso in un agguato. Ho ancora le sue lettere. Nell’ultima scriveva: “Qui mi hanno dato una Bibbia e un fucile, ho trovato la mia vera patria, sento di dover difendere la mia gente e non so se tornerò nell’Europa che pure amo come amo te. Puoi capirmi?”. Dopo l’incontro con lui mi sono informata, ho letto il leggibile su storia dell’ebraismo, questione palestinese, letteratura ebraica e israeliana, ho seguito col batticuore guerre e intifade, ho cononosciuto, stimato e apprezzato tanti ebrei, italiani, europei, israeliani, persino russi. Come giornalista ho scritto su Israele, dove sono stata nove volte (anche quando caddero i missili su Tel Aviv), per il Giornale, Corriere Sette, la Notte, il Resto del Carlino, Vie del Mondo, Alisei (le due ultime, riviste del Touring) e altre pubblicazioni minori. Oggi, leggendo cumuli di menzogne su Israele, unico stato democratico e civile del medio oriente e sapendo con cognizione di causa che sono menzogne, devo vedere l’infaticabile, immarcescibile, odioso e minaccioso antisemitismo dilagare persino nelle organizzazioni internazionali, quelle stesse che dovrebbero garantire il mondo dal suo insorgere. Perciò posso solo associarmi a quanto hanno già scritto i lettori del Foglio sulla natura e la storia del Monte del Tempio e del Muro del Pianto e sperare che la comune indignazione e la manifestazione di Roma possano scuotere le coscienze oltre ad essere una decisa e moralmente indispensabile denuncia di questo scandalo.
Francesca Benvenuti

 


 

Ma i rappresentanti Unesco sono mai stati a Gerusalemme? Come è possibile negare l’innegabile? Da un’organizzazione che dovrebbe promuovere l’educazione, la scienza e la cultura ci si aspettano prese di posizione unificanti. Gerusalemme tutta è LA città sacra, per tutti e di tutti.
Silvia De Falco

 


 

Gravissimo l’operato dell’Italia all’Unesco, vorrei che il mio paese fosse in prima linea contro questo antisemitismo dilagante. Su queste colonne ho letto con piacere una vecchia lettera di Leo Strauss: Israele come Sparta, frugale e combattiva. Sa difendersi, anche perché se aspetta noi…
Riccardo Nocchi

 


 

Sono una guida turistica israeliana. Sono anche italiana e non sono ebrea.
A noi guide è al momento vietato mostrare sulla Spianata qualsiasi mappa o disegno che racconti la storia precedente al Sesto sec

olo dopo Cristo e il Tempio ebraico. Quando spieghiamo, anche in lingue che quelli del waqf non comprendono, comunque ci viene messo qualcuno alle calcagna per controllarci e intimidirci se serve. Se tutto questo, già scandaloso, verrà legittimato anche dall’Unesco sarà una vergogna. E non saranno comunque contenti, ma troveranno il modo di andare oltre. Difendiamo la storia!
Alessandra Waldman

 


 

Sono rimasto costernato di fronte alla decisione dell’Unesco di cancellare la storia. Scandalosa l’astensione dell’Italia che spero cambi rotta in sede di votazione per la ratifica della risoluzione.
Giovanni Grassi

 


 

Non ci sono parole per commentare la risoluzione dell’Unesco volta a cancellare una storia millenaria. Mi vergogno di essere italiana: non mi riconosco e non mi sento rappresentata da un governo che non è stato capace di alzare forte la voce contro l’ennesimo attacco all’unica democrazia del medio oriente. E’ puro antisemitismo mascherato. Ringrazio il vostro giornale, che come sempre, è in prima linea nel dire la verità.

Carmelita Roncaldier

 


 

Vergognati ONU
Nicola Manusardi

 


 

Il voto dell’Unesco e l’astensione dell’Italia: una doppia vergogna.
Giorgio Zambeletti

 


 

Non ci posso credere. Sono sicuro che si è trattato di un equivoco e che alla prossima votazione l’Italia si opporrà. No?
Pino Mulone

 


 

Risparmiamo fondi milionari e spese inutili, stanziati per il mantenimento della folta delegazione che rappresenta l’Italia all’Unesco.
Gaetano Alù

 


 

Incredibile: mi crollano tutte le certezze, mi hanno mentito fin dai tempi dell’asilo, non parliamo poi di quanto raccontato anche a scuola e letto su numerosi libri. In realtà a Gerusalemme non c’era il Tempio citato innumerevoli volte nella Bibbia e nel Vangelo. C’era in realtà una moschea, costruita prima della conquista islamica di Gerusalemme e della morte di Maometto, ma comodamente raggiungibile mediante figure mitologiche alate. Evidentemente anche lunghi anni di scolarizzazione, gli studi universitari e la successiva attività professionale non sono riusciti ad aprirmi gli occhi: solo ora l’Unesco mi ha rivelato la realtà!
Bruno Dore

 


 

Spiacente di non poter essere a Roma, plaudo alla vostra iniziativa, cui auguro molto successo, in difesa di quei veri valori che l’ Unesco cerca (speriamo invano) di distruggere.  
Gianmario Casalis Cavalchini

 


 

Carissimi amici del Foglio, custodi della cultura e della tradizione ebraica, mi associo alla protesta contro questa “Shoah culturale”, che vuole negare la radice ebraica a luoghi sacri per tutti gli ebrei, come il Muro del Pianto. Domani (oggi, ndr) non potrò partecipare fisicamente, ma sono con voi e vi abbraccio,
Mara Citterio

 


 

Piano piano, un passetto per volta, tra graffi, sputi, violenze, dimenticanze, indifferenze, falsità, questi bulli in doppiopetto stanno cancellando l’unica democrazia del medioriente. Che la nuova Shoah si accomodi… Io contro.
Edoardo Marinelli

 


 

Concordo con il pensiero del Foglio. Essere rappresentati da un governo che si è astenuto è inqualificabile. Mi vergogno di essere italiano.
Ivan Pedini

 


 

L’Unesco non solo è inutile, ma anche dannosa. Sarebbe da eliminare come la Fao e l’Onu. L’Italia dovrebbe comunque uscirne. Vergognosa l’astensione alla votazione, da pusillanimi!
Ludovica Carlesi

 


 

Al Muro del Pianto aggiungete il mio.
Serafino Penazzi

 


 

Voglio ringraziare il Foglio per essere uno dei pochissimi giornali italiani che non si sono nascosti nel commentare una notizia grave, antistorica e antisemita. Anche la posizione italiana è vergognosa e da italiano me ne vergogno. Anche se non mi stupisco più della nostra inettitudine internazionale. Penso sarebbe cosa sensata per l’Italia abbandonare un carrozzone costoso, anti occidentale, inutile come l’Unesco.
Valentino Corradi

 


 

Sostengo la vostra iniziativa.
Alberto Musso

 


 

Il Muro del Pianto è parte della cultura ebraica e va conservato tale
Emilio Milano

 


 

L’Italia si dissoci immediatamente dal voto dei suoi diplomatici e lavori per un drastico cambiamento di rotta dell’Unesco. In assenza del quale non esiti a uscire da una organizzazione sempre più apertamente filoterrorista.
Antonio Marino

 


 

Sosteniamo la vostra battaglia per il Muro del Pianto agli ebrei e contro i cialtroni politicamente corretti del governo italiano.
Antonino Bonanno e Vita Cusenza

 


 

L’Unesco, notevole stipendificio, consesso di ignoranti nullafacenti, va cancellata  dalle Agenzie dell’Onu!
Renzo Giacchieri

 


 

Benedetto della Vedova, sottosegretario agli Esteri, afferma che “Israele è l’unico paese democratico e rispettoso dei diritti umani nell’intera regione” medio orientale. Però i rappresentanti dell’italia nell’Unesco si astengono sulla risoluzione  che nega di fatto ogni rapporto tra ebraismo, Monte del Tempio e Muro del Pianto, al contrario di quanto fanno i nostri principali alleati. O i rappresentanti italiani all’Unesco ignorano le direttive del loro (e mio) governo, o l’opinione dell’onorevole Della Vedova non conta nulla.
Gianni Ceccarelli

 


 

Quanto avvenuto fa rabbrividire. Ma come ha fatto l’Italia ad astenersi accettando di fatto la falsificazione storica. E’ questa la politica del governo Renzi?  
Claudio Rieppi

 


 

Pur riconoscendo che ormai il riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” sia stato attribuito a ogni pietra, strepito, baracca cadente, come volgarissimo, prezzolato e inutile veicolo pubblicitario, togliendo all’Unesco buona parte della sua credibilità, è inaccettabile quanto accaduto con la risoluzione che nega l’eredità storica e culturale ebraica del Kotel.
Con questa risoluzione, del tutto antistorica e propagandistica, l’Unesco si classifica come organismo ideologico e politico faziosamente controllato dal potere economico dei paesi arabi, perdendo ogni autorevolezza storica e culturale.
Il governo italiano deve rimediare alla grave responsabilità del mancato voto contrario rispetto alla risoluzione, con immediata e dura presa di posizione.

Aldo Vanini

 


 

Hanno aderito fra gli altri anche: Roberto Volpi, Fabio Sabatini, Gaetano Finocchiaro, Edith Windwehr Ovadia, Edoardo Fiore, Marco De Benedetti, Federico Invernizzi, Mario Carzana, Irene Lapiccirella, Luciana Carbone, Massimo Schintu, Stefano Benedini, Gianluca Pontecorvo, Federico Triscari, Giovanni Cattani, Paolo Sorbi (docente di Sociologia presso l’Università europea di Roma), Elisabetta Noè, Tiziana Galimberti, Massimiliano Righetti, Diletta Funaro, Giovanni Crocioni, Tuvia Fogel, Bruno De Paola, Marco Atzeri, Antonio Bernabei, Lisa Piccolo, Massimo Gatti, Massimo Capacciola, Cinzia Lucente, Daniele Marzano, Eugenio Cervo, Michele Migliori, Manuel Lazzara, Luciano Rondina, Roberto Prato Guffanti, Graziano Davoli, Valerio Gironi, Augusto Cortesini, Riccardo Conti, Giovanni De Merulis, Edda Gazzerro, Giuseppe Portonera, Gianluigi Fabiano, Anna Pintore, Fulvio Benusiglio, Alessandro Frigerio, Laura Bechelli, Giacomo M. Zippel, Domenico Antonucci, Francesco Grisorio, Massimo Tessarotto, Silvano Danesi, Paolo Pantani, Alberto Bianchi, Marinella Cotza, Antonio Del Giudice, Silvia Rossi Baccetti, Michele Piacentini, Giorgio Ragazzini, Danilo Anedda, Antonello Mignano, Roberto Balladore, Luciano Tanto, Monica Valeri, Paolo Calore, Ginevra Niccolini Serragli, Anna Talò, Dario Dall’Aglio, Marcello Drago, Daniela Degli Esposti, Angelo Longo, Maria Rosa Di Lallo, Abramo Hassan, Opimio  Chironi, Maria Rondolino, Daniela Ciatti, Francesco Fumarola, Shalom Buhnik.

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