“Il femminismo non ha più senso”. Parola di moglie

La guerra tra i sessi è finita, ora sono gli uomini a voler diventare come le donne. La società e il modello lavorativo si stanno femminilizzando. Parla Cinzia Sasso.
“Il femminismo non ha più senso”. Parola di moglie

Care femministe, mettetevi il cuore in pace. Sono finiti i tempi di lotta in cui la donna doveva dimostrare di essere all’altezza dell’uomo, di essere tenace e competente quanto i colleghi maschi in campo lavorativo. “L’immagine della donna sempre in competizione con l’uomo è ormai una lettura vecchia. Sono cambiate moltissime cose: è passata la generazione in cui tu, donna, dovevi avere il coltello tra i denti e camminare da sola per far vedere che eri forte, che ce l’avevi fatta. Adesso le donne non hanno più bisogno di spaccare nessun soffitto perché ormai, se vogliono, possono arrivare dove vogliono da sole”. Ad affermarlo, parlando con il Foglio, è Cinzia Sasso, autrice del libro “Moglie”, nonché consorte dell’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Nel libro l’ex “first sciura” racconta il percorso che l’ha portata ad abbandonare il suo lavoro di giornalista per fare la moglie a tempo pieno.

 


Cinzia Sasso e Giuliano Pisapia (foto di Facebook)


 

Cinzia difende la dignità di questa scelta spiegando che oggi le rivendicazioni femministe sono vuote: non si tratta più di una guerra tra sessi, ma più in generale, di uguaglianza tra individui. “Siamo in una nuova fase, secondo me, dove si punta a costruire, non a distruggere. E quello che le donne hanno in mente è costruirsi una vita più equilibrata, dove poter conciliare lavoro, impegni e vita privata, nella totale certezza di non dover rinunciare né all’uno né all’altro”.

 

Questa ricerca di equilibrio però, sostiene Cinzia Sasso, non riguarda solo le donne, ma investe in identica misura anche gli uomini e si lega soprattutto al lavoro. Sono i lavoratori in generale, indipendentemente dal loro sesso, che vogliono costruirsi un modello di vita più elastico. “Io credo che la proposta di legge sullo smart working intercetti queste nuove esigenze comuni tanto alle donne quanto agli uomini. Complici la tecnologia da una parte e la crisi economica dall’altra, la nostra società sta attraversando un nuovo umanesimo, in cui l’uomo, inteso come essere umano, è al centro. Basta guardare all’attenzione sempre crescente delle aziende per gli orari lavorativi: ci sono regole che proteggono il lavoratore dall’obbligo di essere costantemente rintracciabile sul telefonino o per email. E queste trasformazioni impattano inevitabilmente sui rapporti tra le persone”.

 

Paradossalmente, sostiene Cinzia Sasso, ora sono gli uomini a voler diventare come le donne e la società si sta femminilizzando. Il mondo del lavoro, infatti, è più permissivo nei confronti delle donne e per tutelare il loro diritto alla famiglia acconsente a nuove forme di lavoro che equilibrino impiego e vita privata. Questo traguardo però non è ancora stato raggiunto dagli uomini, per i quali il lavoro è ancora totalizzante. Commentando la frase di Ivanka Trump che ha suscitato diverse proteste tra le femministe – “il lavoro più importante di ogni donna è essere una madre” – Cinzia Sasso dice: “Io credo che anche il lavoro più importante per un uomo sia essere padre. La genitorialità riguarda entrambi”.

 

Alla fine di questo discorso però sorge un dubbio: questa pretesa di uguaglianza assoluta non rischia di appiattire le differenze che contraddistinguono, per natura e anche sul piano fisico, l’uomo e la donna? La parità di diritti non equivale a rinnegare la propria natura sessuale, eppure, quando si parla di uguaglianza, si ha la tendenza a considerare uomini e donne come individui asessuati e, almeno dal punto di vista teorico, perfettamente identici. Cinzia Sasso però non è d’accordo: “No, questa è una lettura vecchia. Ora la nuova frontiera è un’altra”.

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